Articolo pubblicato sulla numero di Aprile 2007 "Nature"
Individuati nuovi geni coinvolti nello sviluppo dei tumori e nella resistenza ai chemioterapici
La crescita delle conoscenze sul ruolo dei geni in campo oncologico continua ad aprire nuove prospettive nel controllo delle malattie tumorali. Capire il meccanismo d'azione dei geni che possono influenzare l'efficacia della chemioterapia rappresenta, da sempre, uno degli obiettivi più ambiziosi della ricerca oncologica. Alcuni ricercatori dell'Università del Texas (USA) hanno pubblicato, sul numero di aprile di Nature, i risultati di un loro studio. Lo studio ha permesso di identificare alcuni geni, che se inibiti, sembrano aumentare l'efficacia della chemioterapia. Gli scienziati hanno analizzato circa 20.000 geni, isolandone infine 87 che sono stati inibiti grazie all'utilizzo di piccole molecole chiamate Rna, che interferiscono con la loro attività. Dopo aver bloccato l'attività individuale di questi geni, i ricercatori hanno testato la sopravvivenza delle cellule tumorali in coltura dopo un trattamento con il paclitaxel, un agente chemioterapico usato diffusamente in svariate patologie tumorali. I risultati dello studio, spiegano gli autori, prospettano la possibilità di ridurre le dosi dei chemioterapici da somministrare, limitandone così gli effetti collaterali. Il Prof White, coordinatore dello studio, ha dichiarato di voler proseguire su questa strada, soprattutto per render più efficace le chemioterapia, rendendola, nello stesso tempo, meno pesanti per il paziente.
Un altro studio pubblicato sullo stesso numero di aprile di Nature mette in luce il ruolo dei geni in un altra area di interesse: lo sviluppo della neoplasia. Il gruppo di ricercatori in questione, coordinati dal Dr. Massague del Cancer Biology and Genetics Program, Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York (USA), ha scoperto che ben 4 geni concorrono alla diffusione del tumore nel corpo. I ricercatori hanno osservato che cellule provenienti da carcinoma mammario dei topi riescono a giungere nei polmoni grazie all'azione combinata di quattro geni (EREG, MMP-1, MMP-2, e COX-2). Questi 4 geni agiscono collegialmente favorendo la neoformazione di vasi sanguigni, la liberazione di cellule tumorali nel circolo ematico, e la capacità di aprirsi un varco attraverso la circolazione polmonare. Inattivando uno solo di questi geni non si ottiene che un effetto poco significativo, ma disattivandoli tutti e quattro si può bloccare del tutto la crescita del tumore e la formazione di metastasi. Questi risultati, qualora confermati anche in altri tipi di neoplasia, offrono la prospettiva di utilizzare farmaci mirati che riducano o blocchino la crescita tumorale e la sua diffusione metastatica.
Dr. Domenico Ferrigno |