Nel giugno del 1993 mi recai dal mio medico di base perché, da un po’ di tempo, accusavo una tosse fastidiosa e qualche linea di febbre. Mi fu consigliata una radiografia al torace dalla quale emerse una macchia ai polmoni che venne interpretata come la conseguenza di una bronchite cronica. Assunsi per un certo periodo degli antibiotici senza che la febbre scendesse.
Feci un’altra radiografia e subito dopo fui inviato all’Ospedale Carle dove i medici dopo avermi sottoposto alle indagini cliniche indispensabili per pervenire ad un diagnosi, ritennero fondamentale un intervento chirurgico mirato all’asportazione del tumore polmonare che mi era stato diagnosticato.
Oggi ringrazio quei medici perché l’operazione è andata a buon fine, non ho avuto bisogno di altre terapie e da allora non ho più avuto problemi.
Ho vissuto questa esperienza abbastanza tranquillamente perché mia moglie e i miei figli, che mi sono sempre stati vicini, scelsero di non dirmi nulla circa la gravità della mia malattia e forse è stato meglio così perché sono una persona molto emotiva. Però poi, col tempo, ho capito da solo che cosa avevo avuto realmente. Probabilmente la causa della mia malattia è da ricercare nelle 20 e più sigarette che per circa sessant’anni ho fumato ogni giorno. Oggi quando vedo i ragazzini accendersi una sigaretta mi arrabbio, vorrei che capissero quanto fa male. Il segreto è non iniziare mai a fumare perché poi smettere è difficile.
Difficile ma possibile io ho smesso da un giorno all’altro, dopo aver detto, per una vita a mia moglie, che non l’avrei mai fatto.
Sono sempre stato un cattolico credente e praticante ma dopo questa brutta avventura sono diventato ancora più devoto, mi sento in dovere di ringraziare per come si è risolto tutto. Dopo la malattia sono, piano, piano, tornato alla vita che facevo prima e a coltivare la mia grande passione per la musica. In famiglia dicono di aver capito che sono guarito il giorno in cui ho ricominciato a suonare la chitarra.
Ricordo che quando mi sono ammalato, avevo appena acquistato un’auto nuova e durante tutto il periodo passato in ospedale ho continuato a pensare che sarebbe stato un vero peccato non poterla più guidare. Dovevo guarire anche per questo. E ce l’ho fatta! Ora sono molto ottimista, spero in un futuro sereno accanto alla mia famiglia che per me è tutto e di cui vado molto fiero.
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