E’ iniziato tutto nel marzo del 2002. Avevo mal di stomaco da molti giorni, così andai dal mio medico di famiglia il quale mi prescrisse una serie di esami. Inaspettatamente, dalla radiografia toracica emerse un ascesso polmonare.
Seguirono altri esami ma, per molti giorni, non si capì l’origine di questa infezione. Si erano ipotizzate varie malattie infettive tra cui la tubercolosi e per tanto fui tenuto in isolamento. Questo fu il periodo più brutto, per tre giorni non vidi nessuno, e poi per un altro periodo mi era permesso uscire solo utilizzando una mascherina.
Poi la diagnosi definitiva: tumore polmonare.
Precipitai nella disperazione, ero convinto di non farcela. Mi sottoposi a diciotto sedute di chemioterapia e, a differenza, di quanto avevo sentito dire, non solo non mi provocavano effetti collaterali ma dopo ogni chemioterapia per alcuni giorni non avvertivo quasi più dolore.
L’unico problema erano i capelli che cadevano, il mio viso era completamente cambiato, anche le sopracciglia si erano assottigliate. Per sei mesi non ho dovuto farmi la barba. Ricordo che le persone quando mi parlavano non mi guardavano in viso. Ora capelli, barba e sopracciglia sono ricresciuti.
I capelli sono più folti di prima e, sembra incredibile, ho l’impressione che siano addirittura meno bianchi.
Subii anche tre trasfusioni di sangue.
Quando poi il tumore fu sufficientemente ridotto, i medici del D.H. pneumoncologico che mi avevano seguito fin dall’inizio, mi dissero che era operabile.
A questo punto ebbi un ulteriore crollo, perché mi ero convinto che sarebbe bastata la sola chemioterapia a guarirmi. Feci l’intervento nel settembre dello stesso anno e mi fu asportato mezzo polmone destro.
Da allora non ho più avuto problemi. C’è voluto del tempo per riprendermi perché ero molto debilitato fisicamente e anche moralmente.
Ora, invece, sono ottimista, sto bene e spero di continuare così. Ho ritrovato la voglia di vivere, di uscire, di far festa. Sono in pensione ma continuo a fare lavori di giardinaggio, taglio la legna e vado a raccogliere funghi senza alcun problema.
Ho fumato circa un pacchetto di sigarette al giorno, iniziando da militare, fino al momento in cui mi sono ammalato. Se tornassi indietro smetterei prima, o meglio non inizierei per niente, ed è proprio questo che consiglio ai giovani: non iniziate a fumare!
A tutte le persone a rischio di tumore al polmone, vorrei inoltre dire di non sottovalutare alcun sintomo e di tenere sotto controllo il proprio stato di salute facendo periodicamente degli esami, perché da questa malattia si può guarire!
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| Commento del Dr. Gianfranco Buccheri
Un bel caso quello di MM. Di quelli che ti dà una bella iniezione di ottimismo. Di quelli che ti fa pensare: "Beh! Siamo ancora lontani dal successo definitivo, ma qualche passetto avanti, indiscutibilmente, lo abbiamo fatto..".
Quando facemmo la diagnosi di cancro-ascesso del polmone, il tumore primitivo era grosso oltre 5 cm e aveva già dato massive metastasi mediastiniche (vi erano dei linfonodi paratracheali e sottocarenali grossi fino a 3 cm). Una volta, non era neanche immaginabile una risposta alla chemioterapia come quella che poi, in effetti, ebbe il sig. MM ed era ancora di più insperabile completare l’opera con l’asportazione radicale del residuo tumorale. Invece, con un po’ di fortuna e l’impegno nostro e quello del sig. MM e dei suoi familiari, il tumore si ridusse, dopo chemioterapia, ad una masserella di 1.5 cm e le ghiandole ammalate nel mediastino scomparvero, come dimostrato dalla mediastinoscopia (ispezione chirurgica delle ghiandole del mediastino) e dal successivo intervento. Ancora oggi, dopo quasi 4 anni, il sig. MM sta bene e non ha alcun segno di malattia. D’altra parte, è quello che ci aspettiamo per uno stadio 1a (T1N0M0), radicalmente operato … |
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