news

Profilassi delle recidive post-chirurgiche: esiste?…è se sì, quale?…

Egregio Dottor Buccheri,
nel rinnovarle la mia stima per il lavoro di divulgazione scientifica che offre (e avendo rinnovato ovviamente anche il mio appoggio “materiale”, tramite destinazione del 5 per mille), Le chiedo un consulto relativo al caso di mia mamma: nel febbraio 2005, essendo una forte fumatrice, e avendo appena perduto la sorella per un tumore ai polmoni, le impongo di fare un minimo di prevenzione, dunque un RX toracica all’anno.
E l’RX – bravo anche il radiologo – evidenziò una macchia, di pochi millimetri….
Da li gli approfondimenti e la conferma che si trattava di un carcinoma.
Intervento ad aprile 2005, al San Paolo di Milano: “resezione atipica segm. apicale lobo superiore dx per adenocarcinoma tipo misto bronchiolo alveolare non muccinoso ed acinare a medio grado di differenziazione (G2) infiltrante il tessuto connettivale sub-pleorico. Margine di resezione parenchimale indenne da neoplasia – T2 Nx”.
In seguito, nonostante differenti e opposte opinioni, è stato deciso di NON fare alcun tipo di terapia preventiva, solo i controlli, oramai annuali (TAC polmonare e qualche markers – a questo proposito segnalo che il valore della CEA è sempre un po’ piu’ elevato…anche se nei margini)
Segnalo inoltre che, a causa di una pregressa bronco pneumopatia cronico ostruttiva, utilizza Spiriva e Sinestic sistematicamente; utilizza infine la Cardioaspirina.
Mi chiedo a questo punto cosa puo’ succedere: so che dopo i primi 5 anni si parla di guarigioni, ma, avendo appena perso mio padre sempre per un tumore polmonare, e sentendo continuamente di metastasi e recidive anche dopo 10 o addirittura 15 anni, non mi sento tranquilla….sappiamo anche che se si ripresenta la malattia è ancora piu’ aggressiva, cosa dobbiamo fare, aspettare che prima o poi accada? Ci sono protocolli differenti? Si parla ad esempio di vaccini (lo stesso Sinestic se non sbaglio), o di immunologia oncologica…
E a quali centri ci possiamo rivolgere? Consideri che abitiamo a Cagliari, e mia madre, dopo l’intervento, è stata seguita qui al Policlinico, ma in seguito al percorso della malattia e purtroppo della morte di mio padre abbiamo perso fiducia e stima nei medici locali (ma questa è un’altra storia, che magari approfondiamo in un’altra occasione).
Siamo ovviamente disponibili a recarci ovunque, anche se regolarmente ci rechiamo a Pisa/Firenze per motivi di salute “altri”.
La ringrazio infinitamente in anticipo.
Buon lavoro,
A.R.

ps. un’altra domanda: esistono statistiche di sopravvissuti al tumore al polmone?e quali % di possibilità recidivia abbiamo nel suo caso?
grazie ancora

La ringrazio, gentile sig.ra A., per le gentili parole di stima che mi onorano… Ho letto la storia di sua mamma, e il mio parere è, in breve, di non fare nulla, al momento, se non il controllo di CEA e CYFRA 21-1 (un’altro marcatore tumorale) ogni 3/4 mesi e una TAC a basso dosaggio almeno una volta all’anno.
Esiste una solo terapia per la profilassi delle recidive postchirurgiche dei tumori non a piccole cellule e questa è la chemioterapia cosiddetta “neo-adiuvante”, eseguita subito dopo l’intervento.  Questo non è palesemente il caso di sua mamma, operata già da 5 anni, che, per di più, è stata colpita da una forma di adenocarcinoma polmonare piuttosto rara e molto poco sensibile alla chemioterapia: il carcinoma bronchiolo alveolare.
In mancanza di indicazioni a qualunque forma di trattamento che siano state dimostrate essere scientificamente utili, non vi è un comportamento giusto e uno sbagliato… In altre parole può essere ragionevole tentare, comunque, una qualche profilassi o aspettare e vedere, il “wait and see” degli americani.  Come già detto, il mio sentimento è quello di aspettare perché più di ogni altra cosa non desidero dare tossicità inutili (ogni trattamento ha i suoi “effetti collaterali”) e non sono convinto che un trattamento alla eventuale recidiva sia meno efficace di un trattamento dato un po’  più precocemente.  Semmai, le consiglierei di richiedere la determinazione di EGFR e ALK sul pezzo operatorio, per l’inizio, senza indugi, di una eventuale terapia biologica con farmaci mirati (Iressa, Xalcori, ecc..).
Infine, per quanto riguarda le statistiche di sopravvivenza la letteratura medica e’ piena di statistiche: per un approfondimento la rimanderei al nostro notevole materiale informativo raccolto alla pagina: http://www.alcase.it/educational/.    Nel caso specifico di sua mamma, essendo il tumore in stadio del tutto iniziale al momento dell’intervento, direi che le probabilità di guarigione definitiva siano intorno al 60-70%, il che rappresenta una gran bella percentuale di successo, considerando il tumore di cui stiamo parlando!…
Cordialmente,
Gianfranco Buccheri

Lascia il tuo commento