Ancora sul CEA e sulla sua, a volte difficile, interpretazione…

Gentile staff di Alcase, mi rivolgo a voi riguardo ad un anomala rilevazione del marcatore CEA che mi sta dando molte preoccupazioni.

Sono un uomo di 38 anni, ex fumatore da sei (5 pacchetti/anno). Ho una storia di asma bronchiale iniziata dall’età di due anni, ma che al momento riesco a tenere benissimo sotto controllo, pur non essendo seguito in nessun centro specializzato. L’ultima Rx torace fatta nel maggio del 2013 in seguito ad un episodio di bronchite, dava come esito “lieve iperespansione dei campi respiratori”.

Il mio terrore è sempre stato quello di sviluppare un cancro ai polmoni, a causa della mia sciagurata abitudine al fumo. Anche se non sono mai stato un forte fumatore, la mia paura è che gli anni in cui ho avuto questo vizio abbiano danneggiato ulteriormente i miei bronchi già provati dagli attacchi asmatici. Motivo per cui nel 2010 ho deciso di smettere definitivamente.

La settimana scorsa ho chiesto al mio medico delle analisi di routine. Fra i valori che mi ha prescritto c’erano anche i marker tumorali. Quando ho ritirato il responso mi è preso un colpo: tutti valori nella norma tranne uno, l’unico, il peggiore. Il marcatore CEA è dato infatti a 5,1. Le ultime analisi in cui l’avevo controllato risalgono al 2011, valore: 3,6.

Premetto che sono un grande sportivo, faccio running quattro volte la settimana e non ho nessun sintomo anomalo che possa farmi pensare a qualcosa di serio. Respiro benissimo e le mie prestazioni non hanno subito cambiamenti, anzi, negli ultimi tempi sono addirittura migliorate. Per questo la cosa mi è sembrata ancora più strana, mi sento perfettamente in salute.

Allora vi chiedo: può il singolo marcatore essere una spia di un cancro ai polmoni, nonostante la totale assenza di sintomi? Oppure possono esserci altre cause del suo innalzamento? E se dovessi fare degli accertamenti, consigliereste la rx torace o la Tac?

Vi ringrazio per il vostro servizio e per le battaglie che portate avanti ogni giorno.

Francesco.


Caro Francesco,

come giustamente metti in evidenza tu, sei giovane, in perfetta salute generale, e del tutto asintomatico.  Hai fumato, è vero, ma hai smesso da anni e sei stato solo un modestissimo fumatore (lo screening si raccomanda oggi dai 20 pacchetti/anno in sù).  Magari, dove vivi, non c’è esposizione cronica alle polvere di amianto (vecchi tetti o terrazzi in disfacimento…) e l’aria è ancora abbastanza libera da smog urbano e/o industriale. Per di più, nella tua famiglia ci sono solo pochi o pochissimi casi di tumore e vivi in un appartamento al 3° piano, o ancora più in alto (dove il Radon non arriva).

Se così fosse, tu avresti una bassissima probabilità di sviluppare un cancro al polmone (ovviamente, nel caso che una delle condizioni su esposte non fosse rispettata, la probabilità non sarebbe poi così bassa, ma potrebbe anche diventare non trascurabile).

Per venire al tuo quesito, premetto che il CEA è un marcatore tumorale non solo del polmone, ma anche di altri tumori epiteliali a cominciare da quelli gastrointestinali… e che il valore di 5,1 ng/ml che ti è stato riscontrato occasionalmente può essere giustificato da normali fluttuazioni del test.

Alla luce delle precedenti considerazioni, ti consiglierei di ripetere il CEA (magari nello stesso laboratorio e contemporaneamente in un altro, come controllo) perchè quando il suo valore è borderline, come nel tuo caso, conta molto la tendenza: tre/quattro aumenti consecutivi nello spazio di pochi mesi sono un campanello di allarme, come lo è un valore davvero alto (diciamo da 10 ng/ml in su..).  Fai richiedere dal tuo medico una TAC a basso dosaggio di radiazioni, senza mezzo di contrasto, se i prossimi controlli del CEA non saranno tranquilizzanti e/o tu avessi qualche altro fattore di rischio per cancro al polmone fra quelli su accennati e qui, più sistematicamente, elencati: http://www.alcase.it/educational/opuscoli-informativi/.  Anche un test di screening per tumori intestinali (ricerca del sangue occulto nelle feci) andrebbe fatto in tali circostanze.

Non vorrei averti “terrorizzato”: il fatto è che l’esperienza insegna a non essere superficiali in questo tipo di cose, soprattutto alla luce del recente incremento di adenocarcinomi del polmone in casi incredibilmente giovanili e con pochi o nessun fattore di rischio.

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri


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