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Carcinoma neuroendocrino

Buongiorno,

a mio padre, 64 anni, è stato diagnosticato un carcinoma al polmone, ma vorrei capire che tipo è ed il miglior percorso da seguire.

Le indico brevemente i risultati.

Dalla tac è risultato una lesione eteroproduttiva caratterizzata da struttura un poco disomogenea, che si estende in senso craniocaudale per circa 10 cm interessando soprattutto il lobo medio e parte del lobo superiore.

Settimana scorsa ha fatto la broncoscopia con biopsia ed il risultato è infiltrazione da carcinoma neuroendocrino scarsamente differenziato (cromogranina-; Cd56-; sinaptofisina +), mentre dal broncolavaggio è risultato emazie, granulociti, macrofagi, cellule epiteliali bronchiali e rare cellule con atipie NAS. Settimana prossima deve fare la PET.

La ringrazio in anticipo di cuore.

Silvia



Cara Silvia,

il carcinoma neuroendocrino del polmone è una rara forma di tumore che si colloca fra l’adenoma benigno del polmone (la varietà con caratteristiche neuroendocrine) e il cancro del polmone a piccole cellule (o microcitoma).  Per la verità, è più vicino a quest’ultimo, trattandosi di un tumore con ampia capacità di invasione locale e, un pò meno, di metastatizzazione.   Sul WEB potrai leggere un buon inquadramento dei tumori neuroendocrini (anche di altri organi) sul sito dell’AIRC: http://www.airc.it/cancro/tumori/neuroendocrino/.   Noi ne abbiamo parlato per un caso analogo a quello di tua mamma, dove, pur riconoscendo di aver poca esperienza diretta, segnalavamo la possibilità di fare accertamenti e cure specifici per questo tipo di tumore: l’OCTREOSCAN e, in caso di positività di questo esame, la RADIOTERAPIA METABOLICA (http://www.alcase.it/2012/07/carcinoma-neuroendocrino/).

Ovviamente, come per quasi tutti i tumori polmonari, l’opzione chirurgica rimane la prima e, anche se la tua sintesi della TAC che mi fa temere che sia inpraticabile, è giusto attendere il risultato della PET ed, eventualmente, il parere di un buon chirurgo toracico.

Mi spiace davvero di non averti potuto dare notizie migliori, ma purtroppo questa è la realtà.  Spero, almeno, di esserti risultato sufficientemente comprensibile e di aver soddisfatto la tua voglia di sapere.  Se avessi altre domande, o qualcosa non ti fosse chiara, non esitare a riscrivermi (attraverso questa pagina).

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri

Il Dr. Gianfranco Buccheri a Sydney in occasione del 15° Congresso Mondiale sul Cancro del Polmone


One Response to “Carcinoma neuroendocrino”

  1. Sullo stesso argomento riceviamo con preghiera di pubblicazione e replica:

    “‘Buon giorno dottore,
    le sottopongo il caso di mia madre di 71 anni.

    Agobiopsia di linfonodo sovraclaveare sn.effettuata a settembre 2015 con i seguenti risultati:

    Paziente di 71, anni non fuma da 32 anni, alla HRTC eseguita nel mese di agosto 2015 è stato riscontrato addensamento polmonare di 95mm al lobo inferiore sinistro. Dalla PET effettuata nel mese di settembre 2015 risulta ipercaptazione a livello di polmone, adenopatie mediastiniche, sovracraveali e nella finestra aorto-polmonare.

    REPERTO MICROSCOPICO:
    CK PAN, cromogranina A: positive, CD45: negativo.

    GIUDIZIO DIAGNOSTICO:frustoli di tessuto linforeticolare con CARCINOMA SCARSAMENTE DIFFERENZIATO TIPO A PICCOLE CELLULE.

    Effettuati 2 cicli di chemioterapia a base di carboplatino, etoposide il tumore si è ridotto del 58%e le metastasi eliminate ad eccezione di quella ilare di circa 14 millimetri.
    E’ presente versamento pleurico dello spessore di circa 2 cm.

    Alla fine del 4°ciclo il tumore è rimasto stabile con lieve riduzione della falda di versamento pleurico omolaterale associata.
    Deve ancora effettuare altri 2 cicli di chemioterapia
    Visto che vi è positività alla cromogranina A, che è un marcatore indicativo di proliferazione neuroendocrina, non potrebbe trattarsi di

    carcinoma NEUROENDOCRINO scarsamente differenziato tipo a piccole cellule.

    Oltre alla broncoscopia che è invasiva non vi sono esami del sangue specifici per una rivalutazione della malattia che possano dare certezza di diagnosi? Anche e soprattutto perchè le strade da intraprendere sarebbero diverse sia in termini di cura (octreotide) che di eventuale intervento chirurgico, almeno così credo e spero.
    Se fosse un carcinoma neuroendocrino scarsamente differenziato, cioè con notevole prevalenza a piccole cellule, avrebbe ugualmente la caratteristica di tumore sistemico cioè con certezza di micro tumori in tutto il corpo? ( microcitoma puro nel vero senso del termine?)
    La ringrazio per la risposta ed i suggerimenti che vorrà fornire scusandomi sin d’ora per il disturbo ma credo che Lei comprenderà il mio stato d’animo.
    Alfredo”

    Questa è la risposta del dr. Buccheri:

    “Caro Alfredo, mi poni molte domande cui cercherò di rispondere esaurientemente:

    1. La positività alla Cromogranina A e’ comune anche nel microcitoma, e da sola non permette di fare una diagnosi differenziale fra carcinoma a piccole cellule e carcinoma neuroendocrino;

    2. La diagnosi di microcitoma rimane basata sul aspetto e le caratteristiche patologiche della lesione, e viene fatta dall’anatomo patologo che, nel caso in questione non pone molti dubbi, circa la corretta attribuzione diagnostica;

    3. D’altra parte alcuni dati clinici avvalorano la diagnosi istologica di microcitoma, come l’iniziale ottima risposta alla chemio (il carcinoma neuroendocrino non risponde altrettanto bene);

    4. Non vi sono esami del sangue, nella pratica medica corrente, che permettano una diagnosi di microcitoma;

    5. Se volessimo, comunque, non fidarci del giudizio anatomo-patologico già espresso, bisognerebbe ottenere i vetrini del preparato istologico e sottoporli ad altro anatomo-patologo… E questo può essere ragionevole, perché, anche la classificazione istologica del tumore, come in tutte le specialità umane, è rivalutabile, discutibile, criticabile da altri esperti della materia…

    Spero di essere stato chiaro. Cordialmente,

    Gianfranco Buccheri”

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