news

Una nostra amica di facebook ci ha mandato questo articolo che parla di lei e ci ha autorizzato a pubblicarlo.  Siamo felici di farlo. Eccone il testo:

Ci vuole coraggio per non lasciarsi travolgere dalla disperazione. Ci vuole coraggio a dire a tutti gli amici “ho un tumore”. Decidere di raccontarlo giorno per giorno, metterci la faccia, chiedere aiuto, ascoltare ed essere ascoltati. “Internet è stata la mia salvezza, mi sono disperata due giorni, dopo che ho avuto l’esito degli esami, poi mi sono messa al pc, ho cominciato a mandare lettere, e poi ho aperto un blog, www.lenaviva.blogspot.it, visitato ogni giorno da un centinaio di persone, e sempre su interne ho conosciuto la cura che mi sta facendo vivere”. Marilena Loteni ha 55 anni, è mamma e moglie, e anche maestra: ha cresciuto bambini che poi sono diventati genitori, e ha insegnato anche ai loro figli. Ad Albignasego, Padova, la conoscono tutti. Una creatività inesauribile, teatro, musica e recite. Per anni la sua vita gira attorno alla scuola elementare Gianni Rodari. Nel giugno del 2010 si fa gli esami. E il verdetto la lascia senza fiato: Adenocarcinoma. Cancro ai polmoni, inoperabile. E come sempre in questi casi il mondo si cristallizza attorno a lei, che da maestra, mamma, moglie, diventa ora “malata”. La figlia e il marito le sono vicini, ognuno sfoga la rabbia come può. Marilena non perde la lucidità, o la perde solo per poco. perché subito comincia a scrivere. “Sono nelle mani di Dio, ma dov’è la sua misericordia?”, dice nelle prime lettere. “Dovevo raccontare, dovevo parlare, non volevo che la notizia si diffondesse incontrollata e che tutti si chiedessero come stavo senza avere notizie vere, così ho cominciato prima a scrivere un diario e quasi subito ho iniziato a mandare mail giornaliere a tutti i miei amici”. Una sorta di bollettino medico. Che ha raccontato i due cicli di chemio, i viaggi ad Aviano “una struttura splendida”, dice. “Ho dovuto rinunciare ad andarci perché la bombola d’ossigeno non mi bastava durante il viaggio”. Sì perché la chemio comincia a dare i suoi effetti: debolezza, problemi al fegato, ai reni. Tutto raccontato nelle mail, poi nel blog.  Le passeggiate e la tosse, la gioia di vedere una figlia crescere bella come il sole, e i mal di schiena. E sul blog la gente scrive, scrivono gli ex alunni, gli amici, anche gli sconosciuti. Lena racconta le sue emozioni, e le preghiere. “Credo che le preghiere di chi mi ha voluto bene mi stiano tenendo viva”. Ma è la forza di Marilena a tenerla viva. Anche quando le dicono che il suo tumore le lascerà 6 mesi di vita, e che solo il 17% supera l’anno. “E’ passato un anno e mezzo sono ancora qui, e sono felice”. Felice. Marilena usa proprio questa parola. “Ho lottato per avere un farmaco, l’Erlotinib, che i medici non mi volevano dare, sostituisce la chemio, cura i sintomi, ma costa troppo e io, malata terminale, non potevo accedervi”. Ma tanto ha combattuto che alla fine ce l’ha fatta. Ed è stata proprio la rete ad aiutarla. “Il sito di ALCASE, dedicato ai malati di tumore al polmone, mi ha fatto conoscere questo farmaco – dice Marilena – i miei amici erano pronti a fare una colletta e ad andare a prendermelo in Svizzera, per fortuna i medici di Piove di Sacco hanno deciso di darmelo”. “Ora sto bene, a luglio giravo in carrozzina e con la bombola d’ossigeno, adesso cammino, niente ossigeno, certo non posso fare quello che voglio, il tumore sta diminuendo, ma è una brutta bestia (The BESTion, come l’ha soprannominato sul suo blog). Io lo so che morirò, ma grazie al blog e ad ALCASE, per ora sto vivendo serena, sono felice, felicissima”. Una forza della natura.

ROBERTA POLESE

da GENTI VENETE (inserto domenicale di Corriere Veneto dell’ 8 gennaio 2012)


Lascia il tuo commento