Formazioni nodulari solide nel parenchima polmonare da secondarismi…

Gentilissimo Dott. Buccheri, le scrivo per avere un consiglio rispetto al referto TAC che le trascrivo:

TC TORACE, senza e con contr.
numerose formazioni nodulari solide nel parenchima polmonare bilateralmente da secondarismi, più voluminose in sede basale bilaterale (diametro massimo mm. 20 circa) Non versamento pleurico. Non linfoadenomegalie patologiche mediastiniche.

TC ADDOME COMPLETO, senza e con contr.
Due formazioni nodulari solide nel parenchima epatico (7^ e 8^ segmento) aventi diametro massimo di 16 e 18 mm. circa, evidenti in tutte le fasi contrastografiche.
Nei limiti pancreas, milza, reni e surreni. Litiasi della colecisti. Non dilatate le vie biliari nè le vie urinarie. Vescica con ispessimento della parete anteriore, mal valutabile per la presenza di artefatti da protesi d’anca.
Non linfoadenomegalie patologiche retroperitoneali. Non versamento peritoneale. Parziale cedimento delle limitanti somatiche superiori di L1 ed L3 senza evidenza di lesioni ossee a focolaio.

Nel ringraziarla anticipatamente, le faccio per lei e per la sua famiglia i migliori auguri per un sereno Natale e per un buon inizio dell’anno nuovo.

Tommaso Colaninno


Caro amico,
mi spiace molto doverlo dire, ma questo è proprio il tipo di referto TAC che uno non vorrebbe aver mai!!…

Ma veniamo all’analisi del testo.

Per la TAC del torace il radiologo osserva la presenza anomala di molteplici noduli (aree biancastre a forma di moneta o punta di spillo, a seconda delle dimensioni…) diffusi ad entrambi i polmoni ma prevalenti alle basi, che, a causa del loro aspetto, interpreta -usando la parola “secondarismi”-  come metastasi provenienti da un tumore localizzato in un’altro organo (stomaco?… prostata?… mammella?… intestino?…ecc.), anche perchè non vi sono adenopatie ilari e/o mediastiniche o versamenti pleurici che, nei tumori primitivi del polmone, sono frequenti.

Per la TAC all’addome c’è da segnalare, partendo dalle cose meno gravi:

  1. calcoli alla colecisti;
  2. un “ispessimento” della parete vescicale, mal valutabile per fatti tecnici, su cui il radiologo non si sente di esprimersi in senso diagnostico (anche se, nel complesso, non ritiene trattarsi di alcunchè di grave);
  3. un parziale collasso della struttura dell’osso delle vertebre 1° e 3° lombare, che il radiologo non interpreta a genesi neoplastica, ma piuttosto da osteoporosi o esiti di trauma;
  4. due, molto sospette, metastasi epatiche.

Questa è l’analisi, più o meno corretta, del pensiero del radiologo che ha refertato le due TAC.  Ovviamente ora la parola spetta all’oncologo, che conosce (o conoscerà) il caso e può (o potrò) spiegarsi molte cose, oltre ad aver l’opportunità di approfondire le questioni rimaste dubbie, mediante ulteriori accertamenti.

Spero di esserti stato di aiuto, mentre son certo che le informazioni che ho dovuto darti, chiunque sia la persona esaminata nella TAC in questione, non sono di quelle che si “digeriscono” facilmente.  E di ciò me ne rammarico…

Nonostante tutto, buone feste anche a te e alla tua famiglia!..

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri


One Response to “Formazioni nodulari solide nel parenchima polmonare da secondarismi…”

  1. Chiede ancora Tommaso: “La ringrazio per avermi gentilmente risposto. Se permette le vorrei rivolgere un’altra domanda che le potrà sembrare persino banale che è la seguente: cosa si può fare stando così le cose, si può pensare di fare un intervento che riguarda la vescica che, a quanto pare è l’organo che ha generato i noduli al polmone ed al fegato oppure bisogna procedere con un ciclo di chemioterapia? Nel salutarla le auguro un buon anno nuovo per lei e per la sua famiglia.
    Tommaso Colaninno”, cui rispondo:

    No. E’ un principio generale dell’ocologia quello per cui una malattia tumorale ampiamente metastatica, a partenza da qualunque organo, non sia piuù suscettibile di cura mediante intervento chirurgico sul tumore primitivo. In questi casi, sono possibili solo trattamenti cosidetti “sistemici”, perchè agiscono in ogni parte del corpo come appunto la chemioterapia.

    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

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