Farmaci mirati

PREMESSA

Nell’ultimo decennio, la terapia medica del cancro al polmone ha fatto importanti passi in avanti.  E ciò grazie all’esplodere di nuove conoscenze di biologia tumorale e al conseguente sviluppo ed utilizzo di nuovi farmaci ad azione non  tossica per il DNA delle cellule  (come sono i chemioterapici), ma mirata a specifici “target” molecolari (target è una parola inglese, ormai entrata nell’uso corrente, che sta per  ”bersaglio/bersagli”).  I target dei nuovi farmaci mirati sono alcune  molecole, poste sulla superficie delle cellule, che ne determinano lo sviluppo e la crescita.  Queste molecole possono essere iperfunzionanti in alcuni tipi di tumore, determinandone l’aggressività.  I farmaci mirati si oppongono a quest’ultima condizione, bloccando l’azione delle molecole abnormemente funzionanti.

Alcuni di questi farmaci son già entrati nella pratica medica (come i vari Iressa®, Tarceva®, Avastin®, Erbitux®…), ma sono molti di più quelli si affacciano soltanto adesso all’uso clinico… Per questa ragione, vi sono sono molte potenzialità e tantissime aspettative in questo settore di frontiera.  E, soprattutto, grande voglia di sapere.

Allo stato attuale, le notizie reperibili su Internet sono assai frammentarie e di difficile reperibilità, e soprattutto sono relative a conoscenze che riguardano ogni tipo di tumore… Il presente progetto, che intende realizzare e poi mantenere online una rubrica sui nuovi farmaci specializzata alla terapia del cancro del polmone, è stato proposto alla Fondazione CRT di Torino e ne ha ricevuto il finanziamento.   Dunque,  è doveroso un ringraziamento allo sponsor:

…prima di venire alla descrizione del progetto che è stato portato a compimento, seguendo la seguente metodologia:

  1. Raccolta dei dati e loro sintesi in una scheda farmacologica di 2-3 pagine per ciascuno dei 4-5 farmaci già reperibili sul mercato (e prescrivibili -con l’indicazione “cancro del polmone”- a spese del Servizio Sanitario Nazionale) e per gli altri 15-20,  già giunti in fase avanzata di sperimentazione sul cancro del polmone o regolarmente prescrivibili per altri tumori ma con, al loro attivo, alcune significative  esperienze nell’ambito oncologico polmonare.  In pratica, si è recuperato, analizzato e valutato il contributo conoscitivo di diverse centinaia di “abstract” reperibili nella Banca Dati di Medicina PubMed.  In molti casi, è stato necessario leggere il report completo degli studi.
  2. Sintesi, per ciascuna scheda farmacologica, delle informazioni così reperite.  In particolare,  si sono utilizzati i seguenti capitoli:
    • nome del principio attivo, nome commerciale (quando presente), compagnia farmaceutica produttrice, indicazione approvata dal SSN (quando presente);
    • caratteristiche chimiche, farmacologiche e meccanismo d’azione,
    • modalità di somministrazione,
    • attività antitumorale in generale,
    • attività antitumorale specifica per il cancro del polmone,
    • indicazioni cliniche,
    • effetti tossici e collaterali,
    • link a nostri precedenti articoli e report riguardanti il farmaco in questione,
    • letture consigliate (ovvero, uno o due link alle migliori pagine reperibili sullo stesso argomento in Internet).
  3. Completate le schede, queste sono state  poste online con link a questa pagina (vedi sotto), o a una larga pagina introduttiva che descrive le caratteristiche generali di questa classe di  farmaci.
  4. Creazione di un’area di discussione “Nuovi Farmaci” (accessibile dalla home page del sito) per il futuro aggiornamento dei dati (mediante l’aggiunta di nuovi “post”  ad opera del responsabile medico del progetto) e per l’interazione e la discussione col pubblico.

ALCASE Italia e il sottoscritto si augurano di aver reso, in tal modo, un servizio utile ai tanti malati di cancro del polmone  e a quanti, loro amici e familiari, sono ugualmente interessati a questi temi.

Il direttore Medico

Il Dr. Buccheri e la Skyline di Hong Kong (in occasione del GLCC meeting, primavera 2010)

Borgo San Dalmazzo, 6-6-2011

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A questo punto puoi scegliere di andare alla

PAGINA INTRODUTTIVA

oppure alla scheda farmacologica di un singolo farmaco, utilizzando il sottostante elenco.

Piccole molecole:

(ULTIMO AGGIORNAMENTO: 20/12/2015)

  • Afatinib (nome commerciale provvisorio Tomtovok, prima noto come Tovok) è un possibile candidato per la terapia del cancro del polmone (varietà non a piccole cellule), sviluppato dalla  Boehringer-Ingelheim. L’afatinib è un inibitore della tirosinchinasi di nuova generazione (TKI)  che inibisce irreversibilmente sia i recettori 2 del fattore di crescita epidermoidale umano (Her2)  che i recettori 1 dello stesso fattore di crescita (EGFR). Vai alla scheda.
  • Alectinib (nome commerciale Alecensa) è un potente inibitore ALK (ovvero agisce su tumori che presentano variazioni della chinasi del linfoma anaplastico, come la traslocazione EML4-ALK), che rimane efficace anche in caso di sopraggiunta resistenza al Crizotinib. Vai alla scheda.
  • Apatinib è un inibitore selettivo del fattore di crescita vasculo-endoteliale (VEGF ), che ha mostrato  una capacità di inibizione selettiva per il recettore 2 (VGFR2) in diversi tipi di tumori umani incluso il carcinoma gastrico e mammario, l’epatocarcinoma e il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC).   Vai alla scheda.
  • Bortezomib (Velcade ®) è un inibitore proteosomico (i proteomi sono complessi cellulari che spezzano le proteine) in grado di indurre l’apopotosi.  E’ approvato per il trattamento del mieloma multiplo che non risponde ad altre cure.  Ma è anche moderatamente attivo nel NSCLC. Vai alla scheda.
  • Cediranib (Recentin), noto come AZD2171, sviluppato dalla casa farmaceutica AstraZeneca, è un potente inibitore dei recettori del fattore di crescita vasculo-endoteliale (VEGFR).  E’ ancora da considerarsi farmaco sperimentale, potenzialmente utile in diversi tumori umani, incluso il carcinoma non a piccole cellule del polmone (NSCLC). Vai alla scheda.
  • Ceritinib Il Ceritinib (Zykadia ®, noto anche come LDK378) è un potente inibitore ALK (ovvero agisce su tumori che presentano variazioni dell’enzima chiansi del linfoma anaplastico, come la traslocazione EML4-ALK). In uno studio di fase I, è stata osservata una “fenomenale” attività anti-tumorale in tumori non a piccole cellule del polmone (NSCLC) ALK-positivi, in via di conferma in studi clinici di fase II e III in corso.  Vai alla scheda
  • Crizotinib Il Crizotinib (Xalkori ®), noto anche come PF-02341066 o 1066, è un’inibitore della anaplastic lymphoma kinase (ALK), ovvero della chinasi del linfoma anaplastico, sviluppato dalla compagnia americana, Pfizer.  Il Crizotinib è attualmente in fase di studio in molti tipi di cancro, incluso il NSCLC. Vai alla scheda.  Leggi anche il nostro report.
  • Dabrafenib (Tafinlar ®) è approvato per il melanoma metastatico.  Anche nel cancro del polmone con mutazione BRAF V600E riduce la divisione delle cellule tumorali e inibisce la crescita.  Designato in gennaio 2013 come farmaco in corsia preferenziale per l’approvazione dalla FDA.  Vai alla scheda.
  • Dacomitinib. Il Dacomitinib (PF-00299804) è un farmaco sperimentale, allo stato non ancora approvato da alcuna agenzia governativa per l’uso umano.  Si tratta di un inibitore irreversibile delle tirosinchinasi di tutti i recettori HER: HER-1 (EGFR), HER-2 e HER-4.  Vai alla scheda
  • Dasatinib (Sprycel ®) è approvato per la leucemia mieloide cronica e la leucemia acuta linfoblastica. Nel cancro del polmone induce l’apoptosi inibendo diverse tirosinchinasi.  Vai alla scheda.
  • Everolimus (Afinitor ®) è approvato per la terapia dei pazienti con cancro renale e per l’astrocitoma subependimale a cellule giganti.  Ma è stato studiato anche nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC). Questa piccola molecola inibisce l’enzima mTOR chinasi. Vai alla scheda.
  • Ganetespib è una piccola molecola sintetica capace di inibire la proteina 90 dello shock da calore (Hsp90), responsabile dell’attivazione di diversi sistemi proteici in grado, a loro volta, di determinare la crescita e la progressione neoplastica.  Allo stato, l’evidenza clinica di attivita nel NSCLC (in particolare negli adenocarcinomi) è ancora iniziale.  Vai alla scheda.
  • Imatinib (Glivec ®) è un farmaco approvato per il trattamento della leucemia mieloide cronica, e i tumori stromali gastrointestinali.  E’ stato utilizzato anche in altri tipi di cancro.  Nel cancro del polmone è stato usato soprattutto nello SCLC,  ma con  scarsi risultati. Vai alla scheda.
  • Iniparib è un inibitore dell’enzima “poly(adenosine diphosphate–ribose) polymerase” (PARP), che è coinvolto nella riparazione del DNA danneggiato. La chemioterapia danneggia il DNA e l’inibizione PARP ne previene la riparazione, potenziando in tal modo l’azione tumoricida della chemioterapia.  E’ in fase avanzata di studio nel cancro della mammella e nel carcinoma squamoso del polmone. Vai alla scheda.
  • Lapatinib (Tykerb®) è approvato per il trattamento di certi tipi di cancro del seno avanzato o metastatico.  Questa piccola molecola inibisce diverse tirosinchinasi, inclusa quella che sta alla base  dell’attivazione del HER-2, fattore inducente la crescita cellulare.  Vai alla scheda.
  • Nintedanib (Vargatef™) è un triplo inibitore orale dell’angiochinasi che attacca tre recettori: il recettore del fattore di crescita dei fibroblasti (FGF), il fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGFR), e quello, meglio noto, del fattore di crescita vasculoendoteliale (VEGFR). Vai alla scheda.
  • Osimertinib (AZF9291, Tagrisso ™). E’ un  inibitore di 3° generazione della tirosinchinasi che ha come bersaglio le forme mutanti dell’EGFR, inclusa la mutazione T790M.  Risparmia l’EGFR non mutato dei tessuti sani. Vail alla scheda.  Leggi anche un nostro precedente articolo.
  • Pazopanib (Votrient®) è approvato per il trattamento dei pazienti con carcinoma renale avanzato. Il pazopanib è una piccola molecola inibitrice di diverse tirosinchinasi, incluso quella dei recettori VEGF, del complesso c-kit, e del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF). Vai alla scheda.
  • Rociletinib (CO-1686)  è un farmaco sperimentale, non ancora approvato da alcuna agenzia governativa per l’uso umano.  Si tratta di un inibitore irreversibile delle tirosinchinasi che ha come bersaglio le forme mutanti dell’EGFR, inclusa la muazione T790M. Risparmia l’EGFR non mutato dei tessuti sani.  Vai alla scheda.
  • Selumetinib Selumetinib (AZD6244) è un farmaco in corso di investigazione per il trattamento di vari tipi di cancro, per esempio nel NSCLC.  Vai alla scheda.
  • Sorafenib (Nexavar®) è anche una piccola molecola inibitrice di diverse tirosinchinasi, approvata per il trattamento del carcinoma renale avanzato e per alcuni casi di epatocarcinoma.  Una delle chinasi che il Sorafenib blocca è quella del fattore di crescita vascolare VEGF, il che ferma lo sviluppo di nuovi vasi intratumorali (azione antiangiogenetica).  Vai alla scheda. Leggi anche un nostro articolo del 14-4-09.
  • Sunitinib (Sutent®) è un’altra piccola molecola che inibisce il fattore di crescita vascolare VEGF. Vai alla scheda.
  • Temsirolimus (Torisel®) è approvato per il trattamento del carcinoma renale ed è un inibitore di una chinasi (chiamata mTOR), che stimola la crescita e la proliferazione delle cellule tumorali. Vai alla scheda.
  • Tivantinib inibisce il recettore c-MET e blocca in tal modo un’importante via di comunicazione intracellulare che può condurre alla morte delle cellule tumorali che iperesprimono il recettore o ne presentano una sua attivazione permanente. Vai alla scheda.
  • Vandetanib (Zactima ™). Il Vandetanib  è un farmaco orale, con monosomministrazione giornaliera, che inibisce l’angiogenesi tumorale e la proliferazione delle cellule neoplastiche di un’ampia gamma di tumori umani.  Il Vandetanib è un potente e selettivo inibitore delle tirosinchinasi associate al recettore del fattore di crescita angio-endoteliale (VEGFR), al recettore del fattore di crescita epidermoidale (EGFR)  e al RET (REarranged during Transfection).   E’ stato usato con successo nel trattamento del NSCLC.  Vai alla scheda.  Consulta anche i nostri precedenti articoli del 13-11-08,  16-12-08 e del 12-5-2011.
  • Vorinostat (Zolinza®) è approvato per il trattamento del linfoma cutaneo a cellule T che non risponde ad altri trattamenti.  Questa piccola molecola inibisce l’attività di un gruppo di enzimi chiamati histone deacetylases (HDACs), che rimuovono un gruppo acetilico da diverse proteine, incluso quelle che regolano l’espressione genica. In tal modo, può indurre differenziazione cellulare, l’arresto del ciclo cellulare e l’apoptosi. Vai alla scheda.

Anticorpi Monoclonali:

(ULTIMO AGGIORNAMENTO: 23/8/2015)

Diversi anticorpi monoclonali sono in via di sviluppo.  Quelli già  ampiamente testati ed approvati per l’uso umano sono:

  • Atezolizumab agisce come immunomodulatore, bloccando il ligando della proteina della morte cellulare programmata: noto come PD-L1. Più in particolare, l’Atezolizumab blocca l’interazione fra PD-L1 e PD-1, il che determina una normale proliferazione ed infiltrazione del tumore da parte delle cellule immunitarie e una maggiore attivita del sistema immunitario. Vai alla scheda.
  • Bavituximab è un anticorpo monoclonale chimerico, sperimentato nel trattamento di tumori e infezioni virali. Il farmaco lega la fosfatidilserina che viene esposta sulla superficie di cellule animali atipiche, sui tumori e su sei differenti famiglie di virus.  Vai alla scheda.
  • Cetuximab Erbitux®) blocca il recettore EGFR.  E’  approvato per l’uso nel cancro del colon e nel carcinoma della testa e collo.  E’ possibile che presto venga approvato anche per il NSCLC. Vai alla scheda.  Vai alla pagina descrittiva. Consulta anche i nostri precedenti articoli (art. del 13-6-08 e art. del 7-7-2010)
  • Nivolumab Immunomodulatore, blocca la proteina PD-1 (Programmed cell death 1), un recettore co-inibitorio espresso dai linfociti T attivati, necessario per eludere la sorveglianza immunitaria.  Segnalata una significativa attività anti-tumorale nel cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC), nel melanoma e nel cancro del rene. Vai alla scheda
  • Necitumumab è una macromolecola (anticorpo monoclonale IgG1, completamente umano), che agisce legandosi e bloccando il ligando del recettore EGFR.  Un ampio studio di fase III, studio SQUIRE, ha dimostrato una significativa attività anti-tumorale nel cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC), variante a cellule squamose (Sq-NSCLC). Vai alla pagina.  Consulta anche i nostri precedenti articoli (art. del 19-5-14).
  • Panitumumab (Vectibix®), approvato per il trattamento di alcuni pazienti con cancro del colon, attaccando i recettori EGFR. Vai alla scheda.
  • Pembrolizumab (Keytruda ®), immonomodulatore. Come il Nivolumab, blocca la proteina PD-1 (Programmed cell death 1), un recettore co-inibitorio espresso dai linfociti T attivati, necessario per eludere la sorveglianza immunitaria.  Segnalata una significativa attività anti-tumorale nel melanoma e nel cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC). Vai alla scheda.
  • Rituximab (Rituxan®), usato per la cura del linfoma nonHodgkin. Vai alla scheda.
  • Trastuzumab (Herceptin®) attacca i recettori Her2/neu (noti anche come ErbB2), espressi in alcuni ti pi di cancro mammario.  Ma è stato usato con successo anche nel NSCLC. Vai alla scheda.