Articolo pubblicato sulla rivista "American Journal Respiratory Critical Care Medicine" Giugno 2007
Il colore... può aiutare a diagnosticare il tumore del polmone!
Nelle cellule sane del polmone di ogni individuo si trovano sostanze volatili (i cosiddetti "Composti Organici Volatili"). Tali sostanze vengono emesse con il respiro e sono facilmente individuabili grazie a sofisticate apparecchiature munite di speciali sensori in grado di registrare ed isolare i gas. Nel 2005 il gruppo del Dr. Machado del Department of Pathobiology, Lerner Reasearch Institute di Cleveland (USA) aveva pubblicato, sul numero di giugno dell'American Journal Respiratory Critical Care Medicine, i dati preliminari di uno studio su 14 pazienti con tumore polmonare e 45 soggetti sani. Gli autori, utilizzando particolari e sofisticati sensori elettronici, avevano dimostrato che l'analisi dei gas esalati nel respiro dei pazienti affetti da tumore polmonare presentava delle caratteristiche distintive rispetto ai soggetti sani. Più recentemente, le stesso gruppo di ricercatori, coordinato questa volta dal Dr. Peter J. Mazzone, ha pubblicato sul numero di febbraio di Thorax nuovi ed interessanti risultati sperimentali, grazie alla messa a punto un nuovo ed economico strumento per "studiare attraverso i colori" il respiro dei soggetti con tumore polmonare. Il nuovo sensore, grande più o meno quanto una moneta, riesce, infatti, a distinguere fino a 36 cambiamenti chimici nel respiro del soggetto in studio ed offre un quadro rapido e semplice da leggere, "assumendo"un colore diverso a seconda delle sostanze chimiche con cui viene a contatto.
I ricercatori hanno studiato, questa volta, 73 pazienti affetti da diversi tipi di patologie polmonari, di cui 49 con neoplasia polmonare, e 21 altri soggetti in buona salute. Il test consisteva nel respirare accanto al sensore per dodici minuti. I cambiamenti del colore evidenziati in ciascun paziente erano convertiti in vettori numerici e successivamente analizzati statisticamente per determinare la capacità del sensore di predire la presenza del tumore polmonare.
Dalla sperimentazione è emerso che il sensore era in grado di indicare la presenza del tumore in 3 soggetti su 4 (anche nelle neoplasie in stadio iniziale), con una sensibilità del 73,3% ed una specificità del 72,4%.
Alla luce dei loro risultati, i ricercatori concludono che la metodica in esame è senz'altro utile nell'accertare ed anticipare la diagnosi di tumore polmonare, anche quando questo non ha ancora dato segni clinici. Necessitano, tuttavia, ulteriori dati che confermino quanto già evidenziato. Inoltre, va tenuto presente che va ancora ridotto il margine di errore, migliorando così la specificità della metodica, che al momento appare ancora non del tutto soddisfacente.
Dr. Domenico Ferrigno |