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E’ possibile che sul microcitoma non ci sia mai niente di nuovo?…

Illustrissimo Prof…

la disturbo per una questione, per me, fondamentale.

A mio padre, 59 anni, è stato diagnosticato un microcitoma polmonare esteso ad altri organi.

E’ circa un mese che cerco su internet, notte e giorno, e da quello che leggo quasi tutti affermano che il microcitoma non è operabile e che le aspettative di vita sono bassissime.

Papà ha da poco iniziato il primo ciclo di chemio a base di cisplatino. Praticamente le sedute di chemio sono di tre giorni consecutivi e 21 di riposo. Papà, per ora e speriamo anche in futuro, mangia come e più di prima e non si fa mancare il bicchiere di vino a tavola. Vuole riandare a lavorare ed è in condizioni fisiche ottime. Sta tutto il giorno in mezzo al vigneto. Insomma ha lo stesso tenore di vita di prima.

Posso sperare? E’ possibile secondo lei operarlo? Non voglio perderlo così presto. Sono in corso sperimentazioni per questo bruttissimo male?

La ringrazio infinitamente per la pazienza che vorrà prestarmi.

Anonimo

Caro amico, quando 35 anni or sono cominciai ad occuparmi seriamente di cancro al polmone, sembrava che solo il tumore a piccole cellule del polmone (o microcitoma, o SCLC) fosse curabile, mentre il tumore non a piccole cellule (NSCLC) era considerato del tutto incurabile, e gli oncologi -semplicemente- non lo prendevano neanche considerazione…   Per il microcitoma si vantavano, invece, i successi della chemioterapia -esattamente quella che sta facendo tuo padre oggi- che, nella malattia limitata al torace, dava risposte al trattamento in quasi il 100% dei casi, allungava la mediana di sopravvivenza fino a oltre 2 anni, e guariva oltre il 10% dei casi!!…  Addirittura, i medici più ottimisti prevedevano che “il problema microcitoma” non sarebbe stato più un problema entro la fine del secolo!?!…  Eravamo negli anni ’70…

Bene, da allora nulla è cambiato per il microcitoma, mentre molto è cambiato per il non microcitoma che ha ormai raggiunto (e forse superato) le possibilità di cura del microcitoma, pur partendo da prospettive -inizalmente- estremamente infauste.

Noi di ALCASE, che seguiamo tutti i giorni la letteratura medico-scientifica che riguarda il cancro del polmone, segnaliamo occasionalmente qualche ricerca inerente il trattamento del microcitoma, ma il rapporto è incredibilmente basso (avrei la tentazione di quantificarlo in 1/100!…).  Se vuoi, puoi dare una scorsa alle nostre ultime newsletter che riportano tutte le news dal mondo della ricerca, all’indirizzo: http://www.alcase.it/advocacy/archivio-newsletter/

Dopo questa premessa, è chiaro che non posso che confermare quelle che sono state le tue impressioni navigando in Internet.  Ad oggi, purtroppo, quella che sta facendo tuo papà rimane ancora -dopo quaranta anni e più- la cura migliore in Italia, in Europa e nel mondo!!

Speriamo solo che tuo papà possa rientrare in quella piccola (piccolossima per la malattia avanzata come è la sua) pattuglia di guariti.

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri

PS. Ti potresti chiedere perchè non ci sono stati progressi nel microcitoma negli 40 anni… Forse le “Big Pharma” (multinazionali del faramaco) ne sanno qualcosa.

PPS. Dimenticavo… Purtroppo, per la sua capacità di recidivare invariabilmente dopo qualunque intervento chirurgico, il microcitoma non è mai considerato operabile (anche se piccolissimo e ben circosritto nel polmone).

Il direttore Medico di ALCASE

Il Dr. Buccheri e la skyline di Hong Kong (2010 GLCC meeting)


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