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	<title>ALCASE Italia</title>
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	<description>Lotta al cancro del polmone</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Feb 2012 18:09:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Diagnosi precoce di tumore con un solo esame del sangue: sarà mai possibile?&#8230;</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/02/diagnosi-precoce-del-cancro-con-un-semplice-esame-del-sangue/</link>
		<comments>http://www.alcase.it/2012/02/diagnosi-precoce-del-cancro-con-un-semplice-esame-del-sangue/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[NEWS DAL MONDO DELLA RICERCA]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre si discute sempre più se sia ormai giunto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2010/06/ima-news-ricerca.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-139" style="margin-top: 5px; margin-right: 10px;" title="ima-news-ricerca" src="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2010/06/ima-news-ricerca.jpg" alt="" width="217" height="152" /></a>Mentre si discute sempre più se sia ormai giunto il momento di  inserire la TAC spirale del torace fra le le metodiche di screening consolidate (si vedano i nostri articoli al riguardo: <a href="http://www.alcase.it/2011/08/screening-opinione-di-prestigio/">http://www.alcase.it/2011/08/screening-opinione-di-prestigio/</a> e <a href="http://www.alcase.it/2011/07/screening-iaslc/">http://www.alcase.it/2011/07/screening-iaslc/</a>), una scoperta rivoluzionaria, proveniente dallo stato di Israele, potrebbe rivoluzionare il modo di fare lo screening, e non solo per il cancro ai polmoni.</p>
<p>Alcuni ricercatori della <em>Ben-Gurion University di Negev</em> (BGU) e del <em>Soroka University Medical Center di Beer-Sheva</em> hanno infatti sviluppato un&#8217;apparecchiatura che permette di riconoscer la presenza di cellule tumorali in una piccolissima quantità di sangue.  L&#8217;aspetto molto promettente dello studio è che tale riconoscimento avverrebbe anche in fasi precoci della crescita tumorale.</p>
<p>Lo strumento utilizzato dal Prof. Kapelushnik e dal suo team utilizza luce infrarossa per determinare minuscoli cambiamenti nel sangue di chi alberga un tumore in qualunque parte del suo organismo, anche quando questo non ha dato metastasi.  Diverse molecole prodotte dal tumore e rilasciate nel sangue potrebbero essere responsabili del diverso assorbimento dei raggi infrarossi rispetto al sangue dei soggetti sani.</p>
<p>Nell&#8217;ultimo <em>trial</em> clinico, condotto dai ricercatori israeliani su 200 pazienti e su altrettanti controlli, il test ha permesso di identificare correttamente il 90% dei malati.  &#8221;Questa ricerca è ancora nelle sue fasi iniziali,&#8221; ha commentato il Prof. Joseph Kapelushnik.   &#8220;Ma apre alla speranza di poter un giorno sviluppare un metodo efficiente, economico, e sicuro in grado di determinare la presenza di cancro iniziale, quando il paziente sta ancora bene e si è  in tempo per una terapia che porti a vera e propria guarigione.&#8221;</p>
<p>Nuovi <em>trial</em> clinici sono in corso per confermare questi i primi dati, con risultati attesi fra circa 18-24 mesi.</p>
<address></address>
<address><span style="color: #993300;">Adattamento di ALCASE Italia del <a href="http://www.aabgu.org/media-center/bgu-making-a-difference/blood-test-cancer.html" target="_blank">comunicato stampa originale</a></span></address>
<address></address>
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		</item>
		<item>
		<title>Pillole di conoscenza: &#8220;La connessione fra stile di vita e cancro&#8221;</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/02/pillole-di-conoscenza/</link>
		<comments>http://www.alcase.it/2012/02/pillole-di-conoscenza/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 18:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[EDUCATION (informare a tutto campo)]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo l&#8217;American Cancer Society _____________________________________________________________________ Alimentazione ed attività fisica: c&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Secondo l&#8217;American Cancer Society</h2>
<div id="attachment_5034" class="wp-caption alignleft" style="width: 284px"><a href="http://www.cancer.org/Cancer/CancerCauses/DietandPhysicalActivity/diet-and-physical-activity?awid=6807793030988663105-571" target="_blank"><img class="size-full wp-image-5034    " title="American Cancer Society Logo" src="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2012/02/Am_Can_Soc.jpeg" alt="" width="274" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">Logo dell&#39;American Cancer Society con link all&#39;articolo originale</p></div>
<h1>_____________________________________________________________________</h1>
<h2><span style="color: #993300;">Alimentazione ed attività fisica: c&#8217;è un collegamento con il cancro?&#8230;</span></h2>
<p>Vi è un collegamento fra abitudini di vita alimentari, attività fisica e predisposizione all&#8217;ammalarsi di cancro?&#8230;  Molto di più di quanto si potrebbe pensare. La ricerca medica, infatti, ha dimostrato che avere cattive abitudini alimentari e non fare regolarmente attività fisica può provocare la nascita di un cancro.  La buona notizia è che si può far molto per diminuire questo rischio.</p>
<p><strong>Oltre che smettere di fumare</strong>, ecco qui di seguito elencate alcune semplici regole che ciascuno di noi può seguire per ridurre il rischio di cancro:</p>
<ol>
<li>Mantenere un peso corporeo equilibrato durante tutta la vita.</li>
<li>Fare attività fisica regolarmente.</li>
<li>Scegliere una dieta sana, basata prevalentemente su cibi vegetariani.</li>
</ol>
<p>L&#8217;evidenza scientifica che supporta queste raccomandazioni è forte.  Si calcola che un terzo di tutte le morti per cancro siano dovute al sovrappeso, alla cattiva alimentazione ed alla inattività fisica.</p>
<p>Analizziamo ora i precedenti 3 punti, uno per uno:</p>
<h2><span style="color: #993300;">1. Controllare il proprio peso corporeo</span></h2>
<p>Farlo è importante per ridurre il rischio di cancro, ma anche quello di ammalarsi di altre malattie, come le cardiopatie o il diabete.  Essere in sovrappeso o addirittura essere obesi aumenta il rischio di ammalarsi di diversi tipi di tumore.   Un elenco parziale di questi ultimi include il cancro della mammella (nelle donne in menopausa), del colon- retto, dell&#8217;endometrio (comunemente detto dell&#8217;utero), dell&#8217;esofago, del pancreas, e del rene&#8230;</p>
<p>Il sovrappeso aumenta il rischio di cancro in vario modo.  Ma la ragione principale è che  l&#8217;eccesso di peso stimola l&#8217;organismo a produrre e ad immettere in circolo più estrogeni ed insulina, ormoni capaci di stimolare la crescita tumorale.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Quale è il peso corporeo raccomandato?&#8230;</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">Uno dei metodi migliori per averne un&#8217;idea è quello di calcolare l&#8217;Indice di Massa Corporea (IMC).  L&#8217;IMC è un punteggio basato sulla relazione peso-altezza.  Vi sono molti siti on-line per il calcolo, ad esempio <a href="http://www.indicemasacorporal.org/it/indice-di-massa-corporea.php">http://www.indicemasacorporal.org/it/indice-di-massa-corporea.php</a>.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Per ridurre il rischio di cancro, si dovrebbe mantenere un IMC al di sotto di 25.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Se è necessario ridurre il proprio peso per rientrare in un IMC ideale, la prima cosa da fare è controllare ed eventualmente ridurre le proprie porzioni di cibo, soprattutto quelle che contengono molte calorie provenienti da grassi e zuccheri aggiunti.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Per coloro che sono eccessivamente sovrappeso, perdere anche soltanto  una piccola quantità di peso corporeo è già un importante contributo alla propria salute e può rappresentare un buon punto di partenza.</p>
<h2><span style="color: #993300;">2. Essere fisicamente più attivi</span></h2>
<p>Come già detto, controllare quello che si mangia è importante per mantenere il proprio peso forma.  L&#8217;altro modo per ottenere lo stesso risultato è essere fisicamente attivi.  L&#8217;esercizio fisico regolare non solo aiuta a tenere sotto controllo il proprio peso, ma migliora il livello ormonale e stimola il sistema immunitario.  Ed in più, diminuisce il rischio di malattie ischemiche (del cuore, in particolare) e migliora il controllo glicemico nei diabetici.</p>
<p>Le più moderne raccomandazioni per gli adulti sono di 150 minuti di esercizio ad intensità moderata e 75 minuti di attività intensa alla settimana, preferibilmente spalmati in più giorni.  Questa attività si deve aggiungere alle normali attività fisiche di tutti i giorni, come salire le scale (anziché usare l&#8217;ascensore) o fare i lavori di casa. Per i ragazzi, la raccomandazione è di almeno 60 minuti di attività fisica intensa tutti i giorni.</p>
<p>Le attività fisiche moderate sono quelle che accelerano la frequenza del respiro come nel corso di una camminata veloce, ed includono anche la bicicletta, certi lavori di casa e la cura del giardino.  Le attività fisiche intense sollecitano grandi gruppi muscolari, accelerano i battiti cardiaci, rendono il respiro più frequente e profondo, e fanno sudare.  E&#8217; anche molto importante limitare le attività sedentarie, come guardare la televisione o passare ore al computer&#8230;</p>
<p>Essere fisicamente attivi, non importa il livello di intensità raggiunta, ha certamente molti effetti salutari.</p>
<h2><span style="color: #993300;">3. Mangiare sano</span></h2>
<p>Mangiare bene è componente importante di uno stile di vita in grado di assicurare una buona salute e, più in particolare, un minor rischio di ammalarsi di cancro. E&#8217; necessario riconsiderare con attenzione ciò che si mangia normalmente durante il giorno e mettere in pratica i seguenti suggerimenti che aiutano a realizzare una dieta sana ed equilibrata:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Limitare la quantità di cibo e bevande, in modo da mantenere il peso forma.</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong> </strong></p>
<ul style="padding-left: 30px;">
<li>
<ul>
<li>Leggere le etichette dei cibi, al fine di conoscere la composizione degli alimenti e la quantità di calorie che si ingeriscono.  Fare attenzione che a “basso contenuto in grassi” o“privo di grassi” non significa necessariamente alimento a “basse calorie.”</li>
<li>Mangiare porzioni più piccole, sopratutto di alimenti ricchi in calorie.</li>
<li>Preferire vegetali e frutta, legumi come piselli e fagioli, ed altri alimenti poco calorici piuttosto che patatine fritte, gelati, bomboloni, ed altri dolci.</li>
<li>Limitare la quantità di bevande zuccherate.</li>
<li>Porre maggiore attenzione alle precedenti raccomandazioni, quando si mangia fuori casa.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Limitare le carni insaccate e la carne rossa in generale.</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong> </strong></p>
<ul style="padding-left: 30px;">
<li>
<ul>
<li>Limitare in particolare gli insaccati, come salumi, prosciutti, pancetta, porchetta, ecc&#8230;</li>
<li>Preferire pesce, pollame, o legumi, come le lenticchie, al posto della carne rossa (manzo, porco, agnello&#8230;).</li>
<li>Se si decide per la carne rossa, scegliere tagli magri e mangiare porzioni ridotte.</li>
<li>Preparare la carne o il pesce al forno, al vapore o bolliti piuttosto che fritti.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Mangiare abbondanti vegetali e frutta ogni giorno.</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong> </strong></p>
<ul style="padding-left: 30px;">
<li>
<ul>
<li>Includerli in ogni pasto, compreso lo &#8220;snack&#8221;.</li>
<li>Variare il tipo di vegetali e di frutta che si mangia, anche nel corso della stessa giornata.</li>
<li>Preferire frutti interi (non trattati).</li>
<li>Limitare l&#8217;uso di salse cremose, e condimenti grassi.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Scegliere grano (ed altri cereali) integrali.</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong> </strong></p>
<ul>
<li>
<ul>
<li>Pane e pasta di grano integrale, riso bruno ed altri prodotti cerealicoli integrali sono da preferire a quelli raffinati e al riso bianco</li>
<li>Limitare il consumo di zuccheri da caramelle e dolci vari.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Se si bevono alcolici, limitarne il consumo il più possibile.</strong></p>
<p style="padding-left: 60px;">Le donne che bevono alcolici non dovrebbero bere più di un &#8220;drink&#8221; (o equivalente) al giorno, per gli uomini è ammessa una quantità superiore (fino a 2 &#8220;drink&#8221; al giorno), per le loro maggiori dimensioni corporee e per un più veloce metabolismo dell&#8217;alcool.</p>
<p style="padding-left: 60px;">A &#8220;drink&#8221; equivale a 33 cc. di birra, un bicchiere di vino, o 8 cc. di distillato a 40° (superalcolici).  In termini di rischio oncologico, il dato importante è la quantità di alcool ingerita, non il tipo di alcoolico.</p>
<p style="padding-left: 60px;">E&#8217; importante precisare che questi limiti giornalieri, non significano che si possono bere quantità maggiori in caso di un&#8217;unica bevuta occasionale.</p>
<h2><span style="color: #993300;">Messaggio finale:</span></h2>
<address><strong><strong><span style="color: #808080;">Un terzo delle morti per cancro sono collegate alla dieta e alla sedentarietà.  Bisogna sforzarsi di perdere qualche chilo, e bisogna aumentare la propria attività fisica, migliorare la qualità e quantità della propria alimentazione, oltre che limitare il consumo di alcool.</span></strong></strong></address>
<address><strong><strong><span style="color: #ffffff;">aaaaaaaaa</span></strong></strong></address>
<address><strong><strong><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></strong></strong></address>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; morto Matteo Mastromauro. Alla sua famiglia le nostre più sentite condoglianze.</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/02/morto-mastromaur/</link>
		<comments>http://www.alcase.it/2012/02/morto-mastromaur/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 17:41:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[ADVOCACY (sostenere i diritti dei malati)]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; davvero con grandissimo dispiacere che annunciamo la morte avvenuta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; davvero con grandissimo dispiacere che annunciamo la morte avvenuta oggi, 11 febbraio 2012,  a Milano, del giornalista del Tg5 <strong>Matteo Mastromauro</strong>. Quarantadue anni, milanese, era diventato giornalista del &#8220;<em>Il Foglio</em>&#8220;.  Successivamente aveva fatto parte della redazione di &#8220;<em>Libero</em>&#8220;.  A Mediaset era approdato da oltre dieci anni, iniziando a lavorare al Tg4. Laureato in scienze politiche, Mastromauro, attualmente caporedattore al Tg5, si occupava di politica e di cronaca. Aveva anche una grande passione e competenza per le tecnologie.  Lascia la moglie Barbara.</p>
<div id="attachment_3812" class="wp-caption alignleft" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-3812" style="margin-right: 20px;" title="Gianfranco Buccheri e, a destra,  Matteo Mastromauro" src="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2011/05/PB260036-e1328981183415.jpg" alt="" width="400" height="325" /><p class="wp-caption-text">Gianfranco Buccheri e, a destra,  Matteo Mastromauro</p></div>
<p>Prima di morire, il giornalista aveva realizzato un video struggente, caricato su YouTube, in cui racconta la sua malattia, un cancro ai polmoni scoperto nel 2008.  Il cancro non gli aveva impedito di lavorare fino all&#8217;ultimo, malgrado la fatica delle cure.  «<em>Quella oncologica è una partita per la vita, una delle poche partite che non ammette pareggio: o si vince o si perde</em>», spiegava nel video Mastromauro.</p>
<p>La notizia ha provocato dolore e sgomento al Tg5.  Il direttore, Clemente Mimun, lo ricorda &#8220;<em>per le grandi qualità umane e professionali che ha sempre dimostrato, ma soprattutto per il coraggio e la forza con cui ha combattuto fino alla fine il male che ce lo ha portato via</em>&#8220;.</p>
<p>Anche noi lo ricordiamo per la sua grande forza morale.  E anche perchè il video su accenato lo avevamo caricato proprio noi (dopo averne ottenuto il consenso).   Mastromauro ci aveva mandato quel video per partecipare al &#8220;<strong>Award for Excellence in Lung Cancer Journalism</strong>&#8220;, Edizione Italiana, e naturalmente ne era stato il vincitore.</p>
<p>Molti nostri amici ricorderanno che il premio, assegnato in collaborazione con la <em><a href="www.lungcancercoalition.org" target="_blank">Global Lung Cancer Coalition</a></em> era rivolto all’ autore del miglior servizio, giornalistico o radio-televisivo, che avesse avuto per oggetto il cancro del polmone.  La motivazione fu la seguente:</p>
<p><span style="color: #993300;"><em>“</em><em>Aver portato all’attenzione del grande pubblico, in maniera diretta ed efficace, il cancro del polmone, e ciò che esso rappresenta per chi ne è colpito: una sfida per la vita. E per aver dato prova di grande coraggio nel condividere la propria esperienza di malato, dando visibilità a chi lo combatte, e speranza a chi dubita di farcela</em>.”</span></p>
<p>Il premio consisteva in un rombo di cristallo con il logo della Global Lung Cancer Coalition (GLCC) e la scritta “Award for Excellence in Lung Cancer Journalism”.  La premiazione ebbe luogo venerdì, 26-11-10, alle 11.00, in Borgo San Dalmazzo (CN), presso la sede dell’associazione.</p>
<p>Lo staff di ALCASE</p>
<ul>
<li><strong>Per maggiori informazioni su Matteo Mastromauro</strong>: <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1546998079&amp;sk=wall">http://www.facebook.com/profile.php?id=1546998079&amp;sk=wall</a> e <a href="http://www.facebook.com/people/Matteo-Mastromauro/100001994292925?sk=wall" target="_blank">http://www.facebook.com/people/Matteo-Mastromauro/100001994292925?sk=wall</a></li>
<li><strong>Per maggiori informazioni sull&#8217; &#8220;Award for Excellence in in Lung Cancer Journalism&#8221;</strong>: <a href="http://www.alcase.it/2011/05/2%C2%B0-premio-giornalistico-alcase-glcc/" target="_blank">http://www.alcase.it/2011/05/2%C2%B0-premio-giornalistico-alcase-glcc/</a> e <a href="http://www.lungcancercoalition.org/en/news/lung-cancer-journalism-awards-2009">http://www.lungcancercoalition.org/en/news/lung-cancer-journalism-awards-2009</a></li>
<li><strong>Link veloce al video: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dmdtwzDlnD0&amp;list=PLBB2B3D956A802517&amp;index=4&amp;feature=plpp_video"><em>http://www.youtube.com/watch?v=dmdtwzDlnD0&amp;list=PLBB2B3D956A802517&amp;index=4&amp;feature=plpp_video</em></a></strong></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Screening?&#8230;OK!&#8230; Ma&#8230;quante radiazioni dannose si prendono per farlo?&#8230;</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/02/screening-ok-ma-quante-radiazioni-dannose-si-prendono-per-farlo/</link>
		<comments>http://www.alcase.it/2012/02/screening-ok-ma-quante-radiazioni-dannose-si-prendono-per-farlo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 18:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[EDUCATION (informare a tutto campo)]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS DAL MONDO DELLA RICERCA]]></category>

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		<description><![CDATA[Da molti anni si dibatte sulla effettiva utilità dello screening per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4995" style="margin-right: 20px; margin-top: 2px; margin-bottom: 10px;" title="TAC" src="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2012/02/TAC.jpeg" alt="" width="274" height="184" /></p>
<p>Da molti anni si dibatte sulla effettiva utilità dello <strong>screening per il cancro ai polmoni</strong><strong>, argomento di scontro</strong> fra i molti medici sostenitori e gli altrettanto numerosi scettici. Solo recentemente, ed esattamente dalla seconda metà dello scorso anno, la controversia si avviata a soluzione grazie alla pubblicazione, sull&#8217;autorevolissimo <em>New England </em><em>Journal of Medicine</em>, dei  risultati del più ampio studio mai condotto sull&#8217;argomento (l&#8217;intera pubblicazione è liberamente visionabile on line alla pagina: <a href="http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1102873">http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1102873</a>).  Di questa imponente sperimentazione (chiamata in inglese “trial”) hanno moltissimo parlato i media, <a href="http://www.google.it/search?aq=f&amp;hl=it&amp;gl=it&amp;tbm=nws&amp;btnmeta_news_search=1&amp;q=National+Lung+Screening+Trial#q=National+Lung+Screening+Trial&amp;hl=it&amp;gl=it&amp;prmd=ivns&amp;source=lnms&amp;tbm=nws&amp;ei=cLk-Tum1HJGPswan__2sDw&amp;sa=X&amp;oi=mode_link&amp;ct=mode&amp;cd=4&amp;ved=0CBsQ_AUoAw&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.&amp;fp=81f49f796af4f974&amp;biw=1280&amp;bih=685" target="_blank">sia in Italia che nel mondo</a>, e anche noi ne abbiamo dato conto all’interno di un articolo che riassume la posizione della Associazione Internazionale per lo Studio del Cancro del Polmone (IASLC):  <a href="http://www.alcase.it/2011/07/screening-iaslc/">http://www.alcase.it/2011/07/screening-iaslc/</a> e in valutazioni critiche di esperti (<a href="http://www.alcase.it/2011/08/screening-opinione-di-prestigio/">http://www.alcase.it/2011/08/screening-opinione-di-prestigio/</a>).</p>
<p>In buona sostanza, oggi si è pressoché tutti d&#8217;accordo che, nelle persone a rischio di cancro del polmone, la TAC del torace a basso dosaggio (o TAC spirale) <strong><span style="color: #000000;">è in grado di scoprire piccoli tumori asintomatici ancora asportabili chirurgicamente, riducendo notevolmente il rischio di morte</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> (del 20% secondo il trial americano su citato).</span></p>
<p>Fatta questa premessa, vale la pena di domandarsi:</p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>&#8221; TAC torace a basso dosaggio&#8230; OK. </strong><span style="font-weight: bold;">Ma&#8230; a quante radiazioni dannose ci si sottopone per farla?&#8230;&#8221;</span></span></h2>
<p>A questa domanda rispondono gli stessi autori del trial già citato con uno nuovo studio di cui riportiamo l&#8217;abstract originale (con un successivo nostro breve riassunto e commento in italiano):</p>
<p>________________________________________________________________________________________________________________________________________________</p>
<h1 style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;">Estimated Radiation Dose Associated With Low-Dose Chest CT of Average-Size Participants in the National Lung Screening Trial </span></h1>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;">(<a href="http://www.ajronline.org/content/197/5/1165.abstract" target="_blank"><abbr title="American Journal of Roentgenology">AJR</abbr> November 2011 vol. 197 no. 5 1165-1169</a>)</span></p>
<div style="padding-left: 30px;"><strong><span style="color: #993300;"> Authors: </span></strong></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;">Frederick J. Larke  <span style="color: #000000;">1</span>, Randell L. Kruger <span style="color: #000000;">2</span>, Christopher H. Cagnon <span style="color: #000000;">3</span>, Michael J. Flynn <span style="color: #000000;">4</span>, Michael M. McNitt-Gray <span style="color: #000000;">5</span>, Xizeng Wu <span style="color: #000000;">6</span>, Phillip F. Judy <span style="color: #000000;">7 </span>and Dianna D. Cody <span style="color: #000000;">8 </span></span></div>
<div>
<p style="padding-left: 30px;"><strong><span style="color: #993300;">Author Affiliations:</span></strong></p>
<ol style="padding-left: 60px;">
<li>
<address><span style="color: #993300;">Department of Radiology, University of Colorado at Denver, 12401 E 17th Ave, Mail Stop L954, Rm 548, Aurora, CO 80045.</span></address>
</li>
<li><span style="color: #993300;"><em> Department of Radiology, Marshfield Clinic, Marshfield, WI.</em> </span></li>
<li>
<address><span style="color: #993300;">Department of Radiological Sciences, UCLA Medical Center, Los Angeles, CA.</span></address>
</li>
<li>
<address><span style="color: #993300;">Department of Radiology, Henry Ford Health System, Detroit, MI.</span></address>
</li>
<li>
<address><span style="color: #993300;">Department of Radiology, Thoracic Imaging Research Group, UCLA School of Medicine, Los Angeles, CA.</span></address>
</li>
<li>
<address><span style="color: #993300;">Department of Radiology, University of Alabama at Birmingham, Birmingham, AL.</span></address>
</li>
<li><span style="color: #993300;"><em>Department of Radiology, Brigham &amp; Women’s Hospital, Boston, MA.</em></span></li>
<li><span style="color: #993300;"><em>Department of Diagnostic Imaging Physics, University of Texas M. D. Anderson Cancer Center, Houston, TX.</em></span></li>
</ol>
</div>
<div id="abstract-1">
<h2 style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;">Abstract</span></h2>
<p id="p-2" style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><strong>OBJECTIVE.</strong> The objective of our study was to determine the distribution of effective dose associated with a single low-dose CT chest examination of average-size participants in the National Lung Screening Trial. Organ doses were also investigated. </span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><strong>MATERIALS AND METHODS.</strong> Thirty-three sites nationwide provided volume CT dose index (CTDI<sub>vol</sub>) data annually for the 97 MDCT scanners used to image 26,724 participants during the trial. The dose data were representative of the imaging protocols used by the sites for average-size participants. Effective doses were estimated first using the product of the dose-length product (CTDI<sub>vol</sub> × 35-cm scan length) and a published conversion factor, “k.” The commercial software product CT-Expo was then used to estimate organ doses to males and females from the average CTDI<sub>vol</sub>. Applying tissue-weighting factors from both publication 60 and the more recent publication 103 of the International Commission on Radiological Protection (ICRP) allowed comparisons of effective doses to males and to females.</span></p>
<p id="p-4" style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><strong>RESULTS.</strong> The product of DLP and the k factor resulted in a mean effective dose of 1.4 mSv (SD = 0.5 mSv) for a low-dose chest examination across all scanners. The CT-Expo results based on ICRP 60 tissue-weighting factors yielded effective doses of 1.6 and 2.1 mSv for males and females, respectively, whereas CT-Expo results based on ICRP 103 tissue-weighting factors resulted in effective doses of 1.6 and 2.4 mSv, respectively.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"> </span><strong><span style="color: #000000;">CONCLUSION.</span></strong><span style="color: #993300;"> Acceptable chest CT screening can be accomplished at an overall average effective dose of approximately 2 mSv as compared with an average effective dose of 7 mSv for a typical standard-dose chest CT examination. </span></p>
<div>_____________________________________________________________________________________________________________________________________________</div>
<div><span style="color: #ffffff;">nnnnnnnnn</span></div>
<div><strong>Sintesi essenziale:</strong> Lo scopo principale dello studio era quello di determinare la dose totale effettiva media di ciascun singolo esame TAC eseguito nell&#8217;ambito dello studio &#8220;National Lung Screening Trial&#8221;.   Tale dose risultò essere di 1,4 mSv.   Gli autori concludono che una TAC di screening accettabile non dovrebbe dare un dosaggio di radiazioni maggiore di 2 mSv, <span style="color: #000000;"><strong>circa un quarto della dose media effettiva di un tipico esame TAC</strong><strong> </strong></span>standard del torace (che è di 7 mSv).</div>
<div><span style="color: #ffffff;">ggg</span></div>
<div><strong>Commento:</strong> Dunque, la dose di radiazioni media assorbita da ciascun partecipante al trial americano fu di1,4 mSv, cioè un quinto di una normale TAC.  Pur incorporando il rischio cancerogeno di questa dose supplementare di radiazioni nel gruppo sottoposto a screening, il trial dimostrò una riduzione della mortalità, <em>per ogni causa,</em> del 20% .  Cosa vuol dire questo?.. Vuol dire che, per ottenere lo stesso beneficio in termini di riduzione di mortalità, eventuali programmi pubblici di screening devono assicurare a ciascun partecipante una dose di radiazioni di 1.4 mSv, o inferiore.  Non di più, comunque, di 2 mSv.<span style="color: #ffffff;">nn</span></div>
<div><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.alcase.it/chi-siamo/il-dr-gianfranco-buccheri/">Gianfranco Buccheri</a></strong></span>nnnnn</span></div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ipertermia nella cura del cancro ai polmoni</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/02/lipertermia-nella-cura-del-cancro/</link>
		<comments>http://www.alcase.it/2012/02/lipertermia-nella-cura-del-cancro/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 18:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[COSA SIGNIFICA? (interpretare il linguaggio dei medici)]]></category>
		<category><![CDATA[EDUCATION (informare a tutto campo)]]></category>

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		<description><![CDATA[Informazione di base. Punti Chiave: L&#8217;ipertermia è una particolare forma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Informazione di base.</h1>
<p><img class="alignleft" style="margin-bottom: 10px; margin-right: 30px;" title="macchina per ipertermia" src="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2012/02/macchina-per-ipertermia.jpeg" alt="" width="194" height="260" /></p>
<div>
<h2>Punti Chiave:</h2>
<ul>
<li><span style="color: #993300;"><strong><span style="color: #993300;">L&#8217;ipertermia è una particolare forma di trattamento antitumorale basata sul riscaldamento dei tessuti umani (fino a 45° C), al fine di danneggiare e uccidere le cellule tumorali.</span></strong></span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="color: #993300;"><strong><span style="color: #993300;">L&#8217;ipertermia è quasi sempre utilizzata in associazione ad altri tipi di trattamento antitumorale, come la radioterapia e la chemioterapia.</span></strong></span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="color: #993300;"><strong><span style="color: #993300;">Diversi metodi di ipertermia sono attualmente in fase di studio. Fra questi: l&#8217;ipertermia locale, quella regionale e l&#8217;ipertermia cosiddetta &#8220;total body&#8221;.</span></strong></span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="color: #993300;"><strong><span style="color: #993300;">Molti studi clinici sono in corso per valutare la reale efficacia dell&#8217;ipertermia.</span></strong></span></li>
</ul>
</div>
<hr /><strong>1. Cos&#8217;è l&#8217;ipertermia?</strong>L&#8217;ipertermia (conosciuta anche come &#8220;terapia termale&#8221; o &#8220;termoterapia&#8221;) consiste in un trattamento che espone i tessuti del corpo ad alte temperature (fino a 45 °C).  La ricerca medica ha infatti dimostrato che alte temperature possono danneggiare e uccidere le cellule cancerose, di solito provocando un minimo danno ai tessuti (1).  Uccidendo le cellule tumorali e danneggiandone le proteine  e le strutture interne (2), l&#8217;ipertermia può ridurre il volume dei tumori.  L&#8217;ipertermia rimane ancora un trattamento sperimentale (utilizzato quasi esclusivamente negli studi clinici) e non è diffusamente disponibile.</p>
<p><strong>2. Come è utilizzata l&#8217;ipertermia per il trattamento del cancro?</strong> L&#8217;ipertermia è quasi sempre utilizzata in associazione ad altri tipi di terapia, come la radioterapia e la chemioterapia (1, 3).  L&#8217;ipertermia, ad esempio, può rendere alcune cellule tumorali più sensibili alla radioterapia. Quando la radioterapia e l&#8217;ipertermia vengono associate, esse vengono somministrate l&#8217;una dopo l&#8217;altra (e comunque con un intervallo di tempo minore di un&#8217;ora).  L&#8217;ipertermia può aumentare anche gli effetti di alcuni farmaci antitumorali.  Numerosi studi clinici hanno già preso in considerazione l&#8217;uso dell&#8217;ipertermia in combinazione alla radioterpia e/o chemioterapia.  Questi studi si sono concentrati su diversi tipi di cancro, incluso il sarcoma, il melanoma, e i tumori della testa e del collo, del cervello, <strong>del polmone</strong>, dell&#8217;intestino, del fegato, e il  mesotelioma (1, 3–7).  Molti di questi studi, ma non tutti, hanno dimostrato una significativa riduzione volumetrica del tumore quando l&#8217;ipertermia è associata ad altri trattamenti (1, 3, 6,7).  Tuttavia, nessuno di questi studi ha potuto rivelare incrementi della durata della sopravvivenza nei pazienti che avevano ricevuto i due trattamenti combinati (3, 5, 7).</p>
<p><strong>3. Con quali metodi viene effettuata l&#8217;ipertermia?</strong> Diversi metodi di effettuazione della ipertermia sono in corso di studio, incluso la somministrazione locale, regionale, e a &#8220;tutto il corpo&#8221; (1, 3–9):</p>
<ul>
<li><strong>Ipertermia locale.</strong> Nella ipertermia locale il calore è applicato in una piccola zona, dove c&#8217;è il tumore o all&#8217;interno del tumore stesso, utilizzando varie tecniche in grado di fornire il calore.  Differenti tipi di energia possono essere utilizzati per fornire il calore, incluso le microonde, la radiofrequenza e gli ultrasuoni.  In base alla sede del tumore, vi sono diversi tipi di approccio alla ipertermia locale:
<ul>
<li><strong>Esterna.</strong> L&#8217;approccio esterno è usato per trattare tumori che sono nella pelle o subito al di sotto di questa.  Gli applicatori esterni sono posizionati intorno o vicino la regione di interesse, e l&#8217;energia è diretta sul tumore per innalzarne la temperatura.</li>
<li><strong>Intraluminale o endo-cavitaria</strong>. I metodi endocavitari possono essere usati per trattare tumori che crescono all&#8217;interno delle cavità naturali del corpo umano, come l&#8217;esofago o l&#8217;intestino retto. I cateteri son posti all&#8217;interno della cavità in modo da riscaldare direttamente l&#8217;area interessata.</li>
<li><strong>Interstiziale</strong>.  L&#8217;ipertermia interstiziale è utilizzata per trattare tumori piuttosto profondi nell&#8217;organismo, così come i tumori cerebrali o quelli polmonari.  Questa tecnica consente di trattare il tumore con temperature più alte rispetto alla tecnica esterna.  Sotto anestesia, i cateteri o gli aghi sono inseriti all&#8217;interno del tumore.  Alcune tecniche di imaging, ad esempio l&#8217;ecografia ad ultrasuoni, possono essere utilizzate per assicurare che il catetere è posizionato correttamente all&#8217;interno del tumore.  La sorgente di calore viene quindi inserita all&#8217;interno del catetere. La <strong>Ablazione a Radiofrequenza</strong> è un tipo di ipertermia interstiziale che usa radioonde ad alta energia (microonde) per scaldare e uccidere le cellule tumorali (cf. il nostro articolo: <a href="http://www.alcase.it/2011/11/cuocere-il-cancro-al-polmone-con-le-microonde/">http://www.alcase.it/2011/11/cuocere-il-cancro-al-polmone-con-le-microonde/</a>).</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Ipertermia regionale</strong>. Nella ipertermia regionale vari approcci possono essere usati per riscaldare ampie aree del corpo, come cavità, organi, o arti:
<ul>
<li><strong>Ipertermia dei tessuti profondi</strong>. Vari approcci ai tessuti profondi possono essere utilizzati al fine di trattare dei tumori che si sviluppano profondamente all&#8217;interno del corpo, come il cancro cervicale o della vescica.  Applicatori esterni sono posizionati  in prossimità degli organi da trattare e l&#8217;energie delle microonde o della radiofrequenza viene concentrata nell&#8217;area dove si intende innalzare la temperatura.</li>
<li><strong>Perfusione regionale</strong>. Le tecniche di perfusione regionale possono essere usate per trattare i cancri delle braccia o delle gambe come il melanoma, o i cancri del fegato o <strong>del polmone</strong>.  In questa procedura, una parte del sangue del paziente è rimossa, riscaldata e ri-pompata (perfusa) nell&#8217;arto o nell&#8217;organo da trattare.  Durante questo trattamento, sono spesso perfusi insieme anche alcuni farmaci citotossici.</li>
<li><strong>Perfusione peritoneale ipertermica continua</strong>. La perfusione peritoneale ipertermica continua è una tecnica usata per trattare cancri della cavità peritoneale (lo spazio virtuale all&#8217;interno dell&#8217;addome che contiene gli intestini, lo stomaco, e il fegato), fra cui il mesotelioma primitivo peritoneale e il cancro dello stomaco. Durante la procedura, farmaci citostatici riscaldati vengono perfusi all&#8217;interno della cavità peritoneale.  La temperatura della cavità peritoneale ragginge in questo caso i valori di 41-42 °C.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Ipertermia &#8220;total body&#8221;</strong>. L&#8217;ipertermia applicata a tutto il corpo, detta &#8220;total body&#8221;, è utilizzata per trattare il cancro metastatico che presenta diverse localizzazioni secondarie nel corpo.  L&#8217;ipertermia in questo caso può essere ottenuta con diverse tecniche che innalzano la temperatura corporea a 41-42 °C, fra cui l&#8217;uso di camere termali (simili a grandi incubatori) o l&#8217;uso di coperte continuamente bagnate con acqua calda.</li>
</ul>
<p>L&#8217;efficacia dell&#8217;ipertermia è correlata alla temperatura raggiunta durante il trattamento, così come alla durata dello stesso e alle caratteristiche delle cellule e del tessuto riscaldato (1, 2).  Per assicurarsi del raggiungimento della temperatura prescelta, ma non il suo superamento, la temperatura del tumore e dei tessuti circostanti è monitorata continuamente durante il trattamento (3, 5, 7).  A tal fine, con un pò di anestesia locale, vengono inseriti nell&#8217;area da trattare piccoli aghi o tubi, contenenti all&#8217;interno dei termometri.  Alcune tecniche di immagine, come la TC (tomografia computerizzata), possono poi essere usate per accertarsi che le sonde sono correttamente posizionate (5).</p>
<p><strong><span style="color: #000000;">4. L&#8217;ipertermia ha qualche complicazione o effetto collaterale?</span></strong> La maggior parte dei tessuti normali non sono danneggiati durante il trattamento ipertermico se la temperatura rimane sotto i 43 °C. Tuttavia, a causa delle differenze  nelle caratteristiche dei diversi tessuti normali, temperature più alte si possono raggiungere in alcuni punti dell&#8217;organismo.  Questo può risultare in bruciature, vesciche, fastidio locale e dolore (1, 5, 7).    Le tecniche di perfusione possono provocare al tessuto normale compreso nell&#8217;area di perfusione edema e rigonfiamento dei tessuti, coaguli ematici, sanguinamenti ed altri danni;  tuttavia, molti di questi effetti collaterali sono temporanei.  L&#8217;ipertermia &#8220;total body&#8221; può causare più gravi effetti collaterali, fra cui disturbi cardiaci e circolatori, anche se questi rimangono abbastanza rari (1, 3, 7).   Al contrario, sono spesso osservati, dopo ipertermia &#8220;total body&#8221;, diarrea, nausea e vomito (7).</p>
<p><strong>5.  Quale è il futuro della ipertermia?</strong> Un notevole numero di problemi va risolto prima che l&#8217;ipertermia possa essere considerata una procedura standard per il trattamento dei tumori (1, 3, 6, 7).   Molti studi clinici sono in corso per valutare l&#8217;esatta efficacia della ipertermia.  Alcuni studi continuano a considerare l&#8217;ipertermia non da sola, ma in associazione ad altri trattamenti già convalidati, come la chemioterapia e la radioterapia.  Altri studi sono concentrati sul miglioramento delle tecniche di somministrazione del calore.</p>
<p><strong>Riferimenti:</strong></p>
<ol>
<li>van der Zee J. Heating the patient: a promising approach? Annals of Oncology 2002; 13(8):1173–1184. [<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12181239" target="_blank">PubMed Abstract</a>]</li>
<li>Hildebrandt B, Wust P, Ahlers O, et al. The cellular and molecular basis of hyperthermia. Critical Reviews in Oncology/Hematology 2002; 43(1):33–56. [<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12098606" target="_blank">PubMed Abstract</a>]</li>
<li>Wust P, Hildebrandt B, Sreenivasa G, et al. Hyperthermia in combined treatment of cancer. The Lancet Oncology2002; 3(8):487–497. [<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12147435" target="_blank">PubMed Abstract</a>]</li>
<li>Alexander HR. Isolation perfusion. In: DeVita VT Jr., Hellman S, Rosenberg SA, editors. Cancer: Principles and Practice of Oncology. Vol. 1 and 2. 6th ed. Philadelphia: Lippincott Williams and Wilkins, 2001.</li>
<li>Falk MH, Issels RD. Hyperthermia in oncology. International Journal of Hyperthermia 2001; 17(1):1–18. [<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11212876" target="_blank">PubMed Abstract</a>]</li>
<li>Dewhirst MW, Gibbs FA Jr, Roemer RB, Samulski TV. Hyperthermia. In: Gunderson LL, Tepper JE, editors. Clinical Radiation Oncology. 1st ed. New York, NY: Churchill Livingstone, 2000.</li>
<li>Kapp DS, Hahn GM, Carlson RW. Principles of Hyperthermia. In: Bast RC Jr., Kufe DW, Pollock RE, et al., editors. Cancer Medicine e.5. 5th ed. Hamilton, Ontario: B.C. Decker Inc., 2000.</li>
<li>Feldman AL, Libutti SK, Pingpank JF, et al. Analysis of factors associated with outcome in patients with malignant peritoneal mesothelioma undergoing surgical debulking and intraperitoneal chemotherapy.Journal of Clinical Oncology 2003; 21(24):4560–4567. [<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14673042" target="_blank">PubMed Abstract</a>]</li>
<li>Chang E, Alexander HR, Libutti SK, et al. Laparoscopic continuous hyperthermic peritoneal perfusion.Journal of the American College of Surgeons 2001; 193(2):225–229. [<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11491455" target="_blank">PubMed Abstract</a>]</li>
</ol>
<p style="text-align: center;"># # #</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Predire la ricaduta grazie a un nuovo test genetico&#8230;</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/02/nuovo-test-genetico-predizione-sopravvivenza/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 18:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[NEWS DAL MONDO DELLA RICERCA]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo test genetico sarebbe in grado di predire la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Un nuovo test genetico sarebbe in grado di predire la recidiva post-chirurgica del cancro ai polmoni</h1>
<p>Un studio recentemente pubblicato su <em>The Lancet</em> suggerisce che un nuovo  test  di biologia molecolare possa essere in grado di predire la recidiva post-chirurgica del cancro al polmone. Questa notizia ha avuto una vasta diffusione sul WEB (<a href="http://adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Benessere/Nuovo-test-predice-laggressivita-del-cancro-del-polmone_312905691333.html" target="_blank">Adnkronos</a>, <a href="http://www.italiasalute.it/8311/h/Nuovo-test-per-diagnosi-del-tumore-al-polmone.html" target="_blank">Italiasalute.it</a>, <a href="http://www.teamsalute.it/Pub/Notizie/Tumori-nuovo-test-predice-aggressivita-cancro-polmone.aspx?idpage=16013&amp;idnews=29437" target="_blank">Teamsalute</a>&#8230;) e merita di essere ripresa.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-4950" style="border-style: initial; border-color: initial; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-right: 20px;" title="chirurgia" src="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2012/02/chirurgia.jpeg" alt="" width="245" height="206" />&#8220;<em>La scoperta rappresenta una svolta nella curare di questo tipo di tumore</em>&#8220;, ha detto il co-autore dello studio Michael Mann della University of California, San Francisco. &#8221;<em>&#8230;ed  è una delle primissime applicazioni delle nostre conoscenze di biologia molecolare in questo settore.  La prospettiva è quella  di personalizzare  il trattamento dei pazienti chirurgici, così da migliorare effettivamente la percentuale di guarigioni definitive</em>&#8220;, ha continuato Mann.</p>
<p>Il test esamina 14 geni del tumore, così da determinare la probabilità che il paziente portatore di anomalie genetiche possa morire entro cinque anni dalla chirurgia.  I ricercatori hanno studiato 433 pazienti con cancro del polmone non  a piccole cellule di tipo non squamoso, in California, e altri 1006 in Cina.  I risultati dello studio hanno confermato che il test è davvero  in grado di predire la ricaduta della malattia (ed il conseguente &#8220;exitus&#8221; del paziente) con una certa &#8220;precisione&#8221;.</p>
<p>&#8220;<em>Una positività del test indica la necessità di discutere col proprio oncologo il potenziale beneficio di terapia aggiuntive al fine di ridurre la probabilità di ricomparsa del tumore</em>&#8220;, ha concluso Mann.</p>
<p>Il test è già disponibile per i malati di cancro ai polmoni, <strong>anche se costa diverse migliaia di dollari!&#8230;</strong>.</p>
<p>Per chi conosce l&#8217;inglese ed è in grado di apprezzare il reale valore di uno studio scientifico riportiamo l&#8217;abstract originale del lavoro:</p>
<div style="padding-left: 60px;"><span style="color: #993300;">Lancet. 2012 Jan 26. [Epub ahead of print]</span></div>
<h1 style="padding-left: 60px;"><span style="color: #993300;">A practical molecular assay to predict survival in resected non-squamous, non-small-cell lung cancer: development and international validation studies.</span></h1>
<div style="padding-left: 60px;"><span style="color: #993300;">Kratz JR, He J, Van Den Eeden SK, Zhu ZH, Gao W, Pham PT, Mulvihill MS, Ziaei F, Zhang H, Su B, Zhi X, Quesenberry CP, Habel LA, Deng Q, Wang Z, Zhou J,Li H, Huang MC, Yeh CC, Segal MR, Ray MR, Jones KD, Raz DJ, Xu Z, Jahan TM, Berryman D, He B, Mann MJ, Jablons DM.</span></div>
<div style="padding-left: 60px;">
<h3><span style="color: #993300;">Source</span></h3>
<p><span style="color: #993300;">University of California, San Francisco, CA, USA.</span></p>
</div>
<div>
<h3 style="padding-left: 60px;"><span style="color: #993300;">Abstract</span></h3>
<h4 style="padding-left: 60px;"><span style="color: #993300;">BACKGROUND: </span><span style="color: #993300; font-weight: normal;">The frequent recurrence of early-stage non-small-cell lung cancer (NSCLC) is generally attributable to metastatic disease undetected at complete resection. Management of such patients depends on prognostic staging to identify the individuals most likely to have occult disease. We aimed to develop and validate a practical, reliable assay that improves risk stratification compared with conventional staging.</span></h4>
<h4 style="padding-left: 60px;"><span style="color: #993300;">METHODS:</span><span style="color: #993300; font-weight: normal;">A 14-gene expression assay that uses quantitative PCR, runs on formalin-fixed paraffin-embedded tissue samples, and differentiates patients with heterogeneous statistical prognoses was developed in a cohort of 361 patients with non-squamous NSCLC resected at the University of California, San Francisco. The assay was then independently validated by the Kaiser Permanente Division of Research in a masked cohort of 433 patients with stage I non-squamous NSCLC resected at Kaiser Permanente Northern California hospitals, and on a cohort of 1006 patients with stage I-III non-squamous NSCLC resected in several leading Chinese cancer centres that are part of the China Clinical Trials Consortium (CCTC).</span></h4>
<h4 style="padding-left: 60px;"><span style="color: #993300;">FINDINGS: </span><span style="color: #993300; font-weight: normal;">Kaplan-Meier analysis of the Kaiser validation cohort showed 5 year overall survival of 71·4% (95% CI 60·5-80·0) in low-risk, 58·3% (48·9-66·6) in intermediate-risk, and 49·2% (42·2-55·8) in high-risk patients (p(trend)=0·0003). Similar analysis of the CCTC cohort indicated 5 year overall survivals of 74·1% (66·0-80·6) in low-risk, 57·4% (48·3-65·5) in intermediate-risk, and 44·6% (40·2-48·9) in high-risk patients (p(trend)&lt;0·0001). Multivariate analysis in both cohorts indicated that no standard clinical risk factors could account for, or provide, the prognostic information derived from tumour gene expression. The assay improved prognostic accuracy beyond National Comprehensive Cancer Network criteria for stage I high-risk tumours (p&lt;0·0001), and differentiated low-risk, intermediate-risk, and high-risk patients within all disease stages.</span></h4>
<h4 style="padding-left: 60px;"><span style="color: #993300;">INTERPRETATION: </span><span style="color: #993300; font-weight: normal;">Our practical, quantitative-PCR-based assay reliably identified patients with early-stage non-squamous NSCLC at high risk for mortality after surgical resection.</span></h4>
<h4 style="padding-left: 60px;"><span style="color: #993300;">FUNDING: </span><span style="color: #993300; font-weight: normal;">UCSF Thoracic Oncology Laboratory and Pinpoint Genomics.</span></h4>
<p><span style="color: #808080;">Per chi non fosse in grado di farlo, aggiungiamo i nostri commenti:</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #808080;"><span style="color: #808080;">E&#8217; senz&#8217;altro interessante (e potenzialmente utile) sapere quali pazienti hanno maggiori probabilità di recidivare dopo un intervento chirurgico apparentemente ben riuscito.  Tuttavia, va chiarito che vi sono dei parametri clinici molto semplici che, da soli, danno una indicazione di questo tipo.  Gli autori dello studio ne sono consci e  avvertono che il loro test migliora la capacità prognostica dei criteri clinici normalmente utilizzati (</span><em>National Comprehensive Cancer Network criteria</em>) per i tumori in stadio I, e differenzia i pazienti in soggetti ad alto, medio e basso rischio all&#8217;interno di ciascun stadio di malattia. </span></li>
<li><span style="color: #808080;">Tuttavia, gli autori non hanno considerato il fatto che altri test di laboratorio <strong>(spesso dal costo di qualche decina di euro&#8230;)</strong> sono stati dimostrati essere ugualmente predittivi della prognosi.  Per non andare a cercar lontano, vorremmo ricordare un nostro studio di quasi 10 anni fa in cui segnalavamo la stessa capacità prognostica per il vecchio, inossidabile, assolutamente non costoso, e alla portata di tutti i laboratori <strong>CEA-test </strong><strong>(</strong><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12645726" target="_blank">vedi abastract</a><strong>)</strong>.</span></li>
<li><span style="color: #808080;">Nell&#8217;attesa di un confronto di efficacia fra questo nuovo test e gli altri, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15005288" target="_blank">già dimostratisi efficaci</a>, non vi è ragione, a nostro parere, di passare al nuovo test, che è gravato da due inconvenienti non proprio trascurabili: la scarsa praticabilità e l&#8217;altissimo costo.  L&#8217;aggiunta del termine &#8220;genetico&#8221;  -da sola- non rende un test preferibile!&#8230;</span></li>
</ul>
<p><strong><a href="http://www.alcase.it/chi-siamo/il-dr-gianfranco-buccheri/">Gianfranco Buccheri</a></strong></p>
</div>
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		<item>
		<title>Scoperte nuove alterazioni genetiche (CURABILI!) del cancro ai polmoni</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/02/scoperte-nuove-alterazioni-genetiche-curabili-del-cancro-ai-polmoni/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 18:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[NEWS DAL MONDO DELLA RICERCA]]></category>

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		<description><![CDATA[1 Febbraio 2012 Un studio americano definisce un nuovo sottotipo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">1 Febbraio 2012</p>
<h1><span style="color: #888888;">Un studio americano definisce un nuovo sottotipo genetico di cancro del polmone (<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22215748" target="_blank">Vai all&#8217;abstract originale</a>) </span></h1>
<div id="attachment_3220" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2011/03/bang-asco-2010-waterfall-plot-of-responses.jpg"><img class="size-medium wp-image-3220   " title="risposte obiettive al trattamento con Crizotinib" src="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2011/03/bang-asco-2010-waterfall-plot-of-responses-300x225.jpg" alt="risposte obiettive al trattamento con Crizotinib" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Variazioni percentuali del tumore dopo terapia con Crizotinib in pazienti ALK-positivi</p></div>
<p>Uno studio di ricercatori del <em>Massachusetts General Hospital (MGH) Cancer Center</em> ha recentemente scoperto il ruolo di una nuova alterazione genetica in una forma mortale di cancro ai polmoni.   I tumori che presentano <strong>riarrangiamenti del gene ROS1</strong> sono solo l&#8217;1-2 per cento dei cancri non-piccole cellule del polmone (NSCLC).<br />
La cosa interessante è che i tumori con riarrangiamento del gene ROS1 possono essere trattati con <strong>Crizotinib</strong>, che è già noto come potente inibitore dei tumori con oncogene ALK (<a href="http://www.alcase.it/education/premessa-farmaci-mirati/farmaci-mirati/crizotinib/">http://www.alcase.it/education/premessa-farmaci-mirati/farmaci-mirati/crizotinib/</a>).<br />
&#8220;ROS1 codifica per una proteina che è importante per la crescita e la sopravvivenza cellulare e la deregolamentazione del ROS1 -attraverso riarrangiamento cromosomico- guida la crescita dei tumori&#8221;, spiega Alice Shaw, MD, PhD, del MGH Cancer Center &#8211; co-autore dello studio appena pubblicato sul <em>Journal of Clinical Oncology</em>. &#8220;Questa scoperta è importante perché abbiamo farmaci che inibiscono il gene ROS1 e ciò potrebbe portare a una sorta di drammatica risposta clinica, come descritto in questo articolo&#8221;.<br />
Il gene ROS1 si aggiunge alla lista di geni noti in grado di guidare la crescita del NSCLC quando alterati &#8211; una lista che comprende il <strong>KRAS</strong>,  l&#8217; <strong>EGFR</strong>,  e l&#8217;<strong>ALK. </strong>Complessivamente, l&#8217;insieme delle alterazioni note conosciute è determinante  in poco più della metà dei tumori NSCLC.</p>
<p>Originariamente identificato nei tumori cerebrali, il riarrangiamento del gene ROS1, è stato identificato in un paziente con NSCLC e in una linea di cellule NSCLC in vitro.  Lo studio attuale è stato progettato per determinare la frequenza di pazienti ROS1-positivi nel NSCLC e di definirne le caratteristiche cliniche.</p>
<p>I ricercatori hanno anaòizzato campioni di tumore da più di 1.000 pazienti con NSCLC trattati presso diversi ospedali americani e cinesi:  l&#8217; MGH, la Vanderbilt University, la University of California a Irvine, e la Fudan University di Shanghai. Il riarrangiamento ROS1 è stato identificato in 18 campioni di tumore, per una prevalenza del 1,7 per cento, mentre i riarrangiamenti ALK sono stati identificati in altri 31 campioni.  I pazienti con tumori positivi al ROS1 tendevano ad essere più giovani, non avere mai fumato e ad avere un tipo di cancro ai polmoni chiamato adenocarcinoma &#8211; caratteristiche molto simili a quelle dei pazienti ALK-positivi.<br />
Uno studio precedente del MGH aveva trovato che  un inibitore sperimentale ALK, il Crizotinib,  sopprimeva la crescita di una linea cellulare ROS1-positiva, suggerendo che i tumori ROS1-positivi potessero essere sensibili al farmaco. Questa osservazione ha portato gli autori dello studio e il suo team a  sviluppare un test diagnostico che potrebbe identificare i tumori ROS1-positivi. E a testare il farmaco in un malato di cancro ai polmoni il cui tumore non avevano risposto a farmaci inibenti il recettore EGFR ed  era negativo all&#8217; ALK, pur presentando la riorganizzazione ROS1.<br />
&#8220;Quando iniziò iltrattamento lo scorso aprile, questo paziente era estremamente malato &#8211; con significativa perdita di peso ed  ipossiemia- ed era a malapena in grado di camminare&#8221;, dice Shaw. &#8221;Nel giro di qualche giorno dall&#8217;inizio del Crizotinib si sentiva meglio e, quando  abbiamo effettuato una TAC di controllo sette settimane dopo, il tumore era scomparso essenzialmente dai suoi polmoni.&#8221;  Nove mesi dopo l&#8217;inizio della terapia crizotinib, questo paziente continua a star bene. Ulteriori pazienti ROS1-positivi sono stati avviati al trattamento in MGH, alla UC Irvine e presso l&#8217;Università del Colorado.</p>
<p>Fonte: Massachusetts General Hospital</p>
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		<title>La mini-chirurgia per i malati con problemi cardio-respiratori</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/01/mini-chirurgia/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 16:32:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL MIO CASO (interrogare l'esperto)]]></category>

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		<description><![CDATA[Neoplasia polmonare e problemi cardiaci Egregio Dottore, le scrivo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 30px;"><strong><span style="color: #993300;"><em>Neoplasia polmonare e problemi cardiaci</em></span></strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><em> Egregio Dottore, le scrivo in quanto a mio padre, di 74  anni, è stato diagnosticato un adenocarcinoma moderatamente differenziato, TTF1,  citocheratina 7. Il nodulo è di 2,8 cm e la Pet dice nel segmento anteriore del  lobo superiore del polmone dx in sede sub-pleurico.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><em>Ha avuto un infarto nel 1994, è stato operato nel  novembre del 2003 per sostituzione valvolare aortica con protesi meccanica.  Nell’agosto del 2009 gli è stato impiantato un ICD.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><em>All’ultimo controllo aritmologico gli era stata  prescritta una cardioversione che non è stata fatta perché nel frattempo si è  sentito male e a causa dello scompenso cardiaco e della lastra toracica fatta è  emerso quanto prima descritto.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><em>Indirizzato in chirurgia toracica gli è stato prospettato  l’intervento, visto il benestare della visita cardiologica fatta in  ospedale con ECG ed  elettrocardiogramma.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><em>La mia domanda è: per quanto descritto, lei che tipo  d’intervento effettuerebbe?</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><em>Toracoscopia, quindi meno invasivo e forse con meno  complicazioni cardiache, asportando solo la parte malata con un margine di  qualche centimetro o il classico?</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><em>Le probabilità di complicazioni in casi analoghi in  percentuale a quanto ammontano rispetto a casi di assenza o quasi di problemi  cardiaci.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><em>Qualsiasi considerazione in merito al caso comunque è  molto gradita. Grazie.  Mariarosa.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;">La ringrazio, signora Mariarosa, per il suo quesito chiaro, semplice e di interesse generale: </span></p>
<p><span style="color: #000000;">&#8220;<strong>Per i piccoli tumori operabili, cosa è preferibile: la CHIRURGIA STANDARD (interventi di lobectomia o bilobectomia) o la CHIRURGIA MINI-INVASIVA (lobectomia trans-toracica video-assistita, segmentectomia, resezioni atipiche, ecc..)?&#8230;&#8221;</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">La risposta è così sintetizzabile:</span></p>
<p><span style="color: #000000;">1. in presenza di normale rischio operatorio, la maggior parte dei dati scientifici presenti in letteratura favorisce la chirurgia tradizionale, perché dà maggiori garanzie di radicalità, anche se&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #000000;">2. alcuni studi sembrano indicare la equivalenza della lobectomia fatta a torace aperto (normale operazione) a quella video-assistita, praticata attraverso un piccolo foro al torace, detta transtoracica;</span></p>
<p><span style="color: #000000;">3. la rimozione del tumore toracico con interventi più conservativi (segmentectomia -ovvero asportazione di un segmento polmonare- e resezione atipica -che è quella cui, mi pare, lei fa riferimento-) dà meno garanzie di guarigione totale e va limitata ai casi con severa compromissione cardiaca o respiratoria, meglio se avanti con l&#8217;età.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Per non eludere la sua domanda diretta, io consiglierei la segmentectomia, in prima istanza, o la resezione atipica, sempre per via  toracoscopica.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Con l&#8217;augurio per suo papà di un intervento riuscito e di una brillante convalescenza, la saluto molto cordialmente.</span></p>
<p><strong><a href="http://www.alcase.it/chi-siamo/il-dr-gianfranco-buccheri/" target="_blank"><span style="color: #333333;">Gianfranco Buccheri</span></a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>CI VUOLE CORAGGIO&#8230;</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/01/ci-vuole-coraggio/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 12:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL MIO CASO (interrogare l'esperto)]]></category>
		<category><![CDATA[SUPPORT (aiutare i malati e chi li ha a cuore)]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenere ALCASE]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nostra amica di facebook ci ha mandato questo articolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una nostra amica di facebook ci ha mandato questo articolo che parla di lei e ci ha autorizzato a pubblicarlo.  Siamo felici di farlo. Eccone il testo:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #993300;">Ci vuole coraggio per non lasciarsi travolgere dalla disperazione. Ci vuole coraggio a dire a tutti gli amici &#8220;ho un tumore&#8221;. Decidere di raccontarlo giorno per giorno, metterci la faccia, chiedere aiuto, ascoltare ed essere ascoltati. &#8220;Internet è stata la mia salvezza, mi sono disperata due giorni, dopo che ho avuto l&#8217;esito degli esami, poi mi sono messa al pc, ho cominciato a mandare lettere, e poi ho aperto un blog, <a href="http://www.lenaviva.blogspot.it/" target="_blank">www.lenaviva.blogspot.it</a>, visitato ogni giorno da un centinaio di persone, e sempre su interne ho conosciuto la cura che mi sta facendo vivere&#8221;. Marilena Loteni ha 55 anni, è mamma e moglie, e anche maestra: ha cresciuto bambini che poi sono diventati genitori, e ha insegnato anche ai loro figli. Ad Albignasego, Padova, la conoscono tutti. Una creatività inesauribile, teatro, musica e recite. Per anni la sua vita gira attorno alla scuola elementare Gianni Rodari. Nel giugno del 2010 si fa gli esami. E il verdetto la lascia senza fiato: Adenocarcinoma. Cancro ai polmoni, inoperabile. E come sempre in questi casi il mondo si cristallizza attorno a lei, che da maestra, mamma, moglie, diventa ora &#8220;malata&#8221;. La figlia e il marito le sono vicini, ognuno sfoga la rabbia come può. Marilena non perde la lucidità, o la perde solo per poco. perché subito comincia a scrivere. &#8220;Sono nelle mani di Dio, ma dov&#8217;è la sua misericordia?&#8221;, dice nelle prime lettere. &#8220;Dovevo raccontare, dovevo parlare, non volevo che la notizia si diffondesse incontrollata e che tutti si chiedessero come stavo senza avere notizie vere, così ho cominciato prima a scrivere un diario e quasi subito ho iniziato a mandare mail giornaliere a tutti i miei amici&#8221;. Una sorta di bollettino medico. Che ha raccontato i due cicli di chemio, i viaggi ad Aviano &#8220;una struttura splendida&#8221;, dice. &#8220;Ho dovuto rinunciare ad andarci perché la bombola d&#8217;ossigeno non mi bastava durante il viaggio&#8221;. Sì perché la chemio comincia a dare i suoi effetti: debolezza, problemi al fegato, ai reni. Tutto raccontato nelle mail, poi nel blog.  Le passeggiate e la tosse, la gioia di vedere una figlia crescere bella come il sole, e i mal di schiena. E sul blog la gente scrive, scrivono gli ex alunni, gli amici, anche gli sconosciuti. Lena racconta le sue emozioni, e le preghiere. &#8220;Credo che le preghiere di chi mi ha voluto bene mi stiano tenendo viva&#8221;. Ma è la forza di Marilena a tenerla viva. Anche quando le dicono che il suo tumore le lascerà 6 mesi di vita, e che solo il 17% supera l&#8217;anno. &#8220;E&#8217; passato un anno e mezzo sono ancora qui, e sono felice&#8221;. Felice. Marilena usa proprio questa parola. &#8220;Ho lottato per avere un farmaco, l&#8217;Erlotinib, che i medici non mi volevano dare, sostituisce la chemio, cura i sintomi, ma costa troppo e io, malata terminale, non potevo accedervi&#8221;. Ma tanto ha combattuto che alla fine ce l&#8217;ha fatta. Ed è stata proprio la rete ad aiutarla. &#8220;Il <strong>sito di ALCASE,</strong> dedicato ai malati di tumore al polmone, mi ha fatto conoscere questo farmaco &#8211; dice Marilena &#8211; i miei amici erano pronti a fare una colletta e ad andare a prendermelo in Svizzera, per fortuna i medici di Piove di Sacco hanno deciso di darmelo&#8221;. &#8220;Ora sto bene, a luglio giravo in carrozzina e con la bombola d&#8217;ossigeno, adesso cammino, niente ossigeno, certo non posso fare quello che voglio, il tumore sta diminuendo, ma è una brutta bestia (The BESTion, come l&#8217;ha soprannominato sul suo blog). Io lo so che morirò, ma <strong>grazie al blog e ad ALCASE</strong>, per ora sto vivendo serena, sono felice, felicissima&#8221;. Una forza della natura.</span></em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;">ROBERTA POLESE</span></p>
<p>da <strong>GENTI VENETE </strong>(inserto domenicale di Corriere Veneto dell&#8217; 8 gennaio 2012)</p>
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		</item>
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		<title>Cosa si può fare ancora?&#8230;</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/01/cosa-si-puo-fare-ancora/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 08:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL MIO CASO (interrogare l'esperto)]]></category>

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		<description><![CDATA[Egregio dottore, il caso, che mi sta particolarmente a cuore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><em>Egregio dottore,</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><em>il caso, che mi sta particolarmente a cuore, è il  seguente:  una donna di 58 anni, non fumatrice,  con diagnosi di adenocarcinoma  polmonare con metastasi ossee. Dal 1/06/11 ha iniziato una chemioterapia  palliativa con Carboplatino e Pemetrexed. Dopo 4 cicli è stata eseguita una TAC  di controllo e  non essendoci stata una risposta è stata sospesa la  chemioterapia e si è iniziato il trattamento (da settembre 2011) con il   Tarceva,  anche se il campione bioptico per la ricerca della mutazione EGFR era  risultato insufficiente. La TAC di controllo dopo due mesi non ha rilevato un  importante progressione della malattia, ma solo un lieve aumento del versamento  pleurico.  Sono stati invece numerosi gli effetti collaterali del farmaco  biologico tra cui principalmete inappetenza, con notevole perdita di peso,  secchezza cutanea e delle congiuntive, lesioni del cavo orale e più recentemente  blocco della minzione (causato dal Tarceva??) che ha richiesto l&#8217;inserimento di  un catetere vescicale e una terapia antibiotica che attualmente è in atto.<br />
Nonostante inoltre il continuo aumento del dosaggio di MS CONTIN,  Gabapentin, Ibuprofene e Paracetamolo il dolore le da pochi momenti di  respiro.<br />
Oltre a questo, come suggerito dal medico di famiglia, ha iniziato  da ottobre una terapia con il Synchro Levels (fattori di differenziazione  estratti dal Brachidanio Rerio) e una terapia omeopatica che ha lo scopo di  &#8220;disintossicare&#8221; il fegato e di rafforzare un pò il sistema immunitario.<br />
Ciò  che le chiedo è se esiste qualche altra cosa che possiamo fare per modificare la  prognosi poco lusinghiera che abbiamo ricevuto&#8230; Nella sua esperienza lei ha  visto casi di GUARIGIONE di tumori polmonari al quarto stadio?  C&#8217;è qualcosa che  si può ancora fare per sottrarsi alle agghiaccianti statistiche?</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><em>Con  grande stima e riconoscenza per il suo prezioso lavoro</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><em>ANONIMO</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;">No, gentile signore, non ho mai visto casi inspiegabili di guarigione di pazienti al quarto stadio, anche se ho visto un certo numero di malati che rispondevano meravigliosamente a questo o a quel trattamento tanto da poter parlare di &#8220;guarigione apparente&#8221; (nel senso di controllo stabile e prolungato della malattia).  Un discreto numero di &#8220;guarigioni apparenti&#8221; è descritto nella nostra rubrica: <a style="font-weight: bold;" href="http://www.alcase.it/support/le-storie-di-speranza/">STORIE DI SPERANZA</a> e di queste, una delle più incredibili è quella della signora Gallessio, su cui abbiamo realizzato anche un video: <a href="http://www.youtube.com/user/ALCASEItalia/featured">http://www.youtube.com/user/ALCASEItalia/featured</a>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.alcase.it/support/le-storie-di-speranza/"><strong> </strong></a>Quando, però, le opzioni terapeutiche standard si esauriscono (come nel caso che lei descrive) si può solo ricorrere a trattamenti sperimentali. Ve ne sono tantissimi, di ogni tipo<strong>, </strong>e in Italia esiste una  banca dati che le raccoglie: <a href="http://ricerca-clinica.agenziafarmaco.it/">http://ricerca-clinica.agenziafarmaco.it/</a>.  E&#8217; possibile andare a ricercare lì le sperimentazioni attive per le quali  la persona che intende sottoporvisi ha le caratteristiche di idoneità, risalire ai centri ospedalieri o universitari che le conducono e contattare questi ultimi telefonicamente.  Oppure è possibile rivolgersi a qualche medico sperimentatore, fra quelli che noi elenchiamo alla pagina MEDICI d&#8217;ECCELLENZA: si tratta dei primi cento medici più attivi nella ricerca sul cancro del polmone in Italia (<a href="http://www.alcase.it/support/medici-eccellenti-premessa/">http://www.alcase.it/support/medici-eccellenti-premessa/</a>).  Oppure, allo sportello cancro del corriere della sera, dove è possibile accedere alla lista dei migliori centri ospedalieri ed universitari italiani, come descritto alla nostra pagina: <a href="http://www.alcase.it/2011/08/come-scegliere-il-luogo-dove-farsi-curare/">http://www.alcase.it/2011/08/come-scegliere-il-luogo-dove-farsi-curare/</a>. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Spero di esserle stato utile pur non avendo potuto entrare nello specifico del caso che le sta a cuore, come da nostra etica comportamentale (<a href="http://www.alcase.it/contatti/">http://www.alcase.it/contatti/</a>). </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Con i migliori auguri, </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.alcase.it/chi-siamo/il-dr-gianfranco-buccheri/"><strong>Gianfranco Buccheri</strong></a></span></p>
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