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Marcatori tumorali

Buongiorno, da pochi giorni, presso l’Ospedale di Udine, mi è stato diagnosticato casualmente (a seguito di esame per altri motivi) un cancro ai polmoni. Fino a quel momento ero asintomatico, ora il mio torace è un susseguirsi di dolorini vari che vanno e vengono, talvolta permangono. Tra gli esami fatti sono stati effettuati quelli relativi ai marcatori tumorali e questi hanno dato esito negativo, solo l’ ecoendoscopia e la TAC hanno evidenziato il problema. La domanda è: è vero che non esistono marcatori per questo tipo di malattia come mi è stato detto?

Ringrazio anticipatamente e autorizzo a pubblicare l’eventuale gentile risposta.

Augusto Bergantini

Caro Augusto,

innanzitutto dobbiamo chiarirci bene le idee su cosa si intende per “marcatori tumorali”.  Dal punto di vista strettamente linguistico, potremmo dire che si tratta caratteristiche biologiche che si associano al tumore (ne “marcano” la presenza).  Ovviamente, queste caratteristiche sono molteplici, alcune ben note ed altre da ancora identificare.  Tali caratteristiche biologiche non sono soltanto molteplici, ma sono anche molto differenti fra loro.  Per questa ragione, i marcatori sono di solito classificati in marcatori “serici” -presenti nel sangie-, marcatori “tissutali” -presenti solo nel tessuto tumorale, marcatori “genici” -alterazioni del DNA- e “proteici” -alterazioni o presenza anomala di proteine nel sangue o nei tessuti tumorali, ecc…  E’ chiaro, quindi, che ci vuole sempre un aggettivo per far capire di cosa stiamo parlando.

Nel tuo caso, penso che ci si riferisca ai classici marcatori “serici”, come il CEA (una proteina normalmente presente nell’embrione umano che poi tende a scomparire e poi ricompare anomalmente nel sangue di persone con adenocarcinomi o teratocarcinomi), i marcatori citocheratinici (TPA e Cyfra 21-1, molto utili nel cancro dei polmoni..), alfa-fetoproteina (quasi diagnostica, quando molto elevata nel sangue, dell’epatocarcinoma),  il PSA per il carcinoma prostatico, ecc…

Bene.  Di questo argomento abbiamo parlato in più di un’occasione in articoli e casi clinici (http://www.alcase.it/page/2/?s=CEA+CYFRA&lang=it).  Fra i tanti documenti disponibili nel nostro sito, ti inviterei  a leggere una nostra vecchia (ma sempre attuale) review sui marcatori tumorali serici tradizionali (o classici, se preferisci): http://www.alcase.it/2012/10/marcatori-tumorali-tradizionali/.  Avrai così una idea completa e documentata di quanto essi possono affrire nella identificazione precoce, nella diagnosi, nella valutazione della prognosi, durante il trattamento e nel follow-up post-chirurgico dei malati con cancro ai polmoni.

Se leggerai quell’articolo, potrai tu stesso formulare la risposta alla tua domanda che è:

Non esistono marcatori tumorali sufficientemente sensibili e specifici per essere considerati un mezzo diagnostico paragonabile a una valutazione clinica e strumentale completa.  Tuttavia, alcuni di questi sono abbastanza accurati.  Tali da essere da noi considerati un parametro importante nel contesto degli altri test e parametri clinici più comunemente utilizzati.”

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri

Il Dr. Gianfranco Buccheri a Sydney in occasione del 15° Congresso Mondiale sul Cancro del Polmone


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