Quando la terapia del cancro è sconsigliabile perchè più pericolosa che utile?…

Preg. mo Professor Buccheri,

pongo alla Sua attenzione l’esito delle due tac che mio padre ha effettuato il 18 e 19 luglio 2013. Ho anche un cd con alcune immagini. Se vuole, sarà mi premura inoltrarLe il file.

Le sintetizzo cosa è accaduto, scusandomi anticipatamente con Lei per le informazioni semplicistiche, ma sono ignorante in materia e non ho con me i vari referti medici.

Mio padre ha 68 anni. Ha fumato dai 10 anni di età  fino ai 67 anni (ottobre 2012). Nel dicembre 2005 ha avuto un infarto. L’apice del suo cuore è “morto”.  I medici sono intervenuti con un’angioplastica. In questi anni ha dovuto effettuare una seconda  angioplastica e ad ottobre 2012 ha avuto un ictus. A luglio è stato ricoverato per una coronarografia e i medici hanno effettuato 2 tac prima dell’intervento perché hanno riscontrato una formazione sospetta.

Poi, hanno dovuto fargli un’ulteriore angioplastica (la terza)  per problemi alle coronarie (è stato inserito uno stent tradizionale per poter effettuare dopo 40 gg. dall’angioplastica l’ago aspitrato per esaminare la formazione solida presente nel polmone sinistro perché, come ben saprà, i medicinali che assume e l’angioplastica non consentono di poter intervenire prima dei 40 gg).

I miei genitori vivono a Napoli (io a Roma). Il cardiologo di mio padre è il Dott. E. P.

Alla Clinica Mediterranea ci hanno consigliato l’Ospedale Monaldi di Napoli per i vari accertamenti.

Le chiedo un consulto.

Vorrei sapere cosa è necessario fare e quali medici e strutture mi consiglia.

Mio padre ha una tempra forte ma, i suoi problemi di cuore e l’ictus mi spaventano.

Temo che il suo corpo non possa affrontare facilmente eventuali cure.

In fiduciosa attesa, La saluto cordialmente e Le auguro un Buon Ferragosto.

L. Z.

PS.  trascrivo il referto TAC:

Esame del 19/07/2013, TC CRANIO TORACE ADDOME E PELVICA CON MDC

Referto:

L’esame TC del cranio, del torace, dell’addome e della pelvi, eseguito sia prima che dopo iniezione ev a bolo di mdc, ha mostrato:

  1. Estesa area di marcata ipodensità in regione parietale destra, da esiti ischemici.  Sistema ventricolare sopra e sottotentoriale in sede. Spazi subaracnoidei della volta e della base regolari.
  2. Formazione solida rotondeggiante del diametro di circa 14 mm al segmento apico-dorsale del lobo polmonare superiore sinistro, a margini irregolari: utile accertamento diretto. Addensamento ovalare del diametro di circa 17×7 mm al segmento laterale del lobo medio  a destra. Presenza di formazione polipoide del diametro di circa 7 mm a livello dell’origine del bronco lobare inferiore a sinistra. Non visibilità di lesioni parenchimali polmonari infiltrative in atto dei restanti segmenti. Lobo azygos accessorio a destra. Non visibilità di linfoadenopatie mediastiniche.
  3. Fegato nei limiti volumetrici, a struttura parenchimale omogenea, senza visibilità di lesioni focali. Vie biliari intra e extraepatiche non dilatate. Pancreas e milza nei limiti tomodensitometrici della norma. Surreni nella norma. Reni in sede, di forma e volume regolare, con buon incremento dopo mdc ev.
  4. Vie escretrici intra ed extrarenali non dilatate. Regolare pervietà dei grossi vasi addominali retroperitoneali. Non evidenti significative tumefazioni linfonodali iliache, otturatorie ed inguinali bilateralmente. Prostata aumentata di dimensioni, a struttura disomogenea per evidenza di alcune calcificazioni.

Gentile signora L.Z.,

innanzitutto le allego il link alla nostra lista dei “Medici Eccelenti”, scorrendo bene la quale troverà ottimi chirurghi toracici a Napoli, Roma e nel resto d’Italia, se vorrà sentire anche il parere di qualcuno dello IEO di Milano: http://www.alcase.it/support/medici-eccellenti/.

E vengo poi alla sua domanda, che ho sintetizzato nel titolo.

La risposta è ovvia:

Quanto più una terapia anticancro è pericolosa, potenzialmente dannosa, e quanto meno essa è efficace, tanto più è sconsigliabile…

Nel caso di suo papà il ragionamento va fatto per una eventuale operazione di asportazione radicale del tumore (ma ciò potrà avvenire solo se una PET-TAC confermerà che la lesione tumorale è una sola e non ve ne sono altre…).  Vediamo un pò i pro e i contro:

  1. PRO: L’ asportazione del nodulo del lobo superiore sinistro, magari con un intervento riduttivo come ad esempio una segmentectomia, potrebbe consentire la guarigione definitiva;
  2. CONTRO: l’intervento è gravato da un grosso rischio operatorio a causa della importante comorbidità, di tipo immediato (diciamo del 15-20%) e postoperatorio (diciamo del 40-50%). Queste stime sono mie personali e non sono basate sulla conoscenza diretta del caso, per cui non vanno prese alla lettera, ma piuttosto discusse col chirurgo che, eventualmente, si assumerà la responsabilità di operare.

Un’alternativa alla chirurgia, forse altrettanto valida e certamente meno rischiosa, potrebbe essere la radioterapia stereotassica (o gamma-Knife), che è praticata in molti centri radioterapici italiani.

Se la situazione oncologica non fosse così rosea come precedentemente ipotizzato -per la presenza di lesioni tumorali nei due polmoni PET positive-, allora sarebbe ancora possibile la radioterapia stereotassica, e/o un tentativo chemioterapico, e/o una terapia mirata con farmaci anti EGFR o anti ALK (ma solo in caso di positività ai test genetici).  Tuttavia, le prospettive di cura non sarebbero più radicali…

In conclusione, suo papà dovrebbe fare una PET, una valutazione funzionale respiratoria (spirometria, emogasanalisi, ecc..) ed almeno una broncoscopia (per la diagnosi istologica e genetica del tumore), e portare tutta la documentazione a un buon chirurgo toracico.  Quindi, se venisse esclusa l’operabilità, dovrebbe sentire un oncolo medico con particolare esperienza per il cancro del polmone, per discutere le altre modalità terapeutiche succitate.

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri

Il direttore Medico di ALCASE

Il Dr. Buccheri e la skyline di Hong Kong (2010 GLCC meeting)



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