Due mesi per una TAC decisiva alla prosecuzione della terapia…

Salve a tutti!
sono una ragazza di Viterbo e Vi scrivo perchè ho veramente bisogno di aiuto per trovare una soluzione alla situazione di mio padre, 66 anni, ex fumatore.
A Novembre 2014 iniziò l’incubo.. diagnosi: MICROCITOMA POLMONARE III STADIO; dimensioni 10x9x8 circa; no metastasi a distanza. Il tutto scoperto accidentalmente, dopo una caduta da una scala.

In cura al reparto di Oncologia di Viterbo,a Dicembre 2014 iniziò la chemioterapia con cisplatino etoposide. Terminato il III ciclo (Febbraio 2015) gli fecero fare TC di controllo e risultò una diminuzione del tumore di quasi la metà..un buon risultato insomma. Però i problemi erano già alle porte.. neutropenia febbrile, svenimenti ripetuti, emottisi, versamento pleurico e pericardico.. gli fecero anche il IV ciclo (marzo 2015) ma l’effetto tossico aumentò quindi fu deciso di interrompere la chemioterapia e di iniziare la radioterapia.. bhè..a distanza di due mesi papà deve ancora iniziare il trattamento radioterapico e dalla TC dopo il IV ciclo (fatta il 22 aprile 2015 perchè non fu prenotata con l’URGENZA) risulta un AUMENTO della massa tumorale..
Ora io mi chiedo..è mai possibile che un pz affetto da un tumore così aggressivo debba dover aspettare due mesi di tempo per fare una TC e per iniziare un trattamento curativo? Mi è stato detto che papà non è in condizioni di urgenza e che può aspettare…..
E perchè non prendono provvedimenti per risolvere quel versamento pleurico, dato che il cortisone non è stato poi così tanto di aiuto?
Perdonatemi ma in questo momento io mi sento abbandonata in questo cammino di mio padre..non è possibile che non ci sia più nulla da fare..
Voi, potreste darmi un piccolo aiuto,un consiglio?
Vi ringrazio di cuore..
Cordialmente

Vanessa Cionci


No, cara Vanessa!… C’è qualcosa che non va in quel che ci racconti!…

Intanto, la tossicità, cui è andato incontro tuo papà è abbastanza “normale”. Tuttavia, dopo una fase acuta di 2 o 3 settimane, la tossicità viene ben controllata dalle normali terapie sintomatiche e di supporto, il che consente una ripresa normale della chemio (che è un vero peccato si sia dovuta interrompere così precocemente).
Poi, un’attesa di due mesi, in un paziente con un microcitoma (una patologia serissima che va seguita con la massima attenzione) per il quale si deve decidere il prosieguo della cura, è davvero inaccettabile e non stupisce affatto che la situazione tumorale in quel lasso di tempo sia tornata come prima o peggio…
Infine, se il versamento pleurico e/o pericardico sono sintomatici (cioè “accorciano sensibilmente il fiato..”), va fatta o almeno tentata una PLEURODESI e/o un piccolo intervento volto a creare una FINESTRA PERICARDICA.

Che fare a questo punto?… Probabilmente conviene rivolgersi ad un altro centro e ad un altro medico di riferimento nella tua regione.  ALCASE per questo ha prodotto due liste che potrebbero esserti utili: la lista dei MEDICI ECCELLENTI e la lista dei CENTRI MEDICI di ECCELLENZA.

E non disperare!… Ci sono ancora molte chemio che possono essere usate in seconda line, a cominciare dal Topotecan o dall’Irinotecan: http://www.alcase.it/educational/linee-guida-internazionali/i-chemioterapici/

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri


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