Report del
13-11-08
IL
VANDETANIB
ASSOCIATO ALLA CHEMIOTERAPIA NE AUMENTEREBBE L'EFFICACIA
Uno studio
clinico internazionale suggerisce l'utilità di un
nuovo farmaco sperimentale, il Vandetanib (ZACTIMA™,
AstraZeneca) nel trattamento del tumore polmonare non a piccole cellule
avanzato
Il Vandetanib (ZACTIMA™, ZD6474, AstraZeneca) è un nuovo
farmaco orale, con monosomministrazione giornaliera, che inibisce
l'angiogenesi tumorale e la proliferazione delle cellule
neoplastiche di un'ampia gamma di tumori umani. Il Vandetanib
è un potente e selettivo inibitore delle tirosinchinasi
associate al recettore del fattore di crescita angio-endoteliale
(VEGFR), al recettore del fattore di crescita epidermoidale
(EGFR) e al RET (REarranged during Transfection).
Studi clinici di fase I hanno dimostrato che il Vandetanib è
generalmente ben tollerato a dosaggi uguali o inferiori a 300 mg die. La valutazione di fase II del Vandetanib, nei pazienti
con carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato, ha a sua
volta mostrato miglioramenti della sopravvivenza libera da
progressione di malattia, sia in monoterapia (versus Gefitinib, IRESSA®,
AstraZeneca) che in combinazione con
Taxotere (versus solo Taxotere).
I risultati di un importante studio internazionale
sull'attività clinica del Vandenatib, associato o meno a
chemioterapia, sono stati pubblicati sul numero del 20 ottobre del
Journal Clinical Oncology. Si trattava di uno studio
di fase II "in singolo cieco", randomizzato, controllato con
placebo, e coordinato
dal prof Heimach del Dana Faber Cancer Institute di Boston
con il contributo di diversi centri di ricerca di tutto il mondo, incluso il nostro
Istituto Europeo di Oncologia. I pazienti, affetti da
carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato, sono assegnati
al trattamento con Vandetanib da solo (V), Vandetanib +
Carboplatino +
Paclitaxel (VCP) o
Carboplatino e Paclitaxel da soli (CP), che è considerata la
chemioterapia standard negli USA. Il principale risultato emerso è
stato l'allungamento del tempo libero da progressione di malattia
dopo VCP, che si avvicinava alla significatività statistica (Hazard
Ratio: 0.76, p unidirezionale: 0.098). Il gruppo trattato con solo
Vandetanib aveva invece una evoluzione clinica significativamente
peggiore anche rispetto al gruppo CP. La tossicità dei
diversi gruppi di studio era accettabile e non sostanzialmente
differente, anche per ciò che riguarda eventuali fenomeni
collaterali al polmone e al sistema nervoso centrale (emorragie su
localizzazioni metastatiche).
Gli autori dello studio concludono che l'aggiunta di Zactima™
allo schema chemioterapico da essi utilizzato conferisce un
prolungamento del tempo libero da progressione di malattia (il
che, per inciso, è esattamente ciò che essi si prefiguravano di
dimostrare) senza alcun peggioramento della tossicità indotta.
Nonostante, l'autorevolezza del team di ricercatori impegnati
in questo studio, noi riteniamo, tuttavia, che sia necessaria una
certa prudenza nel valutare l'evidenza scientifica offerta (unica
sperimentazione sull'argomento, piccolo campione di studio, non
significatività statistica dei risultati) e che siano necessarie
ulteriori prove prima di accettare come acquisito il dato (VCP
meglio di CP) e di generalizzarlo rispetto a tutti i tipi di
chemioterapia possibili.
Fonti originali e maggiori approfondimenti sono disponibili
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