news

Dalla letteratura medico-scientifica: report brevi (gennaio 2013).

Brevi report dalla nostra pagina di FaceBook dei lavori scientifici pubblicati su PubMed nell’ultimo mese:

  • La chemioterapia standard del cancro al polmone non operabile è basata sul cisplatino (o sul carboplatino, un pò meno tossico ma forse anche meno efficace). Esiste anche un’altro derivato del platino, molto usato in altri tipi di tumore come, ad esempio, nel cancro dell’ovaio: l’OXALIPLATINO. Questo studio, lo confronta al cisplatino e lo trova, nel complesso, inferiore:

  • Una questione molto interessante. Il chirurgo deve rimuovere tutto il cancro, altrimenti la guarigione non può essere garantita. Verissimo. Ma se l’asportazione può essere solo parziale, è comunque utile (o del tutto inutile)?…  Lo studio qui commentato sembra concludere che sia efficace solo se rimane del tumore nei linfonodi e nel polmone (ma in quest’ultimo deve essere in quantità minima, microscopica).
  • La radioterapia palliativa (cioè volta solo a migliorare i sintomi, non a curare) è efficace. Ma uno studio americano dimostra che essa è normalmente sovra-dosata, oltre il reale bisogno.
  • Ultimamente, si parla tanto di chirurgia micro-invasiva. Ad esempio, tecniche micro-invasive saranno uno dei cavalli di battaglia dello studio COSMOS II di cui abbiamo appena parlato… Bene, questo studio Canadese ne anticipa i risultati, suggerendo che la lobectomia mediante video-toracoscopia (meno invasiva) possa essere oncologicamente equivalente alla lobectomia a cielo aperto (operazione tradizionale).  Si noti che si tratta di uno studio retrospettivo che ha bisogno di conferma.
  • Vi proponiamo anche questo interessante lavoro di ricerca che dimostra alcune cose interessanti:
1. In seconda linea, l’Erlotinib (Tarceva) funziona ANCHE nei tumori EGFR negativi e
2. non meno della chemioterapia standard…
  • Contro ordine!… Adesso sembra che i vaccini (in questo caso lo Stimuvax) possano funzionare, nonostante i primi risultati negativi. Chi vivrà… vedrà…
  • Questo piccolo studio dimostra un interessante percentuale del 26% di risposte obiettive, con controllo di malattia vicino all’80%, in persone con tumore EGFR positivo divenuto resistente agli inibitori specifici: semplicemente aggiungendo un chemioterapico, la gemcitabina. Si tratta di un caso o di un reale effetto di ripristino della sensibilità?…

Lascia il tuo commento