Nostro
report del 06-04-09
CHEMIOTERAPIA DI SECONDA LINEA: DI PIU' E' MEGLIO?
Un'importante studio
internazionale tenta di chiarire vantaggi e
svantaggi della chemioterapia intensiva di seconda linea
Il trattamento standard del cancro al polmone non a piccole
cellule con metastasi a distanza prevede la chemioterapia, come
prima linea di trattamento. Questa è di solito condotta con
l'associazione di due farmaci (dei quali uno è il cisplatino),
somministrati a dosaggi abbastanza elevati, tali da poter
provocare una moderata, ma significativa tossicità. In
caso di mancata risposta o di recidiva dopo una prima risposta al
trattamento, è prassi comune ripetere la chemioterapia, ma, questa
volta, con un solo farmaco ed a dosaggi prudenziali. In
effetti, la chemioterapia standard di seconda linea meglio
documentata oggi è quella che si basa sull'uso esclusivo del
taxotere. Recentemente, tuttavia, si è andato consolidando
l'uso di due farmaci, e non necessariamente il taxotere, anche per la seconda linea. Lo studio (metanalisi)
che prendiamo oggi in considerazione è stato pubblicato da Di Maio
M ed altri, nell'ultimo numero dell' Journal of Clinical Oncology
(marzo 2009,
http://jco.ascopubs.org/cgi/content/abstract/JCO.2008.17.5844v1).
Gli autori di questo studio hanno preso in considerazione
i dati individuali dei pazienti arruolati in tutte le
sperimentazioni cliniche, pubblicate e non pubblicate, che hanno
confrontato, nel trattamento del cancro del polmone non operabile, la chemioterapia con singolo farmaco
a quella con due
farmaci.
Furono, così, individuate 8 sperimentazioni valide per la metanalisi ed
in tutto 847 pazienti. E la metanalisi dimostrò che la
sopravvivenza mediana non era significativamente diversa nei due
gruppi, essendo di 34.7 settimane nel pazienti trattati con un
solo chemioterapico e di 37.3 settimane negli altri. Al
contrario, erano significativamente migliori i risultati del
trattamento a due farmaci per ciò che riguardava la percentuale di
risposte obiettive (15,1% vs 7,3%) e la durata dell'intervallo
libero da progressione di malattia (14 vs 11,7 settimane). I pazienti trattati con due farmaci,
però, avevano una
significativamente maggiore tossicità ematologica (41% vs 25%) e non
ematologica (28% vs 22%). Dunque: maggiori risposte del
tumore al trattamento più aggressivo a costo di maggiore tossicità
e nessun vero effetto positivo sulla durata della vita... Noi ci
chiediamo: CUI PRODEST?...
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