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E’ normale che, nonostante il CEA aumenti in 10 mesi a ritmi vertiginosi, nessun medico prescriva una TAC?…

Gent.mo dott. Buccheri,

mia madre, 69 anni, ha un adenocarcinoma polmonare con infiltrazione in due costole e interessamento della pleura. La sua storia clinica è in sintesi la seguente.

Nell’ottobre 2011, riferendo forti dolori addominali sul lato sinistro, le viene fatta una colonscopia con esito negativo e un esame dei markers tumorali, che rivela un valore elevato per il CEA (120). A novembre fa una rx al torace nella quale il radiologo non rileva anomalie. A dicembre 2011, fa di nuovo i markers e il CEA risulta raddoppiato (240). I dolori all’addome continuano, i medici ipotizzano sia un’ernia che tocca i nervi intestinali. A marzo 2012 il CEA è quasi raddoppiato di nuovo (420). Le viene fatta rx addominale e del rachide, tac addominale, viene confermata la diagnosi di ernia con interessamento intestinale. VIene visitata anche da specialisti di neurologia intestinale. Intanto continuano i forti dolori per i quali le vengono prescritti antidolorifici potenti. A giugno 2012 il CEA è a 470. Viene programmato un intervento chirurgico per l’asportazione dell’ernia. All’inizio di luglio inizia ad avere debolezza, inappetenza, alterazione della voce, disfagia. Col passare delle settimane questi sintomi peggiorano. Va da un otorinolarigoiatra che addebita le alterazioni della voce a riflusso gastroesofageo e le prescrive i farmaci per contrastarlo, ma sembrano non produrre alcun esito. Ad agosto sta tanto male che non riesce più a camminare e a parlare, mentre quando tenta di mangiare ha dei rigurgiti violenti e attacchi di tosse. Il 30 agosto mio padre, di sua iniziativa (senza prescrizione del medico) le fa fare una rx toracica da un privato: viene riscontrato un abbondante versamento pleurico con spostamento e compressione del mediastino. Ricoverata di urgenza, le vengono asportati 6 litri di liquido pleurico. Il CEA  fine agosto 2012 è arrivato a 1100. Il primario di Pneumologia della città in cui vive vede le lastre di novembre 2011 e dice che già lì si poteva intravedere qualcosa e aggiunge che il CEA è un marcatore eminentemente polmonare. Fa successivamente tac al torace che rivela l’esistenza del carcinoma di 4 cm circa con noduli satelliti intorno, scintigrafia che rivela l’interessamento di due costole, talcaggio per bloccare il versamento e biopsia che conferma la diagnosi di adenocarcinoma e positività alla mutazione EGFR. Le viene prescritto Iressa 250 mg, che inizierà a prendere dopo le analisi del sangue, fra pochi giorni. Successivamente farà radioterapia per curare le infiltrazioni ossee. Quello che le chiedo è: è normale che con il CEA (marcatore tumorale eminentemente polmonare) che aumentava a ritmi vertiginosi nessuno le abbia prescritto una TAC al torace, fin da novembre/dicembre 2011? E’ normale che con questo quadro, quando a luglio sono inziati i problemi di dispnea, disfagia e alterazione della voce, nessuno abbia sospettato che fosse un tumore al polmone e che alla fine la diagnosi sia arrivata solo per una iniziativa di mio padre, che non è un medico? Infine, le chiedo: la scelta dell’Iressa è giusta? Ci sono possibilità alternative che possano dare maggiori speranze?

Grazie di cuore per le risposte che vorrà darmi

D. S.

Gentile Signore,

ho letto con attenzione la sua mail e devo dire che ho provato molto disappunto nel leggerla, perché la storia di sua mamma dimostra che c’è ancora tanta, troppa superficialità fra i miei colleghi e anche una profonda ignoranza della letteratura medico-scientifica.

IL CEA (antigene carcino-embrionario) è un marcatore tumorale noto da oltre mezzo secolo ed il suo dosaggio è tuttora uno dei test più affidabili a disposizione degli oncologi.   Quando è elevato nel sangue è un sicuro indice di presenza tumorale (cancri del tratto gastro-intestinale e del polmone, in particolare).  Quando poi raggiunge livelli così elevati e dimostra un incremento progressivo e costante (come nel suo caso), la presenza di un tumore può dirsi certa.  Lo dico non solo sulla base della mia decennale esperienza pratica di oncologo toracico (e potrei facilmente raccontarle decine di casi emblematici), ma anche -e soprattutto- come ricercatore clinico che molto si è occupato dell’argomento: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=Buccheri%20CEA.

Per di più, sua mamma soffriva di sintomi, gravi e persistenti (o addirittura ingravescenti), che certamente non avrebbero dovuto essere trascurati, indipendentemente dal CEA test…

Mi spiace davvero che ciò sia successo, e per quanto mi riguarda posso solo farle le mie scuse più sincere, a nome di tutta la classe medica… che però non è tutta da buttar via perché la terapia che sua mamma ha cominciato è corretta.

Cordiali saluti,

Gianfranco Buccheri


33 Responses to “E’ normale che, nonostante il CEA aumenti in 10 mesi a ritmi vertiginosi, nessun medico prescriva una TAC?…”

  1. D.S. scrive:

    La ringrazio della sua risposta chiara e sincera. Adesso ciò che conta è garantire a mia madre le migliori cure possibili. Ho letto delle sperimentazioni in corso su Afatinib e Levantinib, che danno molte speranze. Spero che al più presto anche queste molecole siano rese disponibili quanto meno per prolungare il tempo libero da progressioni della malattia. Grazie ancora.

  2. ds scrive:

    Gent.mo dott. Buccheri,
    a un mese dall’inizio della terapia con Gefitinib le chiedo, se possibile, un suo parere sul valore del CEA che è sceso a 750, dal 1100 dello scorso agosto. E’ una riduzione significativa o troppo debole? Mia madre si sente meglio, ha i sintomi digestivi (diarrea e nausea) causati dal farmaco ma non ha sviluppato rash cutanei. Spero che il calo del CEA significhi che la massa tumorale si sta riducendo.

  3. No, si tratta di una riduzione significativa, indicatrice del fatto che una grossa parte delle cellule tumorali è inattiva e quiescente a causa delle terapia. Anche il miglioramento della “cenestesi” (termine medico per dire che si sente meglio..) è un buon segno. Raccomando di monitorare il CEA con un controllo trisettimanale, per confermarne la discesa (che potrebbe continuare ancora..) e soprattutto per anticipare il riconoscimento di eventuali perdite di efficacia terapeutica dell’Iressa.

  4. ds scrive:

    Grazie ancora per la sua risposta, che è molto incoraggiante.

  5. ds scrive:

    Gent.mo dott. Buccheri, ho una buona notizia su mia madre: il CEA misurato la scorsa settimana è sceso a 470. Le chiedo se ritiene che il tasso di riduzione del CEA sia quello che ci si poteva attendere in relazione alla terapia che sta facendo, o se sia meno rapido rispetto alla media dei casi simili. Mi preoccupa un po’ il fatto che non ha rash cutaneo, che ho letto essere un segno positivo. Infine, dovrebbe cominciare domani con lo Zometa. Porterà all’oncologa che la ha in cura un documento su quello studio relativo al denosumab. Spero che la dottoressa decida alla fine di farle prendere il denosumab, che dovrebbe dare meno effetti collaterali rispetto a Zometa.

  6. La riduzione è notevole ed altamente significativa. Sarà molto importante verificare se a questa farà seguito un’ulteriore riduzione (e di che entità) al prossimo controllo, fra 40-45 giorni… Per il resto.. porti i miei saluti alla oncologa!

  7. ds scrive:

    Grazie ancora delle sue preziose risposte. la dottoressa alla fine ha scelto lo Zometa. Speriamo bene.

  8. ds scrive:

    Gent.mo dott. Buccheri,
    sono un po’ preoccupato perché il CEA, che a dicembre era sceso a 310, a gennaio è salito a 380. Significa che l’Iressa non è più efficace? La condizione generale di mia madre era migliorata molto negli ultimi tempi e avevamo una grande speranza che il marcatore scendesse ancora. Qual è la sua interpretazione di questo valore?
    Grazie per la risposta che vorrà darmi.

  9. In effetti, c’è qualche motivo di preoccupazione: il trend DI SOLITO rispecchia bene la risposta tumorale e spesso ne anticipa il riconoscimento clinico.
    Tuttavia, la crescita del CEA è modesta e poco significativa (presa come valore unico) ed eventuali fluttuazioni casuali o tecniche (leggi laboratorio) possono ingannare.
    Consiglierei di ripetere l’esame a fine mese o al più tardi ai primi di febbraio, prima di trarre conclusioni affrettate e potenzialmente errate.
    Sono davvero spiacente di non poter dare una risposta più rassicurante.

  10. Cris scrive:

    Gent.mo dott Buccheri,vorrei spiegarle brevemente la storia della malattia di mia mamma:nel maggio 2011 asportazione mammella sx+cavo ascellare(tutti 20 linfonodi positivi) per carcinoma mammario,seguono 4 cicli di chemioterapia .La Tac rileva numerose lesioni ossee ,scintigrafia negativa.Segue terapia ormonale con letrozolo ,nei vari contolli successivi rimane tutto invariato fino a maggio 2014,rialzo marker,si fa nuovamente una Tac invariata continuo rialzamento marker,a novembre si cambia terapia si inizia Fulvestran al posto del letrozolo .Siamo andate il 5 marzo C/A per 5 sommnistrazione e i marker continuano a salire.A giugno 2014 inizia anche la terapia con xgeva.Volevo chiederle a suo parere come mai e cosa si può fare .Cordiali saluti

  11. Caro amico, per la verità il monitoraggio ed il trattamento del carcinoma mammario esula del tutto dalle mie competenze.
    Ciò che ti posso dire è che, anche nella mammella, un incremento costante del CEA indica un peggioramento dello stato di malattia e solo i tuoi medici posso capire dove esso sia annida. Bisognerà che essi “guardino” il caso con più attenzione…
    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

  12. vitantonio scrive:

    Gentilissimo Dott.BUCCHERI..sono stato trapiantato di fegato 6 anni fa per cirrosi correlata ed HCC ; per il momento sto abbastanza bene ,però durante gli ultimi esami del sangue fatti in data 05/03/2015 con esiti tutti negativi tranne amilasi(232) e lipasi(95), da precisare però che le amilasi da quasi 25 anni che risultano cosi;Si è però evidenziato anche un aumento del CEA (5,29),del quale sono abbastanza preoccupato dato i mie precedenti. Vorrei sapere se questo valore è allarmante !Oppure se è un rialzo da non prendere in considerazione; preciso che non sono fumatore , però in passato ho sofferto di pancreatite cronica .Durante la visita di controllo che faccio ogni sei mesi al policlinico di Modena, effetuo un ecografia addome completo, l’ultima fatta dopo gli analisi che le ho riportato , con esiti tutti negativi(fegato,pancreas ,milza ,e reni). Attendo con ansia una vostra risposta gentilmente .
    Cordiali Saluti .

  13. Caro amico, i valori CEA che mi riferisci sono appena mossi, e potrebbero benissimo essere valori falsamente positivi. Ma sono certamente da controllare nel tempo, almeno 2 volte nei prossimi 3 mesi. Se si individuasse una tendenza al rialzo, allora il dato dovrebbe essere approfondito con la ricerca di un possibile tumore nascosto chissà dove nel corpo. Allo stato non si possono fare una previsioni di ciò che potrebbe essere. La tua storia clinica precedente, da sola, non giustificherebbe un CEA rialzato costantemente e con una tendenza al rialzo…
    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

  14. TERESA scrive:

    gentile dott.Buccheri, mio padre è affetto da adenocarcinoma del cardias con carcinosi peritoneale,ci hanno dato poche speranza. Dal 4 novembre 2014 è stato sottoposto a chemioterapia con cisplatino e fluororacile con cadenza trisettimanale, dalla quale è derivata una diminuzione del Cea da 652 (a novembre 2014) a 26,5 (a marzo 2015).
    Ad aprile il Cea era 92,4 . Ora, a maggio, abbiamo ripetuto i marcatori, allo stato attuale il Cea è pari a 504,4. Cosa significa?Abbiamo ripetuto gli esami dopo soli 8 gg , mi chiedo..potrebbero essere falsati???
    grazie

  15. TERESA scrive:

    dopo soli 8 gg dalla chemioterapia. potrebbero essere falsati??

  16. Ho paura di no, Teresa!.. L’andamento che descrivi è molto significativo per una risposta e una successiva progressione. Consiglerei dei controlli per escluderla.

  17. giovanni sorbera scrive:

    Gent.mo Dr Bucheri

    sono stato operato fine giugno 2012 di un tumore al colon e dopo ho fatto sei mesi di trattamento di kemio.
    durante i controlli periodici in una tac con metodo di contrasto ci si è accorti a luglio del 2012 che c’era una piccola macchia sospetta quindi con consiglio di biopsia al polmone sinistro.
    il 12 ottobre sono stato operatoe dalle analisi risultava essere T1 quindi non ho fatto kemioterapia.
    adesso dalle ultime analisi del sangue a distanza di sei mesi dalle ultime analisi del sangue risulta che il marcatore CEA è in continuo aumento il mio medico dice che è rilevante il CEA 19.9 ma il CEA aumenta sempre e il medico cui sono in cura per i controlli periodici a fine marzo non si spiega perchè il CEA aumenta e mi ha ordinato una TAC da premettere che avevo fatto TAC al torace e addome completo sei mesi prima.
    il CEA non è eccessivamente alto credo sia intorno al valore 75 l’esame fatto 3 mesi fa era 50.
    Le chiedo un consiglio se ritiene che quello che Le ho scritto sia sufficiente per darmelo.
    La ringrazio per le risposte che potrà darmi

    giovanni Sorbera

  18. giovanni sorbera scrive:

    Volevo aggiungere
    che nelle TAC e PET non risultavano segni di metastasi nel corpo.
    quindi si trattava al polmone di un nuovo tumore nascente.
    Evidentemente sono un soggetto a rischio.
    Le chiedo anche se ha un consiglio in merito magari di una corretta alimentazione per non favorire la nascita di altre masse tumorali.

    la ringrazio

    giovanni sorbera

  19. Scusa, Giovanni, ma mi è difficile capire la tua storia da ciò che mi racconti. Non so come sia stata esclusa una metastasi polmonare dal primitivo tumore al fegato, ma questa -a meno che dimostrato il contrario- è normalmente una metastasi.
    Posso solo dirti che quei valori di CEA sono alti e l’aumento nel tempo assai significativo. In altre parole, la cosa va presa MOLTO seriamente dai tuoi oncologi.

    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

  20. Carmen scrive:

    Le chiedo di sapere se è possibile avere un tumore ai polmoni e i marcatori negativi.
    Mi spiego meglio ad un amico è stato diagnosticato un tumore ai polmoni non a piccole cellule (credo a seguito di ago spirato) ma i marcatori risultano negativi, è possibile.
    La ringrazio

  21. Certo che sì!… I marcatori sierici tradizionali (CEA, CYFRA 21-1 e NSE) non vanno intesi come test diagnostici ALTERNATIVI a quelli in uso, ma COMPLEMENTARI ad essi. In pratica, un CEA molto alto -in un nodulo polmonare il cui agoaspirato è negativo- impone una re-biopsia; un CEA negativo, in un tumore polmonare già accertato, non cambia la diagnosi. A più, in quest’ultimo caso, potrebbe indicare una prognosi più favorevole rispetto alla media dei casi con quel tipo e stadio di tumore…
    Cordialmente,
    GB

  22. Vita curci scrive:

    Gent.mo dottore valore CEA 6,49 donna di 77 anni con anemia mediterranea può essere sintomo di qualcosa di preoccupante.?
    Ho fatto fare queste analisi alla mia mamma dopo vari episodi di dissenteria verificatesi da febbraio ad oggi, iniziate dopo inglurnza con febbre alta tosse e raffreddore .
    Analisi delle feci negative
    Il nostro dottore dopo aver visto questo valore CEA si è molto allarmato
    Lei cosa ne pensa
    Intanto sriamo prenotando tac addome + colonscopia

  23. Vita curci scrive:

    Gent. Mi dott
    La Dissenteria si è verificata con 2-3 scariche al giorno in particolare appena alzata
    Ora è da 1 settimana non non ha più dissenteria
    Il nostro medico inizialmente ha pensato fosse dovuta ad un intossicazione da farmaci visto che aveva preso antibiotico per influenza brufen compresse per il calcio.
    L ultimo episodio ( dopo 1 mese esatto che non ha avuto problemi ) è successo dopo aver fatto infiltrazione al ginocchio con toradol e anestetico ..
    Sinceramente ho letto su internet che CEA 6,41 è un valore irrilevante tutti gli altri marcatori sono nella norma esami emocromo un po’ sfalsati da dovuti alla sua anemia mediterranea .
    Ho ansia a mille
    Attendo un suo parere è la ringrazio
    Vita

  24. Cara Vita,
    Il CEA a quel livello può essere un falso positivo, che scompare ad un successivo controllo, un segno di una colite cronica, ma NON si può escludere un problema più serio. Giustissimo fare la TAC dell’addome e la colonscopia, dal momento che la sintomatologia e’ appunto intestinale. Se tutto negativo, consiglierei di controllare il CEA, subito, a tre mesi e poi a 6 mesi. È’ importante avere un’idea del suo andamento …
    Comunque cerca di stare tranquilla… i buoi sono ancora nella stalla!!.. ;)
    GB

  25. Vita curci scrive:

    Grazie mille dottore

  26. Saverio Cortellino scrive:

    Gentile Dott. Buccheri mia moglie si è sottoposta ad un intervento congiunto intestino-fegato a seguito di un carcinoma intestinale che ha provocato lesioni al fegato. Il chirurgo ci ha consigliato di fare alcuni cicli di chemioterapia per poi reintervenire sul fegato per asportare la lesione che non ha potuto togliere nel primo intervento. L’esame mutazionale delle celleule sono risultate tutte non mutevoli. La terapia a base di Xeloda e erbitux sta dando, a detta dell’oncologo, buoni risultati. A luglio il valore del CEA era di 6,1; ad agosto per venti giorni è stata sospesa la terapia per la chiusura del centro. A metà settembre il valore del CEA è risultato di 12,7. A suo giudizio cìè da preoccuparsi? Grazie

  27. Beh, Severino, l’andamento del CEA non è proprio quello che si può chiamare “tranquillizante”. Certo non basta per fare diagnosi di progressione di malattia al fegato, ma invita a riprendere prontamente la terapia e a controllare nelle prossime 2/3 settimane sia il CEA che il fegato (ecografia o TC addominale alta…).
    Cari saluti e un sincero “in bocca al lupo”!
    Gianfranco B.

  28. angelo scrive:

    Mi dispiace intrommettermi, in storie ben piu tristi e complesse della mia, ma non ho trovato laccesso diretto alla sezione domande,
    vorrei gentilmente sottoporre il mio caso al parere del gentilissimo Dottore

    maschio, 38 anni, leggerissimo fumatore 3-4 sigarette al giorno in media,
    da circa 6 mesi, VES in lento ma costante aumento, partiti dal
    aprile 2015 con (8 su 20)
    poi settembre 2015 (10 su 20)
    inizio novembre 2015 (13 su 20)
    14 dicembre ( 19 su 20 )
    PCR SEMPRE A 0,1

    in novembre ho avuto una forte laringite con circa 3 giorni di afonia, e tosse stizzosa ( da laringe immagino ) per circa 10 giorni, poi risolta spontanemanete
    il mio medico curante superficialmente a mio avviso ha attribuito l’ultimo aumento della ves a questo episodio infiammatorio della laringite, che però a mio avviso non trova modo visto che si e risolto circa 15 giorni prima dell’ultimo prelievo che mostrava l’ulteriore aumento della ves a dai 13 ai 19

    per sintetizzare la mia domanda è questa
    PUO QUESTO AUMENTO GRADUAE E COSTANTE DELLA VES NEGLI ULTIMI 6 MESI INDICARE LA COMPARSA DI UNA FORMA CANCEROSA ? VISTA LA SENSAZIONE DI MALESSERE GENERALIZZATO DEGLI ULTIMI 3 MESI ?

    sinceramente per altri problemi di salute passati ho gia effettuato una 2 tac , e diverse radiografie, mi spaventa un po sottopormi ad altre radiazioni ionizzanti, c’è a suo avviso un esame meno invasivo per ricercare la presenza di una lesione cancerosa ? leggevo di diversi market di nova generazione, lei cosa ne pensa

    la ringrazio infitamente della cortese colaborazione che vorrà accordarmi e colgo l’occasione di salutere lei e tutti gli altri membri di questo forum, facendo loro un grosso in bocca al lupo

    ANGELO

    sintomatologia aspecifica con stanchezza generalizzata, sensazione di freddo perenne ( senza febbricola)

  29. Ciao, Angelo.
    Scusa il ritardo nel risponderti, ma ho avuto molte priorità in questi ultimi giorni…
    La VES è un indice (di solito) di flogosi sistemica, ma la PCR è certamente più specifica. La VES, poi, non consente di formulare alcuna illazione su presenza di cancro o meno.
    Le cause possono dunque essere moltissime, è l’unica cosa da fare è una buona visita medica (magari da un internista) e qualche indagine che possa essere indicata dai reperti della visita stessa.
    Chiaramente non posso farlo attraverso Internet. Devi rivolgerti a qualche medico della tua zona di cui pensi di aver fiducia.
    Un’unico suggerimento da qui ti posso dare: controlla di non essere diventato ANEMICO negli ultimi tempi: la anemia potrebbe da sola spiegare la tua sintomatologia, la VES alta e la PCR normale.
    Cordialmente,
    Gianfranco B.

  30. Francesca scrive:

    Buonasera Dottore, approfitto della sua disponibilità per parlarle di mio padre, perché ho tanto bisogno di capire.
    Mio padre ha 68 anni e in data 04/10/2012 ha subito una lobectomia inferiore al polmone sx,l’esame istologico aveva individuato che si trattava di un adenocarcinoma stadio pT1a N0.
    In seguito a quest’intervento non fu fatta Chemio perchè non richiesta dal protocollo. I controlli previsti dopo l’intervento, precisamente la PET, evidenziava una formazione a carico del surrene dx ed è stata consigliato l’asportazione del surrene destro. Papà è stato operato di surrenalectomia ad agosto 2013 e l’esame istologico ha evidenziato un adenocarcinoma scarsamente differenziato (G3) a cellule chiare. Da qui ha iniziato 6 cicli di chemio CARBO-GEM iniziata ad ottobre 2013 e terminata a gennaio 2014. A maggio 2014 abbiamo ripetuto la PET ed è emersa una nuova captazione a carico del surrene controlaterale sx. Papà ha continuato a fare la chemio, Alimta questa volta, sempre 6 cicli.
    A distanza di un anno, abbiamo ripetuto la PET a Luglio 2015, che ha confermato la singola localizzazione del tumore a carico del surrene. Un surrene che, a detta dell’endocrinologo non stava più funzionando, rendendo necessaria la terapia sostitutiva.
    A questo punto, col in parere dell’endocrinologo, dell’oncologo e del chirurgo, abbiamo optato per l’asportazione del secondo surrene, visto che a distanza di un anno era l’unica metastasi rimasta. Papà è stato sottoposto alla surrenalectomia ad agosto 2015.
    Dimesso, a settembre è stato ricoverato d’urgenza per uno scompenso cardiaco: fibrillazione atriale. A seguito di questo episosio papà ha dovuto iniziare il Coumadin.
    A novembre abbiamo ripetuto il CEA ed il valore era di 6.5 (durante il tumore al polmone è arrivato sugli 80 ed a quelli del surrene sui 35).
    A dicembre abbiamo eseguito la PET che ha dato esito negativo.
    L’oncologo ci ha detto che non era necessario fare nessuna chemio, ma bastava effettuare dei controlli, precisamente a marzo 2016.
    Per nostro scrupolo, la settimana scorsa abbiamo ripetuto il CEA che è uscito 28. L’oncologo ce lo ha fatto ripetere a distanza di 7 giorni ed in un altro laboratorio ed il valore è di 44!
    Non ci posso credere! Per un anno unica metastasi e dopo l’intervento si è riformato chissà dove e chissà con quale aggressività, visto che il CEA aumenta così in una settimana.
    Sono abbattuta, non so cosa fare, non so se abbiamo sbagliato qualcosa.
    E’ tornato vero?
    La prego di aiutarmi con il suo parere, sia sul percorso fatto, sia sul da farsi
    Resto a disposizione e la ringrazio di vero cuore per l’attenzione che vorrà dedicarmi.
    Cordiali saluti
    Francesca S.

  31. Cara Francesca,
    per fortuna anche il CEA qualche volta si sbaglia!… Si sbaglia meno quando si intravvede una tendenza (all’aumento o alla diminuzione), ma si sbaglia. Certo.. è più facile che no, non si sbagli.
    In conclusione, speriamo in un errore ma armiamoci per riprendere i combattimenti.
    Vi consiglierei di ripetere il CEA ad intervalli di 15 giorni e di ripetere TAC-PET a tre mesi dall’ultimo esame (primi di marzo). Inoltre vi consiglierei di recuperare tutti i preparati istologici disponibili e di richiedere un’analisi completa del genoma tumorale (molti ospedali fanno soltanto la determinazione della mutazione EGFR e della traslocazione ALK, ma è meglio di niente), in modo da esser preparati, se e quando si dovesse confermare una recidiva…
    Cordialmente,
    Gianfranco

  32. Francesca scrive:

    Dottore la mutazione è stata determinata solo sul primo tumore al polmone e non era compatibile. Le mi consiglia di farla anche sulle due metastasi che ci sono state in seguito?

  33. Assolutamente, si. Tutte e due: EGFR e ALK

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