Second Cuneo Lung Cancer Conference

2nd CUNEO LUNG CANCER CONFERENCE

Note dell’organizzatore

La 2nd Cuneo Lung Cancer Conference “Therapeutic Options for Non-Small Cell Lung Cancer (NSCLC): Towards a Common Strategy” si è recentemente svolta e conclusa presso il Grand Hotel Vinadio Terme, Cuneo, nello splendido scenario delle Alpi Marittime, a soli tre chilometri in linea d’aria dal confine Italo-Francese.

Da sabato 20 giugno a mercoledì 24, 1998, tutte le possibili opzioni terapeutiche per il tumore del polmone non a piccole cellule, malattia localmente avanzata, sono state singolarmente analizzate, criticamente riconsiderate, e confrontate l’un l’altra.

Il Meeting è stato unico per:

  1. La struttura di workshop monotematico.
  2. Il tema era limitato a una specifica situazione clinico-terapeutica (trattamento del NSCLC in stadio IIIa e IIIb), ed era conseguentemente d’interesse per un numero limitato di persone altamente specializzate. Per la prima volta, inoltre, erano invitati a partecipare, in maniera organica al programma scientifico, un gruppo di pazienti dell’Associazione Americana “ALCASE” (Alliance for Lung Cancer Advocacy, Support, and Education), allo scopo di porre sul tavolo la prospettiva e le aspettative dei pazienti.
  3. La caratteristica di evento realmente internazionale. Oltre ai 40 speakers, tutti di statura internazionale, i partecipanti stessi provenivano dai più disparati paesi, fra cui Australia, Brasile, Cina Popolare, Sud Corea, Egitto, e Turchia. Le prime tre comunità nazionali più rappresentate erano nell’ordine: Stati Uniti, Italia, Inghilterra.
  4. L’organizzazione messa in atto da volontari di una associazione NON-PROFIT. Il Cuneo Lung Cancer Study Group (CuLCaSG, oggi ALCARE) è una organizzazione regionale fondata nel gennaio del ’94 a Cuneo e dedicata alla crescita professionale dei medici e del personale sanitario che, in quella realtà, si occupano di tumore del polmone. Il gruppo organizza corsi, incontri d’aggiornamento e conferenze. Questa è la prima volta che il gruppo si cimenta in un’impresa di così ampio respiro.
  5. I finanziamenti giunti in maniera quasi esclusiva dalle quote di registrazione e dai grants di enti governativi e società medico-scientifiche. Sebbene fosse chiaro sin dall’ inizio, che ciò avrebbe comportato un attento controllo delle spese, la scelta di non basarsi pesantemente su finanziamenti provenienti da case farmaceutiche avrebbe assicurato un forum di discussione assolutamente libera e non condizionato da conflitti d’interesse.
  6. L’interesse anche culturale ed umano. Il CuLCaSG si è molto occupato dell’aspetto sociale e culturale del Meeting. Ogni sera è stata dedicata a spettacoli di diapositive e filmati che mettevano in risalto il paesaggio e l’ambiente delle Alpi Marittime, la flora e fauna del locale Parco dell’Argentera, oltre alla specificità occitana della gente di qui, che è orgogliosa della propria lingua provenzale, della propria cultura di ponte fra Italia e Francia, e delle proprie particolarissime tradizioni, fra cui, molto sentite, le musiche e balli occitani.

Dal punto di vista più squisitamente scientifico, il programma era assai vario, ma nello stesso tempo finalizzato a raggiungere un momento di sintesi. Esso includeva letture magistrali, revisioni topiche della letteratura, e innovativi studi originali, riuniti sotto la comune dizione di “future directions”. Le letture magistrali avevano lo scopo di introdurre storicamente la singola modalità terapeutica presa in esame, le reviews topiche avevano invece il compito di analizzare l’evidenza scientifica indiretta (dati di laboratorio, studi clinici di fase I e II) e diretta (stadi di fase III e meta-analisi) a supporto dell’opzione terapeutica in esame. Seguivano tavole rotonde a tema, un ampio spazio di discussione e la votazione finale sulle domande chiave su cui la sessione verteva.

Non è questa la sede per riassumere la messe di dati presentata: le conclusioni scientifiche della conferenza sono state pubblicate su  Lung Cancer. 1999 Jan;23(1):77-90 (il reprint dell’articolo e il libro degli atti viene fornito a richiesta, telefonando in sede).

Gli esperti sotto elencati hanno partecipato a tutte le tavole rotonde:

Aasebo, U; Ardizzoni, A; Ball, D; Bleehen, N; Bremnes, N; Buccheri, G; Calderari, G; Carbonero, I; Darwish, S; Davis, S; Detterbeck, F; Friso, M; Garattini, S; Girling, D; Goldstraw, P; Gregor, A; Hansen, H; Hu,Y; Jett, J; Kaasa, S; Karrer, K; Kohman, L; Koning, C; Kozlowski, M; Le Chevalier, T; Lederle, F; Leventhal, J; Li, L; Liu, X; Magno, L; Martins, S; Melica, E; Myahara, R; Natale, R; Park, K; Ruckdeschel, J; Savas, I; Sause, W; Scagliotti, G; Sculier, J; Socinski, M; Sorensen, J; Tamburini, M; Tierney, J; Tonato, M; Urschel, J; Van Houtte, P; Vassallo, G; Verderio, P; Virik, K; Von Briel, C; Von Bueltzingsloewen, F; Wada, H; Waders, R; Williams, C; Yilong, W; Yamping, Hu.

Da queste alcune, contraddittorie, conclusioni possono essere evocate:

Quasi i 3/4 dei partecipanti riteneva, infatti, che il livello I d’evidenza fosse essenziale per considerare provata una determinata terapia. Inoltre,  tale livello d’evidenza non si sarebbe dovuto limitare alla sola durata di sopravvivenza. Ora, le successive sessioni scientifiche dimostrarono(2nd Cuneo Lung Cancer Coinference – Proceedings) che solo per la chemioterapia beneficiava del livello I, mentre tutte le altre modalità terapeutiche raggiungevano al massimo il livello II, e ciò solo per quanto riguardava gli eventuali vantaggi di sopravvivenza. Nonostante questo, quasi tutte le modalità terapeutiche erano considerate efficaci, prescrivibili anche al di fuori del contesto sperimentale, e variamente accettabili come standard terapeutico. Benché, poi, quasi tutte le modalità terapeutiche erano considerate influenzare efficacemente la storia naturale della malattia e perciò ritenute prescrivibili anche al di fuori del contesto sperimentale, si invocavano ancora studi controllati con braccio placebo o di sola terapia di supporto….

Un’ultima interessante osservazione è data dalla permanenza di un notevole grado d’incertezza, nonostante i nuovi dati scientifici che si vanno continuamente accumulando in letteratura, la certezza di alcuni “opinion leaders” (Johnson, D.H. Combined-modality therapy for unresectable, stage III non-small-cell lung cancer – Caveat emptor or caveat venditor. JNCI 88:1175-1177, 1996), e il susseguirsi di conferenze del tipo di quella da noi organizzata. Esiste, dunque, una modalità terapeutica standard per il NSCLC localmente avanzato dopo la 2nd Cuneo Lung Cancer Conference? Sembrerebbe di no, e soprattutto, non pare certo finita la stagione degli studi controllati con sola terapia di supporto!

Gianfranco Buccheri,

Direttore Scientifico del Cuneo Lung Cancer Study Group e Conference Chairman