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Nostro report del 15-01-09

MORTI DA RADON e POTENZIALITA' PREVENTIVE

Un ampio studio epidemiologico, che ha raccolto i propri dati dall'intero Regno Unito, ha recentemente determinato il numero di morti per cancro del polmone legati alla presenza di Radon nelle abitazioni, ed il rapporto costo-beneficio di diversi possibili approcci preventivi (BMJ, Jan 6, 2009; 338: a3110).

Il Radon è un elemento chimico rappresentato, nella tabella degli elementi, dal simbolo Rn.  Fisicamente, è un gas naturalmente radioattivo che si forma dal decadimento del Radio, generato a sua volta dal decadimento dell'Uranio. Il Radon è un elemento chimicamente inerte e molto pesante (per cui si concentra in basso negli ambienti domestici); a temperatura e pressione standard è inodore e incolore.  Il radon è  considerato estremamente pericoloso per la salute umana, se inalato.  Accumulandosi in basso, all'interno di abitazioni, diventa una delle principali cause di tumore del polmone. Soprattutto, nei fumatori.  Si stima che, ogni anno, sia la causa di morte per oltre 20.000 persone nella sola Unione Europea e di oltre 3.000 in Italia.  Polonio e Bismuto sono prodotti, estremamente tossici, che derivano dal decadimento radioattivo del Radon.

In Inghilterra, fino a questo momento, le politiche di controllo ambientale delle concentrazioni di Radon nelle abitazioni sono state focalizzate al livello soglia di più di 200 Bq/m3, mentre venivano trascurate le concentrazioni inferiori cui normalmente la popolazione è esposta.  Inoltre, le precedenti valutazioni economiche delle politiche ambientali di controllo non erano basate su dati recenti, ottenuti con metodologie moderne.

I ricercatori del Health Economics Research Centre e del Clinical Trial Service Unit and Epidemiological Studies Unit dell'università di Oxford si ponevano l'obiettivo di determinare il numero di decessi per cancro al polmone legati alla effettiva concentrazione di  Radon nelle case e intendevano altresì valutare il rapporto costo-beneficio di alcune politiche, alternative fra loro, di controllo dell'esposizione al Radon domestico.

Lo studio è stato recentemente pubblicato dall'autorevolissimo British Medical Journal, ed ha consentito di dimostrare che nel Regno Unito circa 1100 morti per cancro del polmone all'anno sono da attribuirsi al Radon, ma appena il 5% di queste morti sono associate ad esposizioni a concentrazioni superiori a 200 Bq/m3.  Una politica di misurazione (e di controllo e prevenzione) del Radon in tutte le nuove case avrebbe un ottimo rapporto costo-beneficio e sarebbe altamente auspicabile perché ridurrebbe la mortalità per cancro del polmone. Al contrario, politiche volte a identificare e bonificare dal Radon le case già esistenti non sarebbero economicamente vantaggiose e avrebbero solo un modesto potenziale di riduzione delle mortalità.  

Conclude Alastair Gray, professore di Economia Sanitaria all'università di Oxford, e primo autore dello studio: "E' probabile che le nostre conclusioni si possano applicare a molti altri paesi industrializzati, molti dei quali hanno concentrazioni medie di Radon domestico maggiori di quelle osservate nel Regno Unito".   "E' il caso dell'Italia..." concludiamo noi di ALCASE.

Fonti originali e maggiori approfondimenti sono disponibili a richiesta

 
 
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