Cancer Net – traduzione

Il Tumore al polmone

(traduzione italiana della sezione Lung Cancer di CancerNet, curata da ALCASE Italia)
L’autorizzazione alla traduzione in lingua italiana e alla sua pubblicazione è stata concessa ad ALCASE Italia il 16/6/2008.

La prima traduzione è stata completata, sotto la responsabilità dei dottori G. Buccheri e D. Ferrigno, in data 4/12/08 e messa in linea il 3/1/2009.

La versione attuale è la traduzione dell’aggiornamento, esaminato ed approvato dal comitato di redazione di Cancer.Net il 20/7/2009 (This section has been reviewed and approved by the Cancer.Net Editorial Board, 20/07/209), ed è stata portata a termine grazie al contributo finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.

Sull’ASCO. L’ American Society of Clinical Oncology (ASCO) è leader mondiale tra le organizzazioni professionali che rappresentano i medici di tutte le specializzazioni di oncologia che si prendono cura delle persone con cancro.

Sulle guide al cancro di CANCER.NET. Le Guide al Cancro di CANCER.NET forniscono ai pazienti informazioni sul cancro verificate da esperti e sono contenute nel sito di Cancer.Net (www.cancer.net), il sito web per informazioni ai pazienti dell’ASCO. Una buona cura del cancro comincia con buone informazioni sul cancro. I pazienti ben informati sono i migliori promotori di sè stessi e partner preziosi per i medici. L’ASCO Cancer Foundation appoggia oncologi e pazienti, fornendo precise, certe, e oncologicamente approvate informazioni sul cancro. Questa pagina è disponibile al pubblico, sia in versione cartacea sia on-line, per dare fiducia, e informazioni credibili per le persone che vivono con un cancro e per coloro che si prendono cura di loro. Le persone in cerca d’informazioni sul cancro possono sentirsi al sicuro sapendo che i programmi supportati dall’ASCO Cancer Foundation forniscono la più completa, accurata, e aggiornata documentazione sul cancro che si possa trovare.

Progressi nella diagnosi, nel trattamento e nella prevenzione del cancro avvengono regolarmente. Per ulteriori informazioni, visitate il sito Cancer.Net (www.cancer.net). Le informazioni contenute nei materiali ASCO d’informazione per i pazienti non vanno intesi come consigli di un medico e non possono sostituire il proprio medico curante, né implicano l’approvazione dell’ASCO di qualsiasi prodotto, servizio o azienda.

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Il cancro al polmone colpisce più di 200.000 americani ogni anno.

Sebbene il fumo di sigaretta sia la causa principale, chiunque può sviluppare il cancro ai polmoni. Il cancro al polmone è sempre curabile, non importa la dimensione, la posizione, o se il cancro si è o no diffuso oltre la sua sede di origine.

I polmoni assorbono l’ossigeno presente nell’aria e lo trasferiscono al flusso sanguigno, perché sia consegnato al resto del corpo. Mentre le cellule del corpo utilizzano l’ossigeno, rilasciano anidride carbonica. Il sangue che trasporta l’anidride carbonica torna ai polmoni, e quando si espira il biossido di carbonio lascia il corpo. I polmoni contengono molti differenti tipi di cellule. La maggior parte delle cellule del polmone sono cellule epiteliali che rivestono le vie aeree e producono il muco, che lubrifica e protegge i polmoni. Il polmone contiene anche cellule nervose, che producono ormoni, cellule del sangue, e cellule con funzione strutturale o di sostegno.

Ci sono due principali tipi di cancro ai polmoni: a piccole cellule e non a piccole cellule. Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (CPNPC) nasce dalle cellule epiteliali, ed è il tipo più comune. Il carcinoma polmonare a piccole cellule (CPPC) nasce dalle cellule nervose e dalle cellule ormonali del polmone. Il termine “piccola cellula” si riferisce alle dimensioni e alla forma delle cellule tumorali, come viste al microscopio. È importante per i medici distinguere il CPNPC dal CPPC perché i due tipi di cancro sono di solito trattati in modi diversi.

Il cancro ai polmoni inizia quando le cellule nel polmone si moltiplicano fuori da ogni controllo e formano un nodulo (chiamato anche un tumore, massa, lesione, o nodo). Un tumore può essere benigno (non canceroso) o maligno (canceroso).

Un tumore maligno è un ammasso di cellule cancerose, che hanno la capacità di diffondersi ad altre parti del corpo. Un tumore del polmone può iniziare in qualsiasi parte del polmone. Una volta che un tumore al polmone comincia a crescere, può spargere intorno a sé cellule tumorali. Queste possono essere portate via nel sangue o fluttuare nel liquido interstiziale, chiamato linfa, che circonda i tessuti polmonari. La linfa scorre attraverso piccoli canali chiamati vasi linfatici e si scarica nelle stazioni di raccolta chiamate linfonodi. I linfonodi sono piccoli organi a forma di fagiolo che aiutano a combattere le infezioni, e sono situati nei polmoni, al centro del torace (mediastino), e altrove nel corpo. Il naturale flusso della linfa dai polmoni è verso il centro del torace, il che spiega perché il cancro ai polmoni, spesso, si diffonde là. Quando una cellula tumorale lascia il suo sito di origine e si impianta in un linfonodo o in una parte lontana del corpo, attraverso la circolazione sanguigna, si ha una metastasi.

La posizione e le dimensioni del tumore polmonare iniziale, e se questo è diffuso ai linfonodi o a più siti distanti, determinano lo stadio del tumore del polmone. Il tipo di tumore del polmone (CPNPC versus CPPC) e lo stadio della malattia (discusso più avanti nella stadiazione) determinano, a loro volta, il tipo di trattamento.

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Nel 2008, negli Stati Uniti è stato diagnosticato un cancro del polmone a circa 215.020 adulti (114.690 uomini e 100.330 donne). Il cancro del polmone è il secondo tumore più comune in entrambi i sessi, ed è la principale causa di decesso per cancro, sia per gli uomini che per le donne. Si stima che quest’anno negli USA si verificheranno per questa malattia 161.840 morti (90.810 uomini e 71.030 donne),. Per tutte le persone con tumore al polmone, il tasso di sopravvivenza a un anno (percentuale di persone che vivono almeno un anno dopo che il cancro viene rilevato, escluso quelle che muoiono per altre malattie) è del 41%. Il tasso di sopravvivenza relativa a 5 anni dei pazienti con cancro del polmone è del 15%. Il cancro del polmone rappresenta il 15% di tutte le diagnosi di cancro e il 29% di tutti i morti di cancro. Per gli uomini, i tassi di mortalità sono diminuiti costantemente dal 1991 di circa il 2% ogni anno. I tassi di mortalità per le donne con tumore al polmone stanno ora rallentando, essendo aumentati costantemente per decenni. Per motivi non chiari, i neri hanno la più alta incidenza e la più bassa probabilità di sopravvivenza per tumore del polmone.

Queste statistiche non dovrebbero essere prese come una condanna a morte. E’ importante ricordare che le statistiche non si applicano al singolo individuo. Nessun medico può dire a un paziente per quanto tempo lui (o lei) vivrà con il proprio cancro ai polmoni. Alcuni pazienti cui si prospetta la guarigione non vivono a lungo, non di più di quanto non vivano i pazienti il cui cancro è stato considerato incurabile. Quello che importa ricordare è che il cancro del polmone è curabile in qualsiasi fase del suo sviluppo, e che i trattamenti disponibili hanno dimostrato di aiutare le persone a vivere più a lungo e meglio, nonostante una diagnosi di cancro ai polmoni. Le statistiche di sopravvivenza al cancro, pertanto, dovrebbero essere interpretate con cautela. Esse sono basate su dati provenienti, ogni anno, da migliaia di casi di questo tipo di tumore negli Stati Uniti ma l’effettivo rischio di un particolare individuo può essere differente. Poichè le statistiche di sopravvivenza sono misurate in intervalli di cinque anni (o, talvolta, di un anno) difficilmente tengono conto dei progressi compiuti nel trattamento o nella diagnosi di questo tumore.

Dati statistici adattati dall’American Cancer Society, Cancer Facts & Figures 2008.

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Un fattore di rischio è qualcosa che aumenta la possibilità di una persona di sviluppare il cancro. Alcuni fattori di rischio possono essere controllati, come il fumo, altri non possono essere controllati, come l’età e la storia di famiglia. Anche se i fattori di rischio possono influenzare lo sviluppo del cancro, la maggior parte provoca non direttamente il cancro. Alcune persone con diversi fattori di rischio non svilupperanno mai il cancro, mentre altri, senza fattori di rischio lo faranno. Tuttavia, conoscere i propri fattori di rischio, e comunicarlo al proprio medico può aiutare a fare scelte più informate per quanto riguarda il proprio stile di vita e l’assistenza sanitaria.

I seguenti fattori possono aumentare il rischio di una persona di sviluppare un cancro del polmone:

• Tabacco. Il carcinoma polmonare si verifica molto frequentemente in persone che fumano. Il fumo di tabacco danneggia le cellule nei polmoni, provocandone una crescita anomala. Il rischio di cancro che il fumo comporta è più elevato per le persone che fumano molto e/o per lungo tempo. L’esposizione regolare al fumo di sigarette, sigari, o pipa di qualcun altro (chiamato fumo ambientale o di “seconda mano”) può aumentare il rischio di cancro ai polmoni, anche se la persona esposta non fuma direttamente.

• Amianto. Si tratta di cristalli simili a capelli, che si trovano in molti tipi di roccia e sono spesso utilizzati come isolanti antincendio negli edifici. Quando le fibre di amianto sono inalate, possono irritare i polmoni. Molti studi hanno dimostrato che la combinazione di fumo di tabacco ed esposizione all’amianto è particolarmente pericolosa. Persone che lavorano in posti di lavoro con esposizione all’amianto (come la cantieristica navale, l’estrazione di amianto, la fabbricazione di materiale isolante, o la riparazione dei freni) e fumano hanno un più elevato rischio di sviluppare il cancro ai polmoni. L’uso respiratorio di apparecchiature protettive riduce questo rischio.

• Radon. Si tratta di un gas naturale invisibile e inodore rilasciato da alcuni terreni e rocce. L’esposizione al radon è stata associata a un aumento del rischio di alcuni tipi di cancro, tra cui il cancro del polmone. La maggior parte dei negozi di hardware ha dei kit che misurano i livelli del radon domestico, e i seminterrati possono comunque essere ventilati per ridurre l’esposizione al radon.

Il modo migliore per prevenire il cancro del polmone è quello di evitare il fumo di tabacco. Persone che non fumano hanno il rischio più basso di tumore del polmone. Le persone che fumano possono ridurre il loro rischio smettendo di fumare, ma questo rimane sempre più elevato rispetto a quello delle persone che non hanno mai fumato. I tentativi di prevenire il cancro del polmone con vitamine o altri trattamenti non hanno dato buoni risultati. Il beta-carotene, un farmaco derivato dalla vitamina A, è stato testato per la prevenzione del tumore del polmone, ma non ha ridotto il rischio di cancro. Anzi, nelle persone che continuavano a fumare, il betacarotene, paradossalmente, ha aumentato il rischio di cancro ai polmoni.

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Non ci sono test di screening generale della popolazione, raccomandati per il cancro del polmone. I ricercatori non hanno ancora dimostrato che sottoporre a screening tutti coloro che sono a rischio di cancro ai polmoni riduce effettivamente i tassi di mortalità per cancro ai polmoni nella popolazione generale. Un nuovo test, la tomografia computerizzata a basso dosaggio (TC o TAC) elicoidale (o spirale) è ora in fase di studio per questo scopo. Una TC crea una scansione tridimensionale dell’interno del corpo con una macchina a raggi X. Un computer combina poi queste immagini in immagini dettagliate e a più piani, che mostrano le eventuali anomalie o tumori. A volte, un mezzo di contrasto (un colorante speciale) è iniettato in una vena del paziente per fornire un migliore dettaglio.

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Le persone affette da cancro del polmone possono presentare dei sintomi. A volte, però, non è presente alcun sintomo. Oppure, gli stessi sintomi possono essere causati da una diversa condizione medica, che non è il cancro del polmone. Se siete interessati a un particolare sintomo di questo elenco, vi invitiamo a parlarne con il vostro medico. Per le persone con tumore al polmone che non hanno sintomi, la scoperta può essere fatta a seguito di una radiografia del torace o TC eseguita per altri motivi, fra cui una normale valutazione cardiologica. La maggior parte delle persone con tumore al polmone, però, sono diagnosticate quando il tumore cresce, occupa spazio, oppure comincia a interferire con le strutture vicine. Un tumore del polmone può anche causare la produzione di liquido che si può raccogliere nel polmone o nello spazio attorno al polmone (conosciuto come “cavo pleurico”). Un tumore può causare l’assorbimento dell’aria dai polmoni con conseguente collasso del polmone non più areato (atelettasia). In tal modo, un tumore del polmone può anche impedire lo scambio di ossigeno e biossido di carbonio, bloccando il flusso di aria nei polmoni, o utilizzando lo spazio normalmente richiesto per la ventilazione (movimento dell’aria all’interno dei polmoni).

I sintomi del tumore del polmone possono includere:

• Affaticamento

• Tosse

• Mancanza di fiato

• Dolore toracico, se un tumore invade una struttura all’interno del torace o coinvolge il rivestimento pleurico del polmone

• Perdita di appetito

• Tosse con catarro o muco

• Emottisi (tosse con sangue)

Anche se il cancro del polmone può metastatizzare (diffondersi) in tutto il corpo, i siti più comuni di metastasi sono linfonodi, polmoni, ossa, cervello, fegato, e due strutture vicino ai reni, chiamate ghiandole surrenali. Le metastasi (diffusione a distanza) da carcinoma polmonare possono causare ulteriori difficoltà respiratorie, dolori alle ossa, dolore addominale o alla schiena, mal di testa, debolezza, crisi epilettiche, e/o difficoltà di linguaggio. Raramente, un tumore del polmone può rilasciare ormoni che provocano squilibri chimici, come ad esempio bassi livelli di sodio o alti livelli di calcio nel sangue.

Sintomi quali affaticamento, malessere, perdita di appetito non sono necessariamente dovuti a metastasi. La presenza del cancro in qualsiasi parte del corpo può indurre in una persona uno stato di malessere generale. La perdita di appetito può causare una perdita di peso. Affaticamento e debolezza possono ulteriormente aggravare le difficoltà di respirazione.

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Biopsia. La biopsia è l’unico modo per fare una diagnosi di cancro del polmone. Una biopsia è la rimozione chirurgica di una piccola quantità di tessuto istologico per l’esame al microscopio. Il campione prelevato tramite biopsia è analizzato da un patologo (un medico specializzato nelle diagnosi delle malattie, attraverso lo studio di cellule, tessuti e organi). Se vi sono cellule tumorali, il patologo determinerà se il tipo di tumore è a piccole cellule (CPPC) o non a piccole cellule (CPNPC), in base all’aspetto microscopico del campione analizzato. Le più comuni procedure utilizzate per ottenere tessuti per la diagnosi e la stadiazione del tumore del polmone sono elencate di seguito.

Citologia dell’espettorato. Qualora vi sia motivo di sospettare la presenza di un cancro del polmone, è possibile richiedere alla persona malata di tossire e di raccogliere un pò di catarro in modo che questo possa essere esaminato al microscopio. Un patologo può trovare cellule tumorali mescolate ad altre cellule normali e al muco bronchiale.

Broncoscopia. In questa procedura, il medico fa passare un sottile tubo flessibile provvisto di una luce alla sua estremità, attraverso la bocca o il naso, giù per la trachea fino ai bronchi. Un chirurgo toracico o uno pneumologo (un medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento delle malattie polmonari) possono eseguire questa procedura. Il tubo (chiamato broncoscopio) consente al medico divedere dentro i polmoni. Strumenti sottili che passano attraverso il broncoscopio consentono di prelevare campioni di liquido o di tessuto, in modo che il patologo possa esaminarli. I pazienti ricevono una blanda anestesia (con farmaci in grado di sedarli) durante l’esecuzione della broncoscopia.

Aspirazione transtoracica. Dopo anestesia superficiale della pelle, un particolare tipo di radiologo, chiamato radiologo interventista, inserisce un ago sottile attraverso il torace, direttamente nel tumore del polmone. I medici usano l’ago per aspirare (“succhiare”) un piccolo campione di tessuto per gli esami. Spesso, per guidare l’ago, i radiologi utilizzano le scansioni TC del torace o una speciale macchina a raggi-x chiamata fluoroscopio.

Biopsia del midollo osseo. Per i pazienti con tumore del polmone a piccole cellule (CPPC), i medici a volte usano un anestetico locale (per intorpidire l’area) e un ago speciale per rimuovere un piccolo pezzo di osso (in genere dall’osso iliaco dell’anca) per determinare se il cancro a piccole cellule si è diffuso anche nelle ossa.

Toracentesi. Dopo aver intorpidito la zona con un anestetico, un ago è inserito attraverso la parete toracica, nello spazio compreso tra i polmoni e la parete del torace, spazio noto come cavo pleurico. Lì è possibile trovare ed aspirare del liquido. Il liquido è rimosso è inviato in anatomia patologica per la ricerca di eventuali cellule tumorali.

Toracotomia. Questa procedura viene eseguita in sala operatoria e con l’aiuto dell’anestesia generale. Un chirurgo fa un’incisione nel torace, esamina il polmone direttamente, e preleva campioni di tessuto per gli esami istologici. La toracotomia è la procedura cui più spesso i chirurghi ricorrono per rimuovere completamente un tumore ai polmoni.

• Toracoscopia. Attraverso un piccolo taglio nella pelle che riveste la parete toracica, un chirurgo può inserire uno speciale strumento contenente una videocamera (toracoscopio) ed esaminare la parte interna del torace (specificamente, la cavità pleurica). I pazienti necessitano di anestesia generale, ma il tempo di recupero è più breve di quello necessario per la toracotomia, dato che le incisioni sono più piccole. Questa procedura è denominata con termine inglese “VATS” (toracoscopia video-assistita ).

Mediastinoscopia. Un chirurgo esamina e prende un campione di ghiandole linfatiche presenti nel centro del torace sotto lo sterno (mediastino), facendo una piccola incisione nella “fossetta giugulare“, l’area concava che sta subito dietro la parte superiore dello sterno. Questa procedura richiede l’anestesia generale ed è fatta in una sala operatoria.

Esami di Imaging. In aggiunta alle biopsie ed alle altre procedure chirurgiche, le scansioni d’immagini sono vitali per la cura delle persone con tumore al polmone. Tuttavia, nessun test è perfetto, e nessun test d’imaging è in grado di diagnosticare un cancro ai polmoni. Solo una biopsia può farlo. La radiografia del torace e gli altri esami d’imaging devono essere combinati con la storia medica di una persona, con l’esame obiettivo, con i risultati degli esami di laboratorio, e con le informazioni ricavate dalla biopsia/e. Solo in questo modo si può avere una valutazione completa del tipo e della sede del tumore, e della sua eveuntuale diffusione.

TC (o TAC). Questo esame produce immagini che permettono ai medici di visualizzare la dimensione e la localizzazione del tumore polmonare e/o delle eventuali metastasi ai polmoni.

La risonanza magnetica nucleare (RMN). Questo esame produce anch’esso immagini che permettono ai medici di valutare le dimensioni e la posizione del tumore polmonare e/o delle sue metastasi. Una risonanza magnetica utilizza campi magnetici, non raggi X, per produrre immagini dettagliate del corpo. Un mezzo di contrasto (un colorante speciale), può essere iniettato in una vena del paziente per fornire un migliore dettaglio. La RMN è imprecisa quando viene utilizzata per creare un’immagine di una struttura che si muove, come i polmoni, che si muovono ad ogni respiro. Per tale motivo, la risonanza magnetica è raramente utilizzata per studiare i polmoni.

Scintigrafie. Sono inoltre disponibili delle scansioni che utilizzano molecole radioattive, chiamate ”radiotraccianti”, che, una volta iniettate nel sangue, sono in grado di dimostrare dove si trova il cancro:

La tomografia ad emissione di positroni (PET). Una scansione PET è un modo molto efficace per creare immagini di organi e tessuti all’interno del corpo ed individuare la presenza di un tumore non altrimenti visibile. Una piccola quantità di una sostanza radioattiva viene iniettata nel corpo del paziente e assorbita da organi o tessuti che vengono così studiati. Questa sostanza radioattiva emana energia che viene rilevata da uno scanner che produce le immagini. Uno specialista in medicina nucleare aiuta il proprio medico ad interpretare le scansioni PET.

Scintigrafia ossea. La scintigrafia ossea utilizza un tracciante radioattivo per visualizzare la parte interna delle ossa. Il tracciante è iniettato in una vena del paziente. Esso si raccoglie nelle ossa e viene rilevato da una apposita fotocamera. Le ossa sane appaiono grigie alla fotocamera, mentre le zone ossee affette da malattia, come nel caso di un tumore, appaiono scure.

Le scansioni delle ossa e le scansioni PET sono spesso usate in combinazione con le informazioni raccolte da TAC, risonanza magnetica, normali radiografie, e dalla visita medica.

Il cancro del polmone nasce nei polmoni. Molti altri tipi di cancro nascono in altre parti del corpo e si diffondono ai polmoni quando danno metastasi. Ad esempio, il cancro al seno che si è diffuso nei polmoni è ancora chiamato cancro al seno. Pertanto, è importante per i medici sapere se il cancro è nato nel polmoni o altrove.

Per capire da dove è partito un cancro, il medico deve prendere in considerazione i sintomi del paziente e la sua storia medica, l’esame fisico, le caratteristiche del tumore ai raggi X e agli altri esami d’imaging, oltre i fattori di rischio per un determinato cancro. I patologi sono in grado di eseguire particolari test sul campione bioptico per identificare l’origine di un tumore, e il medico può ordinare altri test per il paziente per escludere specifici tipi di cancro. Se, dopo queste considerazioni, il medico non è ancora in grado di decidere da dove è insorto un particolare cancro, può fare diagnosi di carcinoma metastatico “di origine sconosciuta.” La maggior parte dei trattamenti per il cancro metastatico ai polmoni da tumori a origine sconosciuta sono gli stessi di quelli per il carcinoma polmonare metastatico.

Per maggiori informazioni sui termini utilizzati in questa sezione, leggere il Cancer.Net Speciale: Termini per conoscere il Cancro: nuova diagnosi (per i lettori italiani del sito ALCASE, sarà sufficiente seguire gli iperlink al glossario, NdT)

Per saperne di più su cosa aspettarsi durante l’esecuzione dei comuni test diagnostici, leggere Cancer.Net: prove e procedure (per i lettori italiani del sito ALCASE, rimandiamo alla guida al cancro del polmone “Con Ogni Respiro”, NdT).

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La stadiazione è un modo di descrivere il cancro, che fa riferimento alla sua localizzazione o alla sua diffusione, e se la sua presenza si ripercuote sulle funzioni di altri organi del corpo. I medici usano molti accertamenti diagnostici per determinare lo stadio del cancro, così che la stadiazione può non essere completa finchè tutti i test richiesti non sono finiti. Conoscere lo stadio del cancro aiuta il medico a decidere quale tipo di trattamento è migliore per quel dato paziente e può aiutare a esprimere una prognosi (possibilità di guarigione).

Ci sono diverse classificazioni di stadio per i diversi tipi di cancro. Man mano che i medici apprendono nuove informazioni sul cancro ai polmoni, la classificazione di stadio è aggiornata o modificata. L’Associazione Internazionale per lo Studio del Cancro del Polmone (IASLC) ha proposto un aggiornamento della classificazione di stadio nel 2009, e questi cambiamenti potranno significare che più pazienti riceveranno la raccomandazione di sottoporsi a chemioterapia adiuvante (chemioterapia dopo l’intervento chirurgico). In generale, più piccolo è lo stadio, migliore è la prognosi.

Tuttavia, nessun medico può prevedere quanto a lungo un paziente potrà vivere con un cancro ai polmoni sulla base del solo stadio di malattia, perché il cancro ai polmoni è diverso in ogni persona, e le persone rispondono al trattamento in modo diverso. La stadiazione è diversa per CPNPC e il CPPC. Ciascun sistema di stadiazione è descritto di seguito.

Stadiazione del CPNPC

Stadio I e II

In generale, il CPNPC, che è in stadio uno (I) o due (II) ha una dimensione e una posizione che rende possibile per un chirurgo rimuoverlo. Lo stadio I indica che il cancro non si è ancora diffuso ai linfonodi. Il tumore in stadio II può coinvolgere dei linfonodi, ma questi linfonodi sono contenuti all’interno del polmone circostante. In tal modo, possono essere rimossi insieme con la sezione del polmone da cui il tumore ha avuto inizio.

Stadio III

Il CPNPC in stadio tre (III) è difficile, e talvolta impossibile, da rimuovere. Per esempio, il cancro può diffondersi ai linfonodi situati nel centro del torace (mediastino), che è uno spazio al di fuori del polmone. In questa situazione, è meno probabile che il chirurgo possa rimuovere completamente il tumore Quando il cancro si è diffuso ai linfonodi nel mediastino, ma solo a quelli del suo stesso lato, si ha lo stadio tre-A (IIIa). Quando il tumore si diffonde a linfonodi che si trovano sul lato opposto del torace, si parla di stadio tre -B (IIIb). In generale, la chirurgia non è indicata per nessuno stadio IIIB o IV. Altre situazioni che rendono un cancro al polmone impossibile da rimuovere sono la sua diffusione ai linfonodi sopra la clavicola o nel liquido che circonda il polmone, o il suo sviluppo all’interno di strutture di vitale importanza all’interno del torace, come il cuore, i vasi sanguigni di grandi dimensioni o la trachea; tutte queste condizioni sono considerate stadio IIIb.

Stadio IV

Nel quarto stadio (IV), il CPNPC si è diffuso in diverse sezioni (lobi) del polmone, o in siti distanti all’interno del corpo, per mezzo del flusso sanguigno. Una volta immesse nel sangue, le cellule del CPNPC possono diffondersi ovunque nel corpo, ma hanno la tendenza a formare metastasi, soporattutto, nel cervello, nelle ossa, nel fegato e nelle ghiandole surrenali.

Stadiazione del cancro polmonare a piccole cellule (CPPC)

Dato che quasi tutti i tumori del polmone a piccole cellule si sono diffusi al di fuori del polmone già al momento della diagnosi, solo pochissimi pazienti con questo tipo istologico di cancro sono trattati con la chirurgia. Al contrario tutti ricevono una qualche forma di chemioterapia. Alcuni pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule possono beneficiare della radioterapia. La stadiazione del tumore polmonare a piccole cellule aiuta ad individuare quali pazienti possono essere trattati con radioterapia in aggiunta alla chemioterapia.

Il carcinoma polmonare a piccole cellule è classificato in uno stadio limitato o esteso:

Lo stadio limitato indica che il cancro si trova in un solo lato del torace e coinvolge una sola regione del polmone e nei linfonodi adiacenti. Quest’area può essere trattata nella sua interezza con radioterapia. Circa il 30% dei pazienti ha una malattia limitata.

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Lo stadio del tumore del polmone influenza la prognosi. Mentre il cancro al polmone è sempre curabile, solo certi stadi possono essere curati con realistiche attese di guarigione. Alcune caratteristiche dei pazienti sono importanti per formulare una prognosi, indipendentemente dal fatto che l’obiettivo sia il trattamento radicale o la cura palliativa.

I medici misurano la forza di un paziente e la sua validità con un indice noto come performance status. I pazienti che sono in grado di fare le loro attività quotidiane, senza assistenza, e possono lavorare anche fuori casa sono in grado di ricevere tranquillamente la chemioterapia, la radioterapia, e/o gli eventuali interventi chirurgici.

Il trattamento non può essere altrettanto efficace per i pazienti con metastasi ossee o del fegato, o che abbiano avuto un’eccessiva perdita di peso, o che continuino a fumare, o che abbiano preesistenti problematiche mediche, come le malattie cardiache o l’enfisema.

E ‘importante notare che l’età del paziente non è mai stata un dato utile per predire se il paziente avrà beneficio dal trattamento. L’età media dei pazienti con tumore del polmone negli Stati Uniti è 71 anni. L’età del paziente non dovrebbe mai essere usata come unico motivo per decidere quale trattamento è preferibile, specialmente per i pazienti più anziani che sono comunque fisicamente in forma e non hanno altri problemi medici oltre al cancro ai polmoni.

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Il trattamento del tumore del polmone dipende dalle sue dimensioni e posizione, se si è diffuso, e dalla salute generale della persona. Spesso, è un intero team di medici che lavorerà insieme per scegliere il miglior piano di trattamento per ciascun paziente. Questa sezione descrive i trattamenti che sono lo standard di cura (i migliori trattamenti disponibili) per questo specifico tipo di tumore.

I pazienti sono anche incoraggiati a prendere in considerazione gli studi clinici quando prendono la loro decisione circa il trattamento che desiderano ricevere. Uno studio clinico è uno studio di ricerca che ha lo scopo di testare un nuovo trattamento al fine di provarne sicururezza ed efficacia, oppure se questo sia migliore rispetto al trattamento standard. Il medico può aiutarvi a valutare le diverse opzioni di trattamento possibili nel vostro caso.

Ci sono quattro modalità fondamentali per trattare il cancro del polmone: la chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia e terapia con farmaci biologici mirati. Ogni opzione di trattamento è descritta di seguito, seguita da una breve trattazione di come variano in base al tipo e allo stadio del cancro.

Chirurgia.

Un chirurgo toracico è un medico appositamente addestrato per eseguire la chirurgia del cancro ai polmoni. Lo scopo della chirurgia è la completa asportazione del tumore del polmone e dei linfonodi vicini. Il tumore deve essere rimosso con un discreta quantità circostante di polmone normale (chiamato margine di resezione). Il margine di resezione è “negativo” quando il patologo, esaminando il polmone o il pezzo di polmone che è stato rimosso dal chirurgo, non trova tracce di cancro nel tessuto sano circostante il tumore. I polmoni hanno cinque lobi, tre nel polmone destro e due nel polmone sinistro. Per il CPNPC, la lobectomia (asportazione di un intero lobo di il polmone) è stata dimostrata essere il tipo più efficace di intervento chirurgico, anche quando il tumore ha dimensioni molto piccole. Se, per qualunque motivo, non è possibile rimuovere un intero lobo del polmone, il chirurgo può rimuovere il tumore con una procedura chiamata “resezione a cuneo”, purchè il tumore sia sempre circondato da tessuto sano polmonare. Se il tumore è vicino al centro del torace, potrebbe essere necessario eseguire una pneumonectomìa (intervento chirurgico di asportazione dell’intero polmone).

Il tempo necessario per superare un intervento chirurgico ai polmoni dipende dalla quantità di polmone rimosso e dalla salute del paziente prima dell’intervento chirurgico.

Terapia adiuvante.

La terapia adiuvante è il trattamento che viene somministrato dopo l’intervento chirurgico per ridurre il rischio di recidiva del cancro al polmone. La terapia adiuvante include la radioterapia, la chemioterapia e la terapia mirata. Essa è destinata ad eliminare eventuali cellule tumorali che possono rimanere nel corpo dopo l’intervento. La terapia adiuvante può diminuire il rischio di recidiva, ma non eliminarlo del tutto.

Insieme con la stadiazione iniziale, altri sofisticati strumenti possono aiutare a determinare la prognosi e a prendere decisioni circa l’opportunità di eseguire la terapia adiuvante. Il sito web Adjuvant Online (www.adjuvantonline.com) è uno di tali strumenti, cui il vostro medico può accedere per l’interpretazione di una varietà di fattori che sono importanti per decidere in merito. Questo sito, comunque, deve essere utilizzato solo con l’aiuto di un medico.

Radioterapia.

La radioterapia è l’utilizzo di raggi X ad alta energia o di altre particelle subatomiche allo scopo di uccidere le cellule tumorali. Se avrete bisogno di radioterapia, vi verrà richiesto di consultare uno specialista chiamato radioterapista.

Come la chirurgia, la radioterapia non può essere usata per trattare il cancro che ha molteplici localizzazioni. Le radiazioni, infatti, uccidono soltanto le cellule che si trovano nel percorso del fascio di radiazioni. Esse danneggiano anche le cellule normali che si trovano bel percorso dei raggi e, per questa ragione, la radioterapia non può essere utilizzata per trattare grandi aree del corpo. I pazienti con carcinoma polmonare trattati con radioterapia spesso avvertono stanchezza e perdita di appetito. Se la radioterapia è indirizzata al collo o al centro del torace, è possibile che i pazienti sviluppino mal di gola e difficoltà alla deglutizione. Irritazione della pelle, come da scottature, si può anche manifestare nella zona trattata. La maggior parte degli effetti indesiderati va via subito dopo la fine del trattamento. Se la terapia radiante irrita o infiamma i polmoni, i pazienti possono accusare tosse, febbre, o difficoltà respiratoria, mesi, a volte anni, dopo la fine della radioterapia. Questa condizione morbosa si verifica in circa il 15% dei pazienti ed è chiamata polmonite da raggi. Se è mite, non richiede trattamento e si risolve da sola. Se è grave, possono essere necessari farmaci steroidei, come il prednisone. La radioterapia può anche causare una cicatrizzazione permanente del tessuto polmonare nei pressi del sito del tumore primitivo. In genere, le cicatrici non determinano sintomi. Una cicatrizzazione polmonare diffusa può determinare la comparsa di tosse permanente e mancanza di fiato. Per questo motivo, gli oncologi radioterapisti pianificano attentamente i trattamenti, mediante TC del torace, in modo da minimizzare la quantità di tessuto polmonare normale esposto a danno da radiazioni.

Chemioterapia.

La chemioterapia consiste nell’uso di farmaci in grado di distruggere le cellule neoplastiche. La chemioterapia sistemica è praticata sfruttando il flusso sanguigno, in modo da colpire le cellule cancerose in tutto il corpo. La chemioterapia è prescritta da un medico oncologo. La maggior parte dei chemioterapici utilizzati per il cancro al polmone è iniettata in vena (si parla di somministrazione per via endovenosa, o iniezione EV). Gli effetti collaterali della chemioterapia dipendono dalle caratteristiche dell’’individuo trattato e dalla dose utilizzata, e possono includere stanchezza, rischio d’infezione, nausea e vomito, perdita di appetito e diarrea. Nausea e vomito sono spesso evitabili. Per ulteriori informazioni, leggere What to Know: Linee guida ASCO in materia di prevenzione di nausea e vomito causati dal trattamento del cancro alla pagina www.cancer.net/whattoknow.

La chemioterapia può anche danneggiare le cellule normali del corpo, comprese le cellule del sangue, le cellule della pelle, e le cellule nervose. Ciò può comportare una bassa conta degli elementi corpuscolati del sangue, un aumentato rischio d’infezione, la perdita dei capelli, ulcere della bocca, e/o intorpidimento o formicolio alle mani e ai piedi.

Il vostro oncologo medico vi prescriverà farmaci mirati a ridurre l’intensità di molti di questi effetti collaterali. Iniezioni di ormoni sono anche usate per prevenire un eccessivo e pericoloso abbassamento dei globuli bianchi e rossi nel sangue.

I nuovi programmi di trattamento chemioterapico causano minori effetti collaterali e sono efficaci quanto i trattamenti più vecchi. La chemioterapia è stata provata efficace nel migliorare sia la durata che la qualità della vita delle persone affette da tumore al polmone in tutti gli stadi di malattia. I farmaci usati per trattare il cancro sono sotto costante valutazione clinica. Parlare con il medico è spesso il modo migliore per conoscere i farmaci che vi sono stati prescritti, il loro scopo, i loro potenziali effetti collaterali, o le eventuali interazioni con altri farmaci. Ulteriori informazioni sulle prescrizioni sono disponibili su Cancer.Net ‘s Drug Information Resources, che fornisce collegamenti a banche dati del farmaco, alla pagina: www.cancer.net/druginforesources.

Ulteriori informazioni sulle prescrizioni sono possibili su Cancer.Net ‘s Drug Information Resources, che prevede la ricerca di collegamenti a banche dati sui farmaci (per i lettori italiani del sito ALCASE, rimandiamo alla guida al cancro del polmone “Con Ogni Respiro”, NdT).

La terapia mirata.

La terapia mirata è un trattamento che colpisce i geni difettosi o le proteine che contribuiscono alla crescita e allo sviluppo del cancro. Queste proteine anomale sono presenti in quantità insolitamente grandi in alcune cellule tumorali del polmone. Un anticorpo monoclonale è un farmaco prodotto in laboratorio, che blocca un recettore sulla superficie cellulare. Il recettore cellulare è come la porta della cellula. Il Bevacizumab (Avastin) è un anticorpo monoclonale somministrato in combinazione con la chemioterapia per il cancro del polmone. I farmaci come il Bevacizumab bloccano la formazione di nuovi vasi sanguigni necessari perché un tumore cresca e si diffonda (angiogenesi). Il rischio di emorragie gravi per i pazienti in trattamento con Bevacizumab è di circa il 2%. L’Erlotinib (Tarceva) è un farmaco approvato negli Stati Uniti (dalla US Food and Drug Administration, FDA) per il CPNPC localmente avanzato e/o metastatico. Blocca il recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR), una proteina che aiuta le cellule cancerose del polmone a crescere e moltiplicarsi. Questo farmaco può essere assunto per bocca. Gli effetti collaterali dell’Erlotinib sono rash cutaneo,, che assomiglia all’acne, e diarrea. Molti medici raccomandano il trattamento con Cetuximab (Erbitux), un anticorpo monoclonale che si lega e blocca l’EGFR. Questo farmaco è somministrato insieme con la chemioterapia nel cancro del polmone, soprattutto quando il trattamento con Bevacizumab è a rischio. Gli effetti collaterali del Cetuximab sono rash cutanei e reazioni allergiche. Il Gefitinib (Iressa) è un altro farmaco che funziona come l’Erlotinib. Esso è disponibile solo per le persone che erano già in trattamento con questo farmaco, lo avevano preso in passato con una buona risposta, o come parte di una sperimentazione clinica.

Terapie di combinazione.

La maggior parte dei pazienti con cancro del polmone sono trattati da più di uno specialista e con più di un tipo di trattamento. Per esempio, la chemioterapia può essere prescritta prima o dopo l’intervento chirurgico, o prima, durante o dopo la radioterapia. I pazienti devono avere la consapevolezza che i loro medici hanno un piano coordinato di cura e sanno comunicare in modo efficace l’uno con un altro. Se i pazienti credono che il chirurgo, il radioterapista, o il medico oncologo non comunicano in modo efficace fra loro e con loro circa gli obiettivi del trattamento e del piano di cura, dovrebbero discuterne con il proprio medico o sentire degli altri specialisti prima di iniziare il trattamento.

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Stadio I e II. In generale, gli stadi I e II del CPNPC sono trattati con la chirurgia. I chirurghi curano molti pazienti con l’intervento chirurgico. Prima o dopo l’intervento, il paziente può essere indirizzato a un medico oncologo. Alcuni pazienti con un tumore di grandi dimensioni o evidenza di diffusione ai linfonodi possono beneficiare della chemioterapia neoadiuvante (chemioterapia effettuata prima della chirurgia, chiamata anche chemioterapia d’induzione) oppure della chemioterapia adiuvante (dopo l’intervento), per ridurre il rischio di recidiva del cancro. La radioterapia è raccomandata per curare un tumore ai polmoni in persone per le quali la chirurgia non è consigliabile.

Stadio III. Il CPNPC in stadio III si è diffuso al punto che la chirurgia o la radioterapia da sola non sono sufficienti a curare la malattia nella maggior parte delle persone. I pazienti con malattia in stadio III hanno anche un alto rischio di recidiva del tumore, sia nello stesso luogo che in una sede lontana, anche dopo un intervento chirurgico di successo o la radioterapia. Per questo motivo, i medici generalmente non consigliano immediatamente l’intervento chirurgico, e talvolta suggeriscono prima la chemioterapia con successiva chirurgia.

Dopo la chemioterapia, i pazienti con CPNPC in stadio IIIa, possono ancora sottoporsi a intervento chirurgico, soprattutto se la chemioterapia è stata efficace nel distruggere o ridurre il tumore. Poiché la chemioterapia arriva in tutto il corpo, se è ridotto o distrutto il tumore, è ragionevole pensare che anche le cellule cancerose invisibili, partite dal tumore originale, siano state uccise. Dopo un’efficace chemioterapia, i chirurghi possono essere più confidenti che la rimozione di un CPNPC in stadio III si tradurrà in una vera guarigione. Alcuni pazienti con CPNPC in stadio IIIa non sono trattati con intervento chirurgico. Essi sono trattati con una combinazione di chemioterapia e radioterapia, ancora con un intento curativo. La chemioterapia può essere fatta prima o in contemporaneaalla radioterapia. Quest’ultimo metodo ha dimostrato di migliorare la capacità della radioterapia di diminuire le dimensioni del cancro e il rischio di recidiva del tumore.

La chemioterapia somministrata contemporaneamente alla radioterapia è più efficace rispetto alla chemioterapia data prima del trattamento radiante, ma determina anche maggiori effetti collaterali. I pazienti che hanno ricevuto sia la chemioterapia che la radioterapia, per una malattia in stadio III possono ancora essere considerati per l’intervento chirurgico. Tuttavia, vi è dibattito tra i medici circa la necassità dell’intervento per i pazienti trattati efficacemente con la radioterapia e se la radioterapia è necessaria per i pazienti il cui tumore è stato completamente rimosso dal chirurgo dopo una precedente chemioterapia.

Per la maggior parte dei pazienti con CPNPC, il tumore è non resecabile (non può essere rimosso con un intervento chirurgico). Ciò può essere dovuto al fatto che lo stadio di malattia è troppo avanzato (stadio IIIb o IV), o il chirurgo ritiene che un’operazione sarebbe troppo rischiosa, o che il tumore non possa essere completamente rimosso chirurgicamente. Per i pazienti con CPNPC non resecabile, che non abbiano segni di diffusione del cancro a siti lontani o nel liquido pleurico che si raccoglie attorno al polmone, l’associazione di chemioterapia e radioterapia può essere ancora utilizzata allo scopo di curare il paziente.

Stadio IIIB con versamento pleurico e Stadio IV. I pazienti con CPNPC in stadio IV o in stadio IIIb a causa di un versamento pleurico maligno (presenza di cellule tumorali nel liquido che avvolge il polmone) non sono in genere trattati con chirurgia o radioterapia. Raramente, i medici raccomandano di rimuovere chirurgicamente una metastasi unica cerebrale o surrenalica, se il cervello (o il surrene) è l’unico luogo dove il cancro si è diffuso. La radioterapia può anche essere usata per trattare un unico sito di metastasi, come il cervello. Tuttavia, i pazienti in malattia in stadio IV, o in stadio IIIb per versamento pleurico, sono a rischio molto elevato di diffusione a distanza o di comparsa di (nuove) metastasi. La maggior parte dei pazienti affetti da CPNPC in questo stadio di malattia sono trattati esclusivamente con farmaci. Gli obiettivi della chemioterapia sono di controllare e ridurre le dimensioni del tumore, alleviare i disagi causati dal cancro, prevenirne l’ulteriore diffusione, e allungare la vita. Raramente, la chemioterapia può far scomparire del tutto i segni della presenza di un cancro metastatico. Tuttavia, i medici sanno per esperienza che il cancro recidiverà. Per questa ragione, i pazienti con malattia in stadio IV o stadio IIIb per un versamento pleurico, non sono mai considerati “guariti”, indipendentemente da quanto efficace si dimostra essere la chemioterapia.

Questi pazienti devono essere attentamente seguiti dai loro medici e richiedono spesso una chemioterapia permanente perché la loro malattia rimanga sotto controllo. La chemioterapia è stata dimostrata in grado di migliorare sia la durata che la qualità della vita dei pazienti con CPNPC. Per ulteriori informazioni relative al trattamento dei CPNPC che non possono essere rimossi a seguito di intervento chirurgico, leggere What to Know: guida ASCO al trattamento del CPNPC (per i lettori italiani del sito ALCASE, rimandiamo alla guida al cancro del polmone “Con Ogni Respiro”, NdT).

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Come per il CPNPC, la terapia del tumore del polmone a piccole cellule (CPPC) dipende dallo stadio. Il CPPC si diffonde rapidamente, per cui la chemioterapia sistemica è il trattamento primario per tutti i pazienti.

I regimi chemioterapici più comunemente usati sono etoposide (Vepesid) più cisplatino (Platinol) o carboplatino (Paraplatin).

I pazienti con stadio limitato del carcinoma polmonare non a piccole cellule vengono trattati meglio con chemioterapia più radioterapia toracica, somministrata due volte giorno simultaneamente alla chemioterapia. La radioterapia è più efficace se somministrata durante il primo o secondo mese di chemioterapia. I pazienti in stadio di malattia esteso sono trattati con la sola chemioterapia. La chemioterapia è data per 3-6 mesi. L’intervento chirurgico è raramente appropriato per i pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule ed è considerato solo per quei pazienti con malattia del tutto iniziale, come ad esempio un piccolo nodulo al polmone isolato. In tali casi, la chemioterapia, con o senza radiazioni, è data di seguito all’intervento.

Nei pazienti il cui CPPC si è ridotto dopo chemioterapia, la radioterapia al cranio riduce il rischio che il cancro si diffonda al cervello. Questa radioterapia preventiva alla testa è chiamata irradiazione cranica profilattica (PCI) ed è stata dimostrata in grado di allungare la vita di questi pazienti. Come per il CPNPC avanzato, i pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule di qualsiasi stadio sono a rischio di recidiva, anche quando il cancro fosse stato inizialmente ben controllato. Tutti i pazienti con CPPC devono essere seguiti attentamente dai loro medici con raggi-x, scansioni, e check-up.

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Anche dopo una diagnosi di cancro ai polmoni, non è mai tardi per smettere di fumare sigarette. Le persone che smettono di fumare sopportano meglio tutti i trattamenti, si sentono meglio, vivono più a lungo, e hanno un rischio inferiore di sviluppare un secondo cancro del polmone. Smettere di fumare non è mai facile ed è ancora più difficile quando si è di fronte alla diagnosi di cancro al polmone e si deve iniziare un trattamento. Le persone che fumano dovrebbero cercare aiuto nei loro familiari, amici, nei diversi programmi antifumo, e negli operatori sanitari. Nessuno dei metodi di aiuto per smettere di fumare interferisce con il trattamento del cancro. Per ulteriori informazioni, consultare la sezione del tabacco a www.cancer.net/prevenzione.

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La chemioterapia non è efficace come la radioterapia o la chirurgia per trattare il cancro ai polmoni che si è diffuso al cervello. Per questo, il cancro del polmone che si è diffuso al cervello è trattato con la radioterapia, la chirurgia, o entrambe le due modalità terapeutiche. La maggior parte dei pazienti con metastasi cerebrali sono trattati con radioterapia a tutto il cervello. Questo trattamento può causare effetti indesiderati come perdita di capelli, affaticamento e arrossamento del cuoio capelluto. Nel caso di una piccola lesione metastatica, un particolare tipo di radioterapia, chiamata “radiorerapia stereotassica”, può concentrare le radiazioni sul tumore, risparmiando molto del cervello sano e riducendo in tal modo al minimo gli effetti collaterali.

La radioterapia o la chirurgia possono anche essere usate per trattare metastasi responsabili del dolore o di altri sintomi, causati da diverse condizioni patologiche. Ad esempio:

  • Un tumore toracico, che provoca sanguinamento o il blocco delle vie aere.
  • Le vie aeree del polmone ostruite dal cancro. In questo caso un chirurgo può anche utilizzare un laser per bruciare un tumore o inserire un “stent” (sostegno meccanico) per aprire e mantenere aperto il lume delle vie aeree.
  • Le metastasi ossee che indeboliscono ossa importanti da un punto di vista meccanico possono anche essere trattate con chirurgia e l’uso d’impianti metallici.

Alcuni farmaci possono contribuire a controllare i sintomi del cancro del polmone.

  • Farmaci utilizzati per il trattamento del dolore oncologico. Nella maggior parte degli ospedali e dei centri oncologici vi sono specialisti del dolore che prescrivono trattamenti efficaci anche nel dolore oncologico molto grave. Molti farmaci utilizzati per trattare il dolore oncologico, soprattutto la morfina, possono anche alleviare il respiro affannoso (dispnea) causato dal cancro.
  • Alcuni farmaci possono essere utilizzati per sopprimere la tosse, dilatare le vie aeree in caso di broncostruzione o broncospasmo, o ridurre le secrezioni bronchiali.
  • Il prednisone o il metilprednisolone (cortisonici contenuti in varie specialità medicinali) possono ridurre l’infiammazione causata dal cancro polmonare o dalla radioterapia e migliorare la respirazione. o L’ossigeno, fornito da piccole bombole trasportabili, può compensare la ridotta capacità dei polmoni di estrarre ossigeno dall’aria.

Alcuni farmaci chiamati bisfosfonati sono in grado di rafforzare le ossa, attenuare il dolore osseo, e possono aiutare a prevenire future metastasi ossee.

Stimolanti l’appetito e integratori alimentari sono in grado di migliorare l’appetito e ridurre la perdita di peso.

Per conoscere i termini usati in questa sezione si legga Cancer.Net Feature: Conoscere i Termini sul Cancro: Durante il Trattamento (per i lettori italiani del sito ALCASE, rimandiamo alla guida al cancro del polmone “Con Ogni Respiro”, NdT).

Per maggiori informazioni

Il Cancer Comprehensive Cancer Network (NCCN) ha una serie di linee guida sulle modalità di trattamento che sono state scritte in un linguaggio comprensibile al paziente. In conformità alla politica di Cancer.Net, bisogna sottolineare il fatto che il collegamento a NCCN non impegna l’ ASCO nell’approvazione del suo contenuto ma piuttosto è uno sforzo per dare maggiori informazioni che possono essere di aiuto alle persone con tumore e ai loro familiari. La guida NCCN di trattamento per il cancro al polmone può essere trovata su www.nccn.org

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I medici e gli scienziati sono sempre alla ricerca di un modo migliore per trattare i pazienti con cancro del polmone. Un trial clinico è un modo per testare un nuovo trattamento e di dimostrare che è sicuro, efficace, e forse meglio del trattamento standard. I pazienti che partecipano agli studi clinici sono tra i primi a ricevere i nuovi trattamenti, prima che essi siano comunemente disponibili. Tuttavia, non vi è alcuna garanzia che il nuovo trattamento sarà sicuro, efficace, e migliore del trattamento normale.

I pazienti decidono di partecipare a studi clinici per molte ragioni. Per alcuni pazienti, uno studio clinico è la migliore opzione terapeutica disponibile. Poichè i trattamenti standard non sono perfetti, i pazienti sono disposti ad affrontare l’incertezza di una sperimentazione clinica nella speranza di un risultato migliore. Altri pazienti sono disponibili ad entrare in una sperimentazione clinica perché sanno che la ricerca di nuovi farmaci e di altre terapie è l’unico modo per fare progressi nella cura del cancro al polmone. Anche se non beneficiano direttamente dalla sperimentazione clinica, la loro partecipazione può essere di beneficio ai futuri pazienti con cancro del polmone.

Per entrare in una sperimentazione clinica, i pazienti devono completare un processo di comprensione dello scopo, dei rischi, e dei possibili benefici della sperimentazione, conosciuto come consenso informato. Per ottenere il consenso informato, il medico elenca tutte le opzioni terapeutiche possibili, al termine del quale è chiaro al paziente in cosa il nuovo trattamento è diverso da quello standard. Il medico deve anche spiegare tutti i rischi del nuovo trattamento, che possono essere diversi dai rischi del trattamento standard. Infine, il medico deve dettagliare cosa sarà richiesto a ciascun paziente, al fine di partecipare alla sperimentazione clinica, compreso il numero di visite mediche, di esami, e i tempi del trattamento.

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Il cancro e il suo trattamento possono causare una serie di effetti collaterali. Tuttavia, i medici hanno fatto grandi progressi negli ultimi anni in fatto di riduzione del dolore, della nausea e del vomito, e degli altri effetti collaterali delle terapie antitumorali. Molti trattamenti attualmente utilizzati sono meno intensivi, ma ugualmente efficaci rispetto ai trattamenti usati in passato.

Inoltre, i medici hanno molti modi per fornire aiutare i pazienti quando questi effetti indesiderati si verificano. La paura degli effetti collaterali del trattamento è comune dopo una diagnosi di cancro, ma può essere utile sapere che la prevenzione ed il controllo degli effetti collaterali è un elemento centrale del vostro team di assistenza medica.

Prima che il trattamento abbia inizio, è importante parlare con il proprio medico circa gli eventuali specifici effetti collaterali dei trattamenti che si riceveranno. Gli effetti indesiderati che potranno verificarsi dipendono da una varietà di fattori, tra cui il tipo di tumore, la sua posizione, il piano di trattamento individuale (compresa la durata e l’intensità del trattamento), e la salute globale della persona. Chiedete al vostro medico quali effetti collaterali è più probabilile che si possano verificare, quando è probabile che tali effetti collaterali si presentino, e come saranno affrontati dal team sanitario se essi, in effetti, si presenteranno. Inoltre, bisogna assicurarsi di poter comunicare con il proprio medico se gli effetti indesiderati si dovessero verificare durante e dopo il trattamento. In aggiunta agli effetti collaterali fisici, ci possono essere effetti psico-sociali (emotivi e sociali).

Per maggiori informazioni sugli effetti collaterali più comuni ed i diversi tipi di trattamento per prevenirli o per controllarli si raccomanda di guardare su Cancer.Net alla sezione come Gestire gli Effetti Collaterali (per i lettori italiani del sito ALCASE, rimandiamo alla guida al cancro del polmone “Con Ogni Respiro”, NdT).

Oltre agli effetti collaterali ci possono essere disagi psicologici (emotivi e sociali). Per saperne di più su questi bisogni puoi andare su Cancer.Net alla sezione Curare l’Intero Paziente (per i lettori italiani del sito ALCASE, rimandiamo alla guida al cancro del polmone “Con Ogni Respiro”, NdT)

Per maggiori informazioni sugli effetti a lungo termine leggi la sezione Dopo il Trattamento o parlane con il tuo medico. (per i lettori italiani del sito ALCASE, rimandiamo alla guida al cancro del polmone “Con Ogni Respiro”, NdT)

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Poiché il cancro del polmone è associato al fumo, i pazienti possono avere la sensazione che non riceveranno il maggior sostegno o aiuto possibile, da parte delle persone che stanno intorno a loro, a causa dell’idea che sia stato il loro comportamento di fumatori a causare la malattia. La verità è che la maggior parte dei fumatori non sviluppano il cancro ai polmoni, e non tutti i pazienti con cancro polmonare fumano. Il cancro polmonare è una malattia che colpisce tutti. Anzi, la maggior parte delle persone che si ammalano di cancro del polmone, negli Stati Uniti, ha smesso di fumare diversi anni prima, o non ha mai fumato. Per molti pazienti, una diagnosi di tumore del polmone può essere molto stressante, a volte difficile da sopportare.

Alcuni pazienti con cancro del polmone sviluppano uno stato ansioso, e meno comunemente, una depressione. I pazienti e le loro famiglie non dovrebbero aver paura di dire come si sentono a medici, infermieri ed assistenti sociali. Il team sanitario è lì per aiutare, e molti membri del team hanno competenze specifiche ed esperienze che possono rendere le cose più facili sia per i pazienti che per le loro famiglie. Oltre al sostegno morale e all’informazione, il medico può prescrivere farmaci anti-ansia, come l’alprazolam (Xanax) o il lorazepam (Tavor) e, occasionalmente, antidepressivi. Può indirizzare il paziente a uno psicologo, assistente sociale, o psichiatra. Inoltre, i pazienti e le loro famiglie dovrebbero essere consapevoli del fatto che ci sono risorse, disponibili nella comunità, in grado di aiutare le persone che vivono con il cancro. Alcuni pazienti sentono di essere tranquilli se possono discutere della loro malattia e delle loro esperienze, nel corso del trattamento, con il medico, l’infermiere, la famiglia, gli amici, o gli altri pazienti. I pazienti possono anche partecipare a gruppi di sostegno o gruppi di “advocacy”, per aumentare la consapevolezza sociale sul cancro ai polmoni e per aiutare altri pazienti che vivono con questa malattia.

Una diagnosi di cancro al polmone è grave. Tuttavia, i pazienti devono coltivare la speranza che i loro medici sono in grado di offrire loro un trattamento efficace. Essi possono trarre conforto dal fatto che i progressi compiuti nella diagnosi e nel trattamento del tumore del polmone forniranno a sempre più pazienti una reale possibilità di guarigione.

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Ogni anno, decine di migliaia di persone sono guarite di cancro ai polmoni negli Stati Uniti. Dopo che il trattamento per cancro del polmone si è concluso, il vostro medico dovrà delineare un programma di esami e visite di controllo per monitorare la vostra guarigione e per verificare che il cancro non sia ritornato. Questo piano di controlli può includere regolari visite e/o esami clinici. Durante questo periodo di followup, ogni nuovo problema, senza un’evidente causa e della durata di più di due settimane, dovrebbe essere portato al l’attenzione del medico o dell’infermiere. Le persone trattate per cancro del polmone possono continuare ad avere sintomi, anche dopo il termine del trattamento. Problemi frequenti che si verificano nel post-trattamento sono: dolore, stanchezza e mancanza di respiro. Senso di depressione e ansia possono persistere anche dopo il trattamento, e la paura di recidiva del tumore è molto comune. Spesso le persone sentono di aver minore sostegno, una volta che il trattamento è terminato, e che vi è una ridotta assistenza da parte dei loro medici, infermieri e gruppi di sostegno. Il medico, l’infermiere, e l’assistente sociale possono aiutare a sviluppare un piano per gestire i problemi che persistono dopo il trattamento.

Ci sono anche molte risorse disponibili, appositamente progettate per le persone già trattate:

Nulla aiuta a far star meglio le persone con tumore del polmone che smettere di fumare. Ci sono molti strumenti e approcci disponibili per smettere di fumare. E’ importante ottenere il sostegno della famiglia, degli amici, degli infermieri, e dei medici – è difficile smettere da soli. Le persone che hanno un cancro ai polmoni sono a maggior rischio per lo sviluppo di un secondo cancro ai polmoni. Il tuo medico ti consiglierà gli esami per monitorare questa possibilità, in modo che qualsiasi nuovo tumore possa essere rilevato il più presto possibile.

Le persone che stanno per guarire da cancro ai polmoni sono incoraggiate a seguire le linee guida per una buona salute, come ad esempio mantenere il peso forma, smettere di fumare (come già discusso), seguire una dieta bilanciata, e sottoporsi ai test di screening raccomandati. Poichè molti sopravviventi al tumore del polmone hanno fumato sigarette in passato, sono ad altissimo rischio per malattie cardiache, ictus, enfisema, e bronchite cronica. Alcuni trattamenti contro il cancro possono ulteriormente aumentare questi rischi. Anche per coloro che non sono mai stati fumatori, ritornare a comportamenti e abitudini salutari, una volta finita la terapia oncologica, è importante per il loro benessere generale. E’ consigliabile parlare con il proprio medico per sviluppare un piano di rieducazione motoria che sia il migliore possibile per le proprie esigenze. Una moderata attività fisica può aiutare a recuperare la forza fisica e le proprie energie. I pazienti in convalescenza, anche quelli che fanno ossigenoterapia, sono incoraggiati a camminare a piedi per 15-30 minuti ogni giorno per migliorare la propria funzionalità cardiaca e polmonare.

Per saperne di più, si consiglia di consultare Vivere in Salute dopo il Cancro. Cancer.net : dopo il trattamento (per i lettori italiani del sito ALCASE, rimandiamo alla guida al cancro del polmone “Con Ogni Respiro”, NdT).

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La ricerca per il cancro del polmone è sempre in atto. Le seguenti aree di ricerca sono attualmente sotto valutazione in diversi studi clinici e i relativi trattamenti possono non essere approvati per l’uso generale e disponibili al di fuori dell’ambito sperimentale. E’ sempre consigliabile discutere tutte le opzioni diagnostiche e terapeutiche con il proprio medico.

  • Terapia personalizzata. Le specifiche caratteristiche dei pazienti e dei loro tumori sono talora in grado di predire se una certa chemioterapia o una particolare terapia mirata sarà in grado di funzionare. Per ottenere questa informazione, i pazienti saranno sempre più spesso richiesti di sottoporsi a ulteriori analisi sui campioni di tumore ottenuti al momento della diagnosi. Nella maggior parte dei pazienti in cui la chemioterapia è raccomandata, non è disponibile abbastanza tessuto tumorale dalla biopsia diagnostica (quella utilizzata per porre la prima diagnosi di cancro) per questi ulteriori studi. A questi pazienti, perciò, verrà chiesto di sottoporsi a ulteriori biopsie che serviranno a stabilire il loro piano di cura o, se fanno parte di una sperimentazione clinica, ad aiutare i ricercatori a scoprire nuovi, migliori metodi per trattare il cancro ai polmoni.
  • Terapia mirata. Il futuro della terapia del cancro del polmone è nello sviluppo di terapie mirate. Attualmentecentinaia di nuovi farmaci sonoin fase di studio sia in laboratorio che in clinica. Per saperne di più circa i trattamenti mirati ci si può riferire a: www.cancer.net/features.
  • Tecniche migliori per la chirurgia e la radioterapia. I medici stanno ricercando nuovi modi di aumetare l’efficacia della chirurgia e della radioterapia, riducendo al contempo gli effetti collaterali di questi procedimenti terapeutici. Attualmente, si stanno facendo progressi nella capacità di combinare chemioterapia, radioterapia e chirurgia per il trattamento di pazienti con tumore del polmone, in qualunque stadio.
  • Miglioramenti nello screening. Il cancro ai polmoni è trattato con maggiore successo nelle sue fasi iniziali di sviluppo, e ciò ha suscitato interesse nel cercare di individuare i pazienti con cancro del polmone prima che questo cresca al punto da provocare sintomi. Attualmente non esistono programmi di screening approvati per il cancro del polmone. Progressi nelle tecniche d’imaging, come ad esempio, la TC a scansione elicoidale a basso dosaggio, sono ora sotto esame, e potrebbero portare a metodi migliori per individuare precocemente il cancro del polmone. In futuro, alcune molecole rilevate nel sangue o nel catarro potrebbero suggeriscono la presenza di un cancro ai polmoni prima che questo sia visibile alla TC.
  • Ridurre l’uso di tabacco. Pur disponendo di ottimi metodi per la sua individuazione precoce e il trattamento, il modo migliore per strappare vite umane al cancro del polmone rimarrà quello di ridurre il consumo di tabacco attraverso programmi di educazione e sostegno ai fumatori. Il cancro del polmone è una malattia altamente prevenibile. Anche nelle persone con cancro del polmone, smettere di fumare lascia vivere più a lungo, riduce gli effetti collaterali, e diminuisce la possibilità di avere un secondo cancro al polmone. Smettere di fumare è difficile in qualsiasi momento, e lo è ancora di più durante il trattamento del cancro. Il team di assistenza medico-sanitaria dei pazienti in cura è in grado di facilitare la cessazione del fumo, sostituendolo con nicotina e con l’impiego di altre tecniche.

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Una comunicazione costante con il proprio medico è importante per prendere decisioni informate riguardo al proprio piano di cura. Vale pertanto la pena di considerare di porre le seguenti domande al proprio medico.

Per tutti i pazienti con tumore polmonare:

  • Che tipo di cancro del polmone ho?
  • Qual è lo stadio del mio cancro al polmone? Che cosa significa?
  • Sarò visto da altri medici durante il mio trattamento (un chirurgo toracico, un oncologo radioterapista, un oncologo medico, e/o uno pneumologo)? Qual è il ruolo di ogni medico nel mio piano di cura?
  • Ho bisogno di un ulteriore esame radiologico o di biopsie al fine di pianificare il mio trattamento?
  • Può spiegarmi il mio referto anatomo-patologico (o il significato dei risultati dei miei test di laboratorio)?
  • Qual’è l’obiettivo del mio trattamento?
  • Quali studi clinici sono possibili (aperti) per me?
  • Quali sono i possibili effetti collaterali di questo trattamento, sia a breve che a lungo termine?
  • In che modo questo trattamento avrà effetti sulla mia vita quotidiana? Sarò in grado di lavorare, fare esercizio fisico, e svolgere le mie attività normali?
  • Oltre a curare il mio cancro, cosa si può fare per curare i miei sintomi?
  • Ci sono altre opzioni di trattamento disponibili per me?

Quali sono i servizi di supporto disponibili per me? Per la mia famiglia?Quale tipo di tumore ho?

Per i pazienti che avranno un intervento chirurgico:

  • Che tipo di chirurgia riceverò? Saranno rimossi nodi linfatici?
  • Quanto durerà l’operazione?
  • Per quanto tempo starò in ospedale?
  • Può descrivere come sarà la mia convalescanza post-operatoria?

Per i pazienti che ricevono chemioterapia e terapie mirate:

  • Quali sono i nomi dei farmaci, e come sono somministrati?
  • Quali sono gli effetti indesiderati di ciascun farmaco? A quali effetti collaterali o problemi bisognerà che io faccia attenzione?
  • Cosa si può fare per ridurre questi effetti collaterali?
  • Quanto spesso avrò bisogno di essere visitato per ricevere la terapia, e quanto tempo prenderà ogni visita?
  • Potrò andare e tornare in ospedale (clinica) per ricevere questo trattamento da solo, o dovrei organizzarmi per avere assistenza?

Per i pazienti che effettuano la radioterapia:

  • Come sarà pianificata la mia cura? Quali tipi di esami radiologici saranno utilizzati per pianificarla / monitorarla?
  • Quando riceverò la radioterapia?
  • Con quale frequenza la riceverò?
  • Quanto tempo durerà ogni trattamento?
  • Quanto del polmone normale sarà incluso nel campo di radiazioni?
  • E’ possibile per me ricevere la chemioterapia insieme con la radioterapia? In caso affermativo, quali sono gli effetti collaterali aggiuntivi cui vado incontro ricevendo la chemioterapia contemporaneamente alla radioterapia, rispetto a un trattamento dopo l’altro?
  • Sarò in grado di andare e tornare per conto mio dall’ospedale (clinica) dove riceverò questo trattamento, o dovrei organizzarmi per avere assistenza?

Per i pazienti che prendono in considerazione una cura sperimentale:

  • Quali sono le mie scelte nel caso di trattamento standard?
  • Quali altri trattamenti sperimentali sono disponibili per me?
  • Come sarà diversa la mia esperienza se accetto di partecipare a questo studio clinico, rispetto al trattamento standard (rischi diversi, esami supplementari o impegno di tempo, e frequenza di visite)?
  • Qual’ è l’obiettivo di questo studio clinico? Si tratta di una sperimentazione clinica di fase I, II o III? Che cosa significa ciascuna di queste fasi?
  • Quando riceverò il trattamento previsto dallo studio clinico?

Per i pazienti che hanno completato il trattamento:

  • Quali sono le probabilità che il mio cancro si ripresenti?
  • C’è qualcosa in più che posso fare per ridurre la possibilità che il mio cancro si ripresenti?
  • Quali esami di follow-up ho bisogno di eseguire e quante volte dovrò farli?
  • Quali saranno gli esami che farò nel corso della mia visita di follow-up?

Per i pazienti che fumano:

  • Come mi potete aiutare a smettere di fumare?

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Alleanza contro il cancro dei polmoni (Lung Cancer Alliance)
1747 Pennsylvania Avenue. NW, 11th Fl.
Washington, DC 20006
Numero verde: 800-298-2436
Tel: 202-463-2080
www.lungcanceralliance.org

Associazione americana del polmone (American Lung Association)
61 Broadway, 6th Fl.
New York, NY 10006
Numero verde: 800-polmone-Stati Uniti d’America (800-586-4872)
Tel: 212-315-8700
www.lungusa.org

E ‘il momento di concentrarsi sul cancro ai polmoni / Lungcancer.org
Numero verde: 877-646-5864
www.lungcancer.org

Cancro ai polmoni on-line
www.lungcanceronline.org

National Lung Cancer Parterneship
222 N. Midvale Blvd., Ste. 6
Madison, WI 53705
Tel: 608-233-7905
www.NationalLungCancerPartnership.org

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