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Il più autorevole giornale di medicina al mondo, il New England Journal of Medicine, incorona il CERITINIB (https://www.alcase.it/educational/premessa-farmaci-mirati/farmaci-mirati/ceritinib-scheda-farmacologica/) come anti-ALK di 2° generazione, dopo il fallimento del Crizotinib… http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24670165 […]


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Del tutto recentemente sono stati resi noti i risultati di un ampio studio di fase III, chiamato “LUME-Lung 1”, presentati dapprima durante l’ASCO meeting dello scorso anno e, soltanto pochi gioni fa, pubblicati in forma estesa su The Lancet Oncology (Volume 15, Issue 2, Pages 143 – 155, February 2014). Lo studio dimostrava un guadagno di sopravvivenza ottenuto con l’aggiunta del Nintedanib alla chemioterapia di seconda linea standard con Docetaxel.


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Lo studio del NSCLC Meta-analysis Collaborative Group è basato su una rigorosa meta-analisi di quasi tutti i casi studiati nei precedenti studi clinici randomizzati di fase III (oltre 2.000 casi, oltre il 92% dei pazienti randomizzati) e fornisce un evidenza robusta perchè si possa raccomandare, nella pratica clinica, l’uso della chemioterapia preoperatoria nei pazienti con NSCLC in stadio IB-IIIA. Siamo certi che nei prossimi 2/3 anni tutte le società scientifiche di medicina oncologica e respiratoria prenderanno atto di questi dati e modificheranno le loro linee guida in tal senso.


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Denosumab è un anticorpo monoclonale umano (IgG2) che ha come target e lega il RANKL con elevata affinità e specificità, prevenendo il verificarsi del l’interazione RANKL/RANK, riducendo così il numero e la funzione degli osteoclasti, con conseguente diminuzione del riassorbimento osseo e della distruzione ossea indotta dal cancro. In una analisi esplorativa su pazienti con cancro al polmone, il Denosumab è risultato associato a una più lunga sopravvivenza rispetto al trattamento con acido zolendronico.


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Si è sempre osservato che la sopravvivenza tra le donne affette da cancro del polmone è migliore rispetto a quella degli uomini, e le conclusioni di un recente studio indicano che gli ormoni femminili possono essere il fattore causale di questa differenza. L’uso pregresso di una terapia prolungata con un estrogeno e il progesterone, infatti, sembrano associati a un più favorevole decorso della malattia.


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Questo grafico parla da solo!… Vi ricordate l’articolo del NEJM postato ieri, dove si diceva che aumentando i prezzi si salvano vite umane?.. Ecco, dunque, la correlazione tra consumo e prezzo delle sigarette.


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[…] E’ interessante la combinazione di due test per lo screening, ma ciò rende le cose più difficili. […] Gli stessi autori, nella loro discussione, propongono varie possibilità di combinazione dei risultati dei due esami e ammettono che la questione ha bisogno di essere approfondita e confermata da altri ricercatori: “… reported findings should be assessed by correlative studies of other prospective randomized LDCT screening trials.”[…]


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MARCIA INDIETRO!… (13-12-13): Uno studio su larga scala americano NON trova correlazione fra fumo passivo e rischio di cancro al polmone. Gli autori riconoscono solo una significatività borderline per e donne che avevano vissuto un minimo di 30 anni con un fumatore… Conclusioni: probabilmente abbiamo sopravvalutato l’importanza del fumo passivo!


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