Ma l’AFATINIB è realmente disponibile, come dovrebbe, in Italia?…

Buongiorno,

a mio padre, oggi ottantaduenne, oltre 2 anni fa è stato diagnosticato un adenocarcinoma non a piccole cellule al polmone sinistro con coinvolgimento dei linfonodi mediastinici. Dopo test specifico è risultato positivo alla mutazione EGFR. Ha iniziato una terapia con Iressa (Gefitinib) che in 2 anni si è dimostrata efficace: la malattia non è progredita e, anzi, c’è stata anche una discreta regressione.

Purtroppo l’ultima TAC di controllo effettuata 2 settimane fa ha evidenziato una progressione della malattia sia a livello polmonare (formazione passata da 20 x 30mm a 20 x 80mm) sia a livello mediastinico (linfonodo più grande passato da 15mm a 30mm di diametro).

Durante la visita oncologica di alcuni giorni fa il medico ha confermato che l’Iressa probabilmente non sta facendo più effetto. In ogni caso ci ha consigliato di continuare ancora per alcune settimane la terapia con Iressa nella speranza che possa esserci un’inversione di tendenza. Dopodiché l’unica alternativa che ci è stata prospettata è la chemioterapia, con tutto ciò che comporterebbe per una persona di 82 anni seppur ancora in buone condizioni generali di salute.

Essendoci informati sull’efficacia del nuovo farmaco Afatinib nei casi in cui il Gefitinib non faccia più effetto, abbiamo chiesto all’oncologo di valutare questa alternativa: ci ha risposto che l’Afatinib, dopo un periodo di test, attualmente non è in vendita in Italia.

Delusi e poco convinti di questa risposta, ci siamo rivolti direttamente alla Boehringer Ingelheim Italia, la casa produttrice del farmaco, per avere informazioni sulla disponibilità del farmaco in Italia. La risposta è stata la seguente : ” Giotrif (nome commerciale di Afatinib) non è al momento disponibile in regime di rimborsabilità da parte del Sistema Sanitario Nazionale ma esclusivamente in fascia Cnn. La invitiamo quindi a confrontarsi in merito con il medico specialista curante”.

Ciò significa che il farmaco, pur non essendo al momento rimborsabile dal SSN, è comunque in vendita.

Mi chiedo perché l’oncologo ci abbia dato una notizia non vera. Io credo che un paziente debba essere sempre informato su tutte le possibili terapie, anche quelle eventualmente a pagamento.

La mia domanda è: qual è l’iter da seguire e a quale ente/struttura ci si deve rivolgere per ottenere il Giotrif visto che, come l’Iressa, immagino non sia disponibile nelle farmacie ma soltanto nelle strutture ospedialiere?

Grazie.

Fabrizio Cabodi


La ringrazio, Sig. Fabrizio, per questa mail che getta una pessima luce sulla efficacia del nostro Servizio Sanitario Nazionale…

Una persona normale potrebbe pensare che un farmaco approvato dall’ EMA (European Medical Agency) dovrebbe essere “subito” disponibile e rimborsato dallo stato.  Ed, in effetti, questo è quello che avviene nei paesi europei che godono di uno stato efficiente e non straccione (leggi: super-indebitato) come il nostro!…

Da noi è stato inventato il Cnn che serve ad evitare l’ennesima infrazione della UE e al contempo non pagare il farmaco, posticipare alle calende greche il momento in cui comunque tale esborso dovrà comunque essere sostenuto,  e a nascondere la  responsabilità della propria decisione dietro una cortina di atti burocratici che scoraggeranno il 90% dei cittadini (siano essi medici, familiari di pazienti o pazienti stessi).  ALTRO CHE STATO AMICO!!…

Questo (inutile) sfogo è stato il risultato della lettura di questo articolo, molto interessante e ben fatto,

Il Dr. Gianfranco Buccheri, al congresso mondiale sul cancro del polmone (Sydney 2013), in un momento di pausa…

che chiarisce perfettamente la situazione dei farmaci Cnn: http://www.quadernidifarmacoeconomia.com/index.php?option=com_content&view=article&id=556:editoriale-la-classe-cnn-alla-ricerca-di-una-identita&catid=103:n23&Itemid=379

Ma vengo alla sua domanda, tralasciando di rispondere sulla incompleta informazione ricevuta dal suo oncologo.  Credo che ci siano due possibilità per ottenere subito il Giotrif:

1. Dopo aver insistito inutilmente col vostro, rivolgersi ad altro centro oncologico ed altro specialista (troverà la lista dei 100 migliori oncologici nel trattamento del cancro al polmone alla pagina: http://www.alcase.it/support/medici-eccellenti/).

2. Contattare una farmacia svizzera dove è possibile acquistare il farmaco dietro presentazione di normale ricetta medica (http://compendium.ch/mpub/pnr/1256131/html/it?Platform=Desktop#7880).  E’ possibile -ma non ne sono certo- che lo stesso si possafare con le farmacie vaticane.

Mi auguro di esserle stato utile e la invito, se dovesse ancora aver bisogno dei servizi di ALCASE o più semplicemete volesse commentare questo mio scritto, a non esitare a farlo.

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri


14 Responses to “Ma l’AFATINIB è realmente disponibile, come dovrebbe, in Italia?…”

  1. Fabrizio Cabodi scrive:

    Grazie per la rapida risposta, dottor Buccheri.

    Ho letto con attenzione l’articolo da lei citato: lascia molto amareggiati constatare che l’invenzione tutta italiana della fascia Cnn lasci, di fatto, sulle spalle dei pazienti gli alti costi di acquisto di farmaci salvavita quali il Giotrif.

    Seguiremo i suoi consigli, in prima battuta provando ad insistere con la struttura ospedaliera che ha in cura mio padre, poi verificando se in Italia esistono centri oncologici che utilizzano questo farmaco.
    Infine, come ultima possibilità, valuteremo l’acquisto presso una farmacia elvetica (viviamo in provincia di Torino, quindi la Svizzera non è molto lontana).

    La ringrazio nuovamente per l’attenzione e, se vorrà, la terrò informata sui futuri sviluppi.

    Cordiali saluti.

    Fabrizio Cabodi

  2. Prego!… :)
    Certo che mi farà piacere conoscere gli sviluppi. E con me, saranno molto interessati tutti quelli che cercano risposte sul sito di ALCASE.
    Cordialmente,
    GB

  3. andrea f. scrive:

    sono particolarmente interessato a questa esperienza… spero che il signor Cabodi torni su questo post per parlarcene… grazie

  4. Savina Perchinelli scrive:

    Buongiorno dott.Bucchieri mi chiamo Savina le avevo scritto il 9 settembre 2014 dove le spiegavo che mio padre 66 anni fumatore da 40, a causa di un incidente ha scoperto di avere due noduli al polmone uno di 17mm lobo superiore e uno di, 3,6 cm più centrale dagli esami effettuati nn ci sono altre metastasi la biopsia ha riportato quanto segue ( Adenocarcinoma a prevalente crescita lipidico. Immunofenotipo della popolazione neoplastica: positivo per TTF-1.) PUÒ DIRMI COSA SIGNIFICA E SECONDO LEI LA GRAZIE A DELLA SITUAZIONE, CI È STATO CONTI GLI ATO INTERESSATO CHIRURGICO LEI COSA NE PENSA? SENSI ME TRANQUILLA SENSI GRAZIE ED ALTRA ESA MI TUTTE OK …. LA RINGRAZIO LE IN IO CORDIALI SALUTI

  5. Assolutamente si!… E non c’è tempo da perdere. Ogni giorno che passa centinaia di cellule maligne possono staccarsi dal tumore,mandare in giro per il corpo e impiantarsi da qualche altra parte (noi le chiamiamo metastasi..). L’adenocarcinoma è oggi la forma più comune e più trattabile del cancro al polmone e in questo caso vanno fatti sempre gli studi per le mutazioni genetiche tumorali (soprattutto EGFR ed ALK), ma il trattamento principale -quando possibile- rimane l’intervento chirurgico, eventualmente preceduto da una chemioterapia così detta “adiuvante”. I vostri medici decideranno se è il caso di farla…
    Tienici informati!
    GB

  6. Savina Perchinelli scrive:

    Grazie mille sempre gentilissimo e disponibile la terrò informata Saluti Savina

  7. Huang scrive:

    Buongiorno dott. Buccheri,
    mi piacerebbe sapere come fare per poter ottenere il farmaco Iressa in Italia. Ho letto che è un farmaco rimborsabile, categoria H, qual’è dunque la procedura da seguire?
    Attendo un Suo gentile riscontro.
    Cordiali saluti.
    Huang.

  8. Huang, è molto semplice. Basta farselo prescrivere dal proprio oncologo (che però può farlo -e lo farà- SOLTANTO se la situazione clinica di chi lo vorrebbe assumere è in linea con le indicazioni di prescrivibilità e ritiene sia l’opzione terapeutica migliore…).
    Cordialmente,
    Gianfranco

  9. Huang scrive:

    Grazie per la risposta dr. Buccheri,
    la paziente ha scoperto di avere questa malattia quando è tornata in Cina quest’anno per il capodanno cinese ed è stata sottoposta all’intervento chirurgico sempre in Cina verso aprile. Dopo l’intervento ha iniziato ad assumere Iressa, ma vorrebbe ritornare in Italia dove ha tutta la famiglia, cosa deve fare? Far tradurre tutta la documentazione clinica? Bisogna trovare prima un oncologo che passa seguirla cosicché quando verrà potrà avere già la persona di riferimento?
    Ora ritira ogni mese il farmaco gratuitamente recandosi in un centro, il farmaco distribuito le dura solo un mese, qui in Italia come funziona? È sempre gratuito? Ogni quanto l’oncologo fa la prescrizione?
    Attendo un suo cortese riscontro.
    Grazie.

  10. Buon giorno, Sig. Hang.
    Da quello che mi pare di capire dal suo breve racconto, l’indicazione terapeutica all’uso di IRESSA potrebbe esserci anche in Italia (ma non ne sono certo perché il realtà il farmaco da noi è approvato per la prima linea di trattamento nei casi EGFR positivi, non come trattamento adiuvante degli operati con tumore chirurgicamente asportato, anche se EGFR positivo). Tuttavia penso che una soluzione possa trovarsi per ottenere l’IRESSA gratuitamente anche in Italia.
    Certamente ha bisogno di una traduzione legale di tutta la documentazione clinica Cinese e di mettersi nelle mani di un oncologo che la segua e prescriva materialmente il farmaco. Per la scelta dell’oncologo le suggerisco di dare uno sguardo alla nostra pagina “Medici Eccellenti”: http://www.alcase.it/support/medici-eccellenti/
    Gianfranco Buccheri

  11. Huang scrive:

    Buonasera dottor Buccheri,
    La ringrazio tanto per la sua risposta e per il link.
    Cordiali saluti.

  12. Fede scrive:

    Gent.mo Dott. Buccheri,
    Vorrei chiederle cortesemente se sa darmi qualche delucidazione in più sul Crizotinib (Xalkori).
    So che il suo utilizzo è riservato alla categoria delle persone che presentano riarrangiamento ALK E RoS1…
    Ma ho trovato online anche alcune informazioni su un ipotetico successo di questo medicinale anche su chi ha mutazioni EGFR positive… poiché sto cercando informazioni su cosa fare dopo resistenza acquisita a trattamenti con inibitori TKI (tarceva e azd9291), vorrei chiederLe se pensa che questo farmaco potrebbe rappresentare un possibile passo successivo…una speranza…
    Grazie infinite

  13. Non mi risulta, Fede, che il Crizotinib abbia un ruolo nel trattamento dei tumori EGFR positivi resistenti agli inibitori di primo impiego (Iressa, Tarceva o Giotif). Per questi si prospetta, invece, l’uso degli inibitori così detti di 3° generazione: fra cui è, appunto, l’AZD9291 che citi (http://www.alcase.it/2015/05/azd9291/).
    Dopo di che l’approccio più comune ed efficace è quello degli immunoterapici: http://www.alcase.it/2015/04/pembrolizumab-nuova-stella/
    Cordialmente,
    Gianfranco

  14. Fede scrive:

    Grazie!
    Un caro saluto,
    Fede

Lascia il tuo commento