Dopo quanto tempo dall’intervento si può iniziare la terapia “adjuvante”?…

salve,

avrei una domanda per voi: dopo quanto tempo dall’intervento

chirurgico (con completa asportazione del tumore)  si procede con la

terapia? so che la chemioterapia si comincia anche subito, per la radio

bisogna aspettare la completa guarigione, è un periodo quantificabile?

grazie, Francesca.

Ciao, Francesca.  Grazie per la mail che ci dà l’occasione di rispondere a un quesito del tutto inedito (per questa rubrica).

Iniziamo col dire che, a nostra conoscenza almeno, NON vi sono regole certe (ovvero non vi sono studi clinici controllati che abbiano tentato di rispondere alla questione che tu sollevi).  E’ tutto basato su una prassi empirica, che ovviamente è soggetta alle opinioni del medico curante e del suo centro di cura, oltre che a valutazioni di tipo organizzativo e alle effettive condizioni cliniche post-operatorie del malato…

In generale, si comincia la chemioterapia (che in questo caso si chiama “adjuvante”) dopo 20-30 giorni dall’intervento.

La radioterapia post-intervento, invece, è sempre meno utilizzata perchè diversi studi controllati e metanalisi non ne hanno dimostrato l’utilità (anzi, in non pochi casi, soprattutto in quelli con tumore localmente avanzato, hanno evidenziato una significativa nocuità del trattamento stesso…).

In ogni caso, la radioterapia può cominciare soltanto quando c’è una buona cicatrizzazione della ferita chirurgica e questa è di solito buona dopo 1 mese.

Rimane da aggiungere che non vi è una vera urgenza dell’iniziare la chemioterapia perchè:

  1. la maggior parte della cura è già stata fatta (l’asportazione di miliardi e miliardi di cellule cancerose);
  2. la chemioterapia facilita le infezioni che possono complicare il decorso post-operatorio;
  3. la chemioterapia ha un’effetto immunosoppressore che si aggiunge all’effetto immunosoppressivo dell’intervento.

Per tali ragioni, può esser saggio attendere pochi giorni in più per consentire all’organismo di riprendersi a sufficienza… Nella nostra pratica medica, noi programmavamo la chemio (ma solo per gli stadi IIb e III) e non la iniziavamo mai, prima che fossero trascorse 3 settimane dall’intervento.

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri

Il direttore Medico di ALCASE

Il Dr. Buccheri e la skyline di Hong Kong (2010 GLCC meeting)


4 Responses to “Dopo quanto tempo dall’intervento si può iniziare la terapia “adjuvante”?…”

  1. salve,ieri l’ho contattata per saperne di più sulla terapia adjuvante
    post-chirurgica, la ringrazio infinitamente per le sue risposte sempre
    puntuali e precise, ma come al solito correvo troppo e a passi troppo
    lunghi, senza fermarmi a pensare troppo al momento presente. Mi spiego
    meglio: il mio papà è stato dimesso dall’ospedale 2 giorni fa, dopo
    lobectomia superiore sinistra con taglio di 3a e 4a costa, perchè la
    parete era infiltrata da questo tumore di stadiazione T3N1M0. Mi rendo
    conto che è stato un intervento pesante, ma lo vedo stare sempre
    peggioi: è molto stanco, ha la pressione bassa (pur essendo iperteso),
    capogiri…preferirebbe stare sempre a letto. In ospedale è stato anche
    anemico, gli hanno somministrato il ferro ma non glielo hanno dato
    nella terapia consegnatagli in dimissione. Venerdì andiamo al
    controllo, nel frattempo come mi comporto? in ospedale i medici mi
    hanno detto che è tutto normale…lo sarà davvero? è un normale decorso
    post-operatorio questo, con tanta sofferenza?
    grazie,
    Francesca.

  2. Normalmente, Francesca, nel decorso post-operatorio c’è una lenta ma graduale ripresa delle condizioni cliniche generali e della cenestesi (stato di benessere). Può essere interrotta da alti e bassi, ma il trend rimane positivo. Se il trend (tendenza) non è positivo, ma addirittura peggiorativo (ma attenzione: il trend va valutato nell’arco minimo di 7/10 giorni), deve sorgere il sospetto che qualcosa non sia a posto e vanno fatte delle indagini.
    Conclusioni: aspetta la visita di venerdì (già domani!..) e se i medici continuano a dire “tutto bene”, e tuo papà non si riprende affatto nel corso della settimana successiva, attivati: risenti i tuoi medici e “forzali” ad essere .. più attenti!
    Ciao,
    Gianfranco Buccheri

  3. Gianna Clelia scrive:

    Sono stata operata giorno 28 novembre, a quanto sembra dovrò fare la chemio perchè l’esito della biopsia denota un tumore aggressivo G3 che va trattato con questa terapia. La visita con l’oncologa è previsto per giorno 25 gennaio, il resto non saprei … Non crede che sia eccessiva questa distanza di tempo? Oppure posso stare serena e aspettare che arrivi questo giorno?
    Fatemi sapere. Grazie

  4. Certamente, cara signora Gianna, lei deve stare serena. Perché l’ansia, la paura, e lo stato depressivo dell’umore NON aiutano a venir fuori da alcuna malattia, e ancor di più da un temibile tumore, come è il cancro al polmone (e questo non è solo “buon senso”, ma verità scientifica: http://erj.ersjournals.com/content/11/1/173.long).
    Tuttavia, devo dir ad onor del vero, che certamente quasi 2 mesi per un esame istologico definitivo su pezzo operatorio e una valutazione oncologica completa sono un…enormità!!… Mi spiace dirlo, ma certi miei colleghi riservano agli altri un trattamento che essi non accetterebbero mai per se stessi.
    Con tutti i miei più sinceri auguri di una guarigione totale e definitiva (nonostante la scarsa efficienza del centro oncologico che la ha in cura), le invio cordiali saluti.
    Gianfranco B.

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