Curcuma e cancro ai polmoni

Molti visitatori, ed alcuni amici di FaceBook, ci chiedono un parere sulla Curcuma e sul suo potenziale ruolo nella cura del cancro ai polmoni.  Questo articolo cercherà di fare il punto sulle conoscenze scientifiche e tenterà di trarre delle conclusioni.

Innanzitutto, cos’è la Curcuma?…   Curcuma longa (o semplicemente curcuma), nota anche come zafferano delle indie, è una pianta erbacea, perenne, rizomatosa della famiglia delle Zingiberacee (cui appartiene anche lo Zenzero), originaria dell’Asia sud-orientale.

Le radici polverizzate giallo-ocra della curcuma (curcumina) sono largamente impiegate come spezia soprattutto nella cucina indiana (essendo l’ingrediente principale del curry).  La curcumina, oltre che dare sapore, è, come lo zafferano, un colorante alimentare.  Oltre che in varie ricette, dunque, è utilizzata come colorante  in bevande, prodotti da forno,  gelati, yogurt, biscotti, dolci, cereali, salse, gelatine, ecc.   Nella codifica dall’Unione Europea, la curcumina figura come l’additivo alimentare E100.  Da notare che, mentre si conosce perfettamente la chimica della curcumina ((1E,6E)-1,7-bis-(4-idrossi-3-metossifenil)-epta-1,6-dien-3,5-dione, formula molecolare: C21H20O6, peso molecolare: 368,39), non è altrettanto nota la chimica di molti componenti aggiuntivi presenti nell’estratto di radice di Curcuma.

La curcuma è stata storicamente usata dalla medicina Ayurvedica indiana per trattare una grande varietà di disturbi. Nel secolo scorso alcune ricerche, identificarono nella curcumina il fattore responsabile della maggior parte delle attività biologiche della curcuma. Studi in vitro (in provetta) e su animali hanno suggerito che la curcumina possa avere una vasta gamma di potenziali effetti terapeutici o di prevenzione.  In particolare, la curcumina potrebbe avere effetti antitumorali, antiossidanti, antiartritici, anti-ischemici, e antinfiammatori.   Molti di questi effetti, tuttavia, non sono stati confermati negli esseri umani (https://www.youtube.com/watch?v=94ZgN5MAu-8&feature=youtube_gdata_player).  Solo recentemente, sono stati condotti  studi clinici su pazienti affetti da patologia tumorale e non, fra cui ricordiamo il mieloma multiplo, il cancro del pancreas, i tumori del colon, le sindromi mielodisplastiche,  la psoriasi e il morbo di Alzheimer.

Per il cancro del polmone, abbiamo fatto un ricerca sulla banca dati mondiale di medicina, PubMed, utilizzando la stringa di ricerca: (curcuma[Title/Abstract] OR curcumina[Title/Abstract]) AND lung cancer[Title/Abstract])  e abbiamo trovato 18 articoli scientifici (ben pochi se confrontati, ad esempio, ai 1737 del Tarceva®, noto farmaco ad azione mirata).  Chi fosse particolarmente interessato può ripetere la ricerca ed accedere agli abstract dei lavori originali.  Possiamo riassumere i risultati della ricerca in questo modo: nessuna pubblicazione riguardava un eventuale trial clinico su esseri umani, mentre la maggior parte dei lavori erano di natura sperimentale, condotti su cellule di tumore polmonare coltivate in provetta e dimostravano, per lo più, un effetto sinergico della curcuma ad alcuni farmaci chemioterapici.  Qualche pubblicazione, infine, forniva una lunga e dettagliata revisione dei meccanismi e dei target molecolari su cui la curcumina si ritiene agisca.

Che valutazioni/conclusioni sono possibili sulla base di queste osservazioni?… Eccone alcune:

  • Come dicevamo, la Curcuma è nota da millenni ed è stata variamente usata, soprattutto in India ed in estremo oriente.  Dunque, qualche osservazione di attività farmacologica di tipo “annedotico” (si chiamano così quelle osservazioni casuali e non sistematiche che qualunque osservatore attento può fare) deve pur essere stata fatte, essendo la Curcumina rimasta in uso di generazione in generazione.  Questa attività farmacologica è poi stata ampiamente confermata da numerosi lavori sperimentali a livello pre-umano che hanno messo in luce diversi meccanismi d’azione e diversi taget molecolari.   Ma è proprio questa molteplicità degli effetti e dei target molecolari che stupisce, in quanto, di solito, i farmaci agiscono con un ben preciso meccanismo d’azione e hanno solo uno o pochi effetti terapeutici.  Dunque, prudenza!… Vi è la necessità di analizzare approfonditamente ogni possibile indicazione terapeutica asserita, perché alcune di queste potrebbero non avere valide fondamenta scientifiche.  Anche nel caso del cancro del polmone, gli effetti antitumorali e i meccanismi d’azione ipotizzati sono tanti, forse troppi per capire esattamente cosa è importante testare a livello umano.
  • Seconda osservazione.  A molti studi sperimentali corrispondono pochissimi trials clinici.  Ciò può essere dovuto al fatto che i ricercatori sono stimolati dalle case farmaceutiche, con attraenti incentivi economici, a studiare i prodotti di cui esse hanno il brevetto e trascurano, perciò, i prodotti naturali non altrettanto allettanti perché non altrettanto supportati.  Però, potrebbe anche essere avvenuto che l’evidenza sperimentale a favore dell’attività antitumorale della Curcuma non sia stata ritenuta sufficiente dagli scienziati che, per loro natura, son sempre alla ricerca della “gloria” della scoperta!…
  • Terza osservazione.  Nella assoluta mancanza di studi clinici controllati (cellule in provetta e animali possono reagire molto diversamente dall’uomo alla stessa molecola), utilizzare la Curcumina (a che dosaggio poi?… in che fase della malattia?… in associazione alla chemioterapia?…e a quale chemioterapia: ogni farmaco o solo uno di quelle testati con esito positivo, e cioè cisplatino, taxotere, etoposide?…) è niente di più di una cura  ”fai da te” con tutti i rischi che questa scelta comporta. Da Wikipedia riportiamo testualmente:

Diversi studiosi sottolineano che, come molte altre sostanze antiossidanti, la curcumina può essere una spada a doppio taglio laddove si è visto, in studi in provetta, che accanto agli effetti anticancro e antiossidanti ci sono effetti pro-ossidanti. Effetti cancerogeni sono stati dedotti dal fatto che la curcumina interferisce con la proteina P53 che ricopre la funzione di soppressore tumorale. Altri studi suggeriscono che la curcumina può avere effetti cancerogeni in presenza di determinate condizioni. In studi su animali si sono ravvisati come effetti collaterali l’alopecia e una bassa pressione sanguigna. Studi clinici sull’uomo con alti dosaggi (2–12 grammi) di curcumina hanno mostrato pochi effetti collaterali quali nausea e diarrea. Più recentemente si è riscontrato che la curcumina altera il metabolismo del ferro causandone una potenziale carenza….”

Gianfranco Buccheri


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