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Chiarimenti diagnostici…

Buonasera, volevo dei consigli in merito a un sospetto tumore al polmone destro di mio padre, fumatore.

Con tac total body in sede parailare del polmone destro è stata evidenziata una “formazione solida disomogenea a partenza del bronco lobare inferiore che subisce tenue enanchement dopo contrasto. Non sono state rilevate tracce tdm a carico di nessun organo, del restante polmone e del sinistro. Sono stati eseguiti subito dopo, presso l’ospedale dove mio padre è attualmente ricoverato, vari esami tra cui: osteostratigrafia (negativa), risonanza cerebrale (negativa) per via di un sospetto di lesione, che poi è risultato essere un piccolo angioma, e Pet Tac: quest’ultima rileva, oltre alla solita macchia, un possibile interessamento di un linfonodo ilare: i medici non sono sicuri e contano di chiarirlo in sede di broncoscopia. Domani (14 maggio) si concluderà l’iter diagnostico con, appunto,una broncoscopia e, immagino, una biopsia. Vorrei essere aiutato a capire un paio di cose:

  1. non essendoci metastasi a distanza, la porzione di polmone in questione è asportabile per mezzo di lobectomia? Quel linfonodo può gravemente compromettere l’operabilità o meno? Che rischi ci sono? Mio padre, negli ultimi giorni è molto preoccupato, oltre tutto è un medico anestesista che sa, evidentemente, quali rischi sta correndo. Mi rivolgo a voi per avere dei chiarimenti edei consigli.
  2. trattandosi di una massa di circa 7cm, dunque piuttosto ampia, e non essendoci metastasi a distanza, è possibile che si tratti di altro e non per forza di qualcosa di maligno?
  3. E, data la peggiore delle ipotesi, secondo voi qual è la soluzione migliore per affrontare al meglio la situazione?

Grazie infinite per l’attenzione,
Piero (nome di fantasia)


Caro Piero, le tue risposte, in sintesi, sono:

    1. Il linfonodo ilare omolaterale, quand’anche ci fosse, NON pregiudicherebbe in maniera assoluta l’operabilità.  Alla fine si tratterebbe di un tumore in uno stadio ancora iniziale (T2N1M0), quindi con buona prognosi.  Ovviamente l’eventuale operabilità dipende da molti altri fattori, oltre la semplice estensione di malattia, anche se lo stadio clinico e le condizioni cliniche generali sono di gran lunga i fattori più importanti.  Non posso dirti altro, perchè non ho gli elementi per dare io stesso un giudizio di operabilità, ma i tuoi medici saranno in grado di farlo perfettamente. Ovviamente, l’intervento chirurgico in questo caso è l’opzione terapeutica principe.
    2. Mai in Medicina dire che qualcosa avverrà “per forza”!… Tuttavia, il quadro TAC che sommariamente mi descrivi e la positività PET fanno ritenere che si tratti di tumore, con probabilità -direi- molto alta.  Per inciso, non tutti i tumori al polmone danno metastasi a distanza precocemente: lo fanno spesso gli adenocarcinomi e i tumori anaplastici, specie nei giovani. Tuo papà, tuttavia potrebbe avere una carcinoma squamoso, tipico degli anziani fumatori…
    3. Come già anticipato la lobectomia (o comunque la resezione chirurgica completa del tumore) dovrebbe (e al momento potrebbe) essere la terapia fondamentale.  A seconda della capacità di tuo papà di sopportare una eventuale chemioterapia, alla chirurgia si potrebbe far seguire la cosidetta “chemioterapia adjuvante” che riduce di un pò le probabilità di ricaduta post-chirurgica.

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri

Il Dr. Gianfranco Buccheri, al congresso mondiale sul cancro del polmone (Sydney 2013), in un momento di pausa...


5 Responses to “Chiarimenti diagnostici…”

  1. ... scrive:

    Buonasera, con immenso ritardo grazie della risposta. Mio padre ha iniziato una chemioterapia a base di Cisplatino e Alimta: ha fatto il primo ciclo tre giorni fa e dopo 21 giorni ripeterà il secondo. Voglio continuare a essere fiducioso e ottimista, dopo aver letto le testimonianze e le esperienze della vostra struttura.

  2. Joe scrive:

    Buonasera dottore,

    le scrivo in merito a mia madre, 64enne fumatrice. In seguito a controlli pre operatori per un’operazione alle corde vocali rimandata da molti anni, è stata rilevata una macchia sospetta assolutamente asintomatica sul lobo superiore del polmone destro di 3.4 cm di massimo diametro assiale. Come potrà immaginare la sorpresa è stata tanta, essendo mamma completamente asintomatica e in ottima salute. PET e TAC eseguite presso l’Istituto dei Tumori di Milano hanno confermato la diagnosi. Non essendoci metastasi a distanza e linfonodi non captanti è stato pianificato l’intervento entro la fine del mese.Non è stato eseguito l’esame bioptico e avendo eseguito la PET a distanza di un mese (dopo una terapia a base di cortisone e antibiotico volta ad escludere polmoniti in corso) è emerso che la massa non è cresciuta e dunque i medici propendono per un’ipotesi cancerosa di tumore non a piccole cellule.

    Sono cosciente della gravità della situazione e ripongo molta fiducia nell’equipe di medici che l’hanno presa in carico. Ho delle domande relative al post operatorio e ai follow up che mia madre dovrà eseguire.

    1. Esiste un regime standard volto a diminuire le possibilità di recidive che so essere comunque presenti in questo tipo di tumore?
    2. Mi sono documentato molto su internet e sembra che quando un cancro di questo genere ha delle recidive, queste sono veloci e la prognosi è decisamente peggiore. Che cosa avviene a queste cellule tumorali? Voglio dire – in un mese la massa non è cresciuta: mi rendo conto che sia impossibile un monitoraggio mensile del paziente – ma che cosa avviene alle cellule per poi partire e crescere velocemente? Leggo storie di pazienti che hanno avuto delle recidive velocissime e da ignorante quale sono mi chiedo se e quali trasformazioni avvengano a queste cellule per renderle così veloci una volta che la massa tumorale viene tolta.
    3. Sono possibili delle recidive anche con negatività dei linfonodi? So che verrà eseguita una linfonoadenectomia totale della zona per procedere alla stadiazione definitiva.
    Qualora (e lo spero) – i linfonodi dovessero essere negativi – qual è il followup più appropriato?
    E’ necessario variare qualcosa nell’alimentazione del paziente per togliere linfa vitale a micrometastasi / cellule che potrebbero essere in circolo?

    La ringrazio in anticipo delle sue risposte e incrocio le dita per la mia mamma e tutti i pazienti che si trovano a combattere con questo mostro

    Joe

  3. Ciao, Joe.
    Innanzitutto, scusami per il ritardo nel rispondertiti…ma, per una serie di circostanze, non ho trovato quei pochi minuti di tempo necessari a concentrarmi e darti una risposta completa e soddisfacente.
    Ti ringrazio, poi, per il tuo schematismo nelle domande che mi è utile nel risponderti e vengo ai tuoi quesiti:

    1. SI. ESISTE UN REGIME STANDARD IN GRADO DI DIMINUIRE LA PROBABILITA’ DI RECIDIVA (di poco..ma allo stato è l’unico dimostratosi efficace..), ed è LA CHEMIOTERAPIA, cosidetta “adiuvante”. E’ certamente efficace in tutte le situazioni di asportazione apparentemente completa del tumore, con la sola esclusione, forse, dei primissimi stadi di malattia.

    2. Il problema delle recidive è molto più semplice di come lo immagini.
    Quando i medici escludono la presenza di metastasi dicono (a volte se ne dimenticano e lo danno per scontato: non vi sono metastasi “CLINICAMENTE EVIDENTI”. Questo perchè le metastasi di diametro inferiore al 1/2 cm non sono visibili con i nostri mezzi di indagine, anche i più moderni e sofisticati. Tuttavia, queste micro-metastasi possono essere presenti e possono rendersi manifeste soprattuto nei primi mesi del dopo l’intervento…
    Vi è poi l’eterogeneità genetica di tumore e metastasi che in qualche caso può essere spiccata, e che può giustificare tempi di raddoppiamento tumorale anche assai diversi fra metastasi e metastasi e fra metastasi e tumore…
    Ma il fattore principale rimane sempre il primo: micrometastasi occulte alla diagnosi che si manifestano successivamente..
    3. SI. Le metastasi possono saltare i linfonodi, entrando direttamente nel sangue. Si parla in questi casi di metastasi “ematogene”.
    4. Non c’è uno standard per il followup post-chemioterapia adiuvante (che viene proposta, come già detto, nella grande maggioranza dei casi): ogni centro ha tempi e modalità diverse di followup..
    5. NO. Dieta varia ed equilibrata, moderata attività fisica, ripresa delle normali abitudini quotidine, attitudine mentale positiva e fiduciosa sono le uniche raccomandazioni da fare a chi è stato operato e chemiotrattato preventivamente con successo…
    Cordialmente,
    GB

  4. tina scrive:

    Buona sera mio marito è’ stato operato lobectomia polmone destro ,però si è paralizzata una corda vocale destro è dovuto dal’ intervento?cosapotri fare.grazie

  5. Probabilmente è stato leso il nervo laringeo durante l’intervento. Si tratta di una complicazione non frequente… Non c’è una vera cura. C’è solo da sperare che la compromissione del nervo non sia stata totale, e che in parte riprenda a funzinare…
    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

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