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Tagrisso o chemioterapia?

Egr. Dott. Buccheri, ho un enorme e urgente bisogno di un suo illuminante parere. A una mia parente, mai fumatrice,sei anni fa è stato asportato dal polmone dx un Tagrissoadenocarcinoma G2 di circa 4cm che non aveva interessato i linfonodi circostanti. In un primo momento fu trattata con quattro cicli di Cisplatino e Gemcitabina. A Settembre 2011 sono comparse delle piccole lesioni a livello osseo e del cervello. Dopo aver verificato che esisteva una mutazione egfr dell’esone 19, dalla fine del 2011 è stata trattata con Iressa e con radioterapia delle piccole lesioni ossee e di quella cerebrale. Per tre anni tutto è andato bene: anche le lesioni sono scomparse. Alla fine del 2014 sono ricomparsi un piccolo nodulo al polmone dx e una piccola lesione a livello cerebrale. Entrambe le lesioni sono state trattate con radioterapia e la paziente è stata sottoposta nel corso del 2015 a otto cicli di Alimta, perché Iressa era ormai inefficace.  Agli inizi del 2016 sono compari piccoli noduli al polmone sx.  L’asportazione chirurgica di uno di essi e le successive analisi hanno permesso di verificare che si tratta sempre di adenocarcinoma G2 con mutazione egfr dell’esone 19 +T790. La risonanza magnetica al cranio ha inoltre evidenziato una diffusione liquorale della malattia, da valutare anche con risonanza del midollo. I problemi attuali per la paziente sono soprattutto di inappetenza, disgusto per il cibo, dimagrimento, frequenti conati di vomito e anche vomito. Le è stata proposta o una chemioterapia tradizionale o la sperimentazione del Tagrisso. Secondo Lei, quale terapia può essere migliore per la paziente? La ringrazio infinitamente.

Virginia

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Grazie, Virginia, della tua domanda semplice e diretta, cui mi è facile rispondere semplicemente e direttamente.

L’osimertinibAZD9291 (nome commerciale Tagrisso™) è sicuramente attivo nell’adenocarcinoma polmonare EGFR-positivo divenuto resistente all’Iressa per sopraggiunta mtutazione T790M, come è il caso della tua amica.  In uno studio clinico di fase I-II, condotto in maniera estremamente rigorosa e pubblicato lo scorso anno sul New Engl J Med, che la più autorevole rivista medica al mondo (http://www.alcase.it/educational/premessa-farmaci-mirati/farmaci-mirati/osimertinib/), fu dimostrata una percentuale di risposta di oltre il 50%, proprio in questo tipo di pazienti.  Oltre tutto, il Tagrisso  è abbastanza attivo anche in caso di interessamento metastatico del cervello. Al contrario, la chemio di terza linea, come sarebbe il caso dell’amica, non darebbe neanche un quarto di quelle possibilità di risposta.

Dunque, senza esitazioni, il mio consiglio è di entrare nello studio proposto.

Cordialmente,

direttore-medico-firma

Gianfranco Buccheri


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