Non è meglio in ogni caso togliere il tumore?…

Gentilissimi medici di Alcase,

trovo splendido il lavoro che state portando avanti sul sito Alcase, dove trovo più informazioni, suggerimenti e conforto che in tutti quei colloqui con medici frettolosi in Ospedale.

Mia mamma, 66 anni, fumatrice incallita fino a 2 mesi fa, è stata sottoposta ad esami dopo fortissimi dolori al centro del torace che le impedivano di ingoiare cibo (e successivamente dolori forti anche a deglutire). La diagnosi è stata Adenocarcinoma broncogeno avanzato con stenosi esofagea da compressione e metastasi epatiche. Le è stata inserita protesi esofagea per ripristinare l’alimentazione ed ha iniziato la chemioterapia con cisplatino e altri farmaci associati che non ricordo (sono molto scossa).   Mentre era ricoverata in ospedale per l’intervento della protesi esofagea, si è procurata una distorsione della caviglia facendo un semplice movimento.   Non risultano fratture ossee e nemmeno lesioni tendinee o muscolari e l’ecografista ha consigliato consulto neurologico…ora ne ho nuovamente parlato al pneumologo e ha finalmente deciso di fare controllo per escludere metastasi cerebrali (non capisco perchè la TC-PET sia stata fatta dalla base del cranio alle pelvi anzichè total-body…).

Ora i medici mi dicono di aspettare e vedere come mia mamma risponderà alla chemio, ma già mi hanno detto che secondo loro difficilmente sarà operabile e mi hanno dato un’aspettativa di vita al di sotto dell’anno.

Sicuramente chiederò consulto a qualcuno tra i medici eccellenti che avete indicato per verificare che le procedure seguite siano le migliori e le più efficaci, ma quello che mi chiedo, e che le chiedo, è: fisicamente è una donna forte e fino a 2 mesi fa era piena di energie e di voglia di fare, non sarebbe meglio eliminare chirurgicamente il tumore e le eventuali (se limitate) metastasi prima di rinunciare? L’oncologa già mi dice che le cure che le stanno proponendo sono praticamente palliative… non si prende in considerazione l’eradicazione???

Non si può non restare sconvolti da queste situazioni (purtoppo troppo frequenti).

La ringrazio infinitamente per la possibilità di rivolgerle la domanda e, se non altro, per aver potuto scrivere queste righe di sfogo.

Sperando in una risposta, la saluto con affetto.

Anna

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No, cara sig.ra Anna, non sempre è possibile e utile “togliere il tumore”.  Purtroppo, no.

Questo è uno dei limiti dell’oncologia sin da quando è nata (quasi 70 anni fa)….   I tumori guarirebbero tutti, infatti, se si potesse SEMPRE asportare il tumore e questo poi NON RECIDIVASSE MAI.    Ed invece, ciò non avviene spesso, soprattutto se la malattia è avanzata, come purtroppo è il caso di sua mamma.

Il cui tumore ha già invaso l’esofago e non può essere, tecnicamente, asportato del tutto.  Inoltre, sarebbe inutile farlo, perchè recidiverebbe nello stesso punto dove lo si fosse asportato e comparirebbe anche in altre sedi per ora indenni (una malattia metastatica ha sempre delle micro-metastasi che si manifestano soltanto in un epoca succesiva…).

In linea di massima, dunque, la terapia della mamma è obbligata: chemioterapia, che, come dice la sua oncologa e tutti gli oncologi del mondo -me compreso-,  è del tutto insoddisfacente, ma è pur sempre meglio che fare assolutamente nulla (o fare terapie azzardate, non provate, e potenzialmente dannose).

A meno che… A meno che… sua mamma non dovesse rientrare fra quei pochi fortunati che hanno delle alterazioni genetiche i cui effetti negativi possono essere contrastati dalla nuova classe di farmaci cosidetti mirati: http://www.alcase.it/educational/premessa-farmaci-mirati/

Verifichi, in particolare, che sia stata esclusa la mutazione del gene che codifica il EGFR (epidermal grouth factor receptor) e il riarrangiamento del gene ALK.  Perchè se queste alterazioni ci fossero allora sarebbe a disposzione una serie di farmaci che cambierebbero significativamente la prognosi…

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri


4 Responses to “Non è meglio in ogni caso togliere il tumore?…”

  1. Anna scrive:

    La ringrazio per la risposta, seppur di non gradite parole…

    Capisco il punto di vista di chi non è coinvolto e l’obiettività di chi, come lei, ha esperienza sul campo. Ci tengo a precisare però che l’esofago di mia mamma è stato operato per una forte compressione, senza infiltrazione. Questo credo non cambi la sua opinione in quanto presenti metastasi in altri organi (fegato).
    Per quanto riguarda i farmaci mirati per il momento mi hanno detto che i test hanno dato esito negativo e che per la prima linea di farmaci biologici testati non c’è risposta da parte dei tessuti della biopsia.

    A questo punto pensavo alla risposta che ha dato all’utente che ha (o aveva) il fratello ricoverato a New York… l’istituto in cui un malato viene curato può davvero raddoppiare la stima di vita di una persona?!? Non è bello vedere la mamma che soffre, ma se le condizioni di vita fossero accettabili… 12 mesi in più sono tantissimo tempo (soprattutto per passarlo con l’unica madre che si possa avere)

    Continuerò a lottare e a cercare uno spiraglio da seguire per il recupero di mia mamma, stimolata dai risultati della Ricerca e dalle storie di speranza che ho potuto leggere sul sito.

    Grazie e se aveste suggerimenti di qualsiasi tipo DATEMELI che ne farò tesoro… ne ho bisogno.

    Anna

  2. Gentile signora Anna,

    so di aver detto delle cose che non ha gradito e, davvero, non ha fatto piacere neanche a me il doverle dire. Penso che c’è un sottile confine fra inganno (anche in buona fede) e mantenere viva la speranza (pur guardando in faccia la realtà). A questa seconda linea di comportamento ho sempre cercato di attenermi, senza mai oltrepassare quel confine.

    La storia del fratello che parlava dell’ospedale di NY, se parliamo della stessa persona, dimostra chiaramente che non è necessario andare all’estero per trovare buoni ospedali o buoni medici… Un buon centro e un buon medico può fare la differenza, ma ovviamente non è tutto. Che possa raddoppiare la sopravvivenza può anche succedere, anche se ciò avviene rarissimamente. Per questo, noi abbiamo creato la lista dei cento medici eccellenti: http://www.alcase.it/support/medici-eccellenti-premessa/ e stiamo lavorando ai centri ospedalieri di eccellenza…

    Infine, per essere aggiornata constantemente selle ultime novità in fatto di ricerca le consiglierei di diventare fan della nostra pagina di FB: http://www.facebook.com/pages/ALCASE-Italia-Per-la-Lotta-al-Cancro-del-Polmone/102644293117336 o di seguirci su twitter: https://twitter.com/ALCASEItalia

    Cordiali saluti,
    Gianfranco Buccheri

  3. Anna scrive:

    Gentile Dott. Buccheri,

    spero di non esserle sembrata offesa o in qualche modo maleducata perchè in realtà apprezzo molto la sua onestà ed il suo realismo. Ho accennato al caso newyorkese perchè mi sembra terribile che la speranza di vita di una persona possa dipendere dall’istituto presso cui si cura, ma capisco bene la situazione. Non avevo intenzione di far attraversare l’oceano a mia mamma per capriccio, ma volevo capire se c’è qualcuno che può fare di più di quello che già stanno facendo. Ho consultato uno dei centri di eccellenza anche da voi indicati e mi hanno confermato che la terapia attualmente seguita da mia mamma è la migliore (almeno statisticamente). Le sue condizioni fisiche stanno lentamente migliorando, ma la sua vitalità diminuisce continuamente ed è mia priorità ora occuparmi del suo benessere psicologico.

    Vi ringrazio per il sostegno ed il supporto e continuo a leggervi con attenzione.

  4. Grazie a lei, sig.ra Anna, per la sua continua fiducia. Comprendo il suo stato d’animo.

    Vorrei solo aggiungere che non deve pensare che io sia contrario a un secondo parere all’estero. Tutt’altro!… In passato, molti dei miei pazienti lo hanno fatto, e con la mia piena approvazione.

    Solo, nella mia risposta mi sono concentrato unicamente sulla domanda: si può operare?… Se avessi voluto darle un suggerimento per un secondo parere all’estero, le avrei detto, per esempio, che, nella mia personale esperienza, la Mayo Clinic (http://www.mayo.edu/) è un centro di assoluta eccellenza, che ha permeato tutta la mia esperienza di medico…

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