Angolo della posta
Quelli che seguono sono i vostri contributi, riuniti insieme, fino al 10-4-12.
Da quella data è stata creata una nuova categoria di post: http://www.alcase.it/cat/posta/, cui rimandiamo per i contributi più recenti.
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Fossano, gennaio 2010
CI SONO GLI ANGELI…
Ci sono gli angeli
ci son le stelle
ma son gli uomini e le donne
le creature più belle.
La vita è unica.
Ricordate che l’associazione ALCASE
vi aiuterà sempre nei monenti
di difficoltà grazie all’opera
di tanti volontari e volontarie.
Il mondo degli uomini e delle donne
è misterioso come quello
dei corpi celesti
nel cielo infinito.
Rivolgetevi con fiducia a noi…
Claudia Racca
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Roma, 31-1-2009
Sperando che sia gradita, invio una mia poesia dal titolo “Il Medico” con relativa presentazione. Con questa poesia, ho voluto sottolineare quanto è importante il rapporto umano, in particolar modo con persone affette da malattie irreversibili o anziane, con la speranza che faccia riflettere tutti gli operatori sanitari sull’importanza di considerare il malato nella sua personalità e non esclusivamente come patologia da curare. Mi auguro che questo messaggio, anche per mezzo della poesia, venga divulgato il più possibile…
Fabrizio Di Croce
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Presentazione della poesia “Il Medico”
Il 16 dicembre 2008, accompagnavo mio padre, affetto da neoplasia polmonare, alla prima seduta di chemioterapia. Durante l’attesa, trovavo l’ispirazione per scrivere una poesia osservando il comportamento dei medici del reparto di radioterapia oncologica, i quali oltre la loro elevata professionalità mostravano naturale attenzione per i rapporti umani con i pazienti e loro familiari, trasmettendogli serenità e considerazione grazie a gesti molto semplici quanto importanti: un sorriso, un buongiorno, chiamarli per nome ecc. ecc. . Con questa poesia ho voluto sottolineare quanto è importante il rapporto umano, in particolar modo con le persone affette da malattie irreversibili o anziane, con la speranza che faccia riflettere tutti gli operatori sanitari sull’importanza di considerare il malato nella sua personalità e non esclusivamente come patologia da curare.
Autore: Fabrizio Di Croce, nato a Roma nel 1970, laureato in “Scienze dell’Amministrazione”, in “Scienze politiche, sociali ed internazionali” e laureando in “Politiche delle relazioni internazionali”.
Fabrizio Di Croce
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Da Serenella Ancora riceviamo insieme con una richiesta di commento:
Bruxelles, 27-7-11
Scomode eredità
Le ricerche sulla relazione tra ambiente e geni e sulla possibilità che i cambiamenti epigenetici possano essere trasmessi alla progenie aprono un importante capitolo sull’ereditarietà delle malattie.
Non sono infatti solo le sequenze inscritte nel DNA, sulle quali l’individuo non ha possibilità di intervento, a determinare il rischio di malattia di figli e nipoti, ma anche l’ambiente in cui si vive e gli stili di vita che si adottano. Se si confermeranno i risultati degli studi che identificano nelle mutazioni epigenetiche l’origine di patologie come il cancro (ma anche di determinanti della longevità) ogni individuo avrà una responsabilità in più nel condurre la propria vita in modo sano e nell’aderire ai consigli di prevenzione.
Qualche prova scientifica in questo senso già esiste, sebbene si tratti di un argomento ancora controverso. In una lontana cittadina del Nord della Svezia, Overkalix, Marcus Pembrey, docente di Genetica clinica dell’Institute of child health di Londra (in collaborazione con il ricercatore svedese Lars Olov Byrgen), spulciando i registri delle nascite e dei decessi ha dimostrato che gli effetti di un ambiente negativo si riflettono sulle generazioni future. Gli episodi di carestia occorsi durante la vita dei nonni influenzano infatti l’aspettativa media di vita dei nipotini, dimostrando così che un effetto ambientale può essere ereditato. (D.O.)
COMMENTO:
Innanzitutto è bene capire cosa si intende per mutazione epigenetica. Noi la definiamo come una mutazione trasmissibile, non legata alla sequenza di basi azotate nota come DNA, ma alle proteine che lo “avvolgono” e ne determinano la forma e il funzionamento, gli istoni. Per inciso, un articolo molto interessante e chiaro sull’epigenetica (consultabile alla pagina: http://www.airc.it/ricerca-oncologica/epigenetica.asp) è proprio quello da cui è tratto il transcript “scomode eredità”.
Rimane il fatto, comunque, che anche queste modificazioni degli istoni sono regolate da altre proteine a loro volta codificate dal DNA. Dunque, anche se indirettamente attraverso una mutazione epigenetica, è sempre il DNA il responsabile dell’eredità ed, in questo caso, della predisposizione al cancro.
Che l’ambiente determini mutazioni cancerogene del DNA è ben noto da almeno un secolo, quando, nei primi esperimenti di carcinogenesi, si inducevano degli epiteliomi cutanei (tumori della pelle) nelle orecchie di conigli, su cui veniva spalmato del catrame ogni giorno per due mesi… Ed è verosimile che l’ambiente determini anche delle modifiche del DNA con effetto sul sistema di regolazione degli istoni ovvero, come si legge nell’articolo su citato, che: “… le mutazioni che riguardano i fenomeni epigenetici possono essere trasmesse alle cellule figlie”.








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