Troppo presto per dire…

Buongiorno

vorrei chiedere il Vostro parere in merito all’esito della TC fatta ieri da mia mamma. Oggi andrà dal ns medico di base e prenderà appuntamento con pneumologo.

Fatto rx a causa di lievi fastidi alla schiena, sotto scapola sinistra, che ricomparivano non appena terminava effetto di lievi antidolorifici, è emersa un’opacità nodulare di circa 4 cm in sede parailare superiore polmone sinistro.

Ieri ha fatto TC con e senza contrasto, esito: si conferma presenza di pseudonulare ad encachement disomogeneo nella parte superiore sinistra con clivaggio al mediastino e para ilare (Le sto scrivendo a memoria, per non farmi vedere da mia mamma che è molto giù di morale) delle dimensioni di 4.2 x 3.4. Si consigliano approfondimenti. Presenza di altri noduli alle estremità da ambo i lati, di natura aspecifica ma da tenere sotto controllo. Piccola presenza di enfisema (non ricordo bene la parola corretta, ma credo a metà del polmone). No versamento pleurico. No tumefazioni surrenali.

Secondo Voi è sicuramente un tumore maligno? Vi possono essere probabilità di operazione oppure non ha speranze e dovrà solo attendere sopportando chemio che le allungano il decorso della malattia?

Ringrazio anticipatamente,

Ale M.

scusatemi ho dimenticato…. mia mamma ha 63 anni ed è fumatrice. Stato di salute apparentemente buono, non ha altri problemi se non questo “fastidio” (così lo chiama lei) alla schiena.

Le aggiungo che c’era anche segnalato di alcuni linfonodi di dimensioni 1.4. Sono, anzi siamo terorizzate.


Cara Ale.. hai letto il titolo di questo articolo?… Questa è in effetti la vera risposta.

Dal momento che compare il sospetto di un cancro al polmone e si iniziano i primi accrtamenti clinici, l’esperienza decennale nel trattare questo tipo di cose mi ha fermamente convinto che la miglior risposta è dire semplicemente:  ”Sì, c’è il sospetto; stiamo facendo urgentemente tutti gli accertamenti necessari per confermare o escludere quel sospetto e per chiarire se la malattia rientra appieno (o comunque può ancora rientrare) nei limiti dell’operabilità.  La informeremo dettagliatamente sulla diagnosi e lo stato della sua malattia, appena noi stessi li conosceremo.

D’altra parte quale sarebbe l’alternativa: fare passare il paziente su una serie di montagne russe dell’anima (speranza, sconforto, depressione profonda) per approdare alla fine a una condizione relativamente tranquilla e favorevole (magari dopo averla terrorizzata con le ipotesi più tremende) o al contrario terminare l’iter diagnostico con una situazione assai pesante  (magari dopo aver dato l’illusione di poter uscirne bene)?…

In pratica, Ale, la storia che mi racconti e la TAC che mi trascrivi (in maniera incorretta, ma comprensibile)  sono fortemente SOSPETTE per un tumore al polmone; inoltre, la TAC lascia molti dubbi circa l’operabilità o meno della lesione in questione.  Bisogna fra ancora almeno una broncoscopia e una PET e solo dopo si potrà parlare, senza doversi contraddire subito dopo…

Spero di non averti deluso, ma di più non voglio dirti.

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri


7 Responses to “Troppo presto per dire…”

  1. Non ho detto, Ale, che “si si tratta sicuramente di un tumore, altre possibilità remote non ce ne sono”…. Ho detto semplicemente che “le immagini sono fortemente SOSPETTE per un tumore al polmone”; in altre parole: il tumore è, purtroppo, la causa più probabile della lesione vista alla TAC. Per quanto riguarda gli elementi che fanno sospettare una inoperabilità, non volevo dirlo, ma visto che insisti, questi potrebbero essere i noduli polmonari diffusi ai polmoni (ma la tua trascrizione del referto qui non è sufficientemente chiara) e i linfonodi mediastinici di dimensioni al limite del patologico.

  2. Ale scrive:

    Buongiorno Dr. Buccheri, a distanza di 8 mesi dalla diagnosi della mia mamma: adenocarcinoma polmone sinistro (nodulo di 4,2 cm) IV stadio con singola metastasi encefalica (1,2 cm) vorrei aggiornarLa. Prima è stata sottoposta a trattamento gamma-knife e successivamente a 6 cicli di cisplatino+gemcitabina, senza gravi effetti collaterali se non spossatezza e neuropatia periferica (comparsa fra l’altro a fine trattamento, per cui le hanno prescritto degli integratori di acido lipoico). Bene vengo al punto, ovvero agli esiti dei controlli: metastasi celebrale diminuita, ora è di 7 mm e nessuna nuova lesione. Adenocarcinoma diminuito, ora il diametro maggiore è di 2,5 cm. Le hanno proposto radioterapia e l’oncologa le ha detto che vuole tenere l’immunoterapia nel cassetto come scorta. Vista dalla radioterapista le ha detto che vogliono rifarle la tac per valutare bene la posizione prima di dare l’ok al trattamento perché sembra sia troppo vicino ad aorta e trachea. Che probabilità ci sono secondo Lei che si possa fare? Che alternative ci potrebbero essere? La termoablazione potrebbe essere? Oppure passiamo a Nivolumab? Grazie mille

  3. Ciao, Ale.
    Grazie per il follow-up.
    Personalmente vedrei bene una radioterapia al torace (stereotassica, però) per completare l’effetto della chemio, ovviamente in caso di negatività dei test EGFR ed ALK sulla biopsia del tumore (di cui le non mi ha fatto cenno). Perché, in caso di positività di un dei due ci sono farmaci molto efficaci da usare, cui anzi bisognava dare la precedenza.
    Sempre in caso di negatività EGFR ed ALK, subito dopo la RT toracica comincerei l’immunoterapia…
    Cordialmente,
    Gianfranco B.

  4. Ale scrive:

    Buongiorno e buon anno Dr. Buccheri e tutto ALCASE!

    La ringrazio innanzitutto per la celerità con cui mi ha risposto! Le confermo che da biopsia fatta ad aprile è risultato negativo sia EGFR che ALK purtroppo. Ci hanno contattati ed hanno confermato RT stereotassica ed inizia giovedì (tac di centraggio fatta il 28/12)! La terrò aggiornata. Vorrei chiederLe un altro consiglio se possibile. La mamma da quando ha terminato cicli di chemio, avverte formicolii, fastidio e debolezza sia alle mani che ai piedi. L’oncologa le ha dato due fiale al dì di oncosten ed una compressa di Tiobec fast slow. E’ quasi un mese che assume questi integratori ma non ha risultati. Cosa possiamo fare?
    La ringrazio anticipatamente.

    Ale

    P.s. vorrei diventare socia ALCASE, ma ho visto che non viene previsto bonifico come pagamento. E’ possibile farlo tramite bonifico?

  5. Bene, Ale, fammi sapere… Per quanto riguarda i disturbi cui accenni, si tratta chiaramente di fenomeni di neurotossicita’ legati alla chemio. Bisogna attendere che passino, a volte anche diverse settimane.

    Gianfranco Buccheri
    PS.Certamente che è possibile divenne soci mediante bonifico bancario: http://www.alcase.it/contatti/aiutaci/

  6. Ale scrive:

    Grazie mille! Bonifico fatto :-)

    Per la neurotissicità non possiamo darle nulla per aiutarla quindi? La mamma nel complesso sta bene, a parte questi disturbi che le fanno buttare il morale a terra (fa fatica a camminare e questo l’ha fatta rinchiudere in casa)…. Lei mi ha scritto che per passare ci vogliono diverse settimane, ma lei li ha da novembre, e solo a metà dicembre l’oncologa si è decisa a darle integratori… Cosa posso fare? Nel complesso la cura sta andando bene (giusto?) e voglio che la mamma continui a combattere e che ci possa essere x il matrimonio e per i futuri nipoti… Grazie

  7. Cara Ale, benvenuta innanzitutto fra i soci di ALCASE!!
    In realtà per la neurotossicita’ c’è poco da fare. Integratori alimentari e vitamine fanno nulla o poco, se la persona si alimenta sufficientemente…
    Ma tale tossicità è di solito modesta e si sopporta benissimo, anche per diverso tempo.
    Se tua mamma fa persino fatica a camminare, forse c’è sotto qualche altra ragione. Non posso aiutarti da qui, ma certamente andrebbe rivalutato il caso con attenzione. Prova a parlarle coi tuoi oncologi, e richiedi la loro attenzione sul fatto…
    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

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