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| "Più forte di tre operazioni " |
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Tutto è iniziato nel 1995, con una tosse fastidiosa e una radiografia al torace che ha subito rivelato la presenza di un tumore al polmone. Si temevano metastasi cerebrali ma per fortuna il risultato della biopsia è stato negativo.
A Genova ho subito il mio primo intervento chirurgico, con asportazione di una parte del polmone destro. Dopo neppure due anni dalla prima operazione è stato necessario intervenire nuovamente sul polmone, e anche sul surrene per una sospetta metastasi (che però è risultata un’iperplasia benigna). Poi un breve ciclo di chemioterapia, per arrivare, al marzo dello scorso anno, alla completa asportazione del polmone destro. Considerata la mia diagnosi iniziale, non mi posso lamentare delle tre operazioni e del resto che ho dovuto passare, dico solo che ogni giorno di vita in più ha il suo prezzo.
Mi ritengo fortunato perché ho visto che molti altri malati come me non gliel’hanno fatta, ma ovviamente ci sono i momenti di euforia e i momenti di depressione. Pensi che soltanto otto giorni dopo il mio ritorno da Genova, dove avevo subito l’ultimo intervento, ho acquistato una casa nuova, insieme a mio figlio. Mi sentivo forte, desideroso di fare, e poi la casa o la prendevamo subito o l’occasione sfumava. Così l’abbiamo comprata, ho lavorato per sistemarla, ho persino costruito il forno per il pane in muratura. Il mio punto di forza è la famiglia, mia moglie, mio figlio, mia nuora con i nipoti, fra noi c’è un rapporto splendido.
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| Commento del Dr. Gianfranco Buccheri
Quella del Sig. M è probabilmente la storia più incredibile e, allo stesso tempo, più degna d’essere conosciuta, alla quale mi sia mai capitato di assistere. Dieci anni fa visitai, per la prima volta, il Sig. M, un ex-infermiere con cui avevo condiviso molti turni di guardia in pronto soccorso. Il sig. M si presentava in ottime condizioni cliniche generali, aveva buoni parametri bio-umorali e, soprattutto, una grande voglia di vivere…nonostante la diagnosi (che conosceva perfettamente). E nonostante il fatto che una TAC total body e varie scintigrafie mirate, davano -con assoluta certezza – uno stato di malattia troppo avanzato per un eventuale operazione chirurgica: c’erano metastasi ai linfonodi mediastinici (anche a quelli controlaterali) e metastasi in due sedi periferiche (surrene e teca cranica). Qualcosa –fra cui la conoscenza della possibilità di esami cosiddetti falsamente positivi - mi diceva di non "buttare la spugna". E dello stesso parere era il Sig. M. Sottoponemmo a biopsia tutte le sedi sospette e, con nostra grande sorpresa, verificammo che nessuna, in effetti, era ammalata. Il paziente fu operato ed il tumore, per nulla avanzato come si era temuto, fu asportato radicalmente (pT2N1). Poi, dovemmo affrontare ben due successive recidive intratoraciche. Una recidiva post-intervento, normalmente, vuol dire che la malattia non è più controllata né controllabile, ma noi decidemmo di provare a controllarla comunque. Dall’ultimo intervento, sono ormai passati sei anni e il Sig. M continua ad essere –per quanto ho potuto costatare ancora un mese fa- in perfetta forma, sia fisica che psicologica. …. |
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