Qual’è ora la sua prognosi?…

Salve,
Ho letto tutti casi descritti, ma nessuno si avvicina a quello di mio marito. Vorrei un parere chiaro, perchè sono molto confusa, non so cosa pensare. Sono in attesa di un consulto (da sola) con l’oncologo. Il punto è: Mio marito ha 56 anni. Ha avuto un ulcera duodenale nel 96. Un ictus nel 2000. Un angioplastica nel 2004. Bypass aortobifemorale 2004. Cardiopatico, iperteso, diabete insulino dipendente con neuropatie e arteriopatie. Nel marzo 2012 un carcinoma epatocellulare. L’intervento è andato bene( ascesso, ematomi ed emorragie post operatoria) il tumore era incapsulato ed non ha dato metastasi. Nel marzo de 2014 in controllo di routine per il fegato, si è riscontrato un carcinoma polmonare con coinvolgimento linfonodale (n2). Si è fatto 5 cicli di Gemcitabina/carboplatino. Si è riusciti a fare l’intervento di lobectomia inf dx + linfodenectomia ilio mediastinica. si stà riprendendo benissimo dell’intervento, se non fosse per il problema che vedi doppio o appannato dal 31-01.2014. L’esito della biopsia pos intervento, e’: Carcinoma epidermoide scarsamente differenziato. Mts a 2/3 linfonodiperibronchiali; mts a 2/4 linfonodi sottocarenali di destra. pTNM: y T2bN2. No + chemio adiuvante considerato il n. di cicli di chemio eseguiti in neoadiuvante. Si richiedi consulenza radioterapica. Ho parlato con un chirurgo che lo ha operato. Mi ha detto: signora adesso comanda le metastasi, il nostro augurio è che non ci fossero, per questo l’abbiamo operato. ( la pet era negativa per metastasi) Che significa??? che aspettativa di vita ha ora?

Nanci


Cara amica, significa che i tuoi medici speravano in uno stadio post-operatorio più benigno… Ed invece, putroppo, si ha a che fare con un N2 (linfonodi mediastinici ammalati). L’N2 riduce significativamente le aspettative di guarigine, rispetto all’N0 o anche all’N1, e per questo, per contrastare l’N2, che è stata pensata la radioterapia che certamente vi sarà proposta.  Purtroppo questo trattamento non è risolutivo e la possibilità di ricaduta (sia al torace che in altre parti del corpo) è reale.  Nessuno può dire tuttavia se questa ricaduta avverrà davvero e, in caso affermativo, quando avverrà.

Considerando le persone come tanti “animaletti da esperimento” si possono fare alcuni calcoli statistici, che porterebbero a dire che solo il 15-20% dei casi con le caratteristiche di tuo marito è ancora vivo dopo 5 anni.  Questo spiega lo scarso entusiasmo dei tuoi medici nei confronti della situazione clinica di tuo marito… ma non deve giustificare alcun tuo atteggiamento pessimista o rassegnatario: tuo marito potrebbe essere (anzi devi credere che sarà) in quel gruppeto di persone ancora vive dopo 5 anni!…

Non so se son ben riuscito che a farti capire che la statistica è una cosa, la storia di un’individuo un’altra!..  Spero di si.

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri

Il Dr. Gianfranco Buccheri, al congresso mondiale sul cancro del polmone (Sydney 2013), in un momento di pausa...


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