Testimonianza del Sig. Massimiliano Mazzara

Riceviamo la storia e la foto di un bel giovane, che mai avremmo creduto potesse avere un cancro al polmone…

Questa è la storia di Massimiliano, raccontata da lui stesso:

“La mia avventura inizia verso la fine del novembre 2013. Premetto che sino ad allora avevo condotto uno stile di vita estremamente rigoroso e sano senza bere mai alcolici e senza aver mai fumato. Frequentavo la palestra con regolarità tre volte alla settimana e praticavo nuoto gli altri due giorni rimanenti. Un’ attività sportiva intensa ma molto soddisfacente fino a quando ebbe inizio un’ intensa tosse stizzosa che si accentuava molto durante l’ attività fisica. Decisi allora di rivolgermi al medico di base che in un primo momento mi diagnosticò una polmonite e, in seguito, una broncopolmonite. Da qui mi vennero prescritti moltissimi medicinali ma non ci fu alcun miglioramente da un punto di vista clinico. I sintomi che riscontrai in quel periodo furono l’ inappetenza e il calo del peso corporeo. Decisi allora di approfondire la situazione facendomi ricoverare, verso la fine di dicembre, nel reparto di pneumologia. Venne eseguita una TAC, una gastroscopia, broncoscopia, scintigrafia ossea, RX torace e RX addome alla fine delle quali i medici presupponevano si trattasse di tubercolosi ( TBC ) restando comunque in attesa dell’ esame istologico che, viste le festività, tardava ad arrivare. Il 2 gennaio 2014, giorno delle dimissioni, il Pneumologo mi diagnosticò una insufficienza respiratoria acuta in adenocarcinoma polmonare di IV stadio. Da lì fui affidato all’ Oncologa che attualmente mi segue. Iniziai il ciclo di chemio da 6 sedute ( durata media a seduta circa 6 ore ) e già dopo la prima la tosse sparì del tutto e il 90 % delle cellule cancerogene fu debellato. Il 5 febbraio, per sentire il parere di un luminare, ebbi un incontro con il Prof. Tirelli in quel di Pordenone che mi dette conferma della positivà della terapia che stavo seguendo. A quel punto tirai un sospiro di sollievo ma vi assicuro che quel giorno non lo dimenticherò tanto facilmente. Si trattava di sapere la verità sulla mia malattia, se vi era la possibilità di curarla o se il tempo a mia disposizione fosse rimasto davvero poco. Ad aprile, ad ulteriore TAC eseguita, risultava che il quadro era quasi del tutto modificato in senso regressivo ma con qualche localizzazione scheletrica, il che significa che le cellule avevano intaccato le ossa. Le cure continuavano e ad ottobre iniziai ad avvertire un intenso ed insopportabile mal di testa che non voleva sparire nemmeno con i farmaci specifici. L’ Oncologa decise quindi di optare per una risonanza ( RMN ) dell’ encefalo dalla quale emerse che tre cellule maligne, circondate da edema, si erano insidiate nel cervello, una era sita sul retro e due sui lati ed avevano dimensioni pari a 26 e 12 millimetri; Non rimaneva altra soluzione che la Radioterapia, cinque sedute di pochissima durata cadauna in seguito alle quali persi i capelli. Nel bene o nel male nello stesso mese ci fu la traslocazione del gene ALK nel 32 % delle cellule carcinomatose esaminate ( cut off di positività maggiore del 15 % ) che avrebbe stoppato la chemioterapia tramite flebo e dato inizio a quella orale con il critozinib ( Xalkori ). Attualmente prendo due pastiglie al giorno associate ad un integratore per le ossa di calcio – carbonato in attesa della TAC prevista per giugno. Ho cercato di essere il più sintetico possibile ma non è facile esprimere più di due anni di malattia in poche righe e mi auguro che questo scritto possa aiutare a capire meglio chiunque lo legga.

Max”