Scoperte nuove alterazioni genetiche (CURABILI!) del cancro ai polmoni

1 Febbraio 2012

Un studio americano definisce un nuovo sottotipo genetico di cancro del polmone (Vai all’abstract originale)

risposte obiettive al trattamento con Crizotinib

Variazioni percentuali del tumore dopo terapia con Crizotinib in pazienti ALK-positivi

Uno studio di ricercatori del Massachusetts General Hospital (MGH) Cancer Center ha recentemente scoperto il ruolo di una nuova alterazione genetica in una forma mortale di cancro ai polmoni.   I tumori che presentano riarrangiamenti del gene ROS1 sono solo l’1-2 per cento dei cancri non-piccole cellule del polmone (NSCLC).
La cosa interessante è che i tumori con riarrangiamento del gene ROS1 possono essere trattati con Crizotinib, che è già noto come potente inibitore dei tumori con oncogene ALK (http://www.alcase.it/education/premessa-farmaci-mirati/farmaci-mirati/crizotinib/).
“ROS1 codifica per una proteina che è importante per la crescita e la sopravvivenza cellulare e la deregolamentazione del ROS1 -attraverso riarrangiamento cromosomico- guida la crescita dei tumori”, spiega Alice Shaw, MD, PhD, del MGH Cancer Center – co-autore dello studio appena pubblicato sul Journal of Clinical Oncology. “Questa scoperta è importante perché abbiamo farmaci che inibiscono il gene ROS1 e ciò potrebbe portare a una sorta di drammatica risposta clinica, come descritto in questo articolo”.
Il gene ROS1 si aggiunge alla lista di geni noti in grado di guidare la crescita del NSCLC quando alterati – una lista che comprende il KRAS,  l’ EGFR,  e l’ALK. Complessivamente, l’insieme delle alterazioni note conosciute è determinante  in poco più della metà dei tumori NSCLC.

Originariamente identificato nei tumori cerebrali, il riarrangiamento del gene ROS1, è stato identificato in un paziente con NSCLC e in una linea di cellule NSCLC in vitro.  Lo studio attuale è stato progettato per determinare la frequenza di pazienti ROS1-positivi nel NSCLC e di definirne le caratteristiche cliniche.

I ricercatori hanno anaòizzato campioni di tumore da più di 1.000 pazienti con NSCLC trattati presso diversi ospedali americani e cinesi:  l’ MGH, la Vanderbilt University, la University of California a Irvine, e la Fudan University di Shanghai. Il riarrangiamento ROS1 è stato identificato in 18 campioni di tumore, per una prevalenza del 1,7 per cento, mentre i riarrangiamenti ALK sono stati identificati in altri 31 campioni.  I pazienti con tumori positivi al ROS1 tendevano ad essere più giovani, non avere mai fumato e ad avere un tipo di cancro ai polmoni chiamato adenocarcinoma – caratteristiche molto simili a quelle dei pazienti ALK-positivi.
Uno studio precedente del MGH aveva trovato che  un inibitore sperimentale ALK, il Crizotinib,  sopprimeva la crescita di una linea cellulare ROS1-positiva, suggerendo che i tumori ROS1-positivi potessero essere sensibili al farmaco. Questa osservazione ha portato gli autori dello studio e il suo team a  sviluppare un test diagnostico che potrebbe identificare i tumori ROS1-positivi. E a testare il farmaco in un malato di cancro ai polmoni il cui tumore non avevano risposto a farmaci inibenti il recettore EGFR ed  era negativo all’ ALK, pur presentando la riorganizzazione ROS1.
“Quando iniziò iltrattamento lo scorso aprile, questo paziente era estremamente malato – con significativa perdita di peso ed  ipossiemia- ed era a malapena in grado di camminare”, dice Shaw. ”Nel giro di qualche giorno dall’inizio del Crizotinib si sentiva meglio e, quando  abbiamo effettuato una TAC di controllo sette settimane dopo, il tumore era scomparso essenzialmente dai suoi polmoni.”  Nove mesi dopo l’inizio della terapia crizotinib, questo paziente continua a star bene. Ulteriori pazienti ROS1-positivi sono stati avviati al trattamento in MGH, alla UC Irvine e presso l’Università del Colorado.

Fonte: Massachusetts General Hospital


6 Responses to “Scoperte nuove alterazioni genetiche (CURABILI!) del cancro ai polmoni”

  1. Nicola scrive:

    Ho letto il Vostro interessante articolo del 1/2/2012 e relativo all’oggetto. Mia moglie di 42 anni, non fumatrice, che da due anni lotta con un adenocolcinoma con caratteristiche a grandi cellule, ha già sottoposto al test un linfonodo per le mutazioni EGFR, KRAS e ALK che sono risultate negative. Ho telefonato al laboratorio di biologia molecolare dove è in deposito il reperto, per sapere se era possibile aggiungere il nuovo test per determinare questa nuova mutazione scoperta. Dal laboratorio mi rispondono che non hanno mai sentito questa sigla e che non sono quindi attrezzati per effettuare tale test. Mi sono rivolto all’oncologo che segue mia moglie (che lavora sotto un altro rinomato ospedale) e lo stesso pur essendo a conoscenza di questa nuova mutazione mia ha risposto che pure il loro laboratorio non è attrezzato per il test. Vi chiedo quindi per cortesia, senza che debba telefonare a tutti i laboatori biomolecolari d’Italia, se siete a conoscenza se in Italia o in Europa, c’è qualche laboratorio attrezzato dove poter eventualmente inviare il reperto. Chi la dura non molla!!!!!!!
    Anticipatamente ringrazio. Nicola

  2. Caro Nicola, se devo esser franco, non so se in Italia o in Europa vi siano laboratori che determinino -di routine- la presenza di un riarrangiamento del gene ROS1. O meglio, penso che nessun ospedale o istituzione universitaria del mondo lo faccia di routine. Certamente alcuni laboratori, che hanno studi sperimentali in corso su questo argomento, lo fanno (come quello del MGH, dove lo studio in questione è stato condotto), ma è difficile sapere chi lo fa su 999.999 che non lo fanno.
    Mi spiace, ma è come cercare un ago in un pagliaio… e io, con sincero rincrescimento, devo ammettere di non essere in grado di aiutarti.
    Gianfranco Buccheri

  3. Il sig. Nicola mi corregge: il ri-arrangiamento del gene ROS1 è determinabile, anche in Italia.

    Ecco, di seguito incollate, le mail rilevanti (del sig. Nicola e di una dottoressa, ricercatrice, che risponde alla stessa cui io non avevo saputo rispondere…):

    ” Gentile Dott. Buccheri le invio queste due email, delle quali io non posso più utilizzarne l’utilità dato che mia moglie se ne andata un mese fa, nella speranza che altri però possano trarne beneficio.

    ——–
    Gent.le sig. Tomasella,
    sono una ricercatrice e mi occupo di tumore al polmone da diversi anni.
    Ho visto casualmente ieri sera il messaggio che lei ha scritto al corriere della sera qualche mese fa. Come prima cosa spero che sua moglie stia bene e volevo informarla nel caso non l’avesse saputo che il test per ros1 è stato validato ed é ora disponibile presso alcuni ospedali di Milano.
    Ho visto personalmente i dati e le dico per certo che funziona.
    Cordiali saluti
    E. A.

    ——–

    Mi dispiace molto per sua moglie e le dico con sincerità che per molte persone che fanno il lavoro che faccio io la morte di un paziente è sempre una sconfitta personale. La sensazione di non essere arrivati in tempo.
    Io sto lavorando con l’ospedale di Niguarda e con l’Istituto tumori di Milano e lì il test funziona. Non escludo però che ora sia disponibile anche presso altri ospedali.
    Cordiali saluti
    E.A.

  4. Gallo Cataldo scrive:

    Gentile ricercatrice E.A.
    a gennaio 2014 mi è stato diagnosticato un adenocarcinoma polmomare con metastasi.
    Leggo adesso di questa mutazione, e sarebbe molto importante per me conoscere i centro dove attualmente si praticano i test. Confido nella sua sensibiltà per una celere risposta.
    Cordialmente,
    Gallo Cataldo – Palermo

  5. Temo, signor Cataldo, che la ricercatrice E.A. non leggerà la sua mail e, di conseguenza, non potrà risponderle. Le consiglierei di sentire direttamente l’Istituto Tumori di Milano, dove la ricercatrice in questione dice di lavorare.
    Con i migliori auguri perchè lei possa trovare il modo di controllare efficaemente la malattia, la saluto cordialmente.
    Gianfranco Buccheri

  6. Gallo Cataldo scrive:

    Gentile professore Gianfranco Buccheri, la ringrazio per la cortese risposta. Farò quanto da lei indicatomi.
    Buona domenica

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