Questa pagina della sezione riguardante il
cancro del polmone si occupa di cause, prevenzione e trattamenti.
Potete direttamente indirizzarvi alle seguenti sottosezioni:
Perché la ricerca?
Tutti i trattamenti devono essere ben studiati e sperimentati
prima che possano essere adottati come trattamento standard per
tutti i pazienti. Questo perchè:
- Possiamo essere sicuri che funzionino
- Possiamo essere sicuri che funzionino meglio dei trattamenti
che sono disponibili al momento
- Possiamo essere sicuri che si possano usare con buona
sicurezza
Il processo della ricerca
In primo luogo, i trattamenti sono messi a punto e sperimentati in laboratorio. Per motivi di sicurezza ed etici, i trattamenti sperimentali devono essere testati in laboratorio prima che possano essere provati sui pazienti. Se un certo trattamento è ancora nella fase di ricerca in laboratorio, esso non è prescrivibile ai pazienti e non è disponibile all'interno o al di o fuori del
Servizio Sanitario Inglese (NHS)1.
Gli studi su pazienti sono denominati trials clinici2. Esistono 4 tipi (fasi) di trials clinici3 . Tutto ciò è ampiamente spiegato in diverse pubblicazioni scaricabili dalla pagina di Education di ALCASE Italia ed, in particolare, nel volume " Con Ogni Respiro " (capitolo 8: Sperimentazione clinica, pagina 130-141) o nella sua versione giornalistica. Se sei interessato a partecipare ad una sperimentazione clinica, visita il data base che racchiude l'elenco dei trials clinici esistenti nel Regno Unito4.
Cause, rischio e prevenzione
Le cellule normali si trasformano in cellule cancerose perché i
geni al loro interno sono danneggiati. Nella maggior parte dei
casi di cancro polmonare, il principale responsabile del danno
genetico è il fumo. La ricerca sul cancro sta studiando questi
danni genetici. Nel Regno unito, in particolare, si sta cercando
di scoprire per quale motivo per cui alcuni fumatori sviluppano il
cancro e gli altri no. Una maggiore conoscenza dei geni
danneggiati potrà contribuire, in futuro, a prevenire l'insorgenza
della malattia. Nel Regno Unito, in particolare, la ricerca
genetica sta studiando:
- Il gene p53 e come la sua presenza cambia nelle cellule di cancro del polmone
- Il gene sNRSF, come co-fattore dello sviluppo del cancro polmonare a piccole cellule
- Il possibile coinvolgimento di altri geni nello sviluppo del cancro polmonare
- Come i nostri geni modificano la gravità del danno esercitato dal fumo di tabacco sui nostri polmoni
- L'eventuale ruolo del genoma sulla nostra inclinazione ad iniziare a fumare e sulla sua nostra eventuale decisione di cessare
Inoltre, gli studiosi sono interessati alla
ricerca sul perchè la gente fuma e su come aiutarla a smettere di
fumare. Una equipe di ricercatori sta valutando, a questo proposito,
l'associazione di farmaci antidepressivi con farmaci sostitutivi
della nicotina. Un altro aspetto riguarda lo studio di programmi che
cerchino di arrestare il dilagare dell'abitudine al fumo fra i
giovani. Un grande studio sperimentale, che coinvolge tutta
l'Europa, sta cercando di studiare i collegamenti tra la dieta ed il
cancro. È denominato EPIC (The European Prospective
Investigation of Cancer ), L'Indagine Europea sulle Prospettive
delle Diffusione dei Tumori). Lo studio è cominciato nel 1992 ed i
risultati dei rapporti tra dieta e stile di vita sulla varietà di
cancri saranno resi noti nel corso dei prossimi 10 - 20 anni. Gli
attuali dati segnalano che mangiare più frutta può contribuire a
ridurre il rischio di essere colpiti dal cancro polmonare.
Ma ridurre di fumare è di gran lunga il migliore modo per ridurre tale rischio.
Screening, diagnosi
e stadiazione
Trials clinici negli USA hanno suggerito che l'uso della
tomografia computerizzata a basse-dosi (conosciuta come
TC-spirale) può essere utile in alcuni soggetti ad alto rischio
per cancro del polmone. I gruppi che sono stati studiati includono
persone, senza sintomi di cancro polmonare, che hanno fumato per
almeno 10 anni e soggetti che sono stati esposti all'amianto. Lo
scopo dello studio di queste categorie di persone è provare a
individuare il cancro polmonare in una fase in cui esso può essere
radicalmente operato. Uno studio di screening del polmone nel
Regno Unito sta valutando l'uso della broncoscopia mediante
fluorescenza. La broncoscopia è un esame che permette di osservare
l'interno delle vie aeree. I ricercatori stanno valutando i
diversi colori che la luce fluorescente assume quando colpisce il
rivestimento epiteliale delle vie aeree: la diversità dei colori
assunti dovrebbe contribuire a scoprire le aree contenenti cellule
anormali o cancerose. Lo studio coinvolge soggetti ad elevato
rischio di cancro polmonare perché forti fumatori con una storia
personale di malattia polmonare o di esposizione all'amianto, e
storia familiare di cancro polmonare. Il reclutamento dei pazienti
si è concluso nel mese di novembre del 2005. Non conosciamo ancora
i risultati definitivi dello studio e sarà necessario attendere
ancora un certo periodo di tempo prima di sapere se la
broncoscopia a luce fluorescente facilita davvero (e
significativamente) il riconoscimento precoce delle lesioni
cancerose, consentendo, in tal modo, una effettiva maggiore
possibilità di guarigione.
Lo studio di screening
Lung-SEARCH sta associando questo tipo di broncoscopia
all'esecuzione di una TC-spirale. Anche in questo caso, i
ricercatori desiderano vedere se è possibile scoprire il cancro
polmonare in una fase precoce di sviluppo. Questo studio sta
reclutando persone con malattia polmonare ostruttiva cronica
(COPD), che sono, o sono stati, forti fumatori. La COPD comprende
un certo numero di patologie, fra cui l'enfisema, che possono
rendere la respirazione più difficile.
Altri ricercatori stanno esaminando campioni di sangue, di
espettorato, di tessuti e di urina in persone con cancro polmonare
ed in soggetti sani. Lo scopo è valutare se esistano differenze
fra i due gruppi. L'esistenza di queste ipotetiche differenze
potrebbe permettere di trovare un'analisi del sangue che
contribuisca a diagnosticare il cancro polmonare.
Un'altro trial sta provando a sviluppare un'analisi del sangue tesa
a studiare i cambiamenti del DNA5
presenti nelle normali cellule del sangue e nelle cellule cancerose
dei pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule sottoposti a
chemioterapia o chirurgia. Il DNA, infatti, a volte cambia durante
il trattamento del cancro. I ricercatori intendono studiare questi
cambiamenti. Essi sperano che li aiuti a sviluppare un'analisi del
sangue che permetta di scoprire il cancro polmonare e di mostrare
come il trattamento stia funzionando.
Un trial denominato Lung-BOOST intende valutare se l’utilizzo
di una metodica chiamata endoscopia bronchiale ad ultrasuoni o
endoscopia ad ultrasuoni, dopo esecuzione di una TC spirale, possa
aiutare i medici a diagnosticare un cancro del polmone più
precocemente rispetto alla broncoscopia standard. In questo modo
la decisione riguardante il tipo di trattamento potrà essere presa
più velocemente e con più efficacia. Lo studio intende anche
valutare se queste indagini sono altrettanto accurate rispetto
alle indagini standard attualmente utilizzate per studiare
l’estensione (stadiazione) del cancro polmonare. Una parte di
questo studio intende anche valutare se l’uso della Risonanza
Magnetica (MRI) è migliore della TC durante l’esecuzione
dell’endoscopia bronchiale ad ultrasuoni o endoscopia ad
ultrasuoni.
Cancro
nei linfonodi
Se si ha un cancro del polmone, è importante sapere se questo
si è diffuso ai linfonodi vicini. Per saperlo è necessario
eseguire una biopsia linfonodale con una metodica chirurgica,
chiamata mediastinoscopia, che viene eseguita in anestesia
generale. Il trial ASTER intende valutare l’efficacia
dell’endoscopia digestiva ad ultrasuoni (EUS) e dell’endoscopia
bronchiale ad ultrasuoni (EBUS) nei confronti della biopsia
linfonodale nel carcinoma polmonare non a piccole cellule che si è
diffuso ai linfonodi. Il trial è concluso ed i ricercatori stanno
analizzando i risultati.
Radioterapia
Un piccolo studio sta esaminando la radioterapia radicale nei
pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule utilizzando
un'esplorazione mediante TC a 4 dimensioni (CT 4D). Questa
particolare metodica di scansione annulla l'effetto del movimento
della gabbia toracica durante la respirazione. I medici sperano
che questo li aiuti a ridurre al minimo la quantità di tessuto
sano esposto alla radioterapia. Questo studio ha concluso il
reclutamento dei pazienti e si è in attesa dei risultati. Lo
studio ASyMS-R (Advanced Symptom Management System-Radiotherapy,
sistema di gestione dei sintomi avanzati della radioterapia) sta
valutando l’uso del telefono mobile (il cellulare) per aiutare i
pazienti a far fronte agli effetti collaterali della radioterapia.
I pazienti possono usare il telefono per inviare informazioni sui
sintomi o gli effetti collaterali direttamente ad un computer.
Quest’ultimo avvisa il medico o l’infermiera in ospedale sulla
necessità di qualche aiuto domiciliare. Lo studio intende valutare
l’utilità di questa metodica e se quest’ultima è in grado di
migliorare la qualità di vita dei pazienti.
Chemioterapia
Nel passato, nel Regno Unito, la chemioterapia è stata utilizzata principalmente nel carcinoma polmonare a piccole cellule, anche se ora viene sempre più spesso utilizzata anche nel cancro polmonare non a piccole cellule. La ricerca sull'uso della chemioterapia nel cancro polmonare si occupa di:
Regimi di chemioterapia
Il cancro polmonare a piccole cellule risponde solitamente bene
alla chemioterapia. Ma la ricerca continua con lo scopo di
migliorare il tempo della somministrazione, le dosi dei farmaci
utilizzati, e per trovare nuove combinazioni di farmaci che
possono fornire risultati migliori. Esempi di combinazioni
farmacologiche usate nel Regno Unito7 sono:
- Ifosfamide, carboplatino, etoposide e vincristine (VICE)
- Gemcitabine e carboplatino
- Taxolo (paclitaxel) e carboplatino
- Cisplatino, irinotecan e mitomicina (IPM)
Il tipo di chemioterapia al momento più comune per il carcinoma
polmonare a piccole cellule comprende l’etoposide ed il
cisplatino, anche se frequentemente viene utilizzato anche il
carboplatino. I medici, tuttavia, pensano che differenti
combinazioni chemioterapiche possano essere più efficaci. In un
trial i pazienti hanno ricevuto carboplatino e dosi diverse di
irinotecan. Scopo dello studio è valutare l’efficacia del
trattamento, quale è la dose migliore dell’irinotecan, e quali
sono gli effetti collaterali di questa associazione. Lo studio ha
concluso il reclutamento dei pazienti e si è in attesa dei
risultati.
Un piccolo studio ha evidenziato che la gemcitabina ed il
carboplatino agiscono allo stesso modo dell’etoposide e del
cisplatino nei pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule
con prognosi peggiore, con effetti collaterali più accettabili per
i pazienti.
Un altro piccolo studio ha valutato l’aggiunta di un
nuovo farmaco chiamato RAD 001 alla chemiotarapia standard
(etoposide e cisplatino) per valutare se questa associazione è più
attiva nella malattia diffusa del carcinoma polmonare a piccole
cellule. Anche questo studio si è concluso e si è in attesa dei
risultati.
La chemioterapia non è sempre stata usata per trattare il
cancro polmonare non a piccole cellule, ma alcuni studi hanno
dimostrato che una sua utilizzazione può essere di aiuto nella
cura. Nel 2008 è stata pubblicata una revisione dei trials
chemioterapici che hanno utilizzato il cisplatino
nell’associazione chemioterapia: i dati dimostrano che la
chemioterapia contenente il cisplatino aiuta i pazienti a vivere
più a lungo e contribuisce a ridurre i sintomi della malattia. Da
questa revisione non è chiaro se la chemioterapia è utile nei
pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio
IB ed è pertanto in corso un’ulteriore analisi per rispondere a
questo quesito. Lo studio BTOG2 sta valutando la dose del
cisplatino associato alla gemcitabina. I ricercatori intendono
scoprire se una dose elevata di cisplatino è più efficace nel
ridurre o controllare il cancro. Questo studio, inoltre, paragona
il cisplatino al carboplatino per vedere quale funziona meglio una
volta associato alla gemcitabina. .
Un trial attualmente in corso prevede la somministrazione del
pemetrexed (ALIMTA ®, Eli Lilly) dopo chemioterapia nel carcinoma
polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato. I pazienti
ricevono una chemioterapia a base di cisplatino e pemetrexed con
controllo dei sintomi; successivamente, alcuni pazienti proseguono
la terapia con il solo pemetrexed. I medici sperano che questo
tipo di trattamento rispetto al trattamento standard possa
controllare la malattia più a lungo e ridurne i sintomi correlati.
Chemioterapia
domiciliare Alcuni ospedali hanno sperimentato in alcuni
pazienti la somministrazione di chemioterapici al loro domicilio.
Questo è possibile perché alcuni dei farmaci utilizzati nel
carcinoma polmonare non sono responsabili di grossi effetti
collaterali e possono anche non essere somministrati per via
endovenosa. Topotecan (Hycamtin): è un chemioterapico in capsule a
volte utilizzato in pazienti con tumore polmonare a piccole
cellule (SCLC) recidivato dopo un trattamento. La somministrazione
domiciliare tramite capsule rispetto alla somministrazione
endovenosa eseguita in ospedale può migliorare nei pazienti la
qualità di vita. Uno studio di fase III sta valutando il topotecan
orale nella gestione dei sintomi (conosciuta come “best supportive
care” “migliore terapia di supporto”). I pazienti che partecipano
a questo trial sono affetti da carcinoma polmonare a piccole
cellule recidivato che non possono eseguire la chemioterapia
standard per via endovenosa. I pazienti in terapia con topotecan e
con controllo dei sintomi sopravvivono mediamente più a lungo
rispetto ai pazienti gestiti solamente per i sintomi. Nel novembre
2009 il National Institute for Health and Clinical Excellence
(NICE) ha sancito che i pazienti possono ricevere il topetecan in
capsule se il trattamento di prima linea non può essere ripetuto e
se non sono eleggibili per il regime chemioterapico CAV costituito
da ciclofosfamide, doxorubicina e vincristina.
Chemioterapia prima delle chirurgia Esistono degli studi
che, nel cancro polmonare non a piccole cellule, valutano
l'efficacia della somministrazione della chemioterapia prima della
chirurgia: si ritiene che la sua aggiunta possa aiutare i pazienti
a vivere più a lungo. La chemioterapia prima della chirurgia è
chiamata terapia "neoadiuvante". Alcuni trial hanno dimostrato che
la chemioterapia neoadiuvante può contribuire a far vivere più a
lungo i pazienti, ma è ancora troppo presto per essere sicuri di
questa affermazione.
Chemioterapia associata ad altri farmaci I ricercatori
stanno studiando la combinazione di diversi tipi di farmaci nel
tentativo di migliorare i risultati fin qui ottenuti. Sono in
sperimentazione trial di chemioterapia associati alla talidomide,
un farmaco che può aiutare a bloccare la formazione dei vasi
all’interno del cancro (neoangiogenesi). Un’altro trial sta
confrontando la chemioterapia con pemetrexed con il farmaco
biologico erlotinib. Maggiori informazioni riguardanti questo
trial sono disponibili nella sezione dei trattamenti biologici.
Un’altro trial (lo studio TS) intende valutare l’efficacia di una
sostanza prodotta nel nostro corpo (timidilate sintetasi)
associata alla chemioterapia costituita da pemetrexed e cisplatino
nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule
(NSCLC).
Resistenza chemioterapica
Il problema comune a molti cancri è che questi diventano
resistenti alla chemioterapia dopo uno o più cicli di trattamento.
In altre parole, la chemioterapia funziona bene inizialmente, ma i
cicli successivi non aiutano altrettanto. I ricercatori stanno
studiando un farmaco, denominato decitabina, per vedere se il suo
uso permette alle cellule resistenti di rispondere ancora ai
farmaci chemioterapici. I ricercatori del Cancer Research nel
Regno Unito stanno studiando una proteina chiamata FGF-2 che
sembra possa aiutare le cellule del cancro a sopravvivere alla
chemioterapia. Desiderano scoprire se è possibile bloccare questa
proteina.
Statine e chemioterapia Il problema comune a molti
cancri è che questi diventano resistenti alla chemioterapia dopo
uno o più cicli di trattamento. In altre parole, la chemioterapia
funziona bene inizialmente, ma i cicli successivi non aiutano
altrettanto. I ricercatori stanno studiando un farmaco, denominato
decitabina, per vedere se il suo uso permette alle cellule
resistenti di rispondere ancora ai farmaci chemioterapici. I
ricercatori del Cancer Research nel Regno Unito stanno studiando
una proteina chiamata FGF-2 che sembra possa aiutare le cellule
del cancro a sopravvivere alla chemioterapia. Desiderano scoprire
se è possibile bloccare questa proteina.
Radioterapia e chemioterapia
Uno studio denominato INCH ha confrontato la CHART, radioterapia
ad alta frequenza di somministrazione, alla chemioterapia seguita
da una successiva radioterapia CHART. Si vuol vedere se l'aggiunta
della chemioterapia a una moderna radioterapia funziona meglio del
trattamento standard: radioterapia da sola. Questo studio riguarda
i pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule, non
metastatico, che non sia possibile trattare chirurgicamente. Il
reclutamento è chiuso e stiamo aspettando i risultati.
Un’altro trial chiamato CONVERT sta valutando diverse modalità
di somministrazione della radioterapia durante il trattamento
chemioterapico nel carcinoma polmonare a piccole cellule. I medici
intendono valutare se è meglio somministrare la radioterapia una
volta al giorno, o due volte al giorno in un periodo di tempo più
breve. Un’altro trial sta confrontando la chemioterapia con
pemetrexed e cisplatino associata alla radioterapia con la
chemioterapia a base di cisplatino ed etoposide anch’essa
associata alla radioterapia. Questo trial è applicabile nei
pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio
avanzato. I medici intendono valutare quale dei due farmaci (il
pemetrexed o l’etoposide) risulta più efficace in associazione con
gli altri trattamenti.
Un'altro trial chiamato SOCCAR sta confrontando la radioterapia
e la chemioterapia somministrate insieme (trattamento simultaneo)
con la radioterapia che segue la chemioterapia (trattamento
sequenziale). I ricercatori desiderano scoprire quale dei due
protocolli è più efficace nei pazienti con cancro polmonare non a
piccole cellule. Lo studio ha concluso il reclutamento e si è in
attesa dei risultati.
Trattamenti biologici
Le terapia biologiche utilizzano sostanze normalmente prodotte
dal nostro corpo per uccidere le cellule tumorali o per bloccare
la loro crescita. Le attuali ricerche nel carcinoma polmonare
riguardano:
- Farmaci che bloccano i geni alterati
- Erlotinib (Tarceva)
- Gefinitib (Iressa)
- Cetuximab (Erbitux)
- Bevacizumab (Avastin)
- SA404
Farmaci che bloccano i geni alterati
Nel cancro polmonare, i ricercatori stanno lavorando sui farmaci
che possono correggere il danno del gene p53 in modo che ritorni a
funzionare normalmente. Il gene P53 è uno dei geni che fa parte
dei gruppo denominato geni soppressori del tumore. Il gene P53
funziona riparando i geni che sono danneggiati e che sono
responsabili dello sviluppo di cellule anormali. Questo gene
risulta danneggiato in molti differenti tipi di cancro, compreso
il cancro polmonare. Questo tipo di ricerca è ancora in una fase
iniziale e la modalità di trattamento è ancora nella fase
sperimentale.
Erlotinib (Tarceva®)
L’erlotinib è utilizzato nei pazienti con carcinoma polmonare
non a piccole cellule in stadio avanzato in progressione clinica
dopo trattamento chemioterapico. Può anche essere usato in
alternativa al docetaxel nei pazienti che non hanno risposto ad un
ciclo di chemioterapia. Trial comprendenti l’erlotinib sono
attualmente in corso nel Regno Unito per valutare il suo miglior
utilizzo. Il trial TACTIC sta valutando l’erlotinib associato alla
radioterapia al torace nel carcinoma polmonare non a piccole
cellule con metastasi cerebrali. I medici intendono scoprire se
tale associazione risulta migliore, rispetto alla sola
radioterapia, nel controllare o ridurre il cancro. Il trial
RADIANT sta valutando se l’erlotinib può ridurre il rischio di
recidiva del tumore polmonare non a piccole cellule dopo
intervento chirurgico e possibilmente dopo la chemioterapia. Un
paziente può essere reclutato dopo trattamento chirurgico per un
tumore polmonare non a piccole cellule in stadio 1b, 2 o 3a.
L’erlotinib agisce bloccando il “recettore del fattore di crescita
epidermoidale” (EGFR) localizzato sulle cellule. Prima di
partecipare a questo studio è necessario ricercare sulle cellule
tumorali asportate la presenza dell’EGFR.
Gefinitib (Iressa®)
Il Gefitinib (anche conosciuto come Iressa® o ZD 1839) è
attualmente sperimentato in differenti tipi di cancro, compreso il
cancro polmonare. In Europa l’uso dell’Iressa è autorizzato nei
pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio
avanzato o metastatico quando la chemioterapia con cisplatino e
docetaxel non è risultata efficace. Nel luglio 2009 il NICE (National
Institue for Health and Clinical Excellence, ossia dall'
Istituto Nazionale per la Salute ed Eccellenza Clinica) non ha
raccomandato l’uso del gefinitib nei pazienti con carcinoma
polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato che hanno
ricevuto altri tipi di trattamento. L’Agenzia Europea dei Farmaci
(European Medicines Agency, EMEA), sulla scorta dei risultati di
due trial, ha autorizzato il commercio del gefinitib (Iressa®) per
il trattamento di prima linea del carcinoma polmonare non a
piccole cellule in stadio avanzato o metastatico, con positività
dell’EGFR. Il primo trial ha confrontato il gefinitib con la
chemioterapia evidenziando una maggiore sopravvivenza nei pazienti
trattati con il gefinitib prima che il cancro ricominciasse a
crescere. L’altro trial ha evidenziato che l’Iressa agisce allo
stesso modo della chemioterapia. Gli effetti collaterali del
gefinitib in entrambi trial sono risultati maggiormente
controllabili con una conseguente migliore qualità di vita dei
pazienti. Attualmente, nel Regno Unito, il test per ricercare
l’EGFR nelle cellule del carcinoma polmonare non è regolarmente
eseguibile. Il NICE promulgherà delle linee guida sull’uso
corretto dell’Iressa nel 2010. I ricercatori stanno continuando a
studiare il miglior modo di utilizzare l’Iressa.
Cetuximab (Erbitux®)
Un’altro farmaco biologico demominato cetuximab è stato
associato alla chemioterapia negli studi del carcinoma polmonare
non a piccole cellule in stadio avanzato. Il cetuximab è un
anticorpo monoclonale che blocca i recettori della crescita
cellulare. I risultati preliminari sono incoraggianti in quanto
sembra che il farmaco aumenti la sopravvivenza dei pazienti
trattati. Tuttavia l’EMEA nel luglio 2009 non ha autorizzato il
commercio del farmaco. Numerosi trial sono attualmente in corso
negli USA ed in Europa.
Bevacizumab (Avastin®)
Il Bevacizumab (Avastin®, Hoffman - La Roche) è un anticorpo
monoclonale (MAB) che blocca la formazione dei vasi da parte delle
cellule tumorali (azione antiangiogenica). Nel mese di agosto del
2007, il bevacizumab è stato autorizzato in Europa12 per il
trattamento del cancro polmonare non a piccole cellule in stadio
avanzato, congiuntamente alla chemioterapia a base di platino
(cisplatino o carboplatino) . Ma questo trattamento non è stato
approvato dal NICE
ASA404
L’ASA404 è un farmaco biologico che agisce contro la formazione
di nuovi vasi da parte delle cellule tumorali bloccando la loro
crescita. Un trial ha valutando l’aggiunta dell’ASA404 alla
chemioterapia standard a base di paclitaxel e carboplatino nel
carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio 3b o 4. Lo
studio attualmente è concluso e si è in attesa dei risultati.
Un’altro trial sta valutando l’ASA404 ed il docetaxel nel
carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio 3b o 4 che è
continuato a crescere durante la chemioterapia o è recidivato dopo
il trattamento. Ulteriori informazioni su questi trial sono
disponibili sul clinica trials database.
Vaccini per il cancro del polmone
I vaccini contro il cancro sono ideati per aiutare a combattere
il cancro una volta che si è sviluppato, stimolando il sistema
immune ad attaccare le cellule cancerose. I ricercatori hanno
ideato uno studio denominato START con la speranza che un vaccino
chiamato Stimuvax riesca ad arrestare o rallentare la crescita del
cancro polmonare non a piccole cellule, dopo un trattamento
chemioterapico e radioterapico standard. Per partecipare a questo
studio occorre avere un cancro polmonare non a piccole cellule in
stadio 3 ed avere ricevuto chemioterapia e radioterapia.
Un’altro trial sta valutando un vaccino chiamato MAGE-A3 ASCI
nel carcinoma polmonare non a piccole cellule. Il MAGE-A3 ASCI
stimola il sistema immunitario a riconoscere una proteina
denominata MAGE-A3, ritrovata in alcune cellule di carcinoma
polmonare non a piccole cellule. E’ stato teorizzato che le
cellule immunitarie siano capaci di trovare ed uccidere le cellule
cancerose. I medici intendono scoprire quanto il vaccino sia
capace di bloccare o ritardare la crescita del cancro dopo la
chirurgia valutando anche i suoi effetti collaterali. Per
partecipare a questo studio occorre essere stati operati per un
cancro polmonare non a piccole cellule che non sia diffuso in
altre parti del corpo. Nelle cellule tumorali dovrà anche essere
testata la presenza del MAGE-3 prima dell’inizio del trattamento.
Farmaci per rendere il sangue più fluido Nel 2007, una revisione dei dati della letteratura da parte della
Cochrane Collaboration
ha evidenziato che i pazienti con cancro polmonare che
avevano assunto il warfarin, un farmaco che rende il sangue più
fluido, vivevano più a lungo rispetto a coloro che non lo avevano
assunto. Il farmaco, tuttavia, funzionava soltanto nei pazienti
con malattia estesa. La revisione, tuttavia, ha evidenziato un
maggiore rischio emorragico; i benefici dell'assunzione del
farmaco, pertanto, devono prendere in considerazione tale rischio.
Potete leggere questa revisione sull'assunzione del warfarin nel
prolungare la sopravvivenza nei pazienti con cancro nella Cochrane
library. L'articolo è scritto per ricercatori ed esperti, in
termini abbastanza tecnici ed in inglese non corrente. Esiste uno
studio che intende scoprire se i farmaci che rendono il sangue più
fluido sono in grado di migliorare i risultati delle terapie del
cancro del polmone. La formazione di coaguli di sangue è un evento
abbastanza comune nei pazienti con tumore polmonare, e lo stesso
trattamento contro il cancro può aumentare il rischio di
formazione dei coaguli. La dalteparina, anche denominata Fragmin,
è un farmaco che rende il sangue più fluido (anticoagulante). È
normalmente usato per impedire la formazione dei coaguli di sangue
e per la cura degli stessi una volta formatisi. I medici ritengono
che la dalteparina possa anche agire sulle modalità di diffusione
delle cellule cancerose attraverso la circolazione sanguigna, ma
non sanno con sicurezza come. Così questo studio prevede la
somministrazione della dalteparina insieme al trattamento standard
per valutare se riduce il numero di coaguli ematici dovuti al
cancro polmonare, e per vedere se ciò possa contribuire ad
arrestare la diffusione delle cellule del cancro attraverso la
circolazione sanguigna ad altre parti del corpo.
Statine
Le statine sono dei farmaci che la popolazione utilizza per
abbassare il loro livello di colesterolo nel sangue. I medici
ritengono che possano anche avere un effetto sulle cellule
cancerose e intendono scoprire di più sulla loro azione. Lo studio
NeoStat sta esaminando questa possibilità. Si può partecipare a
questo studio se si è stati operati per un cancro del polmone non
a piccole cellule in stadio compreso tra 1 a 3A. Sarà
somministrata una tra due differenti statine, pravastatina o
lovastatina, o nessuna delle due (questo, al momento, è il
trattamento standard), per 2 - 4 settimane prima del vostro
intervento chirurgico. Si è in attesa dei risultati.
Un’altro studio denominato LungStar intende valutare se
l’aggiunta della pravastatina alla chemioterapia è in grado di
migliorare i risultati nel carcinoma polmonare a piccole cellule.
Esiste anche un piccolo studio denominato LungstarPK che valuta le
statine nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule
in stadio avanzato (stadio 3B e 4). Il paziente riceverà una
chemioterapia costituita da cisplatino e docetaxel e la
pravastatina. I medici intendono valutare l’effetto di questa
associazione e gli effetti collaterali.
Trattamenti per i sintomi del cancro avanzato
Esistono delle ricerche riguardanti:
- Alleviamento dei sintomi del cancro che ostruisce le vie respiratorie mediante terapia fotodinamica e crioterapia
- Trattamento del dolore quando il cancro si è diffuso allo scheletro
- Trattamento della dispnea
- Radioterapia per il cancro polmonare che si è diffuso al cervello
Cancro che ostruisce le vie respiratorie
Nel cancro avanzato, alcuni pazienti sviluppano una ostruzione
delle loro vie respiratorie. Ciò può giustificare il loro fiato
corto. Può anche causare una respirazione rumorosa, denominata
stridore. Esistono modi diversi per trattare tale ostruzione,
quali la radioterapia per ridurre il cancro o la chirurgia con
laser per eliminare parte dell'ostruzione. Potete ricevere la più
comune radioterapia esterna, oppure la radioterapia interna
chiamata "brachiterapia". Per effettuare questa procedura è
necessario inserire nei bronchi, attraverso uno strumento
(broncoscopio) che ne permette l'esplorazione, una fonte
radioattiva sigillata. Questa deve essere posizionata il più
vicino possibile all'ostruzione. La brachiterapia può funzionare
molto bene. Un’altro modo per trattare questa ostruzione riguarda
il posizionamento di uno stent. Questa metodica consiste nel
posizionare un tubo particolare durante l’esecuzione di una
broncoscopia che si espande aumentando il calibro del bronco
ostruito e permettendo all’aria di passare migliorando, pertanto,
la respirazione. Un piccolo trial denominato RESTORE-AIR intende
valutare l’uso di stent all’interno della trachea e dei bronchi
principali per migliorare la respirazione nei pazienti con cancro
polmonare non a piccole cellule. Normalmente i medici in caso di
ostruzione delle vie aeree utilizzano la chemioterapia o la
radioterapia prima di ricorrere al posizionamento di uno stent.
Questo studio, invece, vuole valutare quanto il posizionamento fin
dall’inizio dello stent migliori la respirazione aiutando a
sopportare meglio i successivi trattamenti programmati.
Trattare il dolore quando il cancro si è diffuso alle ossa
Il cancro polmonare in stadio avanzato può a volte essersi
diffuso all'osso, causando dolore. Il trattamento standard per
alleviare questo tipo di dolore è una singola dose di
radioterapia. I ricercatori stanno valutando altri modi di
trattare questo dolore, con l'uso di farmaci particolari chiamati
bifosfonati. Uno studio denominato RIB sta paragonando un
bifosfonato chiamato ibandronato alla radioterapia per vedere se
la sua somministrazione è egualmente efficace nell'alleviare il
dolore osseo.
Trattare i problemi del respiro
I medici stanno valutando un'altro classico farmaco, la furosemide
(lasix®). Si vuol accertare se questo farmaco è in grado di
alleviare la dispnea causata dal cancro del polmone. Questo
farmaco, disponibile sia in compresse che in fiale, svolge
attività diuretica, cioè a dire aiuta l'organismo ad eliminare
l'acqua del corpo. Uno studio sta verificando un diverso modo di
azione di questo farmaco. In questo studio la fiala di furosemide
viene somministrata attraverso una mascherina sotto forma di
aerosol. Questo metodo è stato già usato per i pazienti affetti da
asma, ed i medici intendono scoprire se questo nuovo modo di
somministrare la furosemide aiuterà i pazienti con cancro
polmonare. Questo studio è già chiuso e stiamo aspettando i
risultati.
Radioterapia per il cancro polmonare che si è diffuso al cervello
Quando il cancro del polmone si è diffuso nel resto del corpo,
una delle sedi coinvolte è spesso il cervello. Solitamente, in
questo caso, i medici utilizzano la radioterapia, anche se non si
è sicuri se gli effetti collaterali causati dal suo uso (come le
emicranie, il sentirsi stanco o avere un malessere generalizzato)
ne annullino i buoni risultati. Lo studio Quartz sta valutando la
radioterapia nei pazienti con cancro polmonare non a piccole
cellule che si è diffuso al cervello. Ogni paziente che partecipa
allo studio riceverà la miglior terapia di supporto da parte dei
medici che li seguono, associata alla somministrazione di
steroidi. Un gruppo sarà sottoposto a trattamento radioterapico
del cervello, mentre l'altro no. Un’altro studio denominato TACTIC
sta valutando se la somministrazione del farmaco biologico
erlotinib associato alla radioterapia risulti migliore in questa
situazione clinica.
Vita con il cancro
Questo tipo di ricerca può essere molto importante per le
persone affette da cancro. Il Cancer Research del Regno
Unito sta studiando se il "counselling" (o altri tipi di supporto
psicologico) siano in grado di aiutare i pazienti a far fronte
alla loro diagnosi. Un gruppo di ricercatori sta specificatamente
studiando i bisogni delle persone con cancro. Altri studi si
concentrano di più sulla famiglia. Si sta studiando, ad esempio,
se le visite di sostegno psicologico possono essere un mezzo per
ridurre lo stress delle terapie nelle persone vicine ai pazienti
con cancro avanzato in cura per i loro sintomi. Inoltre si stanno
finanziando studi che mirano a migliorare la comunicazione fra i
medici ed i pazienti. Uno studio intende valutare l’uso di in un
farmaco denominato modafinil nel ridurre la stanchezza marcata e
l’esaurimento fisico (fatigue) manifestato dai pazienti con cancro
polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato.
Sintomi del cancro recidivato
Uno studio sta valutando i sintomi legati alla recidiva
del cancro dopo il trattamento iniziale. Ogni paziente, alla fine
di un trattamento per un cancro del seno, del polmone, della
prostata o dell’intestino, è periodicamente sottoposto a controlli
clinici da parte dello specialista che lo ha curato. Gli
appuntamenti dopo alcuni anni, se si sta bene, vengono tuttavia
sospesi. Il paziente potrà rivolgersi al proprio medico se ha
notato nuovi sintomi o se è preoccupato per qualcos’altro. I
ricercatori stanno valutando in maniera retrospettiva le notizie
cliniche dei pazienti che dopo la fine del trattamento effettuato
per il proprio cancro si sono rivolti al proprio medico per la
comparsa di alcuni sintomi. I ricercatori cercheranno di
determinare quali sintomi sono collegati alla ripresa della
malattia tumorale e quali sintomi sono conseguenza di altre
malattie. Lo studio ha lo scopo di individuare i sintomi più
frequenti legati alla ripresa della malattia cancerosa in modo
tale da fornire ai medici dei dati utili ad individuare i sintomi
legati al cancro quando recidiva.
Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2009
CancerHelp UK non intende fornire consigli medici o servizi professionali, piuttosto ha un intento educativo. Le informazioni fornite da CancerHelp non possono sostituire le terapie professionali e non dovrebbero essere usate per la diagnosi o per trattare un problema di salute o per una malattia. Se avete, o sospettate di poter avere, un problema di salute dovreste consultare il vostro medico.
Copyright Cancer Research UK 2002
Cancer Research UK Charity Number 1089464
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Nota del traduttore
1. l'equivalente inglese del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in Italia
2. in italiano trial può essere tradotto sperimentazione
3. si parla di fasi perché, per accedere ad una fase successiva, la sperimentazione precedente deve essere stata superata con risultati clinicamente positivi
4. in Italia, un ottimo database per le sperimentazioni oncologiche è quello offerto dal Corriere della Sera: Sportello Cancro, alla pagina web: www.corriere.it/sportello-cancro/
5. il DNA, o acido desossiribonucleico, è una lunghissima molecola avvolta a spirale che contiene tutto il patrimonio genetico dell'individuo e che si trova nel nucleo di tutte le cellule
6. si tratta di un istituto inglese che si occupa di salute e qualità delle cure
7. molte di queste combinazioni di farmaci sono usate anche in Italia
8. per una essenziale descrizione di questi farmaci e degli altri farmaci citotossici più spesso usati in chemioterapia si consultino, su questo stesso sito, le schede farmacologiche della Mayo Clinic all'indirizzo: http://www.alcase.it/education/tox-farmaci.htm
9. In Italia, come anche negli Stati Uniti ed in diversi paesi Europei, l'ALIMTA è già stato approvato nel trattamento del cancro del polmone non a piccole cellule (da noi, è disponibile dal 4/4/2005 per uso ospedaliero esclusivo)
10. in Italia l'erlotinib (Tarceva®, Hoffmann - la Roche) è in commercio dal 10/8/2006.
11. anche in Italia il gefitinib (Iressa®, Astra Zeneca) non è in commercio e può essere dispensato dal proprio oncologo solo per "uso compassionevole"
12. L'Avastin è disponibile in Italia per uso ospedaliero esclusivo dal 17/10/2005
13. Si tratta di una organizzazione inglese, molto rispettata per la sua autorevolezza scientifica, che cerca, attraverso un'analisi sistematica della letteratura scientifica di un determinato argomento, di pervenire alla definizione di pratiche mediche "basate sull'evidenza dei fatti".
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