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	<title>ALCASE Italia</title>
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	<description>Lotta al cancro del polmone</description>
	<lastBuildDate>Sun, 13 May 2012 21:00:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>COSMOS II, prevenzione italiana</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 16:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[EDUCATION (informare a tutto campo)]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS DAL MONDO DELLA RICERCA]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è assistito, nei giorni scorsi, al lancio di nuova campagna mediatica ad opera del prof. Umberto Veronesi e dei suoi collaboratori dell'Istituto Europeo di Oncologia (IEO).   La campagna ha avuto grande successo -come sempre- ed ha prodotto l'uscita di una serie di articoli dal tono entusiastico sia sulla "carta stampata" (un nome per tutti: "La Repubblica" dello scorso 9 maggio), che sulla stampa on-line [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;">Si è assistito, nei giorni scorsi, al lancio di nuova campagna mediatica ad opera del prof. Umberto Veronesi e dei suoi collaboratori dell&#8217;Istituto Europeo di Oncologia (IEO).   La campagna ha avuto grande successo ed ha prodotto l&#8217;uscita di una serie di articoli dal tono entusiastico sia sulla &#8220;carta stampata&#8221; (un nome per tutti: &#8220;La Repubblica&#8221; dello scorso 9 maggio), che sulla stampa on-line (<a href="http://news.google.it/news/story?ncl=dQfWFMeyk8zfb1M1pCyObSHSDyYkM">http://news.google.it/news/story?ncl=dQfWFMeyk8zfb1M1pCyObSHSDyYkM</a>).   Come sempre da 30 anni a questa parte, non sono mancati sensazionalismi del tipo: <em>Veronesi &#8220;Contro il cancro la vittoria si avvicina&#8221;</em>,  <em>Lo scienziato: &#8220;Grazie alla ricerca una svolta già tra 10 -15 anni&#8221;</em>, <em>Veronesi racconta il cancro: &#8220;La cura è vicina, svolta tra 10-15 anni&#8221; &#8230; </em></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><em> </em>Vale la pena di superare il disagio dell&#8217; informazione &#8220;urlata&#8221;, e  di approfondire la questione.  Dalle fonti giornalistiche che ho potuto visionare (ALCASE non ha  ricevuto alcun comunicato), l&#8217;annuncio che sta alla base della campagna dovrebbe essere il seguente:</span></p>
<p><span style="color: #333333;">&#8220;Presto partirà all&#8217;IEO uno progetto che prevede l&#8217;esecuzione di:</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #333333;">un esame del sangue;</span></li>
<li><span style="color: #333333;">una TAC a basso dosaggio;</span></li>
<li><span style="color: #333333;">un programma di chirurgia ridotta cosiddetta mini-invasiva [<em>nota: da anni tale tecnica è nel normale repertorio di molti chirurghi toracici</em>];</span></li>
<li><span style="color: #333333;">un programma di lotta al fumo per la prevenzione [<em>nota: la prevenzione a 360° la portiamo avanti anche noi, qui ad ALCASE, e da molti anni (<a href="http://www.alcase.it/education/programmi-prevenzione/">vai alla pgina</a>)</em>].</span></li>
</ul>
<div id="attachment_5384" class="wp-caption alignleft" style="width: 254px"><a href="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2012/05/miRNA.jpeg"><span style="color: #333333;"><img class="size-full wp-image-5384" style="margin-right: 20px; margin-top: 5px; margin-bottom: 15px;" title="miRNA" src="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2012/05/miRNA.jpeg" alt="" width="244" height="206" /></span></a><p class="wp-caption-text">I miRNA sono piccole molecole di RNA endogene, a singolo filamento di 20-22 nucleotidi. Sono stati trovati diversi miRNA coinvolti con alcuni tipi di cancro</p></div>
<p><span style="color: #333333;">Lo studio che ne deriverà -chiamato <strong>COSMOS II- </strong> verrà condotto su 10 mila volontari, tutti forti fumatori, nell&#8217;arco di 5 anni.   Con un semplice esame del sangue, si ricercherà la presenza di particolari molecole di derivazione nucleare, note come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MicroRNA" target="_blank">microRNA o miRNA</a>, e ciò consentirà l&#8217;individuazione di tumori polmonari in fase iniziale. &#8221;  [<em>nota: in realtà non si tratterà di un semplice esame, ma di un sofisticato test  bio-molecolare, chiamato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Real_time_PCR" target="_blank">real time PCR</a></em>].</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Immagino che la presenza del tumore verrà poi confermata dalla TAC a basso dosaggio e dalla successiva eventuale microchirurgia exeretica e che, sulla base dei risultati di questi due ultimi accertamenti, si valuterà l&#8217;accuratezza diagnostica del test dei miRNA.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Ora, la prima domanda che viene alla mente è:  &#8221;Come mai i ricercatori dell&#8217;IEO hanno deciso di spendere enormi risorse in un nuovo studio di screening?&#8230;&#8221;   Il precedente studio, chiamato <a href="http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/10_novembre_26/tac-spirale-polmoni-pappagallo_d6f81fe4-f942-11df-a6ac-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><strong>COSMOS</strong></a>, basato sulla sola TAC a basso dosaggio, si è  appena concluso e con risultati non particolarmente innovativi (dato che ricalcavano quelli di un&#8217;altro, fondamentale <a href="http://www.alcase.it/2011/08/screening-opinione-di-prestigio/">studio americano</a> reso pubblico solo qualche mese prima&#8230;).</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Probabilmente, la novità di questo secondo studio (oltre alla chirurgia micro-invasiva) è quella di affiancare alla TAC un qualche altro test, possibilmente più veloce e meno costoso, da usare come filtro.  Come gli stessi autori affermano nel <a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/emmm.201100154/full" target="_blank">lavoro che in cui descrivono la messa a punto del loro test</a>: &#8220;<em>We envision that our serum test for NSCLC will find its main application in the clinic as a ‘first line screening test’ for high-risk individuals, to identify those who should undergo further testing, including by LD-CT</em>&#8220;).</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Per la verità, neanche questa è un&#8217;idea davvero nuova, dal momento molti ricercatori, in tutto il mondo, dando come acquisito il ruolo della TAC a basso dosaggio, cercano di limitarne l&#8217;uso con l&#8217;introduzione di test alternativi, da eseguire in prima istanza.  Sono molte le vie fin qui seguite e noi ne abbiamo già parlato abbastanza diffusamente. Per esempio, abbiamo dedicato due articoli all&#8217;analisi dei componenti chimici del respiro (attraverso il <a href="http://www.alcase.it/2012/03/un-giorno-bastera-far-soffiare-in-un-apparecchietto-grande-come-una-moneta-per-scoprire-un-cancro-ai-polmoni/">Lung Cancer Breath-Analyzer</a> o  l&#8217; <a href="http://www.alcase.it/2011/08/cani-che-fiutano-il-cancro-del-polmone-incredibile-ma-vero/">olfatto di cani ammaestrati</a>) e uno allo studio del sangue circolante per la <a href="http://www.alcase.it/2012/02/diagnosi-precoce-del-cancro-con-un-semplice-esame-del-sangue/">ricerca di cellule tumorali</a>.   Ma, anche nell&#8217;ambito dello studio dei frammenti circolanti di DNA ed RNA, già nell&#8217;ormai lontano 2005, venivano raccolte indicazioni, provenienti da ben 22 studi clinici in cui un incredibile varietà di componenti nucleici era misurata e testata, dichiarate &#8220;promettenti&#8221; (<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15949585" target="_blank">vai allo studio</a>)&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Perché allora studiare il dosaggio dei miRNA?&#8230;   La risposta dovrebbe essere, ovviamente, perché tale dosaggio, sulla carta almeno, è quello che dà le migliori prospettive di successo.  Ma&#8230; forse&#8230; non è proprio così.   Cinque anni fa, per esempio, un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School pubblicava su &#8220;Nature&#8221;, una delle due  più autorevoli riviste scientifiche al mondo (<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3090667/?tool=pubmed" target="_blank">vai allo studio</a>), i risultati di una ricerca di cellule neoplastiche circolanti nel sangue, condotta mediante un test da loro sviluppato chiamato &#8220;CTC-chip&#8221;, che fu in grado di  identificare più del 99% dei pazienti con cancro!&#8230; (ovvero un sensibilità di quasi il 100% contro un valore compreso fra il 64% e il 92% del test dei miRNA degli autori milanesi [<a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/emmm.201100154/full" target="_blank">vai allo studio</a>]).</span></p>
<p><span style="color: #333333;">In conclusione, è per me una grande soddisfazione l&#8217;apprendere che si investano importanti risorse nell&#8217;individuazione di sempre migliori metodi di screening, diagnosi precoce e terapia del cancro al polmone.  Temo, tuttavia, per quanto ho cercato di spiegare, che la parte bio-molecolare del progetto possa dare risultati non così soddisfacenti, come sarebbe giusto attendersi.   Al contrario, ho assai meno riserve per quanto attiene l&#8217;introduzione della micro-chirurgia toracica, soprattutto se questa verrà comparata, in un formale studio controllato di fase III, alla terapia chirurgica tradizionale (ovvero ai normali interventi di lobectomia e pneumonectomia).   Certo, è francamente ingenuo attendersi che &#8220;la svolta sarà fra 10-15 anni&#8221;: in realtà essa potrà essere domani o fra 100 anni, oppure potrà semplicemente non esservi, sostituita da un miglioramento minimo ma costante nelle nostre capacità di cura&#8230;</span></p>
<p><strong><span style="color: #333333;"><a href="http://www.alcase.it/chi-siamo/il-dr-gianfranco-buccheri/">Gianfranco Buccheri</a></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #800000;">Post Scriptum</span></strong><span style="color: #800000;"> </span></p>
<p><span style="color: #800000;">Poche ore dopo la pubblicazione di questo articolo, mi è arrivato un &#8220;Google Alert&#8221; con un riferimento al comunicato dell&#8217;IEO alla stampa.<br />
</span><span style="color: #800000;">Per chi fosse interessato, questo è il link: <a href="http://www.ieo.it/Italiano/AreaClinica/ProgettoCosmos/Documents/PressKit%20Cosmos.pdf">http://www.ieo.it/Italiano/AreaClinica/ProgettoCosmos/Documents/PressKit%20Cosmos.pdf</a>.<br />
</span><span style="color: #800000;">Per gli altri, dirò brevemente che non vi sono significative novità rispetto a quanto discusso in questo articolo, se non il fatto che l&#8217;intensità dello screening verrà rapportata al rischio teorico di cancro al polmone (un&#8217;idea, questa, abbastanza ragionevole e, per quello che ne so io, innovativa).   Come da me sperato, inoltre, la valutazione della microchirurgia sarà basata su un controllo randomizzato e ciò potrà dare un&#8217;importante lezione a tutti noi.  Rimangono tutte le mie perplessità rispetto alla determinazione dei micoRNA, anche se nel comunicato si dichiara che il costo dell&#8217;esame sarà bassissimo (ma come è stato quantificato?&#8230;) e i micro RNA hanno un&#8217;accuratezza &#8220;almeno uguale a quella delle metodiche di imaging più avanzate&#8221; (ma i dati degli stessi ricercatori dell&#8217;IEO non erano diversi?&#8230;).</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;</span></p>
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		<title>Che fare, quando il Tarceva perde di efficacia?&#8230;</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/05/se-tarceva-perde-efficacia-che-fare/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 21:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL MIO CASO (interrogare l'esperto)]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimo Dottore. Lei mi conosce già attraverso il mio blog quindi non le sto a presentare la mia situazione (adenocarcinoma al IV STADIO, ora in cura con tarceva). Desidero porle una domanda alla quale il mio oncologo ieri non ha saputo o voluto rispondermi: quando il TARCEVA non farà oiù effetto esiste qualche altro farmaco dello stesso tipo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #800000;"><em>Carissimo Dottore.<br />
lei mi conosce già attraverso il mio blog quindi non le  sto a presentare la mia situazione ( adenocarcinoma al IV STADIO, ora in cura  con tarceva).<br />
Desidero porle una domanda alla quale il mio oncologo ieri non  ha saputo o voluto rispondermi:<br />
quando il TARCEVA non farà oiù effetto esiste  qualche altro farmaco dello stesso tipo?<br />
Io sono in un momento di grande  infezioni broco-polmonari a causa di virus e vivi nel terrore che il tumore ne  approfitti per farsi più forte.<br />
Le ringrazio per la sua cortesia e mi  complimento ancora per quanto LEI  e l&#8217; equipe di ALCASE fa per aiutare noi  malati disorientati: siete voi i miei veri oncologi<br />
MARILENA LOTENI</em></span></p>
<p><span style="color: #333333;">Cara Marilena, sì.  Conosco il tuo caso,  gli alti e bassi della tua malattia, la tua grande forza d&#8217;animo e le tante persone che ti vogliono bene e non smettono di incoraggiarti&#8230;.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Tu mi poni una domanda difficile e diretta, e posso capire perché il tuo oncologo sia stato un pò reticente.  Devo premettere che non conosco in maniera approfondita la tua storia clinica, per cui posso solo rispondere in termini generali alla tua domanda che ho sintetizzato nel titolo di questo post. </span></p>
<p><span style="color: #333333;">Vi sono diverse cosette che si potrebbero fare, quando malauguratamente, il tuo tumore divenisse davvero resistente.  Eccone un elenco, che potrai discutere col tuo oncologo.</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #333333;"> Sostituire il Tarceva con l&#8217;Iressa, per un test di almeno 1 mese.  Sono farmaci che hanno lo stesso meccanismo d&#8217;azione, ma sono stati descritti non rari casi di resistenza all&#8217;Iressa, con persistente sensibilità al Tarceva.  Non vi è motivo di ritenere che non possa verificarsi l&#8217;inverso (cioè, sensibilità all&#8217;Iressa e resistenza al Tarceva).</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Riprendere a fare qualche ciclo la chemioterapia e poi ritornare al Tarceva.  Vi sono dei report secondo i quali  la chemioterapia (soprattutto con Gemcitabina) potrebbe far tornare la sensibilità al farmaco.</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Riprendere la chemioterapia ed associarvi l&#8217;Avastin (è dimostrato che questo anticorpo monoclonale incrementa gli effetti della chemioterapia).</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Far determinare, nel campione bioptico del tuo tumore, la presenza di mutazioni del gene ALK  per una eventuale terapia con Xalcori (Crizotinib).</span></li>
<li><span style="color: #333333;">Cercare di entrare in uno studio sperimentale.  In un recente post ho spiegato come fare in pratica ad entrarvi (<a href="http://www.alcase.it/2012/01/cosa-si-puo-fare-ancora/">http://www.alcase.it/2012/01/cosa-si-puo-fare-ancora/</a>).</span></li>
</ul>
<p><span style="color: #333333;">Questo è tutto quello che mi viene in mette, nell&#8217;ambito delle cose fattibili, oggi, vicino casa tua.  Quello di cui a volte parliamo (es. <a href="http://www.alcase.it/2012/02/scoperte-nuove-alterazioni-genetiche-curabili-del-cancro-ai-polmoni/">http://www.alcase.it/2012/02/scoperte-nuove-alterazioni-genetiche-curabili-del-cancro-ai-polmoni/</a>) sono promesse/speranze per i malati di domani&#8230;.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Bene. Spero di esserti stato utile.  E mi scuso se ho dovuto assumere un atteggiamento &#8220;tecnico&#8221;, che può sembrare freddo: non lo sono.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">E&#8230; non abbatterti mai!&#8230; Sei un grande esempio per tanti!&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Gianfranco Buccheri</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vaccini miracolosi</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/05/vaccini-miracolosi/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 17:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL MIO CASO (interrogare l'esperto)]]></category>

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		<description><![CDATA[Egr. Dott. Buccheri, all’inizio dell’anno scorso, a mia mamma é stato diagnosticato un mesotelioma pleurico di tipo epiteliale.  Ha fatto sei cicli di cisplatino/alimta e dopo il sesto ciclo si é voluto provare come si comportasse la patologia in assenza di chemioterapia per tre mesi circa. [...] Tralasciando la chemioterapia, quale cura ci consiglierebbe? Il belagenpumatucel-L, o quale altro vaccino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Salve,<br />
spero ci possiate aiutare…Si legge, in diversi articoli, che il CYMAVAX ormai è vaccino utilizzato a Cuba….consente un allungamento variabile della sopravvivenza dei malati polmonari stadio IV (o terminali come dir si voglia)a fine trattamenti chemioterapici….a noi italiani è preclusa questa possibilità….reperire informazioni è impossibile….spererei che voi ci possiate aiutare…per lo meno a saperne di piu….se necessita mutazione, per quali tipi istologici è indicato….la possibilità di averlo in Italia….</em></p>
<p><em>Marilena</em></p>
<p><em>__________________________________________________</em></p>
<p>Gentile sig.ra,</p>
<p>ho letto anch&#8217;io numerosi report sul vaccino sperimentato a Cuba, il CIMAvax EGF.   Molti di questi report, molto diffusi soprattutto su internet, sembrano dare per scontato che il vaccino sia oncologicamente efficace.  Alcuni si spingono oltre, sostenendo che questa è una scoperta unica nel suo genere (il primo vaccino al mondo contro il cancro!&#8230;) e lasciano intendere che il governo cubano, che lo ha approvato, lo ha fatto perché rispettoso dei bisogni dei malati (a differenza dei governi occidentali che sarebbero rispettosi soltanto degli interessi delle multinazionali del farmaco).   Ne cito uno, fra i tanti, che parla appunto del <strong>primo</strong> vaccino contro il cancro al polmone:</p>
<h3><a href="http://www.dazebaonews.it/mondo/item/1475-cuba-scoperto-un-vaccino-contro-il-cancro-al-polmone" target="_blank"><em>Cuba</em>, scoperto un <em>vaccino</em> contro il <em>cancro</em> al <em>polmone</em></a></h3>
<p>18 gen 2011 <strong>&#8230;</strong> ROMA - <em>Cuba</em> ha registrato il primo <em>vaccino</em> terapeutico contro il <em>cancro</em> al <em>polmone</em> avanzato del mondo. Si chiama CIMAVAX-EGF, ed è già stato <strong>&#8230;</strong></p>
<div><cite>www.dazebaonews.it/&#8230;/1475-<strong>cuba</strong>-scoperto-un-<strong>vaccino</strong>-contro-il-<strong>cancro</strong>-al-<strong>polmone</strong></cite></div>
<h2>In realtà:</h2>
<div>
<ul>
<li><strong>il CIMAvax EGF non è certo il primo vaccino scoperto e sperimentato su pazienti con cancro del polmone. </strong> Noi, per esempio, abbiamo appena finito di pubblicare un articolo (<a href="http://www.alcase.it/2010/07/al-via-due-test-mondiali-per-due-nuovi-vaccini/" target="_blank">http://www.alcase.it/2010/07/al-via-due-test-mondiali-per-due-nuovi-vaccini/</a>) in cui mettevamo in evidenza il fatto che ben sette nuovi e sofisticati vaccini [<strong> L-BLP25</strong>, <strong>BEC-2</strong>, <strong>1E10</strong>, <strong>PF-3512676</strong>, <strong>MAGE-A3</strong>, <strong>G-MCSF</strong>, <strong>belagenpumatucel-L</strong>] sono, oggi, al centro dell&#8217;interesse della comunità scientifica internazionale, sono già disponibili per l&#8217;uso umano e, due di questi -lo Stimuvax ® e il MAGE-A3- sono in corso di valutazione a livello mondiale, nell&#8217;ambito di importanti studi randomizzati di fase III;</li>
</ul>
<ul>
<li>il <strong>CIMAvax EGF</strong><strong>, a differenza di molti dei succitati vaccini,</strong> <strong>non ha ancora al suo attivo</strong><strong> alcuno studio</strong> che dimostri,  in maniera chiara e inequivocabile, un beneficio di sopravvivenza per le persone trattate.  Chi volesse verificare tale asserzione è invitato a leggere l&#8217;articolo più recente pubblicato da alcuni degli sperimentatori cubani, di cui è disponibile su internet sia il riassunto (l&#8217;<a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=CIMAvax%20EGF" target="_blank">http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=CIMAvax%20EGF</a>) che il PDF del lavoro originale (<a href="http://www.medicc.org/mediccreview/index.php?issue=11&amp;id=128&amp;a=va" target="_blank">http://www.medicc.org/mediccreview/index.php?issue=11&amp;id=128&amp;a=va</a>).  Se si ha la pazienza e le necessarie conoscenze tecniche per decifrare il linguaggio &#8220;scientifichese&#8221; con cui l&#8217;articolo è scritto (ma questo vale per tutti gli articoli di questo tipo), si potrà verificare -personalmente- che, pur discutendo 15 anni di test e sperimentazioni cliniche, viene alla fine prodotta soltanto una debolissima dimostrazione della reale efficacia oncologica del vaccino.  In effetti,  nella <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=Neninger%20Vinageras%20E,%20de%20la%20Torre%20A,%20Osorio%20Rodr%C3%ADguez%20M,%20Catal%C3%A1%20Ferrer%20M,%20Bravo%20I" target="_blank">unica sperimentazione randomizzata valutabile</a> (un piccolo studio di fase II su 80 pazienti) la significatività statistica a favore delle persone vaccinate non è stata raggiunta (lo è stata solo per un sottogruppo: i vaccinati di età maggiore di 60 anni);</li>
</ul>
<ul>
<li>come tutti i vaccini, anche CIMAvax EGF ha qualche effetto collaterale (sul web si legge, a volte, che è del tutto privo di tossicità..).  Fra questi effetti indesiderati risultano: febbre, mal di testa, brividi, tremori, nausea, vomito, debolezza, ecc.. (come riportato dagli stessi sperimentatori cubani: <a href="http://www.medicc.org/mediccreview/index.php?issue=11&amp;id=128&amp;a=va" target="_blank">http://www.medicc.org/mediccreview/index.php?issue=11&amp;id=128&amp;a=va</a>);</li>
</ul>
<ul>
<li>infine, considerato quanto su detto, appare perlomeno affrettata la decisione dell&#8217;autorità cubana per la regolamentazione del farmaco. E potrebbe essere legittimo il sospetto di segno opposto..  E cioè che -piuttosto che soccorre i pazienti dell&#8217;isola- tale fretta sia legata ai buoni proventi di una possibile vendita all&#8217;estero di un vaccino che in realtà, a tutt&#8217;oggi, è una terapia non provata e che, domani,  potrebbe persino rivelarsi inefficace e del tutto inutile&#8230;.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.alcase.it/chi-siamo/il-dr-gianfranco-buccheri/" target="_blank">Gianfranco Buccheri</a></p>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Ancora un recital pianistico per ALCASE e la sua missione&#8230;</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/05/melodie-immortali-concerto/</link>
		<comments>http://www.alcase.it/2012/05/melodie-immortali-concerto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 May 2012 16:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sostenere ALCASE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alcase.it/?p=5353</guid>
		<description><![CDATA[“Melodie Senza Tempo” CONCERTO PER PIANOFORTE di Ekaterina Afanasyeva Sabato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800000;">“Melodie Senza Tempo”</span></p>
<div id="dettagli"><strong><span style="color: #800000;">CONCERTO PER PIANOFORTE </span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #800000;">di Ekaterina Afanasyeva</span></strong></div>
</h2>
<p><a href="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2011/12/DSCN2026-e1323108325755.jpg"><img class="alignleft" style="margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 20px;" title="Ekaterina Afanasyeva" src="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2011/12/DSCN2026-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><strong> </strong></p>
<p>Sabato, 2 giugno, alle ore 21, la giovane pianista russa <strong>Ekaterina Afanasyeva</strong> dedicherà la sua arte ad ALCASE ed alla sua missione.  La serata avrà luogo, presso l’Istituto Civico Musicale di Borgo San Dalmazzo (la cittadina in prossimità di Cuneo dove ha la sua sede fisica ALCASE).  Verranno suonati brani di: W.A. Mozart, F. Mendelsson, C. Debussy, F. Chopin, P.I. Chaikovsky ed altri…</p>
<address><strong><span style="font-weight: bold;">&#8220;</span><em>Melodie Senza Tempo</em><span style="font-weight: bold;">&#8220;,</span></strong><span style="font-weight: bold;"> <span style="font-style: normal;">recital pianistico<br />
</span></span><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: bold;">Sala Concerti  del Civico Istituto Musicale “D. Rosso”, </span><strong>Palazzo Bertell</strong><strong>o, Borgo San Dalmazzo (CN)<br />
</strong><span style="font-weight: bold;">Sabato 2 giugno 2012, ore 21</span></span></address>
<p><strong> </strong>Striscioline pro-memoria sono scaricabili da questa pagina in formato PDF (<a href="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2012/05/2-giugno-2012-concerto-per-pianoforte-striscioline.pdf" target="_blank">striscioline pro-memoria</a>).</p>
<h3>Invitiamo i soci e simpatizzanti di Cuneo e dintorni a venire numerosi!…. Accompagnati da parenti e amici, ovviamente!…</h3>
<p><strong>_____________________________________________________________________________________</strong></p>
<p><strong><span style="color: #800000;">Ekaterina  Afanasyeva, CV</span></strong></p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left: 0px; margin-right: 20px; margin-top: 0px; margin-bottom: 5px;" title="Ekaterina Afanasyeva" src="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2011/12/DSCN2028-300x225.jpg" alt="" width="151" height="114" /></p>
<p><strong> </strong>Ekaterina Afanasyeva è nata nel 1971 in un’isola della Russia del nord, l’isola di Solovki nel Mar Bianco, apprende i  primi elementi della musica in famiglia.  Prosegue gli studi presso l’Università di Stato del Nord e il Conservatorio dellacittà di Arcangelo, dove consegue la laurea in Psicologia dell’Educazione e quella specilistica di Docente di Piano e  Accompagnatrice.</p>
<p>Dal 1998 al 2007 segue diversi corsi accademici di formazione/perfezionamento nelle città di Arcangelo, Mosca e Pietroburgo, molti dei quali indirizzati alla didattica. Per 20 anni docente  e direttice della nuova scuola di musica in Naryan-Mar, la sua città, ha  diplomato più di 100 pianisti, alcuni dei quali sono poi diventati musicisti professionisti.</p>
<p>Ha svolto attività concertistica come solista, in formazioni da camera e in ambito jazzistico.  Dal 2005 al 2010, è stata accompagnatrice di Elena Timina (soprano) in diversi concerti. Nel 2008, all’International Music Festival di Arcangelo “<em>Harmony of the North</em>” vince, col suo gruppo, un premio nella categoria “B<em>est musical instrumental ensemble</em>” e, personalmente, riceve uno speciale diploma della giuria “<em>F</em><em>or the preparation of </em><em>the </em><em>winners and for the creative and pedagogical cleverness</em>”.   Nel gennaio 2010, fonda e promuove il trio strumentale “<em>Avantage</em>” (piano, accordion, violino), col quale tiene dodici concerti, in pochi mesi, in Naryan-Mar. Nel giugno del 2010,  participa, con Alexei Kozitsyn, all’International Festival “<em>Be embraced, millions!</em>”, presso la Philharmonic Music Hall di San Pietroburgo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un carcinoma squamoso avanzato a sorpresa, in una signora che non ha mai fumato&#8230;</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/05/carcinoma_squamoso/</link>
		<comments>http://www.alcase.it/2012/05/carcinoma_squamoso/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 May 2012 17:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL MIO CASO (interrogare l'esperto)]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alcase.it/?p=5338</guid>
		<description><![CDATA[Egregio dott. Buccheri, a mia cognata di anni 63, mai fumatrice, a seguito di accentuazione dei sintomi di asma, affanno e senso di soffocamento alla gola (che ha sempre attribuito ad allergie varie da tanti anni), si è sottoposta il 31/3/2012 alla tac con il seguente esito: LINFOADENOMEGALIE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #800000;"><em>Egregio dott.  Buccheri,</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #800000;"><em> a mia cognata di  anni 63, mai fumatrice, a seguito di accentuazione dei sintomi di asma, affanno e  senso di soffocamento alla gola (che ha sempre attribuito ad allergie varie  da tanti anni), si è sottoposta il 31/3/2012 alla tac con il seguente  esito:</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #800000;"><em>LINFOADENOMEGALIE  PATOLOGICHE SOVRA-CLAVEARI BILATERALI (&gt; A SN), TORACICHE E  MEDIASTINICHE BILATERALI. AREE DI CONSOLIDAZIONE PARENCHIMALE SUB-PLEURICHE  BILATERALI CON NODULI PARENCHIMALI (&lt; AL CM) A SN.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #800000;"><em>Quindi il 13/4/2012 è  stata sottosta a biopsia linfonodi mediastinici con intervento chirurgico, con  prelievo di 7 frammenti irregolari con il seguente esito:</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #800000;"><em>METASTASI   LINFONODALE DI CARCINOMA SQUAMOSO SCARSAMENTE DIFFERENZIATO DEL POLMONE (NEOPLASIA PRESENTE IN TUTTI I FRAMMENTI). INDAGINI DI  IMMUNOISTOCHIMICA: CK5 E P63: POSITIVI;     TTF-1,ESTROGENO, PROGESTERONE ED  HER2: NEGATIVI.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #800000;"><em>Alla luce di quanto  su esposto, nel mentre si attende cosa fare, atteso che non è stata avviata  alcuna terapia,  Le faccio i seguenti quesiti:</em></span></p>
<p style="padding-left: 90px;"><span style="color: #800000;"><em>-gli esami sono  sufficienti per impostare la chemioterapia? Se no,dove fare accertamenti più  approfonditi?</em></span></p>
<p style="padding-left: 90px;"><span style="color: #800000;"><em>- la chemio mira  potrà avere efficacia e bloccare e magari far regredire il tumore o è solo  palliativa?</em></span></p>
<p style="padding-left: 90px;"><span style="color: #800000;"><em>-il tumore è poi  operabile? E con quali chences di vita?</em></span></p>
<p style="padding-left: 90px;"><span style="color: #800000;"><em>- purtroppo, dopo  l’intervento, sono cominciati i dolori forti  e senso di soffocamento più  accentuato ed una tosse stizzita; ciò può essere dovuto all’intervento per la  biopsia, con relativa esplosione del male oppure è la naturale evoluzione del  tumore?</em></span></p>
<p style="padding-left: 60px;"><span style="color: #800000;"><em> </em><em>La  ringrazio di cuore per i consigli che potrà darci, spero in tempi brevissimi,  stante la situazione delicata di mia cognata e di tutta la famiglia che dovrà  prendere decisioni importanti.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #800000;"><em>Mia  e-mail: agrimastro@libero.it</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #800000;"><em>Buon lavoro e spero  di riscriverLa con stato d’animo più sereno. ANCORA GRAZIE.</em></span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #800000;"><em>Vitoma</em></span></p>
<p>_______________________________________________________________________________________________</p>
<p><span style="color: #000000;">Gent.mo Sig. Vitoma,</span></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">innanzitutto, vorrei esprimere il mio rammarico per la diagnosi di carcinoma squamoso (tipo istologico sempre più raro, soprattutto nei non fumatori), che, tuttavia, appare indubitabile dagli elementi che mi scrive.  E vengo subito a rispondere alle sue molteplici domande.</span></span></p>
<ul>
<li> <span style="color: #800000;"><em>G</em></span><span style="color: #800000;"><em>li esami sono sufficienti per impostare la chemioterapia? Se no,dove fare accertamenti più approfonditi?</em><span style="color: #000000;"> SI, tuttavia, anche solo per aver un quadro clinico completo vanno completati con la ricerca di eventuali metastasi a distanza (almeno un TAC addome e cranio). </span></span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #800000;"><em>La chemio potrà avere efficacia e bloccare e magari far regredire il tumore o è solo palliativa? </em></span></span></span><span style="color: #000000;"> E&#8217; vero tutto ciò che ipotizza: la chemioterapia spesso blocca  e qualche volta fa regredire la malattia.  Il problema che questi risultati durano SOLO poche settimane o pochissimi mesi&#8230; Poi bisogna cambiare tipo di chemioterapia (se le condizioni cliniche lo permettono) ma i risultati sono ancora più modesti&#8230; per cui è corretto dire che la chemioterapia NON è curativa, ma piuttosto palliativa.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #800000;"><em>Il tumore è poi operabile? E con quali chences di vita? </em></span></span></span></span></span><span style="color: #000000;">NO, purtroppo, data l&#8217;estensione a livello locale della malattia.</span></li>
</ul>
<ul>
<li><em>Purtroppo, dopo l’intervento bioptico, sono cominciati i dolori forti e senso di soffocamento più accentuato ed una tosse stizzita; ciò può essere dovuto all’intervento per la biopsia, con relativa esplosione del male oppure è la naturale evoluzione del tumore?</em><span style="color: #000000;"> Temo si tratti della normale evoluzione del tumore, che dimostra di essere, così, particolarmente aggressivo.  Non posso essere più preciso, perché, per esserlo, avrei bisogno di valutare tutta la documentazione sanitaria disponibile e visitare la paziente.  Comunque, se ciò è vero, oltre che probabile, bisognerà affrettare l&#8217;inizio della chemio, cui forse andrà aggiunta della radioterapia  a scopo detentivo (delle masse tumorali che comprimono trachea e vasi mediastinici).</span></li>
</ul>
<p>Cordiali saluti,</p>
<p><a href="http://www.alcase.it/chi-siamo/il-dr-gianfranco-buccheri/"><strong>Gianfranco Buccheri</strong></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>AFATINIB: dal laboratorio al letto del malato&#8230;</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/05/afatinib-dal-laboratorio-al-letto-del-malato/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 17:13:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[I NUOVI FARMACI MIRATI (cosiddetti farmaci intelligenti)]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS DAL MONDO DELLA RICERCA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alcase.it/?p=5322</guid>
		<description><![CDATA[Sono giunti a conclusione i due studi LUX-Lung 1 e LUX-Lung 2 su Afatinib, un potente inibitore di seconda generazione della tirosinchinasi. Abbiamo già preso in considerazione l' Afatinib, come un farmaco potenzialmente utile nel trattamento del cancro del polmone, includendolo nella nostra rubrica: "FARMACI MIRATI".  Nella scheda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #800000;">Giunti a conclusione i due studi LUX-Lung 1 e LUX-Lung 2 sull&#8217;Afatinib, un potente inibitore di seconda generazione della tirosinchinasi</span></h2>
<p><a href="http://www.alcase.it/education/premessa-farmaci-mirati/farmaci-mirati/afatinib/"><img class="alignleft size-full wp-image-5323" title="afatinib" src="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2012/05/afatinib.jpeg" alt="" width="161" height="113" /></a>Abbiamo già preso in considerazione l<strong>&#8216; Afatinib,</strong> come un farmaco potenzialmente utile nel trattamento del cancro del polmone, includendolo nella nostra rubrica: &#8220;<a href="http://www.alcase.it/education/premessa-farmaci-mirati/">FARMACI MIRATI</a>&#8220;.   Nella scheda a lui dedicata (<a href="http://www.alcase.it/education/premessa-farmaci-mirati/farmaci-mirati/afatinib/">vai</a>), inoltre, accennavamo ai risultati preliminari degli studi che riguardavano il cancro del polmone,  chiamati LUX-Lung 1 e 2, che negli ultimi anni sono stati presentati a diversi congressi medici.  Ora, nel numero di maggio di <em><a href="http://www.thelancet.com/journals/lanonc/issue/current" target="_blank">Lancet Oncology</a>, </em>sono stati pubblicati i dati definitivi dei due studi.</p>
<p>Vale la pena di leggerne i risultati e di ragionarci un pò su.</p>
<p>Quello che segue è l&#8217;abstract originale dello studio LUX-Lung 1 (con la traduzione dei passi più salienti) e un primo commento.  A questo farà seguito l&#8217;abstract dello studio LUX-Lung 2, con relative traduzioni e commenti.</p>
<div id="article_link_container">
<div id="article_cite" style="padding-left: 30px;"><span style="color: #800000;">The Lancet Oncology, <a href="http://www.thelancet.com/journals/lanonc/issue/vol13no5/PIIS1470-2045(12)X7137-7" target="_blank">Volume 13, Issue 5</a>, Pages 528 &#8211; 538, May 2012</span></div>
</div>
<div style="padding-left: 30px;">
<h3><span style="color: #800000;">Afatinib versus placebo for patients with advanced, metastatic non-small-cell lung cancer after failure of erlotinib, gefitinib, or both, and one or two lines of chemotherapy (LUX-Lung 1): a phase 2b/3 randomised trial</span></h3>
<div><span style="color: #800000;">Prof Vincent A Miller MD, Vera Hirsh MD, Prof Jacques Cadranel MD, Yuh-Min Chen MD, Prof Keunchil Park MD, ProfSang-We Kim MD, Prof Caicun Zhou MD, Prof Wu-Chou Su MD, Prof Mengzhao Wang MD, Prof Yan Sun MD, Prof Dae Seog Heo MD, Prof Lucio Crino MD, Eng-Huat Tan MD, Prof Tsu-Yi Chao MD, Mehdi Shahidi MD, Xiuyu Julie Cong PhD <a name="back-aff17"></a>, Robert M Lorence MD, Prof James Chih-Hsin Yang MD <a href="mailto:chihyang@ntu.edu.tw"><img src="http://www.thelancet.com/images/article_email.gif" border="0" alt="Email Address" /></a></span></div>
<div><strong><span style="color: #800000;">Background</span></strong></div>
<div>
<div>
<div><span style="color: #800000;">Afatinib, an irreversible ErbB-family blocker, has shown preclinical activity when tested in EGFR mutant models with mutations that confer resistance to EGFR tyrosine-kinase inhibitors. <span style="color: #000000;">[L'afatinib, un inibitore irreversibile delle proteine della famiglia ErbB, ha dimostrato attività antitumorale in modelli pre-clinici con mutazioni attivanti del gene EGFR, resistenti agli inibitori della tirosinchinasi] </span>We aimed to assess its efficacy in patients with advanced lung adenocarcinoma with previous treatment failure on EGFR tyrosine-kinase inhibitors. <span style="color: #000000;">[Noi ne abbiamo valutato l'efficacia in pazienti con adenocarcinoma del polmone che erano stati trattati con  inibitori della tirosinchinasi ed erano a questi divenuti resistenti]</span></span></div>
<div><strong><span style="color: #800000;">Methods</span></strong></div>
</div>
<div>
<div><span style="color: #800000;">In this phase 2b/3 trial, we enrolled patients with stage IIIB or IV adenocarcinoma and an Eastern Cooperative Oncology Group performance (ECOG) performance score of 0—2 who had received one or two previous chemotherapy regimens and had disease progression after at least 12 weeks of treatment with erlotinib or gefitinib. <span style="color: #000000;">[...abbiamo trattato pazienti con progressione di malattia  dopo almeno 12 settimane di terapia con erlotinib o gefitinib]</span> We used a computer-generated sequence to randomly allocate patients (2:1) to either afatinib (50 mg per day) or placebo; all patients received best supportive care. Randomisation was done in blocks of three and was stratified by sex and baseline ECOG performance status (0—1 <em>vs</em> 2). Investigators, patients, and the trial sponsor were masked to treatment assignment. <span style="color: #000000;">[i pazienti erano randomizzati e lo studio in doppio cieco]</span> The primary endpoint was overall survival (from date of randomisation to death), analysed on an intention-to-treat basis. This study is registered with <a href="http://clinicaltrials.gov/" target="_blank">ClinicalTrials.gov</a>, number<a href="http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT00656136" target="_blank">NCT00656136</a>.</span></div>
<div><strong><span style="color: #800000;">Findings</span></strong></div>
</div>
<div>
<div><span style="color: #800000;">Between May 26, 2008, and Sept 21, 2009, we identified 697 patients, 585 of whom were randomly allocated to treatment (390 to afatinib, 195 to placebo). <span style="color: #000000;">[ 585 pazienti furono randomizzati allo studio]</span> Median overall survival was 10·8 months (95% CI 10·0—12·0) in the afatinib group and 12·0 months (10·2—14·3) in the placebo group (hazard ratio 1·08, 95% CI 0·86—1·35; p=0·74).  Median progression-free survival was longer in the afatinib group (3·3 months, 95% CI 2·79—4·40) than it was in the placebo group (1·1 months, 0·95—1·68; hazard ratio 0·38, 95% CI 0·31—0·48; p&lt;0·0001). <span style="color: #000000;">[la sopravvivenza mediana globale non fu modificata significativamente, mentre il tempo alla progressione fu quasi triplicato]</span> No complete responses to treatment were noted; 29 (7%) patients had a partial response in the afatinib group, as did one patient in the placebo group. <span style="color: #000000;">[ 7 pazienti trattati con afatinib ebbero una risposta obiettiva parziale, contro un paziente nel gruppo in placebo]</span> Subsequent cancer treatment was given to 257 (68%) patients in the afatinib group and 153 (79%) patients in the placebo group. The most common adverse events in the afatinib group were diarrhoea (339 [87%] of 390 patients; 66 [17%] were grade 3) and rash or acne (305 [78%] patients; 56 [14%] were grade 3). These events occurred less often in the placebo group (18 [9%] of 195 patients had diarrhoea; 31 [16%] had rash or acne), all being grade 1 or 2. Drug-related serious adverse events occurred in 39 (10%) patients in the afatinib group and one (&lt;1%) patient in the placebo group. <span style="color: #000000;">[39 pazienti ebbero complicazioni severe nel gruppo trattato con afatinib e due potrebbero esserne morti]</span> We recorded two possibly treatment-related deaths in the afatinib group.</span></div>
<div><strong><span style="color: #800000;">Interpretation</span></strong></div>
</div>
<div>
<div><span style="color: #800000;">Although we recorded no benefit in terms of overall survival with afatinib (which might have been affected by cancer treatments given after progression in both groups), our findings for progression-free survival and response to treatment suggest that afatinib could be of some benefit to patients with advanced lung adenocarcinoma who have failed at least 12 weeks of previous EGFR tyrosine-kinase inhibitor treatment <span style="color: #000000;">[i nostri risultati suggeriscono che vi sia un qualche beneficio dall'uso dell'afatinib nei pazienti con adenocarcinoma polmonare, che non rispondono più al trattamento di almeno 12 aettimane con inibitori della tirosinchinasi dell'EGFR]</span> </span></div>
</div>
<div>
<p><span style="color: #800000;"><strong><br />
</strong></span></p>
<div id="article_link_container">
<div id="article_cite"><span style="color: #800000;">The Lancet Oncology, <a href="http://www.thelancet.com/journals/lanonc/issue/vol13no5/PIIS1470-2045(12)X7137-7">Volume 13, Issue 5</a>, Pages 539 &#8211; 548, May 2012</span></div>
<h3><span style="color: #800000;">Afatinib for patients with lung adenocarcinoma and epidermal growth factor receptor mutations (LUX-Lung 2): a phase 2 trial</span></h3>
</div>
<div>
<div><span style="color: #800000;">Prof James Chih-Hsin Yang MD a, Jin-Yuan Shih MD b, Prof Wu-Chou Su MD c, Te-Chun Hsia MD d e, Prof Chun-Ming Tsai MD f,Sai-Hong Ignatius Ou MD g, Prof Chung-Jen Yu MD b, Gee-Chen Chang MD h i j, Ching-Liang Ho MD k, Lecia V Sequist MD l,Arkadiusz Z Dudek MD m, Mehdi Shahidi MD n, Xiuyu Julie Cong PhD o, Robert M Lorence MD o, Prof Pan-Chyr Yang MD b, DrVincent A Miller MD p <a name="back-cor1"></a><a href="mailto:vmiller@foundationmedicine.com"><img src="http://www.thelancet.com/images/article_email.gif" border="0" alt="Email Address" /></a></span></div>
<div><strong><span style="color: #800000;">Background</span></strong></div>
<div>
<div>
<div><span style="color: #800000;">Afatinib is an irreversible ErbB-family blocker with preclinical activity in non-small-cell lung cancer (NSCLC) with EGFR mutations. We aimed to assess the efficacy of afatinib in patients with lung adenocarcinoma and EGFR mutations. <span style="color: #000000;">[In questo studio noi intendiamo valutare l'efficacia dell'afatinib nei pazienti con adenocarcinoma e mutazione EGFR]</span></span></div>
<div><strong><span style="color: #800000;">Methods</span></strong></div>
</div>
<div>
<div><span style="color: #800000;">In this phase 2 study, we enrolled patients from 30 centres in Taiwan and the USA with lung adenocarcinoma (stage IIIb with pleural effusion or stage IV) with EGFR mutations, who had no more than one previous chemotherapy regimen for advanced disease, an Eastern Cooperative Oncology Group performance status of 0—2, and no previous treatment with EGFR tyrosine-kinase inhibitors. We tested two afatinib starting doses: 50 mg daily and subsequently 40 mg daily, introduced to establish whether tolerability could be improved with retention of anti-tumour activity. The primary endpoint was the proportion of patients with a confirmed objective response (complete response or partial response), on the basis of Response Evaluation Criteria in Solid Tumors 1.0 (independent review).<span style="color: #000000;"> [in questo studio l'obiettivo primario è la percentuale di risposte obiettive al trattamento valutate da un esaminatore indipendente] </span> This study is registered with <a href="http://clinicaltrials.gov/" target="_blank">ClinicalTrials.gov</a>, number <a href="http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT00525148" target="_blank">NCT00525148</a>.</span></div>
<div><strong><span style="color: #800000;">Findings</span></strong></div>
</div>
<div>
<div><span style="color: #800000;">129 patients were treated with afatinib, 99 with a starting dose of 50 mg and 30 with a starting dose of 40 mg. 79 (61%) of 129 patients had an objective response (two complete responses, 77 partial responses).<span style="color: #000000;"> [129 pazienti furono trattati con afatinib e di questi 79 (61%) ebbero una risposta obiettiva]</span> 70 (66%) of the 106 patients with the two common activating EGFR mutations (deletion 19 or L858R) had an objective response, as did nine (39%) of 23 patients with less common mutations. Similar proportions of patients had an objective response when analysed by starting dose (18 [60%] of 30 patients at 40 mg <em>vs</em> 61 [62%] of 99 patients at 50 mg). Of the two most common adverse events (diarrhoea and rash or acne), grade 3 events were more common in patients receiving a 50 mg starting dose (22 [22%] of 99 patients for diarrhoea and 28 [28%] of 99 patients for rash or acne) than they were in those receiving a 40 mg starting dose (two [7%] of 30 patients for both diarrhoea and rash or acne); possibly treatment-related serious adverse events were also less common in patients receiving a 40 mg starting dose (two of 30 patients <em>vs</em> 14 of 99 patients). <span style="color: #000000;">[la dose di 40 mg fu parimenti efficace e significativamente meno tossica della dose di 50 mg]</span> We recorded one possibly drug-related death (interstitial lung disease).</span></div>
<div><span style="font-weight: bold;"><span style="color: #800000;">Interpretation</span></span></div>
<div><span style="font-weight: bold; color: #800000;"> </span><span style="color: #800000;">Afatinib shows activity in the treatment of patients with advanced lung adenocarcinoma with EGFR mutations, especially in patients with deletion 19 or L858R mutations. The efficacy of afatinib 40 mg should be compared with chemotherapy or other EGFR tyrosine-kinase inhibitors in EGFR-mutation-positive NSCLC. </span><span style="color: #000000;">[Afatinib è efficace nel trattamento dell'adenocacinoma del polmone con mutazione EGFR e la sua efficacia dovrebbe essere confrontata a quella della chemioterapia o di altri inibitori della tirosinchinasi]</span></div>
</div>
<div><span style="color: #ffffff;">&#8212;&#8211;</span></div>
<p><strong>COMMENTO</strong>:</p>
<p><span style="color: #000000;">Si tratta di due studi piuttosto ampi, multicentrici ed internazionali, che sono stati condotti con criteri assolutamente rigorosi e verificabili.  Appaiono, dunque, nel complesso, molto credibili.  Ma, quali sono i risultati principali e come dobbiamo interpretarli?&#8230;Innanzitutto, lo studio LUX-Lung 1 aveva come principale obiettivo -molto correttamente- quello di allungare la sopravvivenza globale delle persone trattate e bisogna subito dire che, da questo punto di vista, l&#8217;Afatinib ha fallito.  Non vi è stato alcun miglioramento della sopravvivenza, ma semmai una sua piccola riduzione (statisticamente non significativa).  Lo stesso studio aveva anche degli altri obiettivi (secondari) e tra questi il mantenimento di una stabilità clinica la più lunga possibile (progression-free survival, PFS) e la percentuale delle risposte obiettive.  Ora, bisogna dire che, quando si ricercano tante cose, qualcuna può avere un esito positivo per puro caso&#8230; e ciò diminuisce un pò la credibilità dei risultati per quanto attiene gli obiettivi secondari.  Questi obiettivi, comunque, sono stati nettamente favorevoli al farmaco testato (triplicata la PFS e notata qualche risposta obiettivabile radiologicamente, che in soggetti già super-trattati non è poco).   Nel secondo studio, il LUX-Lung 2, lo scopo era quello di dimostrare e quantificare l&#8217;attività antitumorale dell&#8217;Afatinib nel sottogruppo di adenocarcinomi EGFR positivi, e in questo caso l&#8217;obiettivo è stato pienamente confermato.  In seconda linea, dopo un primo ciclo di chemioterapia, percentuali di risposta obiettiva del 60% ed oltre sono del tutto insperabili con chemioterapia di seconda linea e, certamente, non sfigurano al confronto con i risultati, comunemente attesi, degli altri inibitori della tirosinchinasi.  Per cui, appare del tutto giustificata la conclusione degli autori che sostengono la necessità di un confronto diretto dell&#8217;Afatinib con le terapie tradizionalmente più consolidate.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In conclusione, siamo di fronte a un inibitore della tirosinchinasi di seconda generazione, che rappresenta una opportunità terapeutica per chi non risponde più allo Erlotinib o al Gefitinib (inibitori di prima generazione), e che potrebbe persino contenderne il primato.</span></p>
<p><strong><a href="http://www.alcase.it/chi-siamo/il-dr-gianfranco-buccheri/">Gianfranco Buccheri</a></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;&#8230;..</span></strong></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Entinostat + Erlotinib, ovvero l&#8217;unione fa la forza!&#8230;</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/04/entinostat-erlotinib-unione-fa-forza/</link>
		<comments>http://www.alcase.it/2012/04/entinostat-erlotinib-unione-fa-forza/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 18:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[I NUOVI FARMACI MIRATI (cosiddetti farmaci intelligenti)]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS DAL MONDO DELLA RICERCA]]></category>

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		<description><![CDATA[Una combinazione di farmaci mirati potrebbe raddoppiare la sopravvivenza di alcuni casi selezionati di cancro al polmone...
Si tratta dell' Entinostat  (un nuovo farmaco mirato che agisce inibendo l'acetilazione dell'istone) sembra rafforzare l'azione terapeutica  dell' Erlotinib.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #ffffff;">&#8230;.</span></h1>
<h1>Una combinazione di farmaci mirati potrebbe raddoppiare la sopravvivenza di alcuni casi selezionati di cancro al polmone&#8230;</h1>
<p><a href="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2012/04/unione.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-5308" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 15px;" title="l'unione fa la forza" src="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2012/04/unione.jpeg" alt="" width="192" height="167" /></a><strong><span style="color: #800000;">L&#8217; <a href="http://www.chemnet.com/cas/it/209783-80-2/Entinostat.html" target="_blank">Entinostat</a>, un nuovo farmaco mirato che agisce inibendo l&#8217;acetilazione dell&#8217;<a href="http://www.alcase.it/2012/04/mutazioni-epigenetiche-e-cancro/" target="_blank">istone</a>, sembrerebbe rafforzare l&#8217;azione terapeutica  dell&#8217; <a href="http://www.alcase.it/education/premessa-farmaci-mirati/farmaci-mirati/erlotinib/" target="_blank">Erlotinib</a></span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #800000;"><a href="http://www.alcase.it/education/premessa-farmaci-mirati/farmaci-mirati/erlotinib/" target="_blank"></a></span></strong><br />
Da alcuni anni, ormai, il farmaco <strong>Erlotinib (Tarceva ®)</strong> è approvato dalla FDA Americana, dall&#8217;EMA Europea e dall&#8217;AIFA Italiana per il trattamento del carcinoma non a piccole cellule del polmone  (NSCLC).  Di questo farmaco, abbiamo già parlato diffusamente in vari articoli e in due schede farmacologiche (<a href="http://www.alcase.it/?s=erlotinib&amp;lang=it" target="_blank">vedi</a>), cui rimandiamo per maggiori informazioni.</p>
<p>&#8221; Ma con l&#8217;Erlotinib non abbiamo ancora curato i nostri pazienti&#8221;,  dice <em>Fred R. Hirsch, MD, PhD</em>, professore e ricercatore presso il <em>Colorado Cancer Center</em>.  &#8221; E così la nuova sfida è quella di migliorarne l&#8217;efficacia&#8221;.   Ed in effetti l&#8217;aggiunta dell&#8217;<strong> Entinostat</strong> all&#8217; Erlotinib sembra ottenere questo risultato, stando a un recente studio<em> </em> appena pubblicato sul <em>Journal of Clinical Oncology, </em><em>di cui il prof. Hirsh è portavoce</em>.</p>
<p>Aggiunge il prof. Hirsh:  &#8221;L&#8217;Erlotinib si rivolge a una anomalia genetica chiamata mutazione EGFR che fa sì che in molti tumori del polmone il gene EGFR sia bloccato in posizione &#8220;on&#8221;,  il che determina a sua volta una divisione cellulare sregolata.  Un nostro precedente lavoro di laboratorio aveva dimostrato che le persone con alti livelli di un&#8217;altra proteina chiamata <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caderina" target="_blank">E-caderina</a></strong> erano particolarmente sensibili a farmaci, come l&#8217;Erlotinib, che prendono di mira le mutazioni EGFR.  Alti livelli di E-caderina significano diminuiti processi di deacetilazione dell&#8217;istone (HDAC).  Dovevamo fermare la HDAC e l&#8217;Erlotinib avrebbe funzionato meglio&#8221;.<br />
Questo è esattamente ciò fa l&#8217; l&#8217;Entinostat: inibisce l&#8217;HDAC.  E quando Hirsch, e gli altri colleghi del <em>Colorado Cancer Center</em> avevano testato la combinazione di Erlotinib e Entinostat in culture cellulari in vitro e poi in vivo, nei topi, avevano trovato una chiara sinergia antitumorale.</p>
<p>Quel lavoro di laboratorio costituì il razionale per lo studio clinico di fase II, condotto in 30 diversi centri americani, di cui ora ci occupiamo.  È interessante notare che la combinazione non funzionò in tutti i pazienti con NSCLC avanzato, ma solo (con un quasi raddoppio della durata della sopravvivenza) nei pazienti con alta E-caderina, passando da 5,4 mesi a 9,4 mesi.</p>
<p>&#8220;Questo è un bell&#8217;esempio di ricerca che parte dal laboratorio per arrivare fino al letto del malato&#8221;, dice Hirsch. &#8221;Ma per quanto eclatante sia il sinergismo osservato fra i due farmaci, abbiamo ancora bisogno di confermare questi risultati, soprattutto nei soggetti con livelli aumentati di E-caderina.&#8221;</p>
<p>Segue il riassunto (<em><a href="http://jco.ascopubs.org/content/early/2012/04/11/JCO.2011.38.9411.abstract?sid=fd14701d-7956-4775-8f7c-df7e270a2c74" target="_blank">abstract</a>)</em> del lavoro originale, con la traduzione dei passi più salienti e i nostri commenti:</p>
<h2><em><span style="color: #800000;">Randomized Phase II Trial of Erlotinib With and Without Entinostat in Patients With Advanced Non–Small-Cell Lung Cancer Who Progressed on Prior Chemotherapy</span></em></h2>
<ol style="padding-left: 30px;">
<li><em><span style="color: #800000;"><a href="http://jco.ascopubs.org/search?author1=Samir+E.+Witta&amp;sortspec=date&amp;submit=Submit" target="_blank">Samir E. Witta</a>, </span></em></li>
<li><em><span style="color: #800000;"><a href="http://jco.ascopubs.org/search?author1=Robert+M.+Jotte&amp;sortspec=date&amp;submit=Submit" target="_blank">Robert M. Jotte</a>, </span></em></li>
<li><em><span style="color: #800000;"><a href="http://jco.ascopubs.org/search?author1=Katrik+Konduri&amp;sortspec=date&amp;submit=Submit" target="_blank">Katrik Konduri</a>, </span></em></li>
<li><em><span style="color: #800000;"><a href="http://jco.ascopubs.org/search?author1=Marcus+A.+Neubauer&amp;sortspec=date&amp;submit=Submit" target="_blank">Marcus A. Neubauer</a>,</span></em></li>
<li><em><span style="color: #800000;"><a href="http://jco.ascopubs.org/search?author1=Alexander+I.+Spira&amp;sortspec=date&amp;submit=Submit" target="_blank">Alexander I. Spira</a>, </span></em></li>
<li><em><span style="color: #800000;"><a href="http://jco.ascopubs.org/search?author1=Robert+L.+Ruxer&amp;sortspec=date&amp;submit=Submit" target="_blank">Robert L. Ruxer</a>, </span></em></li>
<li><em><span style="color: #800000;"><a href="http://jco.ascopubs.org/search?author1=Marileila+Varella-Garcia&amp;sortspec=date&amp;submit=Submit" target="_blank">Marileila Varella-Garcia</a>,</span></em></li>
<li><em><span style="color: #800000;"><a href="http://jco.ascopubs.org/search?author1=Paul+A.+Bunn+Jr&amp;sortspec=date&amp;submit=Submit" target="_blank">Paul A. Bunn Jr</a> and </span></em></li>
<li><em><span style="color: #800000;"><a href="http://jco.ascopubs.org/search?author1=Fred+R.+Hirsch&amp;sortspec=date&amp;submit=Submit" target="_blank">Fred R. Hirsch</a><a href="http://jco.ascopubs.org/content/early/2012/04/11/JCO.2011.38.9411.abstract#corresp-1">⇓</a></span></em></li>
</ol>
<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #800000;"><a href="http://jco.ascopubs.org/content/early/2012/04/11/JCO.2011.38.9411.abstract#">+</a>Author Affiliations</span></em></p>
<ol style="padding-left: 30px;">
<li>
<address><span style="color: #800000;">Samir E. Witta, Mountain Blue Cancer Care Center, Golden; Robert M. Jotte, Rocky Mountain Cancer Center, Denver; Marileila Varella-Garcia, Paul A. Bunn Jr, and Fred R. Hirsch, University of Colorado Cancer Center, Aurora, CO; Katrik Konduri, Texas Oncology, Fort Worth; Robert L. Ruxer, Baylor-Sammons Cancer Center, Dallas, TX; Marcus A. Neubauer, Kansas City Cancer Center, Kansas City, MO; and Alexander I. Spira, Virginia Cancer Specialists, Inova Thoracic Oncology Program, Fairfax, VA.</span></address>
</li>
</ol>
<ol style="padding-left: 30px;">
<li><em><span style="color: #800000;">Corresponding author: Fred R. Hirsch, MD, PhD, University of Colorado Cancer Center, 12801 E 17th Ave, Mail Stop 8117, Aurora, CO 80045; e-mail:<a href="mailto:Fred.Hirsch@ucdenver.edu">Fred.Hirsch@ucdenver.edu</a>.</span></em></li>
</ol>
<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #800000;"><strong>Purpose</strong> Histone deacetylase inhibitors (HDACis) have been shown to overcome resistance to epidermal growth factor receptor tyrosine kinase inhibitors (EGFR-TKIs) linked to epigenetic changes and epithelial-mesenchymal transition (EMT) state. This randomized phase II study evaluated the outcome of erlotinib with and without the isoform selective HDACi, entinostat.</span></em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #800000;"><strong>Patients and Methods</strong><em> Previously treated patients with stage IIIB/IV non–small-cell lung cancer, no prior EGFR-TKIs, and performance status ≤ 2 were randomly administered erlotinib 150 mg on days 1 through 28 plus entinostat 10 mg orally on days 1 and 15 every 28 days (EE) or erlotinib plus placebo (EP). </em><em><span style="color: #000000;">[</span></em><span style="color: #000000;">Pazienti con NSCLC in stadio IIIb e IV, già trattati in precedenza con chemioterapia ma non con inibitori della tirosinchinasi, e con performance status 2 o minore furono assegnati a random al trattamento con Erlotinib 150 mg dal giorno 1 al giorno 28  più Entinostat nei giorni 1 e 15 di un ciclo di 28 giorni, oppure all'Erlotinib più placebo somministarti con lo stesso ritmo e modalità]. </span><em>The primary end point was 4-month progression-free survival (PFS) rate with additional end points including 6-month PFS rate, PFS, and overall survival (OS). Exploratory analyses included EMT- and EGFR-related biomarker analysis on archival tissue.</em></span></em><span style="font-style: italic;"> </span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #800000;"><strong>Results</strong><em> One hundred thirty-two patients were enrolled (EE, 67; EP, 65).</em><span style="color: #000000;"><em> [</em>Furono inclusi nello studio 132 pazienti in tutto]</span><span style="color: #000000;">. </span><em><em>The 4-month PFS rate was comparable for both groups (EE, 18% v EP, 20%; P = .7). </em><span style="color: #000000;">[</span></em><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">La percentuale di pazienti liberi da progressione di malattia a 4 mesi dall'inizio del trattamento non fu significativamente diversa nei due gruppi]</span><em>.</em></span><em><em> In the subset of patients with high E-cadherin levels, OS was longer in the EE group compared with the EP group (9.4 v 5.4 months; hazard ratio, 0.35; 95% CI, 0.13 to 0.92; P = .03) with a corresponding trend toward increased PFS. </em><span style="color: #000000;">[</span></em><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">Nel sottogruppo di pazienti con alti livelli di E-Caderina, la sopravvivenza globale fu raddoppiata]</span><em>. </em></span><span style="color: #000000;"> </span><em>The adverse event (AE) profile was acceptable, with rash, fatigue, diarrhea, and nausea the most common AEs in both groups.</em></span></em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><span style="color: #800000;"><strong>Conclusion</strong> Erlotinib combined with entinostat did not improve the outcomes of patients in the overall study population when compared with erlotinib monotherapy. High E-cadherin expression levels at time of diagnosis indicate an increased sensitivity to HDACi/EGFR-TKI inhibition providing the basis for a biomarker-driven validation study.</span></em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><strong>COMMENTO:</strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Lo studio in questione è stato condotto da un gruppo di ricercatori che gode di ottima fama, nell&#8217;ambito dell&#8217;oncologia americana e non solo.  La rivista scientifica che ha accolto questo studio è anch&#8217;essa una delle più autorevoli del mondo ed ha fama di essere molto selettiva e ipercritica nella accettazione di articoli per pubblicazione.  Il meccanismo con cui i due farmaci dovrebbero rafforzarsi a vicenda (essere sinergici) è affascinante e potrebbe aprire la strada a migliaia di altri lavori del genere.  Il beneficio ottenuto in termini di sopravvivenza globale è notevole (raddoppio) e va sicuramente preso in grande considerazione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Vi è, comunque, un importante &#8220;caveat&#8221;.  Questo lavoro <span style="text-decoration: underline;">non dimostra ancora</span> che l&#8217;associazione di Entinostat + Erlotinib raddoppia la sopravvivenza dei pazienti con NSCLC, mutazione attivante EGFR ed alti livelli di E-caderina.  In effetti, il campione dello studio è piccolo (specialmente quello con livelli aumentati di E-Caderina) e soprattutto lo studio non è stato espressamente disegnato per indagare questo particolare punto, ma una questione più generale.  Il che potrebbe aver generato risultati falsamente positivi.  Ciò spiega la prudenza degli autori (che noi perfettamente condividiamo), esplicitata nelle conclusioni, laddove  essi affermano: </span>&#8220;<span style="color: #800000;"><em>High E-cadherin expression levels at time of diagnosis indicate an increased sensitivity to HDACi/EGFR-TKI inhibition providing the basis for a biomarker-driven validation study</em></span>&#8221; <span style="color: #000000;">(cioè: alti livelli di E-Caderina alla diagnosi indicano una aumentata sensibilità agli inibitori HDAC e EGFR, <span style="text-decoration: underline;">fornendo il razionale per uno studio di validazione basato sull&#8217;analisi dei marcatori tumorali</span>).</span></p>
<p style="text-align: left;"><em><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.alcase.it/chi-siamo/il-dr-gianfranco-buccheri/">Gianfranco Buccheri</a></strong></span></em></p>
<p style="font-style: italic;"><span style="color: #ffffff;"><em>&#8212;&#8212;-</em></span></p>
<p style="font-style: italic;">
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Dieta e Cancro ai Polmoni &#8211; 2° parte</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/04/dieta-cancro-polmoni-parte2/</link>
		<comments>http://www.alcase.it/2012/04/dieta-cancro-polmoni-parte2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 17:17:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[EDUCATION (informare a tutto campo)]]></category>

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		<description><![CDATA[Le persone malate di cancro ai polmoni sono diverse fra loro e anche la dieta deve essere personalizzata per soddisfare le necessità di ciascuno. Di seguito sono riportati alcuni fattori che devono essere considerati nel progettare la propria dieta: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 168px"><a href="http://www.alcase.it/education/libri-e-manuali/con-ogni-respiro-2/"><img class=" " style="margin-right: 15px;" title="Con ogni respiro: una guida al cancro del polmone" src="http://www.alcase.it/wp-content/uploads/2010/09/copertina-guida2.jpg" alt="" width="158" height="155" /></a><p class="wp-caption-text">Dal Trattato &quot;Con ogni Respiro&quot; (scaricabile gratuitamente online)</p></div>
<h2></h2>
<h2><span style="color: #800000;">Nutrizione e cancro del polmone</span></h2>
<p><strong>Personalizzare la propria dieta per soddisfare le proprie necessità </strong></p>
<p>Le persone malate di cancro del polmone sono tutte diverse fra loro e pertanto anche la dieta deve essere personalizzata per soddisfare le necessità di ciascuno per la sua particolare situazione. Di seguito sono riportati alcuni fattori che devono essere considerati per progettare la propria dieta:</p>
<p>-  Il proprio piano di trattamento per il cancro.<br />
-  La propria altezza ed il peso attuale.<br />
-  Il calo ponderale non intenzionale e recente.<br />
-  La presenza di altre eventuali malattie come il diabete, problemi renali, cardiopatie ed ipertensione.</p>
<p style="padding-left: 30px;">Alle persone malate di tumore viene spesso consigliato di aumentare l’assunzione di proteine e di grassi. Le proteine sono importanti durante il trattamento perché forniscono la materia prima per riparare i tessuti che possono essere stati danneggiati dagli effetti collaterali della terapia. Le proteine sono, inoltre, essenziali per una buona guarigione dopo l’intervento chirurgico. Nel caso in cui si abbiano dei problemi renali, l’assunzione di proteine deve essere accuratamente valutata. Un maggiore apporto di grassi nella dieta può aumentare notevolmente l’assunzione di calorie senza dover aumentare sostanzialmente la propria dieta per ottenere lo stesso effetto, ma è bene tenere presente che l’assunzione di grassi deve essere accuratamente limitata in caso di cardiopatie. Il medico curante sarà a disposizione per eventuali consigli sulla dieta e potrà consigliare anche di rivolgersi ad un dietologo o ad un nutrizionista per qualsiasi necessità. I dietisti ed i nutrizionisti sono dei medici specializzati sull’alimentazione e sulle relazione tra nutrizione, salute e malattia. Essi offrono la loro competenza per aiutare le persone ad assumere una dieta corretta migliorandone le condizioni di salute ed, eventualmente, guarendole da possibili patologie legate all’alimentazione. Un dietologo può indicare quante calorie necessitano quotidianamente e come distribuirle in gruppi di cibi differenti. La dieta per un malato può essere cambiata molte volte durante il corso della malattia, in funzione dei trattamenti e dei sintomi che si manifestano.</p>
<h2><span style="color: #800000;">Nutrizione e cancro del polmone in condizioni particolari: nausea e vomito</span></h2>
<p><strong> </strong>La nausea e, molto comunemente, il vomito possono essere associati ai trattamenti chemioterapici per il cancro del polmone. I medici assegnano alla nausea ed al vomito associati alla chemioterapia il termine emesi (nausea e vomito indotti dalla chemioterapia). Molte persone pensano che tutti i trattamenti chemioterapici provochino nausea severa e vomito. Questo è semplicemente falso: non tutti i farmaci chemioterapici, infatti, sono causa di nausea e/o di vomito ed, inoltre, è bene sottolineare che esistono molti farmaci che si sono dimostrati estremamente efficaci nel prevenire e nel controllare l’emesi. Ciononostante, è possibile che si presentino, occasionalmente durante il decorso della malattia, la nausea e/o il vomito, in seguito a chemioterapia o per altre cause. La nausea ed il vomito persistenti possono interferire pesantemente con la capacità di nutrirsi bene. Il Capitolo 10 “Cure di supporto” tratta dei farmaci utilizzabili per trattare nausea e vomito.</p>
<p>A seguire, sono riportati alcuni accorgimenti che possono essere d’ aiuto nel gestire la nausea ed il vomito a prescindere dalla causa.</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">Farsi preparare e portare, se possibile, il cibo da altri</span></span></strong></li>
</ul>
<p>Gli odori che scaturiscono dalla preparazione dei cibi possono, infatti, essere causa di nausea. Nel caso in cui qualche amico o familiare sia disposto a fornire un aiuto, potrebbe essere opportuno domandargli di portare dei pasti cucinati dal di fuori della casa della persona che ha questi disturbi. Questo é consigliato, in particolar modo, nei giorni in cui si verifica la nausea da chemioterapia. E’ opportuno, pertanto, informarsi con i propri medici o infermieri sui giorni in cui è più probabile che la nausea possa verificarsi, il che avviene solitamente alcuni giorni dopo il trattamento.</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">Preparare il cibo lontano dai pasti</span></span></strong></li>
</ul>
<p>E’ consigliabile, nel caso in cui non vi sia nessuno che possa occuparsi della preparazione dei pasti, cucinare lontano dai pasti ed eventualmente congelare in porzioni i pasti in modo che possano essere facilmente riscaldati.</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">Evitare di mangiare per due ore prima o dopo il trattamento chemioterapico</span></span></strong></li>
</ul>
<p>Avere lo stomaco vuoto riduce il rischio di nausea e vomito.</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">Consumare zenzero può aiutare a prevenire la nausea</span></span></strong></li>
</ul>
<p>Lo zenzero è stato utilizzato in molte culture per secoli come rimedio per prevenire la nausea. Alcuni studi hanno dimostrato che lo zenzero può aiutare, appunto, a prevenire la nausea in alcune persone, ma che non risulta efficace per tutti.<sup>1-4 </sup>Lo zenzero è disponibile in molte forme, fra cui capsule, sciroppi e distillati. E’ consigliabile rivolgersi ai propri medici quando si sia interessati a provare questa tecnica preventiva. Lo zenzero non è di aiuto in caso di nausea o vomito in atto.</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">L’agopuntura e agopressione in punti specifici del polso possono aiutare a ridurre nausea e vomito</span></span></strong></li>
</ul>
<p>Secondo la medicina tradizionale cinese, esiste un punto nell&#8217;interno del polso (p6) che è in relazione alla nausea ed al vomito. E’ stato dimostrato, in alcune sperimentazioni cliniche, che la stimolazione di questo punto previene la nausea ed il vomito e migliora l&#8217;efficacia dei farmaci antiemetici.<sup>5-8</sup> Questa tecnica, pur non essendo  riconosciuta universalmente efficace, ha dato ad alcune persone un significativo beneficio.</p>
<p>Vi sono modi diversi per stimolare il punto p6: la terapia dell&#8217;agopuntura tradizionale, la autostimolazione e l’utilizzo di speciali polsini come il ReliefBands® ed il BioBands ®. E’ opportuno rivolgersi ai propri medici nel caso si fosse interessati a questa tecnica in  modo da poter essere indirizzati a figure professionali specializzate in questo tipo di terapia.</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">Mangiare piccole quantità di cibo lungo tutto l’arco della giornata piuttosto che i classici tre grandi pasti</span></span></strong></li>
</ul>
<p>Riempire e dilatare lo stomaco aumenta la probabilità di nausea e vomito.</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">Mangiare e rimanere alzati. Evitare di coricarsi dopo aver mangiato</span></span></strong></li>
</ul>
<p>Una posizione distesa o sdraiata può facilitare il reflusso di cibo in <em><span style="text-decoration: underline;">esofago</span></em><em> </em>(il tubo tra la bocca e lo stomaco).<em> </em>Questo può aumentare il rischio di vomito.</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">Mangiare lentamente e masticare bene</span></span></strong></li>
</ul>
<p>Mangiare lentamente aiuta a diminuire la quantità di aria ingerita insieme al cibo. Una grande quantità di aria nello stomaco determina la dilatazione dello stesso e può rappresentare la causa scatenante di nausea e vomito. Masticare bene, invece, determina una maggiore velocità di transito del cibo verso l’intestino determinando un rischio minore di nausea e vomito.</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">Mangiare cibi facilmente digeribili e privi di grassi</span></span></strong></li>
</ul>
<p>Più velocemente il cibo ingerito passa dallo stomaco all’intestino, minore è la probabilità che possa dar luogo a nausea e a vomito. I cibi ad alto contenuto di grassi, rimanendo nello stomaco per molte ore, possono provocare nausea e vomito. Anche cibi ricchi di fibre, come le verdure crude ed i semi, sono a lenta digestione. Probabilmente frutta non cotta, come le mele, le arance, i pompelmi e l’ananas, dovrebbe essere evitata durante i giorni più a rischio. Alcuni esempi di cibi a basso contenuto di grassi facilmente digeribili includono gallette cotte al forno, pretzel, toast non imburrati, pane molle, farina d&#8217;avena, patate cotte al forno o bollite (senza burro o creme acide), semplici tagliatelle, riso bianco, pollo senza pelle o tacchino (carne bianca), zuppe leggere, salsa di mele, pesche inscatolate, pere in gelatina.</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">Evitare di mangiare durante la nausea</span></span></strong></li>
</ul>
<p>Mangiare durante la nausea non contribuirà a migliorare la situazione ed, anzi, potrà determinare vomito. E’ opportuno in questa situazione attendere che la nausea cessi prima di mangiare.</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">Evitare odori forti</span></span></strong></li>
</ul>
<p>Alcuni odori, particolarmente forti, possono aumentare il senso di nausea ed il vomito. E’ opportuno evitare di cucinare e mangiare cibi come l’aglio, le cipolle, il pepe, uova, pesche, broccoli, cavoli cappuccio, cavolfiori e cavolini di Bruxelles. Anche alcuni profumi ed acque di colonia possono risultare particolarmente fastidiosi. Alcune persone possono trovare anche sgradevoli le fragranze aggiunte a saponi ed a detersivi. Se ciò rappresentasse un problema, è consigliabile utilizzare prodotti non profumati. E’ consigliabile, inoltre, non avere paura di trascorrere del tempo in compagnia, solo per il fatto di non usare profumi o acqua di colonia.</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">Evitare cibi grassi</span></span></strong></li>
</ul>
<p>I cibi grassi sono difficili da digerire e possono rimanere nello stomaco per lunghi periodi, qualche volta fino a 12 ore. E’ bene, pertanto, evitare a pranzo cibi molto fritti, patate fritte, cibi con burro, salse, burro di arachidi, noccioline, latte, formaggi, hamburger, pancetta affumicata, salsiccia e carne di maiale.</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">Evitare bibite con anidride carbonica</span></span></strong></li>
</ul>
<p>Le bibite gassate in generale rilasciano gas all’interno dello stomaco, determinando la dilatazione dello stesso ed aumentando pertanto il rischio di nausea e vomito.</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">Assumere piccole quantità di liquidi freddi o ghiacciati per calmare lo stomaco</span></span></strong></li>
</ul>
<p>Piccole quantità di acqua fredda, cubetti di ghiaccio, tè ghiacciato, gelati e sorbetti possono aiutare a calmare uno stomaco agitato. Anche il tè alla menta può avere un’azione lenitiva.</p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #800000;"><span style="text-decoration: underline;">Curare l’igiene orale</span></span></strong></li>
</ul>
<p>Mantenere i denti puliti può aiutare a liberarsi di spiacevoli gusti in bocca e dell’alito cattivo che possono condurre alla nausea ed al vomito.</p>
<p>E’ consigliabile, in caso di nausea, mantenersi freschi aprendo le finestre, ricorrendo eventualmente all’uso di un ventilatore, uscendo di casa o anche semplicemente ricorrendo ad un impacco fresco da mettere sulla fronte e/o sul collo. E’ consigliabile, inoltre, respirare profondamente e lentamente. In caso di vomito è opportuno risciacquare la bocca e lavarsi accuratamente i denti per eliminare il cattivo gusto residuo. E’ opportuno anche non mangiare o bere per almeno 30 minuti dopo aver vomitato per concedere allo stomaco il tempo necessario a ristabilizzarsi. Se la nausea dopo 30 minuti è svanita, può essere utile valutare la situazione con un piccolo sorso o due di acqua o una cucchiaiata di cubetti di ghiaccio. Aspettare quindi 15 minuti prima di provare con un altro po’ di acqua o di ghiaccio. Continuando gradualmente con questo sistema, introdurre piccole quantità ad intervalli regolari. Nel caso in cui la nausea sia svanita dopo 2 ore è possibile mangiare per esempio uno o due cracker. E’ bene introdurre piccole quantità; infatti, e’ meglio mangiare piccole quantità per alcuni giorni piuttosto che provare a mangiare grandi quantità senza riuscire ad evitare di vomitare.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Secondo parere: dove? a chi?&#8230;</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/04/secondo-parere-dove-a-chi/</link>
		<comments>http://www.alcase.it/2012/04/secondo-parere-dove-a-chi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 17:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL MIO CASO (interrogare l'esperto)]]></category>

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		<description><![CDATA[Buongiorno, mi chiamo S. T. e vi scrivo da Modena.  Ho trovato, casualmente, navigando su internet il sito della vostra associazione e lo sto trovando molto utile. Vi chiedo aiuto per questo motivo: Mia mamma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="yiv769267949">
<blockquote dir="ltr">
<div><em><span style="color: #800000;"><br />
Buongiorno,</span></em></div>
<div><em><span style="color: #800000;">mi chiamo S. T. e vi scrivo da Modena. </span></em><em><span style="color: #800000;">Ho trovato,  casualmente, navigando su internet il sito della vostra  associazione e lo sto  trovando  molto utile.</span></em></div>
<div><em><span style="color: #800000;">Vi chiedo aiuto  per questo motivo:</span></em></div>
<div><em><span style="color: #800000;">Mia mamma che ha 70 anni nel 2008 ha subito una labectomia inferiore del  polmone destro per la presenza di adenocarcinoma stadio IB presso il policlinico  di Modena. </span></em><em style="color: #800000; font-size: small;">Da allora ogni 6 mesi viene controllata alternando laTAC alla risonanza magnetica con sempre esiti negativi.</em></div>
<div><em><span style="color: #800000;">Fino al 27 marzo di quest&#8217;anno che durante una tac la diagnosi e&#8217; stata  questa:</span></em></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #333333;"><em>&#8220;</em>Nel segmento apico-dorsale del lobo inferiore di destra,  in stretta contiguità alla<br />
vena polmonare superiore di questo lato, si rileva  circoscritto addensamento nodulariforme<br />
parenchimale a limiti sfumati, di  circa 15 millimetri di diametro non altrimenti caratterizzabile per  la<br />
impossibilità alla somministrazione del mdc<em>.&#8221; </em></span></div>
<div><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: #800000;"><em>Quindi successivamente abbiamo  fatto una PET e il referto e&#8217; il seguente:</em></span></span></span></div>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #333333;">&#8220;In sede parailare dx attività metabolica che non  differisce da quella del pool mediastinico. Il reperto non è di univoca  interpretazione.&#8221;</span></div>
<div><em style="color: #800000; font-size: small;">Quindi, per il medico dove siamo in cura a Modena per 3  mesi circa non dobbiamo fare nulla  ma noi vorremmo chiedere un consulto ad  altro medico ma non sappiamo bene dove sbattere la testa&#8230; diverse persone ci  dicono Milano, altre Aviano quindi chiedo a voi che sicuramente siete piu&#8217;  esperti  se  mi potete consigliare una struttura e un medico per un consulto  adeguato alla diagnosi di mia mamma.</em></div>
<div><em><span style="color: #800000;"> </span></em></div>
<div><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: #800000;"><em>Vi ringrazio tantissimo per l&#8217;aiuto che vorrete  darmi.</em></span></span></span></div>
<div><em><span style="color: #800000;"> </span></em></div>
<div><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: #800000;"><em>Saluti </em></span></span></span></div>
<div><span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: #800000;"><em>S.</em></span></span></span></div>
</blockquote>
</div>
<p>Cara signora, innanzitutto la risposta alla domanda diretta che mi fa: &#8220;Secondo parere?&#8230; Dove?&#8230; A chi chiederlo&#8230;?&#8221;  è  molto semplice ed è la stessa che abbiamo dato a una quesito simile sollevato da un signore toscano: <a href="http://www.alcase.it/2012/03/a-chi-rivolgersi-in-toscana/">http://www.alcase.it/2012/03/a-chi-rivolgersi-in-toscana/</a>.</p>
<p>Per quanto riguarda il caso che mi sottopone, mi sento di darle un consiglio: sottoponga sua mamma al parere di un buon chirurgo toracico (e dalla nostra lista dei medici eccellenti non ha che l&#8217;imbarazzo della scelta&#8230;), perché, a parer mio, anche se la PET dà un risultato incerto, ci sono buone probabilità che un intervento chirurgico di asportazione del nodulo neo-comparso possa essere risolutivo.</p>
<p>Nella speranza di essere stato utile, la saluto molto cordialmente.</p>
<p><a href="http://www.alcase.it/chi-siamo/il-dr-gianfranco-buccheri/" target="_blank">Gianfranco Buccheri</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Terapie tradizionali: non sempre utili, qualche volta dannose!&#8230;</title>
		<link>http://www.alcase.it/2012/04/terapie-tradizionali-dannose/</link>
		<comments>http://www.alcase.it/2012/04/terapie-tradizionali-dannose/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 17:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr. Gianfranco Buccheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[EDUCATION (informare a tutto campo)]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS DAL MONDO DELLA RICERCA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alcase.it/?p=5232</guid>
		<description><![CDATA[Recentemente, sono comparsi sul WEB diversi resoconti facenti capo a uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori americani, il 13 febbraio scorso, sulla rivista americana CANCER. Tutti quanti questi articoli, con tono allarmistico, mettono l'accento sul fatto che, negli anziani affetti da cancro al polmone, la radioterapia post-operatoria possa essere dannosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;</span></div>
<div>Recentemente, sono comparsi sul WEB diversi resoconti facenti capo a uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori americani, il 13 febbraio scorso, sulla rivista americana CANCER (vedi avanti, Abstract n.1).   Tutti quanti questi articoli, con tono allarmistico, mettono l&#8217;accento sul fatto che, negli anziani affetti da cancro al polmone, la radioterapia post-operatoria (conosciuta con l&#8217;abbreviazione inglese: PORT) possa essere perfino dannosa (in realtà leggendo attentamente il riassunto dello studio fornito dagli stessi autori -l&#8217;Abstract, appunto- non fu dimostrato né benefico, né danno).</div>
<div><span style="color: #ffffff;">&#8230;..</span></div>
<div>Ora capita che <strong>la dannosità della PORT in TUTTI i pazienti operati per tumore non a piccole cellule (NSCLC) ai primi stadi di malattia e la sua non utilità  in quelli con malattia localmente avanzata </strong>sia già stata chiaramente dimostrata molti anni fa<strong> </strong>(si veda più avanti,  Abstract n.2).   E che, nonostante ciò,  la PORT sia considerata, ancora oggi, una terapia &#8220;tradizionale&#8221; e, come tale,  continui ad essere occasionalmente prescritta (soprattutto dai chirurghi toracici).</div>
<div><span style="color: #ffffff;">&#8230;.</span></div>
<div>C&#8217;è molta ignoranza, in giro, e poca memoria!&#8230;.  E quando, di tanto in tanto, salta fuori un studio che, lasciatemelo dire, dimostra ciò che tutti dovrebbero già sapere&#8230; si grida alla novità!&#8230;.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">&#8230;.</span></div>
<div><strong><a href="http://www.alcase.it/chi-siamo/il-dr-gianfranco-buccheri/">Gianfranco Buccheri</a></strong></div>
<div>P.S. Seguono gli abstract (tradotti in italiano nelle loro parti più significative) cui si è fatto riferimento.</div>
<p><strong>Abstract n. 1:  <a title="Cancer." href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22331818#">Cancer.</a> 2012 Feb 13. doi: 10.1002/cncr.26585. [Epub ahead of print]</strong></p>
<h2 style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><em>Postoperative radiotherapy </em><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">(PORT) </span></span><em>for elderly patients </em><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">(pazienti anziani)</span></span><em> with stage III lung cancer </em><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #000000;">(cancro del polmone in stadio III)</span></span><em>.</em></span></h2>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #993300;"><em><span style="color: #800000;"><a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=%22Wisnivesky%20JP%22%5BAuthor%5D">Wisnivesky JP</a>, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=%22Halm%20EA%22%5BAuthor%5D">Halm EA</a>, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=%22Bonomi%20M%22%5BAuthor%5D">Bonomi M</a>, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=%22Smith%20C%22%5BAuthor%5D">Smith C</a>, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=%22Mhango%20G%22%5BAuthor%5D">Mhango G</a>, <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=%22Bagiella%20E%22%5BAuthor%5D">Bagiella E</a>.</span></em></span></div>
<div style="padding-left: 30px;">
<h3><em><span style="color: #800000;">Division of General Internal Medicine, Mount Sinai School of Medicine, New York, New York; Division of Pulmonary, Critical Care, and Sleep Medicine, Mount Sinai School of Medicine, New York, New York. juan.wisnivesky@mssm.edu.</span></em></h3>
</div>
<div style="padding-left: 30px;">
<h3><em><span style="color: #800000;">BACKGROUND:</span></em></h3>
<p><span style="color: #993300;"><em>The potential role of postoperative radiation therapy (PORT) for patients who have completely resected, stage III nonsmall cell lung cancer (NSCLC) with N2 disease remains controversial </em><span style="color: #000000;">(la PORT rimane un trattamento controverso nei pazienti con cancro del polmone non a piccole cellule -NSCLC localmente avanzato)</span><em>. By using population-based data, the authors of this report compared the survival of a concurrent cohort of elderly patients who had N2 disease treated with and without PORT.</em><span style="color: #000000;">(Gli autori di questo studio hanno, perciò, inteso esplorare il valore della PORT in una popolazione anziana con linfonodi mediastinici metastatici -N2- utilizzando dati che provenivano da un grande registro tumorale americano, conosciuto come SEER)</span><em>, </em></span></p>
<h4><span style="color: #993300;"><em>METHODS:</em></span></h4>
<p><span style="color: #993300;"><em>By using the Surveillance, Epidemiology, and End Results (SEER) registry linked to Medicare records, 1307 patients were identified who had stage III NSCLC with N2 lymph node involvement diagnosed between 1992 and 2005. Propensity scoring methods and instrumental variable analysis were used to compare the survival of patients who did and did not receive PORT after controlling for selection bias.</em></span></p>
<h4><span style="color: #993300;"><em>RESULTS:</em></span></h4>
<p><span style="color: #993300;"><em>Overall, 710 patients (54%) received PORT. Propensity score analysis indicated that PORT was not associated with improved survival in patients with N2 disease (hazard ratio [HR], 1.11; 95% confidence interval [CI], 0.97-1.27). Analyses that were limited to patients who did or did not receive chemotherapy, who received intermediate-complexity or high-complexity radiotherapy planning, or adjusted for time trends produced similar results. The instrumental variable estimator for the absolute improvement in 1-year and 3-year survival with PORT was -0.04 (95% CI, -0.15 to 0.08) and -0.08 (95% CI, -0.24 to 0.15), respectively.</em></span></p>
<h4><span style="color: #993300;"><em>CONCLUSIONS:</em></span></h4>
<p><span style="color: #993300;"><em>The current data suggested that PORT is not associated with improved survival for elderly patients with N2 disease </em><span style="color: #000000;">(Questo studio dimostra che non vi è beneficio nel trattare con PORT i pazienti anziani con malattia N2)</span><em>. These findings have important clinical implications, because SEER data indicate that a large percentage of elderly patients currently receive PORT despite the lack of definitive evidence about its effectiveness </em><span style="color: #000000;">(Questa scoperta ha importanti implicazioni cliniche perché il registro tumorale SEER dimostra che ancora oggi una grande percentuale di pazienti anziani con malattia localmente avanzata sono ancora trattati con la PORT nonostante manchi di una qualunque prova di efficacia)</span><em>. The potential effectiveness of PORT should be evaluated further in randomized controlled trials. Cancer 2011;. © 2011 American Cancer Society.</em></span></p>
</div>
<div>
<div><span style="color: #993300;"><em><span style="color: #000000;"><strong>Abstract n. 2 <a title="Lancet." href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=PORT%20meta-analysis%20lancet#">Lancet.</a> 1998 Jul 25;352(9124):257-63.</strong></span></em></span></div>
<div><span style="color: #993300;"><em><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ffffff;">&#8230;&#8230;</span></strong></span></em></span></div>
<h2 style="padding-left: 30px;"><span style="color: #800000;"><em>Postoperative radiotherapy in non-small-cell lung cancer: systematic review and meta-analysis of individual patient data from nine randomised controlled trials. PORT Meta-analysis Trialists Group.</em></span></h2>
<div style="padding-left: 30px;"><span style="color: #800000;"><em>[No authors listed]</em></span></div>
<div style="padding-left: 30px;">
<h3><em><span style="color: #800000;">BACKGROUND:</span></em></h3>
<p><span style="color: #800000;"><em>The role of postoperative radiotherapy in treatment of patients with completely resected non-small-cell lung cancer (NSCLC) remains unclear. We undertook a systematic review and meta-analysis of the available evidence from randomised trials.</em></span></p>
<h4><span style="color: #800000;"><em>METHODS:</em></span></h4>
<p><span style="color: #800000;"><em>Updated data were obtained on individual patients from all available randomised trials of postoperative radiotherapy versus surgery alone. Data on 2128 patients from nine randomised trials (published and unpublished) were analysed by intention to treat </em><span style="color: #000000;">(I dati di 2128 pazienti derivanti da 9 sperimentazioni controllate furono analizzati)</span><em>. There were 707 deaths among 1056 patients assigned postoperative radiotherapy and 661 among 1072 assigned surgery alone. Median follow-up was 3.9 years (2.3-9.8 for individual trials) for surviving patients.</em></span></p>
<h4><span style="color: #800000;"><em>FINDINGS:</em></span></h4>
<p><span style="color: #800000;"><em>The results show a significant adverse effect of postoperative radiotherapy on survival (hazard ratio 1.21 [95% CI 1.08-1.34]) </em><span style="color: #000000;">(I risultati dell&#8217;analisi dimostrarono un significativo effetto negativo della PORT sulla sopravvivenza, con un rischio di morte maggiore del 21% a seguito del suo utilizzo)</span><em>. This 21% relative increase in the risk of death is equivalent to an absolute detriment of 7% (3-11) at 2 years, reducing overall survival from 55% to 48%. Subgroup analyses suggest that this adverse effect was greatest for patients with stage I/II, N0-N1 disease, whereas for those with stage III, N2 disease there was no clear evidence of an adverse effect </em><span style="color: #000000;">(L&#8217;analisi dei sottogruppi dimostrò che l&#8217;effetto dannoso era molto forte per i pazienti con malattia iniziale e incerto per quelli con malattia localmente avanzata)</span><em>.</em></span></p>
<h4><span style="color: #800000;"><em>INTERPRETATION:</em></span></h4>
<p><span style="color: #800000;"><em>Postoperative radiotherapy is detrimental to patients with early-stage completely resected NSCLC and should not be used routinely for such patients. The role of postoperative radiotherapy in the treatment of N2 tumours is not clear and may warrant further research.</em></span></p>
</div>
</div>
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