Cosa c’è di nuovo sul cancro al polmone – CancerHelp UK 2009

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What’s new in lung cancer
(Cosa c’è di nuovo a riguardo del cancro del polmone)
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Questa pagina della sezione riguardante il cancro del polmone si occupa di cause, prevenzione e trattamenti. Potete direttamente indirizzarvi alle seguenti sottosezioni:

Perché la ricerca?
Tutti i trattamenti devono essere ben studiati e sperimentati prima che possano essere adottati come trattamento standard per tutti i pazienti. Questo perchè:

  • Possiamo essere sicuri che funzionino
  • Possiamo essere sicuri che funzionino meglio dei trattamenti che sono disponibili al momento
  • Possiamo essere sicuri che si possano usare con buona sicurezza

Il processo della ricerca
In primo luogo, i trattamenti sono messi a punto e sperimentati in laboratorio. Per motivi di sicurezza ed etici, i trattamenti sperimentali devono essere testati in laboratorio prima che possano essere provati sui pazienti. Se un certo trattamento è ancora nella fase di ricerca in laboratorio, esso non è prescrivibile ai pazienti e non è disponibile all’interno o al di o fuori del Servizio Sanitario Inglese (NHS)1.
Gli studi su pazienti sono denominati trials clinici2. Esistono 4 tipi (fasi) di trials clinici3 . Tutto ciò è ampiamente spiegato in diverse pubblicazioni scaricabili dalla pagina di Education di ALCASE Italia ed, in particolare, nel volume “ Con Ogni Respiro ” (capitolo 8: Sperimentazione clinica, pagina 130-141) o nella sua versione giornalistica. Se sei interessato a partecipare ad una sperimentazione clinica, visita il data base che racchiude l’elenco dei trials clinici esistenti nel Regno Unito4.Cause, rischio e prevenzione
Le cellule normali si trasformano in cellule cancerose perché i geni al loro interno sono danneggiati. Nella maggior parte dei casi di cancro polmonare, il principale responsabile del danno genetico è il fumo. La ricerca sul cancro sta studiando questi danni genetici. Nel Regno unito, in particolare, si sta cercando di scoprire per quale motivo per cui alcuni fumatori sviluppano il cancro e gli altri no. Una maggiore conoscenza dei geni danneggiati potrà contribuire, in futuro, a prevenire l’insorgenza della malattia. Nel Regno Unito, in particolare, la ricerca genetica sta studiando:

  • Il gene p53 e come la sua presenza cambia nelle cellule di cancro del polmone
  • Il gene sNRSF, come co-fattore dello sviluppo del cancro polmonare a piccole cellule
  • Il possibile coinvolgimento di altri geni nello sviluppo del cancro polmonare
  • Come i nostri geni modificano la gravità del danno esercitato dal fumo di tabacco sui nostri polmoni
  • L’eventuale ruolo del genoma sulla nostra inclinazione ad iniziare a fumare e sulla sua nostra eventuale decisione di cessare

Inoltre, gli studiosi sono interessati alla ricerca sul perchè la gente fuma e su come aiutarla a smettere di fumare. Una equipe di ricercatori sta valutando, a questo proposito, l’associazione di farmaci antidepressivi con farmaci sostitutivi della nicotina. Un altro aspetto riguarda lo studio di programmi che cerchino di arrestare il dilagare dell’abitudine al fumo fra i giovani.
Un grande studio sperimentale, che coinvolge tutta l’Europa, sta cercando di studiare i collegamenti tra la dieta ed il cancro. È denominato EPIC (The European Prospective Investigation of Cancer ), L’Indagine Europea sulle Prospettive delle Diffusione dei Tumori). Lo studio è cominciato nel 1992 ed i risultati dei rapporti tra dieta e stile di vita sulla varietà di cancri saranno resi noti nel corso dei prossimi 10 – 20 anni. Gli attuali dati segnalano che mangiare più frutta può contribuire a ridurre il rischio di essere colpiti dal cancro polmonare.

Ma ridurre di fumare è di gran lunga il migliore modo per ridurre tale rischio.

Screening, diagnosi e stadiazione
Trials clinici negli USA hanno suggerito che l’uso della tomografia computerizzata a basse-dosi (conosciuta come TC-spirale) può essere utile in alcuni soggetti ad alto rischio per cancro del polmone. I gruppi che sono stati studiati includono persone, senza sintomi di cancro polmonare, che hanno fumato per almeno 10 anni e soggetti che sono stati esposti all’amianto. Lo scopo dello studio di queste categorie di persone è provare a individuare il cancro polmonare in una fase in cui esso può essere radicalmente operato. Uno studio di screening del polmone nel Regno Unito sta valutando l’uso della broncoscopia mediante fluorescenza. La broncoscopia è un esame che permette di osservare l’interno delle vie aeree. I ricercatori stanno valutando i diversi colori che la luce fluorescente assume quando colpisce il rivestimento epiteliale delle vie aeree: la diversità dei colori assunti dovrebbe contribuire a scoprire le aree contenenti cellule anormali o cancerose. Lo studio coinvolge soggetti ad elevato rischio di cancro polmonare perché forti fumatori con una storia personale di malattia polmonare o di esposizione all’amianto, e storia familiare di cancro polmonare. Il reclutamento dei pazienti si è concluso nel mese di novembre del 2005. Non conosciamo ancora i risultati definitivi dello studio e sarà necessario attendere ancora un certo periodo di tempo prima di sapere se la broncoscopia a luce fluorescente facilita davvero (e significativamente) il riconoscimento precoce delle lesioni cancerose, consentendo, in tal modo, una effettiva maggiore possibilità di guarigione.

Lo studio di screening Lung-SEARCH sta associando questo tipo di broncoscopia all’esecuzione di una TC-spirale. Anche in questo caso, i ricercatori desiderano vedere se è possibile scoprire il cancro polmonare in una fase precoce di sviluppo. Questo studio sta reclutando persone con malattia polmonare ostruttiva cronica (COPD), che sono, o sono stati, forti fumatori. La COPD comprende un certo numero di patologie, fra cui l’enfisema, che possono rendere la respirazione più difficile.
Altri ricercatori stanno esaminando campioni di sangue, di espettorato, di tessuti e di urina in persone con cancro polmonare ed in soggetti sani. Lo scopo è valutare se esistano differenze fra i due gruppi. L’esistenza di queste ipotetiche differenze potrebbe permettere di trovare un’analisi del sangue che contribuisca a diagnosticare il cancro polmonare.

Un’altro trial sta provando a sviluppare un’analisi del sangue tesa a studiare i cambiamenti del DNA5 presenti nelle normali cellule del sangue e nelle cellule cancerose dei pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule sottoposti a chemioterapia o chirurgia. Il DNA, infatti, a volte cambia durante il trattamento del cancro. I ricercatori intendono studiare questi cambiamenti. Essi sperano che li aiuti a sviluppare un’analisi del sangue che permetta di scoprire il cancro polmonare e di mostrare come il trattamento stia funzionando.

Un trial denominato Lung-BOOST intende valutare se l’utilizzo di una metodica chiamata endoscopia bronchiale ad ultrasuoni o endoscopia ad ultrasuoni, dopo esecuzione di una TC spirale, possa aiutare i medici a diagnosticare un cancro del polmone più precocemente rispetto alla broncoscopia standard. In questo modo la decisione riguardante il tipo di trattamento potrà essere presa più velocemente e con più efficacia. Lo studio intende anche valutare se queste indagini sono altrettanto accurate rispetto alle indagini standard attualmente utilizzate per studiare l’estensione (stadiazione) del cancro polmonare. Una parte di questo studio intende anche valutare se l’uso della Risonanza Magnetica (MRI) è migliore della TC durante l’esecuzione dell’endoscopia bronchiale ad ultrasuoni o endoscopia ad ultrasuoni.

Cancro nei linfonodi
Se si ha un cancro del polmone, è importante sapere se questo si è diffuso ai linfonodi vicini. Per saperlo è necessario eseguire una biopsia linfonodale con una metodica chirurgica, chiamata mediastinoscopia, che viene eseguita in anestesia generale. Il trial ASTER intende valutare l’efficacia dell’endoscopia digestiva ad ultrasuoni (EUS) e dell’endoscopia bronchiale ad ultrasuoni (EBUS) nei confronti della biopsia linfonodale nel carcinoma polmonare non a piccole cellule che si è diffuso ai linfonodi. Il trial è concluso ed i ricercatori stanno analizzando i risultati.

Radioterapia
Un piccolo studio sta esaminando la radioterapia radicale nei pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule utilizzando un’esplorazione mediante TC a 4 dimensioni (CT 4D). Questa particolare metodica di scansione annulla l’effetto del movimento della gabbia toracica durante la respirazione. I medici sperano che questo li aiuti a ridurre al minimo la quantità di tessuto sano esposto alla radioterapia. Questo studio ha concluso il reclutamento dei pazienti e si è in attesa dei risultati. Lo studio ASyMS-R (Advanced Symptom Management System-Radiotherapy, sistema di gestione dei sintomi avanzati della radioterapia) sta valutando l’uso del telefono mobile (il cellulare) per aiutare i pazienti a far fronte agli effetti collaterali della radioterapia. I pazienti possono usare il telefono per inviare informazioni sui sintomi o gli effetti collaterali direttamente ad un computer. Quest’ultimo avvisa il medico o l’infermiera in ospedale sulla necessità di qualche aiuto domiciliare. Lo studio intende valutare l’utilità di questa metodica e se quest’ultima è in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Chemioterapia
Nel passato, nel Regno Unito, la chemioterapia è stata utilizzata principalmente nel carcinoma polmonare a piccole cellule, anche se ora viene sempre più spesso utilizzata anche nel cancro polmonare non a piccole cellule. La ricerca sull’uso della chemioterapia nel cancro polmonare si occupa di:

Regimi di chemioterapia
Il cancro polmonare a piccole cellule risponde solitamente bene alla chemioterapia. Ma la ricerca continua con lo scopo di migliorare il tempo della somministrazione, le dosi dei farmaci utilizzati, e per trovare nuove combinazioni di farmaci che possono fornire risultati migliori. Esempi di combinazioni farmacologiche usate nel Regno Unito7 sono:

  • Ifosfamide, carboplatino, etoposide e vincristine (VICE)
  • Gemcitabine e carboplatino
  • Taxolo (paclitaxel) e carboplatino
  • Cisplatino, irinotecan e mitomicina (IPM)

Il tipo di chemioterapia al momento più comune per il carcinoma polmonare a piccole cellule comprende l’etoposide ed il cisplatino, anche se frequentemente viene utilizzato anche il carboplatino. I medici, tuttavia, pensano che differenti combinazioni chemioterapiche possano essere più efficaci. In un trial i pazienti hanno ricevuto carboplatino e dosi diverse di irinotecan. Scopo dello studio è valutare l’efficacia del trattamento, quale è la dose migliore dell’irinotecan, e quali sono gli effetti collaterali di questa associazione. Lo studio ha concluso il reclutamento dei pazienti e si è in attesa dei risultati.

Un piccolo studio ha evidenziato che la gemcitabina ed il carboplatino agiscono allo stesso modo dell’etoposide e del cisplatino nei pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule con prognosi peggiore, con effetti collaterali più accettabili per i pazienti.

Un altro piccolo studio ha valutato l’aggiunta di un nuovo farmaco chiamato RAD 001 alla chemiotarapia standard (etoposide e cisplatino) per valutare se questa associazione è più attiva nella malattia diffusa del carcinoma polmonare a piccole cellule. Anche questo studio si è concluso e si è in attesa dei risultati.

La chemioterapia non è sempre stata usata per trattare il cancro polmonare non a piccole cellule, ma alcuni studi hanno dimostrato che una sua utilizzazione può essere di aiuto nella cura. Nel 2008 è stata pubblicata una revisione dei trials chemioterapici che hanno utilizzato il cisplatino nell’associazione chemioterapia: i dati dimostrano che la chemioterapia contenente il cisplatino aiuta i pazienti a vivere più a lungo e contribuisce a ridurre i sintomi della malattia. Da questa revisione non è chiaro se la chemioterapia è utile nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio IB ed è pertanto in corso un’ulteriore analisi per rispondere a questo quesito. Lo studio BTOG2 sta valutando la dose del cisplatino associato alla gemcitabina. I ricercatori intendono scoprire se una dose elevata di cisplatino è più efficace nel ridurre o controllare il cancro. Questo studio, inoltre, paragona il cisplatino al carboplatino per vedere quale funziona meglio una volta associato alla gemcitabina. .

Un trial attualmente in corso prevede la somministrazione del pemetrexed (ALIMTA ®, Eli Lilly) dopo chemioterapia nel carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato. I pazienti ricevono una chemioterapia a base di cisplatino e pemetrexed con controllo dei sintomi; successivamente, alcuni pazienti proseguono la terapia con il solo pemetrexed. I medici sperano che questo tipo di trattamento rispetto al trattamento standard possa controllare la malattia più a lungo e ridurne i sintomi correlati.

Chemioterapia domiciliare
Alcuni ospedali hanno sperimentato in alcuni pazienti la somministrazione di chemioterapici al loro domicilio. Questo è possibile perché alcuni dei farmaci utilizzati nel carcinoma polmonare non sono responsabili di grossi effetti collaterali e possono anche non essere somministrati per via endovenosa. Topotecan (Hycamtin): è un chemioterapico in capsule a volte utilizzato in pazienti con tumore polmonare a piccole cellule (SCLC) recidivato dopo un trattamento. La somministrazione domiciliare tramite capsule rispetto alla somministrazione endovenosa eseguita in ospedale può migliorare nei pazienti la qualità di vita. Uno studio di fase III sta valutando il topotecan orale nella gestione dei sintomi (conosciuta come “best supportive care” “migliore terapia di supporto”). I pazienti che partecipano a questo trial sono affetti da carcinoma polmonare a piccole cellule recidivato che non possono eseguire la chemioterapia standard per via endovenosa. I pazienti in terapia con topotecan e con controllo dei sintomi sopravvivono mediamente più a lungo rispetto ai pazienti gestiti solamente per i sintomi. Nel novembre 2009 il National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE) ha sancito che i pazienti possono ricevere il topetecan in capsule se il trattamento di prima linea non può essere ripetuto e se non sono eleggibili per il regime chemioterapico CAV costituito da ciclofosfamide, doxorubicina e vincristina.

Chemioterapia prima delle chirurgia
Esistono degli studi che, nel cancro polmonare non a piccole cellule, valutano l’efficacia della somministrazione della chemioterapia prima della chirurgia: si ritiene che la sua aggiunta possa aiutare i pazienti a vivere più a lungo. La chemioterapia prima della chirurgia è chiamata terapia “neoadiuvante”. Alcuni trial hanno dimostrato che la chemioterapia neoadiuvante può contribuire a far vivere più a lungo i pazienti, ma è ancora troppo presto per essere sicuri di questa affermazione.

Chemioterapia associata ad altri farmaci
I ricercatori stanno studiando la combinazione di diversi tipi di farmaci nel tentativo di migliorare i risultati fin qui ottenuti. Sono in sperimentazione trial di chemioterapia associati alla talidomide, un farmaco che può aiutare a bloccare la formazione dei vasi all’interno del cancro (neoangiogenesi). Un’altro trial sta confrontando la chemioterapia con pemetrexed con il farmaco biologico erlotinib. Maggiori informazioni riguardanti questo trial sono disponibili nella sezione dei trattamenti biologici. Un’altro trial (lo studio TS) intende valutare l’efficacia di una sostanza prodotta nel nostro corpo (timidilate sintetasi) associata alla chemioterapia costituita da pemetrexed e cisplatino nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC).

Resistenza chemioterapica
Il problema comune a molti cancri è che questi diventano resistenti alla chemioterapia dopo uno o più cicli di trattamento. In altre parole, la chemioterapia funziona bene inizialmente, ma i cicli successivi non aiutano altrettanto. I ricercatori stanno studiando un farmaco, denominato decitabina, per vedere se il suo uso permette alle cellule resistenti di rispondere ancora ai farmaci chemioterapici. I ricercatori del Cancer Research nel Regno Unito stanno studiando una proteina chiamata FGF-2 che sembra possa aiutare le cellule del cancro a sopravvivere alla chemioterapia. Desiderano scoprire se è possibile bloccare questa proteina.

Statine e chemioterapia
Il problema comune a molti cancri è che questi diventano resistenti alla chemioterapia dopo uno o più cicli di trattamento. In altre parole, la chemioterapia funziona bene inizialmente, ma i cicli successivi non aiutano altrettanto. I ricercatori stanno studiando un farmaco, denominato decitabina, per vedere se il suo uso permette alle cellule resistenti di rispondere ancora ai farmaci chemioterapici. I ricercatori del Cancer Research nel Regno Unito stanno studiando una proteina chiamata FGF-2 che sembra possa aiutare le cellule del cancro a sopravvivere alla chemioterapia. Desiderano scoprire se è possibile bloccare questa proteina.

Radioterapia e chemioterapia
Uno studio denominato INCH ha confrontato la CHART, radioterapia ad alta frequenza di somministrazione, alla chemioterapia seguita da una successiva radioterapia CHART. Si vuol vedere se l’aggiunta della chemioterapia a una moderna radioterapia funziona meglio del trattamento standard: radioterapia da sola. Questo studio riguarda i pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule, non metastatico, che non sia possibile trattare chirurgicamente. Il reclutamento è chiuso e stiamo aspettando i risultati.

Un’altro trial chiamato CONVERT sta valutando diverse modalità di somministrazione della radioterapia durante il trattamento chemioterapico nel carcinoma polmonare a piccole cellule. I medici intendono valutare se è meglio somministrare la radioterapia una volta al giorno, o due volte al giorno in un periodo di tempo più breve. Un’altro trial sta confrontando la chemioterapia con pemetrexed e cisplatino associata alla radioterapia con la chemioterapia a base di cisplatino ed etoposide anch’essa associata alla radioterapia. Questo trial è applicabile nei pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio avanzato. I medici intendono valutare quale dei due farmaci (il pemetrexed o l’etoposide) risulta più efficace in associazione con gli altri trattamenti.

Un’altro trial chiamato SOCCAR sta confrontando la radioterapia e la chemioterapia somministrate insieme (trattamento simultaneo) con la radioterapia che segue la chemioterapia (trattamento sequenziale). I ricercatori desiderano scoprire quale dei due protocolli è più efficace nei pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule. Lo studio ha concluso il reclutamento e si è in attesa dei risultati.

Trattamenti biologici
Le terapia biologiche utilizzano sostanze normalmente prodotte dal nostro corpo per uccidere le cellule tumorali o per bloccare la loro crescita. Le attuali ricerche nel carcinoma polmonare riguardano:

  • Farmaci che bloccano i geni alterati
  • Erlotinib (Tarceva)
  • Gefinitib (Iressa)
  • Cetuximab (Erbitux)
  • Bevacizumab (Avastin)
  • SA404

Farmaci che bloccano i geni alterati
Nel cancro polmonare, i ricercatori stanno lavorando sui farmaci che possono correggere il danno del gene p53 in modo che ritorni a funzionare normalmente. Il gene P53 è uno dei geni che fa parte dei gruppo denominato geni soppressori del tumore. Il gene P53 funziona riparando i geni che sono danneggiati e che sono responsabili dello sviluppo di cellule anormali. Questo gene risulta danneggiato in molti differenti tipi di cancro, compreso il cancro polmonare. Questo tipo di ricerca è ancora in una fase iniziale e la modalità di trattamento è ancora nella fase sperimentale.

Erlotinib (Tarceva®)
L’erlotinib è utilizzato nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato in progressione clinica dopo trattamento chemioterapico. Può anche essere usato in alternativa al docetaxel nei pazienti che non hanno risposto ad un ciclo di chemioterapia. Trial comprendenti l’erlotinib sono attualmente in corso nel Regno Unito per valutare il suo miglior utilizzo. Il trial TACTIC sta valutando l’erlotinib associato alla radioterapia al torace nel carcinoma polmonare non a piccole cellule con metastasi cerebrali. I medici intendono scoprire se tale associazione risulta migliore, rispetto alla sola radioterapia, nel controllare o ridurre il cancro. Il trial RADIANT sta valutando se l’erlotinib può ridurre il rischio di recidiva del tumore polmonare non a piccole cellule dopo intervento chirurgico e possibilmente dopo la chemioterapia. Un paziente può essere reclutato dopo trattamento chirurgico per un tumore polmonare non a piccole cellule in stadio 1b, 2 o 3a. L’erlotinib agisce bloccando il “recettore del fattore di crescita epidermoidale” (EGFR) localizzato sulle cellule. Prima di partecipare a questo studio è necessario ricercare sulle cellule tumorali asportate la presenza dell’EGFR.

Gefinitib (Iressa®)
Il Gefitinib (anche conosciuto come Iressa® o ZD 1839) è attualmente sperimentato in differenti tipi di cancro, compreso il cancro polmonare. In Europa l’uso dell’Iressa è autorizzato nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato o metastatico quando la chemioterapia con cisplatino e docetaxel non è risultata efficace. Nel luglio 2009 il NICE (National Institue for Health and Clinical Excellence, ossia dall’ Istituto Nazionale per la Salute ed Eccellenza Clinica) non ha raccomandato l’uso del gefinitib nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato che hanno ricevuto altri tipi di trattamento. L’Agenzia Europea dei Farmaci (European Medicines Agency, EMEA), sulla scorta dei risultati di due trial, ha autorizzato il commercio del gefinitib (Iressa®) per il trattamento di prima linea del carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato o metastatico, con positività dell’EGFR. Il primo trial ha confrontato il gefinitib con la chemioterapia evidenziando una maggiore sopravvivenza nei pazienti trattati con il gefinitib prima che il cancro ricominciasse a crescere. L’altro trial ha evidenziato che l’Iressa agisce allo stesso modo della chemioterapia. Gli effetti collaterali del gefinitib in entrambi trial sono risultati maggiormente controllabili con una conseguente migliore qualità di vita dei pazienti. Attualmente, nel Regno Unito, il test per ricercare l’EGFR nelle cellule del carcinoma polmonare non è regolarmente eseguibile. Il NICE promulgherà delle linee guida sull’uso corretto dell’Iressa nel 2010. I ricercatori stanno continuando a studiare il miglior modo di utilizzare l’Iressa.

Cetuximab (Erbitux®)
Un’altro farmaco biologico demominato cetuximab è stato associato alla chemioterapia negli studi del carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato. Il cetuximab è un anticorpo monoclonale che blocca i recettori della crescita cellulare. I risultati preliminari sono incoraggianti in quanto sembra che il farmaco aumenti la sopravvivenza dei pazienti trattati. Tuttavia l’EMEA nel luglio 2009 non ha autorizzato il commercio del farmaco. Numerosi trial sono attualmente in corso negli USA ed in Europa.

Bevacizumab (Avastin®)
Il Bevacizumab (Avastin®, Hoffman – La Roche) è un anticorpo monoclonale (MAB) che blocca la formazione dei vasi da parte delle cellule tumorali (azione antiangiogenica). Nel mese di agosto del 2007, il bevacizumab è stato autorizzato in Europa12 per il trattamento del cancro polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato, congiuntamente alla chemioterapia a base di platino (cisplatino o carboplatino) . Ma questo trattamento non è stato approvato dal NICE

ASA404
L’ASA404 è un farmaco biologico che agisce contro la formazione di nuovi vasi da parte delle cellule tumorali bloccando la loro crescita. Un trial ha valutando l’aggiunta dell’ASA404 alla chemioterapia standard a base di paclitaxel e carboplatino nel carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio 3b o 4. Lo studio attualmente è concluso e si è in attesa dei risultati. Un’altro trial sta valutando l’ASA404 ed il docetaxel nel carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio 3b o 4 che è continuato a crescere durante la chemioterapia o è recidivato dopo il trattamento. Ulteriori informazioni su questi trial sono disponibili sul clinica trials database.

Vaccini per il cancro del polmone
I vaccini contro il cancro sono ideati per aiutare a combattere il cancro una volta che si è sviluppato, stimolando il sistema immune ad attaccare le cellule cancerose. I ricercatori hanno ideato uno studio denominato START con la speranza che un vaccino chiamato Stimuvax riesca ad arrestare o rallentare la crescita del cancro polmonare non a piccole cellule, dopo un trattamento chemioterapico e radioterapico standard. Per partecipare a questo studio occorre avere un cancro polmonare non a piccole cellule in stadio 3 ed avere ricevuto chemioterapia e radioterapia.

Un’altro trial sta valutando un vaccino chiamato MAGE-A3 ASCI nel carcinoma polmonare non a piccole cellule. Il MAGE-A3 ASCI stimola il sistema immunitario a riconoscere una proteina denominata MAGE-A3, ritrovata in alcune cellule di carcinoma polmonare non a piccole cellule. E’ stato teorizzato che le cellule immunitarie siano capaci di trovare ed uccidere le cellule cancerose. I medici intendono scoprire quanto il vaccino sia capace di bloccare o ritardare la crescita del cancro dopo la chirurgia valutando anche i suoi effetti collaterali. Per partecipare a questo studio occorre essere stati operati per un cancro polmonare non a piccole cellule che non sia diffuso in altre parti del corpo. Nelle cellule tumorali dovrà anche essere testata la presenza del MAGE-3 prima dell’inizio del trattamento.

Farmaci per rendere il sangue più fluido
Nel 2007, una revisione dei dati della letteratura da parte della Cochrane Collaboration ha evidenziato che i  pazienti con cancro polmonare che avevano assunto il warfarin, un farmaco che rende il sangue più fluido, vivevano più a lungo rispetto a coloro che non lo avevano assunto. Il farmaco, tuttavia, funzionava soltanto nei pazienti con malattia estesa. La revisione, tuttavia, ha evidenziato un maggiore rischio emorragico; i benefici dell’assunzione del farmaco, pertanto, devono prendere in considerazione tale rischio. Potete leggere questa revisione sull’assunzione del warfarin nel prolungare la sopravvivenza nei pazienti con cancro nella Cochrane library. L’articolo è scritto per ricercatori ed esperti, in termini abbastanza tecnici ed in inglese non corrente. Esiste uno studio che intende scoprire se i farmaci che rendono il sangue più fluido sono in grado di migliorare i risultati delle terapie del cancro del polmone. La formazione di coaguli di sangue è un evento abbastanza comune nei pazienti con tumore polmonare, e lo stesso trattamento contro il cancro può aumentare il rischio di formazione dei coaguli. La dalteparina, anche denominata Fragmin, è un farmaco che rende il sangue più fluido (anticoagulante). È normalmente usato per impedire la formazione dei coaguli di sangue e per la cura degli stessi una volta formatisi. I medici ritengono che la dalteparina possa anche agire sulle modalità di diffusione delle cellule cancerose attraverso la circolazione sanguigna, ma non sanno con sicurezza come. Così questo studio prevede la somministrazione della dalteparina insieme al trattamento standard per valutare se riduce il numero di coaguli ematici dovuti al cancro polmonare, e per vedere se ciò possa contribuire ad arrestare la diffusione delle cellule del cancro attraverso la circolazione sanguigna ad altre parti del corpo.

Statine
Le statine sono dei farmaci che la popolazione utilizza per abbassare il loro livello di colesterolo nel sangue. I medici ritengono che possano anche avere un effetto sulle cellule cancerose e intendono scoprire di più sulla loro azione. Lo studio NeoStat sta esaminando questa possibilità. Si può partecipare a questo studio se si è stati operati per un cancro del polmone non a piccole cellule in stadio compreso tra 1 a 3A. Sarà somministrata una tra due differenti statine, pravastatina o lovastatina, o nessuna delle due (questo, al momento, è il trattamento standard), per 2 – 4 settimane prima del vostro intervento chirurgico. Si è in attesa dei risultati.

Un’altro studio denominato LungStar intende valutare se l’aggiunta della pravastatina alla chemioterapia è in grado di migliorare i risultati nel carcinoma polmonare a piccole cellule. Esiste anche un piccolo studio denominato LungstarPK che valuta le statine nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato (stadio 3B e 4). Il paziente riceverà una chemioterapia costituita da cisplatino e docetaxel e la pravastatina. I medici intendono valutare l’effetto di questa associazione e gli effetti collaterali.

Trattamenti per i sintomi del cancro avanzato
Esistono delle ricerche riguardanti:

  • Alleviamento dei sintomi del cancro che ostruisce le vie respiratorie mediante terapia fotodinamica e crioterapia
  • Trattamento del dolore quando il cancro si è diffuso allo scheletro
  • Trattamento della dispnea
  • Radioterapia per il cancro polmonare che si è diffuso al cervello

Cancro che ostruisce le vie respiratorie
Nel cancro avanzato, alcuni pazienti sviluppano una ostruzione delle loro vie respiratorie. Ciò può giustificare il loro fiato corto. Può anche causare una respirazione rumorosa, denominata stridore. Esistono modi diversi per trattare tale ostruzione, quali la radioterapia per ridurre il cancro o la chirurgia con laser per eliminare parte dell’ostruzione. Potete ricevere la più comune radioterapia esterna, oppure la radioterapia interna chiamata “brachiterapia”. Per effettuare questa procedura è necessario inserire nei bronchi, attraverso uno strumento (broncoscopio) che ne permette l’esplorazione, una fonte radioattiva sigillata. Questa deve essere posizionata il più vicino possibile all’ostruzione. La brachiterapia può funzionare molto bene. Un’altro modo per trattare questa ostruzione riguarda il posizionamento di uno stent. Questa metodica consiste nel posizionare un tubo particolare durante l’esecuzione di una broncoscopia che si espande aumentando il calibro del bronco ostruito e permettendo all’aria di passare migliorando, pertanto, la respirazione. Un piccolo trial denominato RESTORE-AIR intende valutare l’uso di stent all’interno della trachea e dei bronchi principali per migliorare la respirazione nei pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule. Normalmente i medici in caso di ostruzione delle vie aeree utilizzano la chemioterapia o la radioterapia prima di ricorrere al posizionamento di uno stent. Questo studio, invece, vuole valutare quanto il posizionamento fin dall’inizio dello stent migliori la respirazione aiutando a sopportare meglio i successivi trattamenti programmati.

Trattare il dolore quando il cancro si è diffuso alle ossa
Il cancro polmonare in stadio avanzato può a volte essersi diffuso all’osso, causando dolore. Il trattamento standard per alleviare questo tipo di dolore è una singola dose di radioterapia. I ricercatori stanno valutando altri modi di trattare questo dolore, con l’uso di farmaci particolari chiamati bifosfonati. Uno studio denominato RIB sta paragonando un bifosfonato chiamato ibandronato alla radioterapia per vedere se la sua somministrazione è egualmente efficace nell’alleviare il dolore osseo.

Trattare i problemi del respiro
I medici stanno valutando un’altro classico farmaco, la furosemide (lasix®). Si vuol accertare se questo farmaco è in grado di alleviare la dispnea causata dal cancro del polmone. Questo farmaco, disponibile sia in compresse che in fiale, svolge attività diuretica, cioè a dire aiuta l’organismo ad eliminare l’acqua del corpo. Uno studio sta verificando un diverso modo di azione di questo farmaco. In questo studio la fiala di furosemide viene somministrata attraverso una mascherina sotto forma di aerosol. Questo metodo è stato già usato per i pazienti affetti da asma, ed i medici intendono scoprire se questo nuovo modo di somministrare la furosemide aiuterà i pazienti con cancro polmonare. Questo studio è già chiuso e stiamo aspettando i risultati.

Radioterapia per il cancro polmonare che si è diffuso al cervello
Quando il cancro del polmone si è diffuso nel resto del corpo, una delle sedi coinvolte è spesso il cervello. Solitamente, in questo caso, i medici utilizzano la radioterapia, anche se non si è sicuri se gli effetti collaterali causati dal suo uso (come le emicranie, il sentirsi stanco o avere un malessere generalizzato) ne annullino i buoni risultati. Lo studio Quartz sta valutando la radioterapia nei pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule che si è diffuso al cervello. Ogni paziente che partecipa allo studio riceverà la miglior terapia di supporto da parte dei medici che li seguono, associata alla somministrazione di steroidi. Un gruppo sarà sottoposto a trattamento radioterapico del cervello, mentre l’altro no. Un’altro studio denominato TACTIC sta valutando se la somministrazione del farmaco biologico erlotinib associato alla radioterapia risulti migliore in questa situazione clinica.

Vita con il cancro
Questo tipo di ricerca può essere molto importante per le persone affette da cancro. Il Cancer Research del Regno Unito sta studiando se il “counselling” (o altri tipi di supporto psicologico) siano in grado di aiutare i pazienti a far fronte alla loro diagnosi. Un gruppo di ricercatori sta specificatamente studiando i bisogni delle persone con cancro. Altri studi si concentrano di più sulla famiglia. Si sta studiando, ad esempio, se le visite di sostegno psicologico possono essere un mezzo per ridurre lo stress delle terapie nelle persone vicine ai pazienti con cancro avanzato in cura per i loro sintomi. Inoltre si stanno finanziando studi che mirano a migliorare la comunicazione fra i medici ed i pazienti. Uno studio intende valutare l’uso di in un farmaco denominato modafinil nel ridurre la stanchezza marcata e l’esaurimento fisico (fatigue) manifestato dai pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato.

Sintomi del cancro recidivato
Uno studio sta valutando i sintomi legati alla recidiva del cancro dopo il trattamento iniziale. Ogni paziente, alla fine di un trattamento per un cancro del seno, del polmone, della prostata o dell’intestino, è periodicamente sottoposto a controlli clinici da parte dello specialista che lo ha curato. Gli appuntamenti dopo alcuni anni, se si sta bene, vengono tuttavia sospesi. Il paziente potrà rivolgersi al proprio medico se ha notato nuovi sintomi o se è preoccupato per qualcos’altro. I ricercatori stanno valutando in maniera retrospettiva le notizie cliniche dei pazienti che dopo la fine del trattamento effettuato per il proprio cancro si sono rivolti al proprio medico per la comparsa di alcuni sintomi. I ricercatori cercheranno di determinare quali sintomi sono collegati alla ripresa della malattia tumorale e quali sintomi sono conseguenza di altre malattie. Lo studio ha lo scopo di individuare i sintomi più frequenti legati alla ripresa della malattia cancerosa in modo tale da fornire ai medici dei dati utili ad individuare i sintomi legati al cancro quando recidiva.

Ultimo aggiornamento:  9 luglio 2009

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Nota del traduttore

1. l’equivalente inglese del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in Italia

2. in italiano trial può essere tradotto sperimentazione

3. si parla di fasi perché, per accedere ad una fase successiva, la sperimentazione precedente deve essere stata superata con risultati clinicamente positivi

4. in Italia, un ottimo database per le sperimentazioni oncologiche è quello offerto dal Corriere della Sera: Sportello Cancro, alla pagina web: www.corriere.it/sportello-cancro/

5. il DNA, o acido desossiribonucleico, è una lunghissima molecola avvolta a spirale che contiene tutto il patrimonio genetico dell’individuo e che si trova nel nucleo di tutte le cellule

6. si tratta di un istituto inglese che si occupa di salute e qualità delle cure

7. molte di queste combinazioni di farmaci sono usate anche in Italia

8. per una essenziale descrizione di questi farmaci e degli altri farmaci citotossici più spesso usati in chemioterapia si consultino, su questo stesso sito, le schede farmacologiche della Mayo Clinic all’indirizzo: http://www.alcase.it/educational/linee-guida-internazionali/i-chemioterapici/

9. In Italia, come anche negli Stati Uniti ed in diversi paesi Europei, l’ALIMTA è già stato approvato nel trattamento del cancro del polmone non a piccole cellule (da noi, è disponibile dal 4/4/2005 per uso ospedaliero esclusivo)

10. in Italia l’erlotinib (Tarceva®, Hoffmann – la Roche) è in commercio dal 10/8/2006.

11. anche in Italia il gefitinib (Iressa®, Astra Zeneca) non è in commercio e può essere dispensato dal proprio oncologo solo per “uso compassionevole”

12. L’Avastin è disponibile in Italia per uso ospedaliero esclusivo dal 17/10/2005

13. Si tratta di una organizzazione inglese, molto rispettata per la sua autorevolezza scientifica, che cerca, attraverso un’analisi sistematica della letteratura scientifica di un determinato argomento, di pervenire alla definizione di pratiche mediche “basate sull’evidenza dei fatti”.