Come valutare una prognosi…

Salve.  Al mio papà è stato appena diagnosticato un adenocarcinoma al lobo superiore del polmone sinistro, se ne è accorto perchè si “appoggia” sulla pleura e sulla colonna vertebrale, a seconda della posizione, causando dolore. La stadiazione del tumore è T3N1M0, dalle parole dell’oncologo ho capito che è ancora perfettamente chirurgico, è in lista per intervento urgente e probabilmente necessita di terapia adiuvante succesiva. Ho cercato in rete la prognosi, ho visto che è un tumore al III stadio con un’aspettativa di vita del 9% su 5 anni; mi chiedevo: questa prognosi si riferisce ad un tumore non curato o alle aspettative di vita nonostante chirurgia, chemio, radio ecc ecc? Forse mi illudo, ma le parole dell’oncologo non mi sono sembrate così funeste…

Grazie, siete un importante supporto, soprattutto nelle notti insonni!

Francesca.

Ciao, Francesca. Non ti illudi (del tutto almeno), perchè le stime che hai letto non sono corrette. In realtà, per un stadio IIIA, la probabilità a 5 anni è quasi il 20% (esattamente, è il 19%: http://staginglungcancer.org/calculator) che non è tantissimo, ma è sempre molto meglio del 9% che hai letto. Poi ci sono altri fattori anatomici e clinici che possono rendere ancora più ottimista il tuo chirurgo per cui… non disperare: avete ancora tante frecce al vostro arco!…

Grazie.  Il riassunto della mia domanda precedente è che non ho ancora capito se quello di mio padre è il classico tumore “preso in tempo” oppure è da considerarsi la bestia che non perdona, punto e basta.  Certo che può pubblicare la mia mail, anzi, mi dia anche ulteriori delucidazioni sulle tecniche chirurgiche, se crede.  grazie ancora,

Francesca.

Bè… Francesca, se devo dirti la verità, non è esattamente un tumore “preso in tempo” (il T è stato classificato come 3 su una scala che va da 1 a 4…), ma ci sono ancora buone prospettive di guarigione completa (le fredde statistiche -come dicevo- dicono 20%, ma può benissimo essere di più…).

Per quanto riguarda le tecniche chirurgiche potrai leggere molto (e in italiano) se vai alla nostra pagina di Education: http://www.alcase.it/educational/, dove è presente materiale molto vario dedicato ai pazienti e ai loro cari che vogliono saperne di più, dall’informazione più semplice a quella più approfondita e particolareggiata.  Vi è persino un piccolo trattato (sempre per non addetti ai lavori) di oncologia del polmone, che ti consigliamo di leggere (almeno i capitoli di tuo interesse): http://www.alcase.it/educational/libri-e-manuali/con-ogni-respiro-2/.

Ovviamente, se qualcosa non è chiaro o vuoi ulteriori delucidazioni, noi di ALCASE siamo sempre qua… per te e per tutti quelli che hanno bisogno!

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri

Il direttore Medico di ALCASE

Il Dr. Buccheri e la skyline di Hong Kong (2010 GLCC meeting)


4 Responses to “Come valutare una prognosi…”

  1. Serena scrive:

    Buonasera dott. Buccheri. Innanzitutto complimenti per Alcase e per il suo impegno professionale. Mi chiamo Serena ho 35 anni e i primi di settembre mi hanno diagnosticato (per puro caso e spero per fortuna) un tumore non piccole cellule adenocarcinoma apicale al polmone sinistro e dopo le analisi del caso la mia stadiazione risulta T2N1M0. Mi permetto di scrivere in coda a questo post perchè la stadiazione è molto simile. Solo che l’approccio terapeutico è decisamente diverso. Infatti il chirurgo toracico prof. Rendina, dopo aver visionato i referti ha detto di non poter intervenire nell’immediato ma che devo prima di tutto fare della chemioterapia. Mi sono rivolta allora al prof. Gridelli il quale mi sta sottoponendo a tre cicli di cisplatino + gemcitabina abbastanza forti (come ha detto lui) perché il mio fisico dato che sono in forma può sostenerli (ho appena finito il primo e devo dire senza neanche troppi problemi). La mia domanda però nasce dal fatto che leggo su internet che la mia stadiazione abitualmente è trattata prima con la chirurgia e successivamente con la chemioterapia. Come mai secondo lei questo approccio nel mio caso differente? La massa è apicale e non tocca la pleura anche se sembra essere molto molto vicina… Pensa sia dovuto a questo? Ma se la chemioterapia non dovesse fare effetto (so di avere il 60-70 % di possibilità che funzioni), in 2 mesi il tumore potrebbe avanzare di molto? Mi sento come una bomba a orologeria… Ad ogni piccolo dolore penso ad una metastasi… Lo so che è sciocco ma l’attesa è snervante e non è facile affrontare una diagnosi cosí alla mia età… Inoltre su internet nn si leggono quasi mai storie di guarigioni da questo male… È disarmante. Bè grazie per lo sfogo dottore e grazie anticipatamente per la sua risposta. Cordiali saluti. Serena

  2. Gentile signora Serena,

    innanzitutto, vorrei ringraziarla per il suo interessante quesito… e complimentarmi per la sua chiarezza espositiva.

    In linea generale, la chemioterapia può esser fatta prima dell’intervento (neoadjuvante) e dopo l’intervento (chemioterapia adjuvante). Per questa seconda, non vi sono dubbi circa la sua utilità nel ridurre il rischio di recidive tumorali a distanza (molti studi multicentrici internazionali ed alcune meta-analisi lo hanno provato). Per la chemioterapia neo-adjuvante, invece, il beneficio è un pò meno certo. Per questo forse su Internet ha trovato più citata la chemioterapia post-operatoria.
    Tuttavia, il più autorevole sito oncologico al mondo (il NCI) dice testatualmente che: “la sequenza ottimale di chirurgia e chemioterapia (in altre parole, chemio prima o chemio dopo) non è ancora stata trovata”: http://www.cancer.gov/cancertopics/pdq/treatment/non-small-cell-lung/healthprofessional/page8

    Dunque stia tranquilla. Per quello che l’umanità ne sa oggi, l’approccio terapeutico dei sui medici è, come dicono gli americani, il “GOLD STANDARD”.

    Non mi rimane che farle i miei più sinceri auguri e invitarla a seguirci su FB e gli altri social network: https://www.facebook.com/pages/ALCASE-Italia-Per-la-Lotta-al-Cancro-del-Polmone/102644293117336?ref=tn_tnmn.

    Se ha tempo disponibile, voglia di fare e, soprattuto, di combattere per una causa sacrosanta diventi un “advocate” di ALCASE (una specie di testimonial e avvocato insieme), seguendo i suggerimenti ai numeri 4-7 della lista alla pagina: http://www.alcase.it/contatti/aiutaci/

    Infine, non è vero che non ci sono “storie di speranza” che riguardano il cancro del polmone: noi su FB ne parliamo tutti i giorni e, qualche anno fa, le abbiamo addirittura raccolte in un libretto: http://www.grauseditore.it/dettLibro.asp?id=124

    Cordiali saluti e, ancora una volta, sinceri auguri.

    Gianfranco Buccheri

  3. Serena scrive:

    Dott. Buccheri grazie di cuore per la sua celerissimi e chiarissima risposta. Provvederò immediatamente al like su Facebook e nella lettura delle storie di speranza ( ho anche appena acquistato il libro sul sito dell’editore…).
    Vorrei poter sostenere Alcase, anche seguendo il punto 7, sono una libera professionista e nn mi sarebbe difficile farlo (malattia permettendo ovviamente). Ci possiamo sentire via email per i dettagli?

    Riguardo il mio caso vorrei chiederle un’altra piccola informazione: un amico oncologo mi ha suggerito di far analizzare nuovamente i vetrini della FNAB. Non ho ben capito il motivo, pensa sia utile in qualche maniera? Mi può suggerire il miglior centro di anatomia patologica dove poterli inviare?

    Dott. Buccheri, non ha risposto alla mia domanda di coda… 2 mesi, se non fa effetto la chemio, possono incidere molto nella mia stadiazione?

    Aspetto un suo contatto email dottore (serenaranieri@yahoo.it ) e nell’attesa la ringrazio nuovamente e le auguro una buona serata. Serena

  4. Innanzi tutto, grazie, Serena, per i suoi propositi e per quello che potrà fare per la nostra comune causa…

    La contatterò presto per e-mail per discutere cosa fare, in pratica. Certamente fondare una nuova sede di ALCASE nella sua città (http://www.alcase.it/chi-siamo/fondare-alcase-nella-tua-citta/) sarebbe un obiettivo davvero eccezzionale!…

    Non so darle un consiglio, specifico, sulle numerose anatomia patologiche d’Italia… Certamente, i migliori centri oncologici avranno le migliori anatomie patologiche. La lista dei migliori centri oncologici per il cancro al polmone -al momento- è quella di sportello cancro del Corriere: http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/db/mdc/tutte/2011/mdc04.shtml (noi ci stiamo lavorando, ma la nostra lista sarà online non prima di 2/3 mesi).

    Perchè ripetere l’esame dei vetrini?.. Non so. Dovrei leggere almeno il referto dell’esame istopatologico. In generale, posso dirle che non viene fatta di routine la ricerca di eventuali mutazioni genetiche del tumore trattabili con farmaci biologicamente mirati (mutazione EGFR e arrangiamento ALK). Se queste determinazioni non fossero state fatte, la necessità di eseguirle sarebbe un ottimo motivo per un riesame patologico…

    Infine, il suo timore… che é ha una base logica indiscutibile. L’evidenza clinica, tuttavia, ha dimostrato -come le dicevo- che la somma di potenziali benefici e di ipotetici danni della chemioterapia è un beneficio netto. In altre parole, una cosa è ciò che secondo logica può avvenire, un’altra è ciò che avviene davvero nella realtà, come determinato negli studi clinici. Quest’ultima si chiama EVIDENZA SCIENTIFICA e a questa -quando è disponibile- i medici normalmente si attengono.

    Spero di aver risposto a tutte le sue domande e di esser stato chiaro e comprensibile, anche se mi rendo conto che alcuni passaggi del mio scritto sono per necessità piuttosto tecnici…

    Cordialmente

    GB

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