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Dove va la ricerca?…

Qualunque sia l’attività umana alla quale si sta lavorando, ci sono dei momenti in cui è necessario fermarsi, guardare indietro, e fare..come si dice.. il punto della situazione.  Anche nell’ambito della ricerca medica e, più in particolare, in quella che ci riguarda del cancro al polmone è utile ed importante fare una pausa di riflessione e cercare di individuare le tendenze che la stanno cambiando.

Questo articolo, non ancora pubblicato su carta, ma solo on-line, è utile allo scopo e per questo lo proponiamo ai nostri lettori.  Come al solito ne riportiamo l’abstract integrale con la traduzione dei passi più salienti, cui seguiranno i nostri commenti.

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Journal of Thoracic Oncology:
POST AUTHOR CORRECTIONS, 8 March 2013

Review of Ongoing Clinical Trials in Non-Small-Cell Lung Cancer: A Status Report for 2012 from the ClinicalTrials.gov Web Site

Subramanian, Janakiraman MD, MPH; Regenbogen, Thomas MB BCh BAO; Nagaraj, Gayathri MD; Lane, Alex BS; Devarakonda, Siddhartha MD; Zhou, Gongfu PhD; Govindan, Ramaswamy MD

Published ahead of print (pubblicato on-line prima della stampa)

Abstract

Introduction: Clinical research in non-small-cell lung cancer (NSCLC) is a rapidly evolving field. In an effort to identify the current trends in lung cancer clinical research, we reviewed ongoing clinical trials in NSCLC listed in the ClinicalTrials.gov registry in 2012, and we also compared this data to a similar survey conducted by us in 2009.  (La ricerca clinica del cancro del polmone non a piccole cellule -acronimo inglese: NSCLC- è un settore in rapida evoluzione.  Con l’intenzione di indentificarne le tendenze, noi abbiamo rivisto gli studi clinici elencati nel sito ClinicalTrial.gov per l’anno 2012 e li abbiamo confrontati con i risultati di una ricerca simile condotta per l’anno 2009).

Methods: The Web site’s advanced search function was used to search for the term “non-small cell lung cancer.” The search was further refined by using the following options from the search page drop-down menu, “open studies” and “interventional.” Studies with non-NSCLC tumor histologies and pediatric studies were excluded.

Results: Of the 477 trials included in the analysis, 105 (22.0%) were phase I, 223 phase II (46.8%), and 63 phase III trials (13.2%). When compared with data from 2009, university-sponsored trials decreased in number (45.4%-34.2%; p < 0.001) whereas industry-sponsored trials remained almost the same. There was a significant increase in trials conducted exclusively outside of the United States (35.9%-48.8%; p = 0.001). The number of studies with locations in China (61, 12.8%) was second only to that in the United States (244, 51.2%). Studies reporting biomarker analysis increased significantly from 37.5% to 49.1% in 2012 (p < 0.001). Biomarker-based patient selection also increased significantly from 7.9% to 25.8% (p < 0.001). Targeted therapies were evaluated in 70.6% of phase I/II and II trials, and the most common class of targeted agent studied was epidermal growth factor receptor tyrosine kinase inhibitors (38.0%). Prespecified accrual times were observed to increase when compared with data reported in 2009, especially among industry-sponsored studies. (Dei 447 studi inclusi nell’analisi, 105 [22%] erano di fase I, 223 di fase II [47%], and 63 di fase III [13%].  Nel confronto con i dati del 2009, gli studi finanziati dalle università nel 2012 sono risultati significativamente ridotti in numero [45%-34%; p < 0.001], mentre quelli sponsorizzati dall’industria farmaceutica esono rimasti sostanzialmente invariati.  Inoltre, si è osservato un significativo aumento degli studi interemente realizzati fuori dagli Stati Uniti [35%-49%; p < 0.001], con la Cina al secondo posto dopo gli USA [13% contro il 51% degli USA].  Gli studi che includevano un’analisi dei bio-marcatori genici sono aumentati significativamente dal 37% al 49%, e così pure sono aumentati quelli che hanno selezionato i pazienti sulla base dei bio-marcatori, dall’8% al 26%. Nel 2012, oggetto degli studi erano le terapie mirate nel 71% degli studi di fase I e II, e la classe più comune di farmaci mirati erano gli inibitori EGFR [38%].  I tempi predefiniti di arruolamento dei pazienti sono aumentati nel 2012, in confronto col 2009, e ciò era specialmente vero per gli studi sponsorizzati dall’industria farmaceutica)

Conclusions: Our survey identified major changes in lung cancer clinical research since 2009. Almost half of all studies registered at the ClinicalTrials.gov Web site are being conducted outside the United States, and several novel molecularly targeted agents are being evaluated in the treatment of patients with NSCLC. More importantly, we identified a threefold increase in the number of studies that perform biomarker testing to determine patient selection over the last 3 years. (Sono state identificate molteplici variazioni della ricerca clinica sul NSCLC, negli anni presi in considerazione.   Fra queste, la più rilevante è il triplicarsi del numero di studi che ha utilizzato i test di mappatura genica per la selezione dei pazienti da studiare).

(C) 2013 International Association for the Study of Lung Cancer

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COMMENTI

Lo studio qui riportato dimostra alcune cose ovvie, per chi segue giorno per giorno la ricerca clinica, ma permette di quantificarle e valurane la velocità di progressione.  Le cose ovvie sono che la ricerca non è più appannaggio degli Stati Uniti (come era fino a pochi anni fa), ma diventa sempre più… mondiale, con la Cina protagonista di primo piano nell’inseguimento.  E non c’è da stupirsi dato che, in tutte le tecnologie e in tutte le produzioni, il mondo è sempre più colorato di giallo… Dall’altra parte, però, viene chiarito che nel settore farmacologico la supremazia a stelle e striscie è ancora robusta, e durerà ancora qualche anno…

Un’altra cosa ovvia è che la ricerca clinica è sempre più concentrata sulle terapie a  bersaglio molecolare, fra le quali dominano al momento gli anti-EGFR.  Ma, noi non immaginavamo che, già oggi, il 71% degli studi di fase I e II riguardasse specificamente questo argomento!…

Dunque, buone notizie nel complesso… Si fa più ricerca, si fa più ricerca “intelligente”, e questa ricerca è più diffusa e presente nei laboratori di tutto il mondo.  C’è un solo neo che gli autori dello studio non mettono in risalto, ma che a noi pare importante…

L’indipendenza della ricerca è minacciata seriamente dalla contrazione degli studi finanziati dalle università, passati da quasi metà a un terzo.  Al contrario, gli studi finanziati dalle case farmaceutiche non vedono riduzioni di numero, aumentando dunque la loro rappresentanza relativa.  Noi apprezziamo il contributo che le case farmaceutiche hanno sin qui dato allo sviluppo di terapie innovative sempre più efficaci, ma non vorremmo che esse divenissero l’unico motore della ricerca medica.  Il business delle compagnie farmaceutiche e l’interesse dell’umanità per la cura del cancro coincidono abbastanza, ma certamente non si identificano…  La domanda cruciale oggi è:

“Possiamo fidarci ciecamente dell’industria e della finanza?… Possiamo rinunciare all’azione di controllo svolta dalla ricerca universitaria che è libera e finanziata solo da denaro pubblico?…”

Gianfranco Buccheri


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