Quando si è troppo vecchi per rinunciare…

bbb

Gentile ALCASE Italia,

dieci giorni fa hanno diagnosticato a mio padre, di 71 anni, la seguente malattia:

Adenocarcinoma polmonare.  Alla TC tb con mdc evidenza lesione solida a livello dell’ilo dx con associate nodularità omolaterali ed adenopatie ilo-mediastiniche bulky.  Non secondarietà a livello addominale ed encefalico. La malattia risulta inquadrabile come stadio T4N2M0 (IIIb).

La  diagnosi è avvenuta a seguito di TC e FBS (era prevista una PET ma è stata “rimandata”!).  Ieri mattina mio padre ha iniziato il primo ciclo di chemioterapia.  Dopo i tre cicli previsti verrà valutato (tramite TC tb con mdc) un ciclo di radioterapia sequenziale.

Vorrei  porvi moltissime domande, ne riporto alcune:

  1. è utile nel suo caso eseguire una PET?
  2. perché non eseguire una terapia con trattamento chemioterapico e radioterapico concomitanti essendo mio padre in buona salute?
  3. si forniscono solo cure palliative ad un paziente di 71 anni in buona salute?
  4. esistono terapie sperimentali/complementari possibili: ablazione, ipertermia, farmaci biologici , ecc. ecc.?

Mi scuso per il tempo dedicatomi e per il modo diretto con cui vi pongo i miei dubbi, ma non so cos’altro fare. Vi ringrazio,

F. B.

Gentile signore,

la ringrazio, innanzitutto, per la fiducia che mostra nei nostri confronti e per aver formulato i suoi quesiti in maniera diretta e chiara.  E vengo subito alle risposte:

  1. Dal referto TAC che lei riprende, direi di no. La PET non è sempre necessaria. Ad esempio, quando il tumore si presenta già molto avanzato (localmente e/o con coinvolgimento a distanza) per cui non è ragionevolmente ipotizzabile un intervento chirurgico immediato, e non vi sono altri quesiti clinici specifici da risolvere, non è necessario richiedere la PET.
  2. Non posso risponderle per quanto riguarda il caso specifico di suo papà, ma posso dirle che in generale ha ragione lei: la chemio-radio-terapia concomitante è migliore (come sottolineato in un nostro recente articolo http://www.alcase.it/2011/11/chemioradioterapia_concurrent_vs_sequential/).
  3. Assolutamente NO.  Un paziente di 71 anni -se in buone condizioni cliniche generali e assenza di co-morbidità-  può essere trattato con qualunque trattamento radicale, inclusa la chirurgia.
  4. Esistono molte terapie innovative (oltre alla chemioterapia e radioterapia): molte sono ancora sperimentali, altre sono già documentate essere efficaci e andrebbero prese in considerazione. Un esempio di queste ultime, che lei cita, è la terapia con farmaci mirati (http://www.alcase.it/education/premessa-farmaci-mirati/).

Spero di esserle stato utile.

Cordiali saluti,

Gianfranco Buccheri

fffff


2 Responses to “Quando si è troppo vecchi per rinunciare…”

  1. Una figlia scrive:

    Buongiorno FB ,

    Ho riletto nel suo messaggio la nostra storia, la storia della nostra diagnosi e…. Soprattutto la stessa disponibilità e professionalità con cui le ha risposto il dott.Buccheri.

    Ora le dirò invece una cosa da figlia : Non molli mai!!!! Neanche per un attimo….
    La accompagneranno dei momenti più difficili all’inizio del vostro percorso perché si ha sempre paura di fare le scelte sbagliate e/o di non fare tutto il possibile .

    Ho passato e passo le notti su internet e c’e’ sempre qualcosa da fare nonostante ciò che le possono dire gli altri ….. Si può fare molto !!! E le dirò di più …. Alla faccia di chi non ci voleva più insieme da tanto tempo, il mio papa’ e’ qui con me e la nostra vita non e’ perfetta ma e’ insieme …. Con tanti sorrisi … Rimango a disposizione per dosi di ottimismo d infonderle !
    Un figlia devota

  2. FB scrive:

    Grazie delle sue dosi di ottinismo.

    Troveremo la nostra strada, le cure più adatte e, soprattutto,
    cercheremo di vivere ogni giorno come “un altro giro di giostra”.

    Con affetto,
    FB.

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