Era il 1997, allora avevo 53 anni e lavoravo come piastrellista. Sono sempre stato un lavoratore instancabile ma, in quel periodo, mi sentivo spesso molto stanco ed ero costretto a fermarmi di frequente per riprendere le forze. Avevo, inoltre, notato un rigonfiamento delle ghiandole del collo e, preoccupato, mi rivolsi al mio medico di famiglia il quale, senza perdere tempo, mi fece fare immediatamente gli accertamenti più opportuni. Non più di un mese e mezzo dopo i primi sintomi mi fu diagnosticato un cancro del polmone.
Mi sono spaventato molto, come tutta la mia famiglia. Mia moglie, i miei fratelli, le mie sorelle e mia madre (che allora era ancora in vita) non si capacitavano del fatto che uno come me, che fino ad allora era sempre stato in ottima salute, di punto in bianco potesse essere in pericolo di vita. Mi sono stati molto vicini senza però dirmi esattamente cos’avessi anche se, in un modo o in un altro, io ero riuscito ad intuirlo.
Penso che ad un paziente malato di cancro non sia per nulla di giovamento conoscere la verità sulla propria malattia. Il rischio è che non reagisca in modo positivo e si lasci andare proprio nel momento in cui invece è tanto importante combattere con ottimismo. Non mi hanno sottoposto ad un intervento chirurgico, sono stati sufficienti trattamenti chemioterapici e radioterapici. Spesso mi ritrovo a pensare alle possibili cause della mia malattia.
Fumo dall’età di 18 anni. Quando mi sono ammalato ho smesso per un anno e mezzo ma poi ho ripreso anche se con più moderazione. So quanto questo sia sbagliato ma la dipendenza dalla nicotina è molto difficile da vincere, per cui, pur non potendo dare il buon esempio, raccomando ai ragazzi di non accendere mai la prima sigaretta! A volte penso anche ai luoghi in cui ho lavorato da giovane dove per lunghi periodi ho respirato un’aria inquinata e credo di non poter escludere questo fatto dalle possibili cause della mia malattia. A chi si considera a rischio di cancro del polmone perché è un fumatore o perché è spesso a contatto con sostanze potenzialmente cancerogene consiglio di sottoporsi periodicamente a dei controlli preventivi, sempre però con molta tranquillità.
Il momento peggiore della mia malattia l’ho vissuto tra il ricovero e le terapie, in quel periodo ero fisicamente e moralmente abbattuto, avevo smesso di far progetti. Per fortuna, però, terminate le cure ho iniziato progressivamente a riprendermi, recuperando il peso perso, ricominciando anche a proiettarmi nel futuro progettando perfino dei viaggi che poi ho fatto veramente!
Mi ritengo fortunato, perché la mia malattia è stata meno penosa di quella di tanti altri e perché ho incontrato medici ed infermieri molto preparati sotto il punto di vista professionale ma anche sotto quello umano. Da allora gli accertamenti che compio periodicamente hanno sempre dato esiti rassicuranti offrendomi fiducia per il futuro. Spero di continuare a star bene come oggi e di dedicarmi ai miei hobby preferiti (il gioco delle bocce ed il giardinaggio) ancora per moltissimi anni.
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| Commento del Dr. Gianfranco Buccheri
Ancora una storia incredibile. Abbiamo rivisto nel febbraio di quest’anno il sig. FS, nel corso di una delle sue normali visite di controllo, che ormai hanno frequenza annuale. Continua a sentirsi bene e le sue condizioni generali sono sempre floride. Abbiamo concluso che egli è "libero da malattia", almeno per quanto è possibile affermare sulla base dell’ esame fisico, degli esami di laboratorio, del dosaggio dei marcatori tumorali, e della TAC del torace. Eppure, si dice –ed è sostanzialmente vero- che un paziente con un cancro non a piccole cellule del polmone, che non sia operabile perché troppo avanzato (il sig. FS aveva un grosso tumore che invadeva il mediastino ed i grossi vasi…) ha ben poche speranze di sopravvivere più di cinque anni alla diagnosi… E pensare che il sig. FS era stato trattato con una vecchia chemioterapia (come si usava nel ‘97) e non aveva ricevuto nessuna delle tante radioterapie conformazionali, accelerate, iperaccelerate o stereotassiche che oggi vanno tanto di moda!…
Vien da pensare come sia proprio vero quello che gli antichi medici dicevano, mettendo in guardia da statistiche e generalizzazioni: "ogni persona malata è un individuo, unico ed irripetibile, ed ogni tumore è anch’esso un evento a sé, unico ed irripetibile .." |
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