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Prima il Tarceva o prima la Chemioterapia?…

COMUNICATO STAMPA

20.04.12

Una re-analisi dei dati dello studio “TORCH“, basata sui biomarcatori del cancro non a piccole cellule del polmone (NSCLC) e per questo chiamata “studio TORCH-BIO”, dimostra che i pazienti con NSCLC avanzato dovrebbero ricevere l’Erlotinib (Tarceva ®) in prima linea SOLO nel caso che il loro tumore presenti mutazioni del gene dell’EGFR.  Tutti gli altri pazienti (con stato dei recettori EGFR sconosciuto o il cui tumore non abbia la mutazione del gene per l’EGFR) dovrebbero essere invece trattati prima con chemioterapia standard.   Ciò è quanto è emerso nel corso della 3a Conferenza Europea contro il Cancro al Polmone (ELCC), ancora in corso a Ginevra, Svizzera (18-21 aprile 2012).

I risultati dello studio TORCH-BIO

Lo studio TORCH originale era stato uno studio internazionale, randomizzato, di fase III, condotto principalmente in Italia e in Canada, che aveva confrontato l’efficacia del trattamento con Erlotinib seguito, alla progressione della malattia, da chemioterapia con cisplatino e gemcitabina, contro la sequenza inversa, considerata lo standard terapeutico.  L’Erlotinib, come è noto, è un inibitore dell’enzima tirosin-chinasi dell’epidermal growth factor receptor (EGFR).  L’end-point (obiettivo) primario dello studio TORCH era la sopravvivenza globale e per tale studio furono programmati 900 pazienti. Lo studio, tuttavia, fu interrotto precocemente, quando la prima analisi ad interim dimostrò che l’Erlotinib in prima linea era meno efficace della sequenza standard (Erlotinib in seconda linea).

Nel nuovo studio, il dottor Ming Tsao del Princess Margaret Hospital (Ontario, Canada) e colleghi hanno condotto un’analisi esplorativa sui campioni tumorali del 36% dei pazienti inseriti nello studio TORCH (una bassa percentuale di campioni disponibili è tipica degli studi di tipo retrospettivo, come è quello in questione), alla ricerca dei marcatori molecolari predittivi di risposta agli inibitori dell’EGFR.

I risultati di questa analisi secondaria hanno dimostrano un significativo aumento della sopravvivenza libera da progressione di malattia con l’Erlotinib somministrato prima della chemioterapia nei pazienti che presentavano mutazioni del gene dell’EGFR, mentre negli altri risultava superiore il trattamento standard di prima linea con la chemioterapia.  Non vi erano, invece, differenza statisticamente significative per quanto attiene altri due importanti parametri clinici: la risposta obiettiva al trattamento e la sopravvivenza globale.  Secondo il dr.Tsao, l’Erlotinib è sempre efficace nei tumori con mutazione EGFR, sia in prima che in seconda linea, ma, in questi ultimi, è molto più conveniente utilizzarlo prima.

In sintesi, lo studio TORCH-BIO aggiunge importanti elementi di conoscenza a proposito degli inibitori della tirosinchinasi dell’ EGFR (in questo caso, l’Erlotinib) e sottolinea l’importanza dello studio marcatori molecolari per il miglioramento del risultato clinico.

Questo studio è discusso dal Dr. Tony Mork in un video disponibile su YouTube

La 3a ELCC è organizzata da esperti di primo piano nel cancro del polmone e nelle neoplasie toraciche cha appartengono alle società scientifiche  ESMOIASLC.

Abstract n. 163O
NSCLC in stadio avanzato
Presentato: Giovedi 19 aprile, 14:30-16:00, Sala A & B


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