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Esposizione acuta all’amianto

Gentile dott. Buccheri, buongiorno!

Ho consultato in più occasioni il sito www.alcase.it da cui ho potuto rilevare il suo grande impegno professionale e umano nel fornire risposte ai molti quesiti che pazienti (o chi per loro) formulano nella speranza di ricevere soluzioni per importanti patologie oncologiche polmonari.

La contatto per un consiglio a riguardo di quali siano le più efficaci e le più sensibili diagnosi precoci da applicare nel mio caso di esposizione acutissima all’amianto. L’esposizione è avvenuta circa 25 anni fa, prima che in Italia si legiferasse a riguardo del rischio amianto per la salute umana.

Ho 46 anni compiuti e conduco una vita “normale”. Non fumo, non bevo alcolici.

Sia io che mio padre (scomparso purtroppo per tumore ai polmoni nel marzo c.a. ) siamo stati pesantemente esposti all’amianto durante un lavoro di disfacimento di una canna fumaria di eternit avvenuto, come accennavo, tanti anni fa. Purtroppo all’epoca non potevamo sapere dei rischi per la salute a cui ci stavamo esponevamo. Ricordo chiaramente che con quell’intervento di manutenzione straordinaria procedemmo allo sminuzzamento, frammentazione e polverizzazione di quel materiale grigio bianco che viene attualmente definito fibra – killer. Ricordo chiaramente anche che, in meno di 4 ore di lavoro, le narici e le bocche si riempirono di quella minuscola polvere.

Le vorrei, dunque, porgere le seguenti domante che credo possano interessare anche molti lavoratori edili che potrebbero aver avuto in un lontano passato, esposizioni sporadiche ma molto acute all’amianto-eternit e che ora, come me, potrebbero essere preoccupati per le proprie sorti.

Le domande sono le seguenti.

1. Cosa mi debbo attendere ora e in futuro per la mia salute, in termini probabilistici, per effetto della succitata esposizione acuta all’amianto?


2. Quali sono le malattie, altre al più frequentemente citato mesotelioma polmonare legate all’esposizione all’amianto?

3. Quali sono le più efficaci diagnosi preventive che posso mettere in atto periodicamente e costantemente per agire in anticipo su eventuali sviluppi di malattie da amianto o amianto-correlate?

4. Esistono statistiche e correlazioni pubblicate su riviste autorevoli a riguardo di casi di esposizione acuta all’amianto /sviluppo di
malattie da amianto o amianto correlate?


5. Esistono statistiche sugli eventuali tempi di latenza a seguito di esposizione acuta assimilabile al mio caso?

Grazie in anticipo per la sua cortese attenzione.

I migliori saluti.

A.M.


Caro amico,

comprendo la tua preoccupazione e la condivido, in parte.  Condivido anche il fatto che -come te- molte altre persone potrebbero essere state esposte in passato a concentrazioni intense, ma di breve durata, di fibre d’amianto ed è evidente, dunque, che questa mia non sarà una risposta rivolta esclusivamente a te, ma piuttosto ai molti che sono stati sottoposti ad esposizione del minerale.

Ma vengo alle tue numerose domande, dopo aver premesso che le risposte che ti darò sono basate sulla mia personale esperienza e conoscenza dell’argomento, ma non sull’evidenza fornita da studi clinici che, nel caso dell’esposizione acuta, non esistono (http://www.epa.gov/ttnatw01/hlthef/asbestos.html).  Eccole:

  1. Molto verosimilmente, hai un rischio aumentato (difficile da quantificare, ma direi aumentato di 2/3 volte) di sviluppare una delle malattie da asbesto più avanti elencate;
  2. Fra i tumori oltre al mesotelioma pleurico, c’è da segnalare proprio il cancro al polmone, ed altri più rari mesoteliomi (mesotelioma peritoneale, ad esempio). Fra le altre patologie “benigne”, l’ASBESTOSI, una fibrosi polmonare da accumulo dell’asbesto che può portare ad insufficenza respiratoria (tuttavia, l’asbestosi necessita di una esposizione cronica).
  3. Screening con TAC spirale annuale, certissimamente!… Noi abbiamo una pagina specificamente dedicata a questo argomento su FaceBook, dove aggiorniamo tutti continuamente sulle ultime novità in fatto di screening e che ti consiglio di seguire: https://www.facebook.com/pages/Fai-La-Tua-Mossa-Battilo-Sul-Tempo/342147165962024.
  4. NO. Come accennavo prima, non vi sono studi su questo argomento.
  5. Stessa risposta del punto 4.  Ma se ti accontenti della mia personale risposta ritengo che la latenza non sia dissimile dall’esposizione cronica e cioè dovrebbe essere compresa fra i 20 e 40 anni dall’esposizione acuta.

Spero di aver soddisfatto le tue curiosità. Se permetti, vorrei incoraggiarti a vivere tranquillo e a continuare a fare una vita sana ed equilibrata.  Il tuo rischio di sviluppare una cancro da asbesto è, comunque inferiore, del rischio di un normale fumatore.   Per questo rischio aumentato, ti suggerisco di  cominciare, dall’età di 45-50 anni, uno screening annuale con TAC spirale che -in mancaza di una screening nazionale per tutti i soggetti a rischio, come fortemente richiesto da ALCASE- potrai fare, concordandolo col tuo medico di famiglia…

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri


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