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Chemioterapia in attesa dei test genetici?…

Ad Alcase

Salve, mia mamma ha un adenocarcinoma non a piccole cellule al polmone con metastasi al fegato. A giorni arriverà il risultato definitivo dell’analisi istologica e cosi’ sarà possibile decidere se si può optare per la terapia biologica. La mia domanda: ha senso farle fare un ciclo di chemioterapia subito anche senza risultato definitivo della analisi istologica? Quali farmaci chemioterapici sono più indicati? Avete una lista aggiornata dei centri oncologici di eccellenza in Italia? In un consulto oncologico al Ieo di Milano ci hanno detto che il tumore non e’ operabile ma e’ trattabile con chemioterapia e ci hanno consigliato sali di platino associati a pemetrexed. Quale aspettativa di vita ha mia mamma?

Grazie per la vostra risposta,  N…

Gentile signore/ra,

in realtà lei ci pone molteplici domande, una delle quali, la prima, è particolrmente interessante e secondo me, dovrebbe essere presa in seria considerazione dai ricercatori e dai medici oncologi.  In effetti, i tempi di attesa per il completamento di tutti gli accertamenti è divenuto molto lungo, ancora di più oggi che bisogna anche attendere per la determinazione della presenza di mutazioni genetiche curabili… Che fare?… Aspettare?… Iniziare la chemio (che comunque, anche se in misura ridotta, funziona sempre), e poi aggiustare la terapia iniziata sulla base dei test che arriveranno in un secondo momento?…

Con certezza, noi non sappiamo quale sia la strategia migliore, perchè, a tutt’oggi, manca l’evidenza derivante da studi clinici appositamente disegnati.  Speriamo che i ricercatori clinici se ne rendano conto e provvedano!…

In mancanza di evidenza clinica, si può solo ragionare sul fatto che la chemioterapia è già stata associata alla terapia biologica in terapia di 1° linea (come nel caso della sua mamma) con buoni risultati: è il caso dell’Avastin associato a una chemioterapia a base di un derivato del platino.  Poichè quest’ultima è lo standard chemioterapico, potrebbe essere ragionevole iniziare con la chemio ed aggiungere successivamente (in caso di dimostrata mutazione EGFR) l’Avastin.

Ovviamente tutto ciò va discusso con i suoi oncologi…

Per quanto riguarda le altre sue domande, le risponderò brevemente:

  • Quali farmaci sono più indicati? In parte ho già risposto: cisplatino (o carboplatino) e gemcitabina (o pemetrexed, o taxolo)… (sono tutti descritti nelle nostre schede farmacologiche dei chemioterapici);
  • Avete una lista aggiornata dei centri oncologici di eccellenza in Italia?… Non la abbiamo ancora, ma ci stiamo lavorando. Nel frattempo da queste  due pagine, potrà ricavare tutte le informazioni che le servono:  Medici eccellenti d’Italia e  Come sceliere il luogo dove farsi curare;
  • Quale aspettativa di vita ha mia mamma?… E’ difficile fare una prognosi, soprattutto conoscendo soltanto -parzialmente- lo stadio di malattia…  Comunque se le condizioni cliniche generali son buone e il paziente riceve terapie ottimali, la metà delle persone con cancro al polmone e metastasi al fegato, e le caratteristiche prima accennate, arriva a poco meno di due anni di sopravvivenza…  Ovviamente, questa è una probablità statistica che va interpretata: essa, infatti, non significa che TUTTE le persone in quelle condizioni vivranno solo 2 anni, ma soltanto che lo farà il numero maggiore di persone.  Ciascuna persona si comporterà a suo modo e tanti -tra cui ci auguriamo sua mamma- saranno ancora vivi dopo 3-5 o più anni dalla diagnosi…

Mi spiace davvero per aver dovuto svelare una verità, certamente assai pesante da sostenere, ma purtroppo è così.

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri

Il direttore Medico di ALCASE

Il Dr. Buccheri e la skyline di Hong Kong (2010 GLCC meeting)



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