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Come ottenere il Nivolumab (OPDIVO ®)

Buon giorno.

Mi chiamo Marianna a Rizzi. A mio padre è ‘ stato diagnosticato un adenocarcinoma polmonare. Ha qualche metastasi al fegato e alle ossa. Abbiamo finito da qualche giorno di fare diagnosi. Ha fatto esame istologico e indagine molecolare (tempi biblici) . Non c’è mutazione EGFR nè AL K . Però, attraverso il protocollo del Sant’Andrea (Roma) siamo riusciti a far analizzare negli Stati Uniti i vetrini ed è positivo all’anti PD -L1. In pratica a gg sapremo se è entrato in questo protocollo che ha parametri piuttosto rigidi (a me viene da dire che per entrarci deve stare bene!!).   Se dovesse accedervi c’è questa randomizzazione per stabilire se parte prima con il pembrolizumab o chemio.
Ora però sto leggendo del Nivolumab e dell’efficacia sul tumore ai polmoni di questo tipo, e soprattutto che è in commercio, registrato a marzo, ma credo non in Italia.

Chiedo:

  1. Come fare per accedere a questo farmaco?
  2. Che cosa è l’uso compassionevole di un farmaco a cui mi ha detto di ricorrere un oncologo che ha visitato mio padre ?
  3. Può fare il Nivolumab mio padre se non entra nel pembrolizumab?

Ho letto che si fa in prima linea o anche insieme a chemio. So che la situazione è complessa ma non è possibile convivere con la consapevolezza che ci sono delle chance e non riuscire ad accedervi.
Certa di una vostra sollecita risposta.

Saluti,
Marianna Rizzi


Cara amica, innanzitutto speriamo che tuo papà possa entrare nelle sperimentazione cui accennavi (il Pembrolizumab è l’anticorpo anti PD1 della MSD, per ora approvato solo per il Melanoma, ed in concorrenza per il polmone con il Nivolumab della BMS).  Questo perchè i pazienti che rientrano nelle sperimentazioni cliniche ricevono una serie di controlli, verifiche, accertamenti e valutazioni medico-specialistiche di gran lunga superiori a quelli trattati nella pratica medica di tutti i giorni.  Tali “speciali attenzioni”, da sole, garantiscono un esito più favorevole.

Per il resto hai ragione, finora il solo Nivolumab è stato approvato, ma solo negli USA e nei pazienti con istotipo squamoso (che non è quello di tuo padre). Dunque anche il Nivolumab, come il Pembrolizumab, può essere fatto a livello sperimentale o, come suggerito dal tuo oncologo, può essere ottenuto per uso cosidetto “compassionevole”.

Per quanto riguarda l’uso sperimentale, il sito più completo ed affidabile, dove sono recensiti  tutti gli studi americani ed internazionali attivi, chiusi o che stanno ancora reclutando pazienti (Italia compresa), è quello del NCI americano.   Questo è il link che limita la ricerca a partecipazioni italiane: http://www.clinicaltrials.gov/ct2/results?term=nivolumab+lung+cancer+italy&Search=Search

L’uso compassionevole è regolato da una precisa normativa che disciplina, in Italia, l’accesso a terapie farmacologiche sperimentali, per un uso al di fuori della sperimentazione clinica, a pazienti affetti da malattie gravi o rare o che si trovino in pericolo di vita, quando, a giudizio del medico, non vi siano ulteriori valide alternative terapeutiche.  Si tratta di una normativa complessa che richiede all’oncologo una grande disponibilità di tempo da dedicare alla produzione di un’ampia documentazione da trasmettere all’Ufficio Ricerca e Sperimentazione Clinica dell’AIFA, non ultima la dichiarazione di disponibilità della ditta produttrice alla fornitura gratuita del medicinale…  Per saperne di più, vai al link: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/normativa-di-riferimento-sperimentazione-clinica.  E’ chiaro che ben pochi oncologi sono..per così dire…entusiasti di aprire una procedura del genere. Tuttavia, molti lo fanno.

Infine, per rispondere alla tua 3° domanda, tuo padre potrebbe aver beneficio dal Nivolumab (anche se non ha un carcinoma squamoso), e varrebbe la pena provarlo.

Come vedi il percorso è difficile… Ma è sempre così nella vita.  Tutti possono fare delle escursioni in montagna, ma se uno vuole scalare un ottomila deve lavorare ed impegnarsi tantissimo.  Così, tutti possono accedere alle cure migliori oggi disponibili, ma se uno vuole quelle ancora inaccessibili ai più, deve lavorare ed impegnarsi tantissimo….

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri


32 Responses to “Come ottenere il Nivolumab (OPDIVO ®)”

  1. Marianna Rizzi scrive:

    Grazie infinite della sollecita risposta. Ho verificato e nivolumab e ‘ disponibile alla farmacia del Vaticano. Occorre ricetta medica con dosaggio. Non è richiesto istotipo per accedere al farmaco. Ovviamente è a pagamento. Speriamo di rientrare nel protocollo pembrolizumab. Altrimenti vedremo con il nivolumab.Grazie ancora.Marianna Rizzi

  2. Grazie, Marianna, delle tue informazioni aggiuntive!… Saranno preziose per molte persone. Grazie, ancora, a loro nome…
    Gianfranco B.

  3. Elena Turishina scrive:

    buon giorno,
    Sig.ra Marianna, potrebbe dirmi cortesemente quanto costa il farmaco.
    sto aiutando a una mia cara amica cercare le cure.
    l’anno scorso lo facevo per mio papà, ma la sua situazione era purtroppo molto grave, e nessun farmaco è riuscito ad aiutarlo.
    grazie mille.
    Elena

  4. Marianna Rizzi scrive:

    1700 euro da 4 mg. 4900 da 10 mg per Nivolumab. Così mi è stato riferito telefonicamente. E comunque è un farmaco che va somministrato in ambiente ospedaliero o da un medico che sa farlo e lo conosce. Ci sono però tanti ospedali dove è attivo il protocollo dell’uso compassionevole del farmaco. La cosa migliore è , secondo dove si risiede, telefonare a tutti gli ospedali della propria città o delle città vicine e, chiedere al reparto oncologia quali studi hanno in corso e per quali farmaci hanno i protocolli per uso compassionevole. Non c’è molta informazione in giro ma se si inizia a chiedere ci si rende conto che c’è di più di quello che immaginiamo. Marianna Rizzi.

  5. Aggiungiamo che è recentissima la notizia secondo la quale l’Agenzia Italiana del Farmaco, grazie alla disponibilità dell’azienda Bristol-Myers Squibb, ha attivato un programma di uso compassionevole del NIvolumab per l’accesso di tutti i pazienti con diagnosi di tumore al polmone squamocellulare non resecabile e/o metastatico al trattamento: http://fai.informazione.it/p/49DE3B63-D685-427C-8ED6-A0A0CF959DB0/Tumore-al-polmone-Avvio-immediato-del-programma-per-uso-compassionevole-di-nivolumab

  6. Riccardo scrive:

    Buonasera Dottore,
    quindi per poter somministrare ad un paziente questo nuovo medicinale quale percorso ammostati o bisogna percorrere?? Oppure basta una semplice richiesta da parte dell’oncologo ?
    Cordiali saluti

  7. Riccardo scrive:

    Volevo scrivere “amministrativo “.
    Ancora saluti

  8. C’è un percorso (lungo e complesso, dato che viviamo nel paese della burocrazia sovrana..) che l’oncologo deve “aver voglia” di perseguire….

  9. riccardo scrive:

    Dottore come sempre è stato gentilissimo.
    Speriamo il medico di mia madre abbia questa “voglia”…..
    Saluti

  10. Antonino scrive:

    Gentile Dott. Buccheri,
    ho contattato il nostro oncologo, che mi ha detto che l’accesso al Nivolumab non è possibile per NSLC con mutazione EGFR accertata (il nostro caso).
    Conoscendo la Vs. immensa preparazione in merito, vorrei capire se è una risposta che nasconde una mancata disponibilità a tutta quella burocrazia di cui si parla in questa pagina oppure corrisponde a verità assoluta, perchè a me non risulta che i tumori non squamosi con mutazioni EGFR o ALK non possano accedervi.
    La ringrazio anticipatamente per la risposta.
    Cordialmente.

  11. Caro Antonino,
    temo che la tua prima ipotesi esplicativa sia quella vera… Come puoi leggere tu stesso, nel comunicato stampa dell’agenzia governativa italiana AIFA (http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/avvio-del-programma-uso-compassionevole-di-nivolumab-nei-pazienti-con-tumore-nsclc-non-squam), si legge testaualmente che il programma è attivato:
    “Per garantire ai pazienti con diagnosi di tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC) ad istotipo non squamoso, metastatico, precedentemente trattati, la possibilità di trattamento con Nivolumab, farmaco immunoterapico che ha mostrato un significativo vantaggio nei tassi di sopravvivenza!”.
    Nessuna esclusione istologica nè di fenotipo genetico.
    Cordialmente,
    GB

  12. milenina scrive:

    Gentile Dott.
    ci sono alcuni punti che non ho ben capito,
    l’uso di Nivolumab è ammesso attualmente a pazienti NSCLC di tipo squamoso oppure no?
    E in cosa consisterebbe l’uso compassionevole?
    Mentre per il Pembrolizumab è ammesso quindi, leggendo quanto scritto da Marianna RIzzi, l’uso a NSCLC non EGFR nè positivo AL K?
    grazie mille

  13. Cara Milenina,
    ti rispondo brevemente:
    1. il Nivolumab è disponibile per uso compassionevole sia per il tumore “non-small-cell” squamoso che per l’adenocarcinoma;
    2. l’uso compassionevole è una “deroga” alle normali restrizioni all’utilizzo dei farmaci che normalmente possono essere prescritti solo se c’è un’indicazione approvata dall’EMA. Per saperne di più: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/normativa-di-riferimento-sperimentazione-clinica
    3. il Pembrolizumab (Keytruda) è un farmaco simile al Nivolumab (anti-PD1), per il quale non esiste alcun uso compassionevole (ad oggi).
    Cordialmente,
    GB

  14. tamara scrive:

    Mia madre è in cura per un adenocarcinoma NSCLC positivo EGFR, IV stadio metastatico, dall’agosto 2012, trattato in questi 3 anni con: iressa, chemio (cisplatino e alimta mi pare), tarceva, poi da settembre 14 a luglio 15 ha fatto parte di un protocollo sperimentale con AZD9291. A luglio l’oncologo ha sospeso il farmaco per una ripresa della malattia e ha fatto richiesta (dopo biopsia del suo vecchio tessuto) per il Nivolumab ricevendo parere positivo prima dalla casa farmaceutica e poi dal comitato etico dell’ospedale. Sono però più di 3 settimane che il farmaco non arriva, nonostante le richieste. Mamma è molto in ansia e i sintomi della malattia sono diventati accentuati (forte tosse, inappetenza, forte astenia). Ha sempre affrontato con forza e coraggio ogni trattamento, ma ora sembra accusare molto il periodo di “non cura”, come posso aiutarla? Inoltre, a suo parere ci sono altre strade da percorrere oltre al Nivolumab?
    La ringrazio per l’eventuale risposta

  15. Nicolò scrive:

    Perdonate una domanda. Se quei prezzi del nivolumab, da acquistare presso il Vaticano, fossero confermati vorrebbe dire che per un solo ciclo (con 3 mg per chilo di peso, come da studi effettuati) bisognerebbe spendere decine di migliaia di euro….è corretto?

  16. Tamara, nel caso di tua mamma certamente il Nivolumab sarebbe la soluzione migliore (teoricamente e praticamente, dato che il Nivolumab -nonostante le lungaggini incredibili della casa farmaceutica a mantener fede ai suoi impegni- è il solo immunostimolante ottenibile al di fuori di una sperimentazione clinica). Accedere a una sperimentazione utile, infatti, sarebbe certamente ancora più lungo che attendere il Nivolumab….

    Nicolo’, prsonalmente non mi sono mai informato sui prezzi (d’altra parte basta fare una telefonata per saperlo), tuttavia è sicuro che tale terapia e’ molto costosa. Per questo, bisogna continuamente stimolare il servizio sanitario a far meglio! Come cerchiamo di far noi di ALCASE, con l’aiuto di tutti voi.
    GB

  17. tamara scrive:

    Grazie dottor Buccheri!
    Nel frattempo pare sia arrivato! Dovrebbe iniziare mercoledì..
    Un saluto e ancora buon lavoro

  18. Federica scrive:

    Per Tamara:
    Mia madre si trova nella stessa situazione della tua. Posso chiederti cortesemente se il Nivolumab sta avendo buoni risultati su tua madre? L’oncologo che l’ha in cura è molto titubante e credo che lo cambieremo. Tu di che città sei? A che ospedale vi siete rivolti?

    Per il dott. Buccheri:
    Gent.mo dottore ho letto che in questi ultimi giorni il Nivolumab è stato approvato anche in Italia (o sbaglio?)
    Quindi è diminuita la burocrazia per ottenerlo?

    Grazie di cuore

  19. Dovrebbe esserlo!.. In effetti il Nivolumab è stato approvato dall’AIFA per il carcinoma squamoso in progressione dopo chemioterapia. Ecco la notizia originale: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/pubblicazione-schede-di-monitoraggio-registro-nivolumab-bms

  20. Federica scrive:

    Grazie Dott. Buccheri per la solerte risposta!
    Però leggo sull’articolo che mi ha linkato che è possibile utilizzare il Nivolumab in regime di rimborsabilità del SSN, solo per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato a istologia squamosa.
    Quindi ne deduco che non posso prentendere nulla se il mio NSLC a piccole cellule NON È A ISTOLOGIA SQUAMOSA?
    Poi non riesco a capire alcuni passaggi dei ragionamenti fatti fin’ora con Lei…mi aiuti per cortesia…
    Non capisco che senso avrebbe acquistarlo alla farmacia Vaticana se poi la somministrazione deve essere ospedaliera in quanto avviene tramite infusione e con dosaggi decisi dell’oncologo? Oppure acquistandolo io posso pretendere che all’ospedale me lo infondano e mi diano la dovuta assistenza pur non avendo io una istologia squamosa?
    Quante incertezze…mi scusi se le riverso su di Lei Dottore…

  21. Buon giorno, Federica.
    Vengo subito ai chiarimenti che mi chiedi.
    Il NSCLC di istologia non squamosa (in pratica l’adenocarcinoma) è anch’esso ottenibile gratuitamente tramite una procedura chiamata “uso compassionevole”, almeno fino al 31-12-15 (http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/aifa-nivolumab-inserito-lista-64896-carcinoma-polmonare-squamoso-non-piccole-cellule). Si tratta di una procedura abbastanza lunga e soggetta alla disponibilità della casa farmaceutica (BMS), ma so per certo che molti pazienti di diverse regioni italiane sono stati inseriti dai loro oncologi in questo programma (e con grande benefico).
    La necessità di acquistare personalmente il farmaco è, almeno per ora, fortunatamente venuta meno. Comunque, nessun medico (nè ospedaliero nè extra-ospedaliero) ha “l’obbligo” di eseguire una terapia che si “autoprescrive” il paziente: può eseguirla se è personalmente convinto della sua reale utilità.
    Le consiglio di inscreversi al gruppo FaceBook: https://www.facebook.com/groups/367394593339995/, dove potrà avere informazioni dirette da chi ha già fatto questo percorso.
    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

  22. Federica scrive:

    Grazie Dottore!

  23. tamara scrive:

    Buongiorno, scusate non avevo più letto i commenti, purtroppo le cose sono un po’ precipitate nel frattempo. Colgo l’occasione per rispondere a Federica e chiedere un parere al dott. Buccheri. La mamma ha iniziato la terapia il 16 settembre (abitiamo a Genova e siamo in cura all’Ist) ha fatto due sedute ma prima della fine del 1 ciclo (un ciclo è da 4) abbiamo dovuto rimandare di una settimana e poi interrompere per l’aggravarsi dello stato di salute generale di mamma, alle prese con una grave astenia (difficoltà a stare in piedi), episodi di vomito, forte mal di stomaco e un malessere generale profondo. Due giorni fa hanno deciso di controllare lo stato delle metastasi cerebrali (secondo i medici possibile causa del vomito) con una tac d’urgenza all’encefalo da cui è emerso un’edema preoccupante e un aumento delle lesioni. Di qui il ricovero (da martedì) per terapia cortisone/mannitolo mi pare (la radioterapia l’aveva fatta due anni fa, e immagino che sia impossibile operare?), alimentazione con sacche nutrizionali oramai quotidiane. Al momento pare non esserci una risposta positiva per gli episodi di vomito che purtroppo continuano. Il quadro fornito dai medici non è positivo, mi hanno preparato al peggio. Al momento stanno inoltre valutando se sia il caso di riprendere la terapia con nivolumab, previa tac totale per controllare lo stato dello stomaco (nell’ultima tac ad agosto non vi era presenza di malattia). Secondo lei dott. Buccheri stiamo facendo il percorso giusto? Sono molto confusa e in ansia per non dire di più. Cosa altro posso fare? Mi scuso anche io se riverso qui incertezze e paure ma è un momento difficilissimo.
    X Federica: mi spiace non essere stata di molto aiuto, spero tu possa risolvere al meglio con la tua mamma. Grazie dottore per l’eventuale disponibilità.

  24. Ciao, Tamara. Mi spiace di apprendere dell’aggravamento della tua mamma. Purtroppo il Nivolumab è stato iniziato quando la malattia era già molto avanzata (e solo da poco tempo) per potersi aspettare una buona risposta… Confermo che la prima terapia da fare era quella sintomatica per le metastsi cerebrali (cosidetta antiedemigena). Quest’ultima fa effetto quasi sempre. Poi, andrà valutato lo stato di malattia (con le TAC) e le condizioni cliniche generali. In base a tale valutazione si potrà poi decidere di riprendere il Nivolumab ed, se non già fatto, programmare un trattamento radioterapico panencefalico.
    Certo la situazione è critica e non è detto che si possa fare ancora qualcosa di attivamente antitumorale…

    Un abbraccio,
    Gianfranco

  25. tamara scrive:

    Grazie dottore, non solo per la risposta ma per quello che fa quotidianamente con noi perfetti sconosciuti. Cercheremo comunque di non mollare, fino alla fine.

  26. Mario scrive:

    Buonasera Dottore,ma chi è sottoposto a nivolumab potrà riceverlo solo fino al 31/12/2015? Anche se sta funzionando?grzie

  27. Nulla è certo se dipende dai burocrati di stato… Tuttavia, Mario, è ragionevole supporre che vi sarà un proroga…

  28. Federica scrive:

    Ciao Tamara,
    Scusami se ti rispondo con ritardo, ma ho letto solo ora il tuo aggiornamento.
    Mi dispiace molto per la tua mamma, ma non perdere mai la speranza. Mi sembra sia seguita in una buona struttura e questo è molto importante. Spero tanto possa riprendere il Nivolumab con beneficio.
    Ti abbraccio!
    Federica

  29. Silvia scrive:

    Buongiorno,
    a mio papà (71 anni, in buono stato di salute generale) è stato diagnosticato un mese fa, da un dolore al gluteo, un tumore al polmone in stadio già metastatico.

    Dal punto di vista istologico si tratta di un NSCLC – adenocarcinoma mediamente differenziato
    non presenta mutazioni nè in EGFR nè in ALK
    lo stadio è T4 con metastasi alle ossa e ai surreni
    il tumore primario è completamente asintomatico.

    Nell’attesa delle analisi molecolari, per la riduzione delle metastasi al bacino e per consolidare l’osso ha effettuato 10 cicli di radioterapia.

    Data l’assenza delle mutazioni il protocollo terapeutico prevede la chemioterapia con Cisplatino e Alimta (4 cicli – ne ha fatto 1), da proseguire poi con il solo Alimta (per quanto non si sa).

    Da uno studio in letteratura ho visto che l’anticorpo anti-PD1 ha dato risultati notevoli in seconda linea anche nei pazienti con adenocarcinoma (anche senza overespressione di PD-L1).
    Abbiamo tentato di farlo in prima linea, ma l’unica opzione era quella di entrare in un trial al Perugia, cosa interessante ma che avrebbe allungato ancora i tempi (per le mutazioni di EGFR e ALK abbiamo aspettato 4 settimane e avremmo dovuto valutare anche l’espresisone di PD-L1).

    Vorremmo però fare Il Keytruda in seconda linea. Come si può fare?

    Grazie
    Silvia

  30. Per il Keytruda (Pembrolizumab: http://www.alcase.it/2015/04/pembrolizumab-nuova-stella/), a differenza che per l’Opdivo, il nostro SSN non ne riconosce (e paga) l’uso nel NSCLC (ma del melanoma sì..).

    La causa è il ritardo “congenito” dell’EMA, ovvero dell’European Medicine Agency rispetto alla FDA americana che, infatti, lo ha appena già approvato per l’uso comune… Certamente fra pochi mesi lo approverà anche l’EMA, e la nostra AIFA (equivalente italiano di FDA e EMA) non potrà che prenderne atto, anche se con i soliti, ulteriori ritardi cui siamo ben abituati… :(

    Tuttavia, allo stato, non ci sono confronti sperimentali fra Opdivo e Keytruda, e non vi è motivo di supporre che l’uno debba necessariamente essere più efficace dell’altro…

    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

  31. Riccardo scrive:

    Dott.buonasera e buon inizio anno ,
    Vorrei sapere cortesemente quante linee di terapia possono esserci per un malato di tumore polmonare (carcinoma squamoso senza mutazioni genetiche)?
    Mi spiego meglio , mia madre e’ormai giunta alla terza linea di terapia (tumore IV stadio)dopo cisplatino +gemcitabina , TAXOTERE e da circa un mese Nivolimab .
    La malattia da quando ha cominciato le varie linee di terapia e’inizimente regresso per poi stabilizzarsi.
    Volevo nel concreto capire se dopo il Nivolumab ci potrebbero essere altre linee di terapia ed eventualmente con cosa.
    Cordiali saluti

  32. Non vi è un limite massimo, Riccardo!… Ricordo sempre un mio paziente che era giunto a 6^ linea di terapia… Ogni caso è a se e finché serve si va avanti…
    Il Nivolumab dovrebbe funzionare per un po’ e non richiedere cambiamenti immediati: poi, si vedrà…