Se la diagnosi è tardiva e la malattia avanzatissima…

Gentile Dott.Buccheri,

la contatto per mio padre, 62 anni, ex fumatore. Poco più di un mese fà gli hanno diagnosticato un carcinoma polmonare. Effettuata tac con prelievo istobioptico, e da lì inizia l’incubo.

Referto: voluminosissimo ingombro del mediastino superiore e medio da parte di molte nodulazioni eterologhe colliquate ed in parte confluenti,presumbili linfadenomegalie ripetitive di primitivo broncogeno ilare coinvolgenti le stazioni pretracheali,inter-epiaortiche,aortico-ricorrenti,di loggia di barety,di finestra aorto-polmonare,ilari bilaterali e sottocarenali.Non si distingue una sicura sede di origine della eteroproliferazione.  Una metastasi intrapolmonare periferica destra,in segmento dorsale di lobo posteriore (12mm).  Una metastasi nell’adipe sottocutaneo poco cranialmente al giugulo.  Una metastasi in surrene destro (15 mm).  Una metastasi nell’adipe dello spazio pararenale posteriore destro, poco ad di sotto del polo inferiore del rene. Due voluminose metastasi cerebrali (3cm circa,e 2,5 cm circa)intensamente edemigene nel lobo frontale di sinistra esercitanti marcato effetto massa (modesta erniazione sottofalce della base del lobo frontale).

Hanno effettuato radioterapia all’encefalo con successo. Successivamente dovevano intraprendere chemioterapia di 1 linea con CBDCA+VNB, in attesa di risultato EGFR.

Dalle analisi successive sono risultate alterate le transaminasi circa 300, e come se non bastasse trombosi alla gamba. Quindi è saltata la chemio e attuata terapia disintossicante.  Hanno detto che probabilmente ha avuto un intossicazione da farmaci o che si è formata una metastasi al fegato. Adesso i valori sn scesi di poco circa 240 , quindi se negativo l’egfr intraprenderanno una leggera chemio,cioè una cavolata a mio parere.  Sicuramente sbaglio, mi chiedo ma se vi è una probabile intossicazione se da un lato assume gli stessi farmaci e dall’altro quelli disintossicanti come fanno a scendere i valori?

Secondo Lei stanno procedendo esattamente? io essendo ignorante in materia,mi faccio un sacco di domande.Ho visto che ci sn mutazioni di altri geni tipo ALK…che nn hanno preso in considerazione.Io sò che la situazione è grave ma nn posso rimanere con nessun dubbio,mio padre è la mia vita…e voglio provare l’impossibile anche sperimentazioni se è il caso. Ho letto tutte le esperienze è quella del Signor Arneoldo sembra molto vicina, un miracolato,chissà ….mai perdere la speranza.

Mi Scuso tanto se mi sono dilungata ma volevo farle capire al meglio il caso.L’ammiro molto per la capacità e dedizione con amore alla sua professione,sono veramente in pochi ad averla.

In attesa di risposta, le invio cordiali saluti.  Mail firmata.

Cara signora,

mi dispiace davvero dirlo, ma purtroppo la situazione che mi descrive è estremamente compromessa e praticamente la si potrebbe definire di “fine vita”… a meno appunto di miracoli (ma bisogna ricordare che un miracolo, per sua stessa definizione, non si verifica tutti i giorni, ed è così raro da divenire un evento, in qualche modo, leggendario…).

Qui l’unico “miracolo” possibile (cioè, senza che l’accadimento debba entrare nella leggenda..) è che la diagnosi istologica non sia quella di adenocarcinoma o carcinoma indifferenziato (come mi pare sia sottinteso dalle sue parole) ma quelle di un qualche tumore meno aggressivo come, ad esempio, un linfoma.  Le consiglierei, pertanto, di verificare bene la diagnosi istologica (magari con altre biopsie, per esempio, delle lesioni sottocutanee) e di fare vedere, in caso di dubbio, i suoi vetrini ad altro patologo (nella nostra lista di medici eccellenti http://www.alcase.it/support/medici-eccellenti/ ci sono anche alcuni ottimi patologi).

Dal lato della terapia (se la diagnosi di carcinoma anaplastico o indifferenziato è confermata) c’è davvero poco da fare.  La migliore terapia sintomatica e di supporto per una condizione che rischia di volgere al peggio in pochissime settimane potrebbe essere la cosa migliore da fare.  L’accanimento terapeutico sia dei medici che dei parenti (quest’ultimo certamente determinato da amore, ma non per questo potenzialmente meno dannoso), in certe situazioni terminali, è la peggior cosa.  Quello che le hanno consigliato i suoi medici (un test di chemioterapia blanda se le condizioni cliniche si riprenderanno un pò, oppure un farmaco TKI se gli EGFR saranno positivi) è ragionevole e mi sento di sottoscriverlo.  Altre strade, come quella che lei cita, non sono praticabili, a meno che le condizioni generali migliorino significativamente e diano una aspettativa di 2 o 3 mesi di stabilizzazione (ma dubito che ciò possa avvenire, anche se instaurata la miglior terapia di supporto possibile…).

So di averla molto delusa, ma, d’altra parte, non ho il diritto di illuderla.

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri


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