Secondo dati aggiornati di sopravvivenza a lungo termine di uno studio di fase I presentati durante la recente Conferenza Mondiale sul Cancro del Polmone, il 29 ottobre scorso, l’anticorpo monoclonale Nivolumab,  inibitore PD- 1, continua a dimostrare una sostenuta attività clinica in pazienti pretrattati con cancro polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato.  In particolare, i tassi di sopravvivenza ad un anno con Nivolumab sono stati pari al 42 % e al 24 % a due anni, dopo un follwup mediano di 20,3 mesi. Inoltre, il tasso di risposta obiettiva (ORR) con Nivolumab, definita come risposta completa o parziale in base ai criteri RECIST, è stata del 17 % per i pazienti con NSCLC.

” Il cancro al polmone è molto difficile da trattare e vi è la necessità di individuare trattamenti più efficaci, in particolare per coloro che hanno già ricevuto pregressi, multipli trattamenti”, ha dichiarato il Dr. David R. Spigel,  direttore del programma di Lung Cancer Research presso l’istituto Sarah Cannon Research, uno degli autori dello studio.  “Con Nivolumab, stiamo studiando un approccio al trattamento progettato per sfruttare la risposta immune, e questi risultati di fase I sono sufficientemente incoraggianti da supportare l’avvio di nuovi studi clinici su scala più ampia. ”

Nello studio di fase I in questione, 306 pazienti hanno ricevuto nivolumab endovenosa a 0,1-10 mg/kg di peso corporeo a settimane alterne per ≤ 12 cicli (1 ciclo= 4 dosi in 8 settimane).  Lo studio ha arruolato pazienti con NSCLC, melanoma, carcinoma a cellule renali, cancro del colon-retto e cancro alla prostata.

Il follow – up a lungo termine è stato incentrato specificamente sui 129 pazienti con NSCLC. In questo sottogruppo, il Nivolumab hanno dimostrato di possedere un’incoraggiante attività clinica.  I partecipanti allo studio avevano un’età media di 65 anni e un buon “performance status” (stato di validità), e più della metà avevano ricevuto tre o più precedenti linee di trattamento.   Considerando tutte le dosi di nivolumab, la mediana di sopravvivenza è stata di 9,9 mesi.  In un precedente aggiornamento di questi dati presentato al ASCO Annual Meeting di quest’anno, eventi avversi correlati al farmaco si erano verificati nel 72 % dei pazienti e nel 15% dei casi se si limita l’analisi agli eventi più gravi (di grado 3/ 4).  Una polmonite grave (di grado 3/4) si è verificata nelle prime fasi del trattamento con Nivolumab, e ha causato tre morti.  Come risultato, è stato sviluppato un algoritmo per la rilevazione e la gestione precoce di questo grave effetto collaterale.

Il Nivolumab è un anticorpo monoclonale interamente umano che impedisce al recettore PD – 1 di legarsi ad entrambi i suoi ligandi, PD – L1 e PD – L2 .  Questo meccanismo ha suggerito che vi possa essere un’associazione tra l’ espressione di PD – L1 e la risposta al trattamento.

In un’altra analisi dei dati dello studio di fase 1, anche questa presentata alla recente Conferenza sul Cancro ai Polmoni, l’associazione fra l’espressione tumorale del ligante PD – L1 e l’attività clinica del Nivolumab in pazienti con NSCLC è stata ulteriormente esplorata.  Dei 129 pazienti con NSCLC trattati con Nivolumab nello studio di fase I, 63 erano stati testati per l’espressione di PD – L1 mediante immunoistochimica (29 pazienti con tumori a cellule squamose; 34 con tumori non squamosi).  In totale, 31 dei 63 pazienti sono risultati positivi per l’espressione di PD – L1, senza un apparente associazione tra il marcatore e l’istologia (52 % positivi per l’istologia squamosa ; 47 % per la non squamosa).  Complessivamente, un chiaro vantaggio terapeutico è stato osservato nei pazienti positivi per PD – L1 , anche se i pazienti PD – L1 – negativi anch’essi avevano sperimentato qualche risposta.  In tutta la sottopopolazione testata, infatti, i pazienti PD – L1 – positivi avevano un ORR del 16,1 % (5 /31) rispetto al 12,5 % (4 /32) dei negativi.

Ci sono attualmente più di 25 studi che stanno esaminando il trattamento con nivolumab, di cui 3 studi di fase III nel NSCLC.

Allo stato, il trattamento rimane di tipo esclusivamente sperimentale.

Gianfranco Buccheri

Il Dr. Gianfranco Buccheri a Sydney in occasione del 15° Congresso Mondiale sul Cancro del Polmone


3 Responses to “Nivolumab”

  1. Alice scrive:

    Gent.mo Dott. Buccheri,
    Vorrei chiederle se fosse possibile, tramite questo sito, raccogliere delle esperienze personali di chi si sta curando con Nivolumab, in quanto ho letto molti articoli in merito, ma non mi è ancora mai capitato di sentire qualcuno che lo abbia provato personalmente e che ne abbia tratto beneficio. Anche per capire meglio quali sono gli eventuali effetti collaterali e che tempi occorrono prima di notare i benefici… per scambiarci informazioni personali come facciamo per gli altri medicinali…
    Grazie.
    Alice

  2. Attraverso il sito, è un po difficile, Alice. Però noi abbiamo un gruppo su FaceBook che potrebbe fare proprio al caso tuo: https://m.facebook.com/groups/367394593339995?ref=bookmarks.
    Iscriviti e riproponi lì la tua proposta. Penso che avrà successo,
    Cordialmente,
    Gianfranco

  3. Alice scrive:

    Ok. Non mi è ancora possibile, ma appena potrò farò l’iscrizione a Facebook. Grazie.

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