Dieta e Cancro ai Polmoni – 2° parte

Dal Trattato "Con ogni Respiro" (scaricabile gratuitamente online)

Nutrizione e cancro del polmone

Personalizzare la propria dieta per soddisfare le proprie necessità

Le persone malate di cancro del polmone sono tutte diverse fra loro e pertanto anche la dieta deve essere personalizzata per soddisfare le necessità di ciascuno per la sua particolare situazione. Di seguito sono riportati alcuni fattori che devono essere considerati per progettare la propria dieta:

-  Il proprio piano di trattamento per il cancro.
-  La propria altezza ed il peso attuale.
-  Il calo ponderale non intenzionale e recente.
-  La presenza di altre eventuali malattie come il diabete, problemi renali, cardiopatie ed ipertensione.

Alle persone malate di tumore viene spesso consigliato di aumentare l’assunzione di proteine e di grassi. Le proteine sono importanti durante il trattamento perché forniscono la materia prima per riparare i tessuti che possono essere stati danneggiati dagli effetti collaterali della terapia. Le proteine sono, inoltre, essenziali per una buona guarigione dopo l’intervento chirurgico. Nel caso in cui si abbiano dei problemi renali, l’assunzione di proteine deve essere accuratamente valutata. Un maggiore apporto di grassi nella dieta può aumentare notevolmente l’assunzione di calorie senza dover aumentare sostanzialmente la propria dieta per ottenere lo stesso effetto, ma è bene tenere presente che l’assunzione di grassi deve essere accuratamente limitata in caso di cardiopatie. Il medico curante sarà a disposizione per eventuali consigli sulla dieta e potrà consigliare anche di rivolgersi ad un dietologo o ad un nutrizionista per qualsiasi necessità. I dietisti ed i nutrizionisti sono dei medici specializzati sull’alimentazione e sulle relazione tra nutrizione, salute e malattia. Essi offrono la loro competenza per aiutare le persone ad assumere una dieta corretta migliorandone le condizioni di salute ed, eventualmente, guarendole da possibili patologie legate all’alimentazione. Un dietologo può indicare quante calorie necessitano quotidianamente e come distribuirle in gruppi di cibi differenti. La dieta per un malato può essere cambiata molte volte durante il corso della malattia, in funzione dei trattamenti e dei sintomi che si manifestano.

Nutrizione e cancro del polmone in condizioni particolari: nausea e vomito

La nausea e, molto comunemente, il vomito possono essere associati ai trattamenti chemioterapici per il cancro del polmone. I medici assegnano alla nausea ed al vomito associati alla chemioterapia il termine emesi (nausea e vomito indotti dalla chemioterapia). Molte persone pensano che tutti i trattamenti chemioterapici provochino nausea severa e vomito. Questo è semplicemente falso: non tutti i farmaci chemioterapici, infatti, sono causa di nausea e/o di vomito ed, inoltre, è bene sottolineare che esistono molti farmaci che si sono dimostrati estremamente efficaci nel prevenire e nel controllare l’emesi. Ciononostante, è possibile che si presentino, occasionalmente durante il decorso della malattia, la nausea e/o il vomito, in seguito a chemioterapia o per altre cause. La nausea ed il vomito persistenti possono interferire pesantemente con la capacità di nutrirsi bene. Il Capitolo 10 “Cure di supporto” tratta dei farmaci utilizzabili per trattare nausea e vomito.

A seguire, sono riportati alcuni accorgimenti che possono essere d’ aiuto nel gestire la nausea ed il vomito a prescindere dalla causa.

  • Farsi preparare e portare, se possibile, il cibo da altri

Gli odori che scaturiscono dalla preparazione dei cibi possono, infatti, essere causa di nausea. Nel caso in cui qualche amico o familiare sia disposto a fornire un aiuto, potrebbe essere opportuno domandargli di portare dei pasti cucinati dal di fuori della casa della persona che ha questi disturbi. Questo é consigliato, in particolar modo, nei giorni in cui si verifica la nausea da chemioterapia. E’ opportuno, pertanto, informarsi con i propri medici o infermieri sui giorni in cui è più probabile che la nausea possa verificarsi, il che avviene solitamente alcuni giorni dopo il trattamento.

  • Preparare il cibo lontano dai pasti

E’ consigliabile, nel caso in cui non vi sia nessuno che possa occuparsi della preparazione dei pasti, cucinare lontano dai pasti ed eventualmente congelare in porzioni i pasti in modo che possano essere facilmente riscaldati.

  • Evitare di mangiare per due ore prima o dopo il trattamento chemioterapico

Avere lo stomaco vuoto riduce il rischio di nausea e vomito.

  • Consumare zenzero può aiutare a prevenire la nausea

Lo zenzero è stato utilizzato in molte culture per secoli come rimedio per prevenire la nausea. Alcuni studi hanno dimostrato che lo zenzero può aiutare, appunto, a prevenire la nausea in alcune persone, ma che non risulta efficace per tutti.1-4 Lo zenzero è disponibile in molte forme, fra cui capsule, sciroppi e distillati. E’ consigliabile rivolgersi ai propri medici quando si sia interessati a provare questa tecnica preventiva. Lo zenzero non è di aiuto in caso di nausea o vomito in atto.

  • L’agopuntura e agopressione in punti specifici del polso possono aiutare a ridurre nausea e vomito

Secondo la medicina tradizionale cinese, esiste un punto nell’interno del polso (p6) che è in relazione alla nausea ed al vomito. E’ stato dimostrato, in alcune sperimentazioni cliniche, che la stimolazione di questo punto previene la nausea ed il vomito e migliora l’efficacia dei farmaci antiemetici.5-8 Questa tecnica, pur non essendo  riconosciuta universalmente efficace, ha dato ad alcune persone un significativo beneficio.

Vi sono modi diversi per stimolare il punto p6: la terapia dell’agopuntura tradizionale, la autostimolazione e l’utilizzo di speciali polsini come il ReliefBands® ed il BioBands ®. E’ opportuno rivolgersi ai propri medici nel caso si fosse interessati a questa tecnica in  modo da poter essere indirizzati a figure professionali specializzate in questo tipo di terapia.

  • Mangiare piccole quantità di cibo lungo tutto l’arco della giornata piuttosto che i classici tre grandi pasti

Riempire e dilatare lo stomaco aumenta la probabilità di nausea e vomito.

  • Mangiare e rimanere alzati. Evitare di coricarsi dopo aver mangiato

Una posizione distesa o sdraiata può facilitare il reflusso di cibo in esofago (il tubo tra la bocca e lo stomaco). Questo può aumentare il rischio di vomito.

  • Mangiare lentamente e masticare bene

Mangiare lentamente aiuta a diminuire la quantità di aria ingerita insieme al cibo. Una grande quantità di aria nello stomaco determina la dilatazione dello stesso e può rappresentare la causa scatenante di nausea e vomito. Masticare bene, invece, determina una maggiore velocità di transito del cibo verso l’intestino determinando un rischio minore di nausea e vomito.

  • Mangiare cibi facilmente digeribili e privi di grassi

Più velocemente il cibo ingerito passa dallo stomaco all’intestino, minore è la probabilità che possa dar luogo a nausea e a vomito. I cibi ad alto contenuto di grassi, rimanendo nello stomaco per molte ore, possono provocare nausea e vomito. Anche cibi ricchi di fibre, come le verdure crude ed i semi, sono a lenta digestione. Probabilmente frutta non cotta, come le mele, le arance, i pompelmi e l’ananas, dovrebbe essere evitata durante i giorni più a rischio. Alcuni esempi di cibi a basso contenuto di grassi facilmente digeribili includono gallette cotte al forno, pretzel, toast non imburrati, pane molle, farina d’avena, patate cotte al forno o bollite (senza burro o creme acide), semplici tagliatelle, riso bianco, pollo senza pelle o tacchino (carne bianca), zuppe leggere, salsa di mele, pesche inscatolate, pere in gelatina.

  • Evitare di mangiare durante la nausea

Mangiare durante la nausea non contribuirà a migliorare la situazione ed, anzi, potrà determinare vomito. E’ opportuno in questa situazione attendere che la nausea cessi prima di mangiare.

  • Evitare odori forti

Alcuni odori, particolarmente forti, possono aumentare il senso di nausea ed il vomito. E’ opportuno evitare di cucinare e mangiare cibi come l’aglio, le cipolle, il pepe, uova, pesche, broccoli, cavoli cappuccio, cavolfiori e cavolini di Bruxelles. Anche alcuni profumi ed acque di colonia possono risultare particolarmente fastidiosi. Alcune persone possono trovare anche sgradevoli le fragranze aggiunte a saponi ed a detersivi. Se ciò rappresentasse un problema, è consigliabile utilizzare prodotti non profumati. E’ consigliabile, inoltre, non avere paura di trascorrere del tempo in compagnia, solo per il fatto di non usare profumi o acqua di colonia.

  • Evitare cibi grassi

I cibi grassi sono difficili da digerire e possono rimanere nello stomaco per lunghi periodi, qualche volta fino a 12 ore. E’ bene, pertanto, evitare a pranzo cibi molto fritti, patate fritte, cibi con burro, salse, burro di arachidi, noccioline, latte, formaggi, hamburger, pancetta affumicata, salsiccia e carne di maiale.

  • Evitare bibite con anidride carbonica

Le bibite gassate in generale rilasciano gas all’interno dello stomaco, determinando la dilatazione dello stesso ed aumentando pertanto il rischio di nausea e vomito.

  • Assumere piccole quantità di liquidi freddi o ghiacciati per calmare lo stomaco

Piccole quantità di acqua fredda, cubetti di ghiaccio, tè ghiacciato, gelati e sorbetti possono aiutare a calmare uno stomaco agitato. Anche il tè alla menta può avere un’azione lenitiva.

  • Curare l’igiene orale

Mantenere i denti puliti può aiutare a liberarsi di spiacevoli gusti in bocca e dell’alito cattivo che possono condurre alla nausea ed al vomito.

E’ consigliabile, in caso di nausea, mantenersi freschi aprendo le finestre, ricorrendo eventualmente all’uso di un ventilatore, uscendo di casa o anche semplicemente ricorrendo ad un impacco fresco da mettere sulla fronte e/o sul collo. E’ consigliabile, inoltre, respirare profondamente e lentamente. In caso di vomito è opportuno risciacquare la bocca e lavarsi accuratamente i denti per eliminare il cattivo gusto residuo. E’ opportuno anche non mangiare o bere per almeno 30 minuti dopo aver vomitato per concedere allo stomaco il tempo necessario a ristabilizzarsi. Se la nausea dopo 30 minuti è svanita, può essere utile valutare la situazione con un piccolo sorso o due di acqua o una cucchiaiata di cubetti di ghiaccio. Aspettare quindi 15 minuti prima di provare con un altro po’ di acqua o di ghiaccio. Continuando gradualmente con questo sistema, introdurre piccole quantità ad intervalli regolari. Nel caso in cui la nausea sia svanita dopo 2 ore è possibile mangiare per esempio uno o due cracker. E’ bene introdurre piccole quantità; infatti, e’ meglio mangiare piccole quantità per alcuni giorni piuttosto che provare a mangiare grandi quantità senza riuscire ad evitare di vomitare.


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