Come accedere ad una sperimentazione clinica?…

Gentilissimo dottor Buccheri,

la ringrazio per il tatto delle sue parole nel dirmi cose che non avrei mai voluto leggere ma che in fondo già conoscevo. Voglio però aderire all’idea della speranza. Oltre a ringraziarla volevo chiederle dei chiarimenti. Nella sua relazione ha scritto:

Terapia consigliata. Al momento, è consigliabile continuare con la terapia sintomatica e di supporto, cui va aggiunta la terapia/prevenzione delle complicanze (come già avviene). Il Tarceva andrebbe continuato sino a dimostrazione certa di nuova progressione di malattia (con nuova PET/TAC) e/o tossicità inaccettabile. Alla sospensione del Tarceva (e se le condizioni cliniche generali lo permetteranno ancora) si potrebbe valutare:

1. una terapia Crizotinib, nome commerciale Xalkori ® della Pfizer (reperibile privatamente nelle farmacie svizzere), nel caso si possa fare il test per la mutazione del gene ALK e questo sia positivo;

2. l’inserimento in un protoicollo sperimentale di ricerca.”

Mi può dare chiarimenti sul protocollo sperimentale,  se può descrivermi che tipo di terapia è,  in cosa consiste e che cosa ha portato fino ad ora statisticamente? Viene svolta in tutti gli ospedali?

Ringraziandola ancora per la delicatezza utilizzata, in attesa di risposta le porgo i miei più cordiali saluti.

Annalisa Savona

Gentile Sig,ra Annalisa,

sono lieto di esserle stato di aiuto e la ringrazio, a mia volta, per l’opportunità che mi dà di chiarire una questione cui tante altre persone potrebbero essere interessate.

In effetti, davo per scontato che la mia frase “inserimento in un protocollo sperimentale di ricerca” fosse di facile comprensione.  In realtà essa lo è, solo se si conoscono alcune premesse, che le spiego qui di seguito.

Si intende con i termini “protocollo di ricerca o sperimentale (o sperimentazione clinica)” una procedura in cui si somministra un farmaco -non ancora approvato per l’uso umano- sotto determinate condizioni di rigore scientifico e dietro autorizzazione scritta della persona sulla quale si pratica la sperimentazione.   Il farmaco sperimentale dovrebbe essere superiore alla terapia standard, ma di ciò non vi è ancora prova (che appunto si vuole raccogliere facendo la sperimentazione).  Quindi non vi è NESSUNA GARANZIA di trarne beneficio, ma solo una buona possibilità. Questo è il motivo per cui, di solito, si aderisce ai protocolli sperimentali solo quando non vi sono altre terapie già dimostrate essere certamente efficaci.  Tutti i grandi ospedali e le università hanno dei protocolli di ricerca in atto.

Noi di ALCASE vorremmo creare un database a disposizione di tutti i malati che si rivolgono a noi tramite il nostro sito, ma è un grande lavoro e abbiamo bisogno di uno sponsor…   In pratica, ed in mancanza di un nostro database, lei dovrebbe visionare, con l’aiuto di un medico amico, che è assolutamente necessario per la comprensione dei super-tecnicismi, il database del ministero della salute: http://ricerca-clinica.agenziafarmaco.it/.

Spero di aver chiarito, almeno un pò, come funziona la cosa e di esserle stato, ancora una volta, utile.

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri


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