Virus oncolitici

Egregio dott. Buccheri,
da maggio di quest’anno a mio fratello è stato diagnosticato un adenocarcinoma polmonare IV stadio con metastasi ai surrei e linfonodi, ed attualmente è sottoposto a trattamento chemioterapeutico.
Lo sconforto e la disperazione sono da allora i sentimenti predominanti.

Le scrivo per avere un suo parere riguardo l’uso nel trattamento dei tumori del virus oncolitico ingegnerizzato JX-594 recentemente pubblicato sulla rivista Nature (2011, 277: 99-104). Potrebbe essere un’approccio efficace? A quale tipo di malati di tumore al polmone consiglierebbe, eventualmente, di provare tale sperimentazione? E come si dovrebbe procedere?

Grazie
G. L.

Caro amico, innanzitutto, consentimi di esprimere la mia partecipazione ai tuoi, vostri, comprensibili sentimenti di sconforto… Diceva un famoso medico americano di fine ’800 (il Dr. Osler di Baltimora): “un buon medico guarisce raramente, aiuta spesso, conforta sempre…“.  A quel tempo, infatti, i medici avevano le stesse armi che ora abbiamo noi medici oncologi che ci occupiamo di cancro al polmone…  Cioè molto poco o nulla…

Ma veniamo al tuo quesito, molto specifico e circostanziato, occasione per me di valutare uno studio di qualità e, come si dice, “promettente”.   Intanto la rivista Nature è una delle più autorevoli riviste scientifiche a livello mondiale e dà ampie garanzie di correttezza metodologica degli studi pubblicati.  Secondariamente, la possibilità di utilizzare dei virus oncotropi per veicolare sostanze tossiche specificamente all’interno delle cellule tumorali è affascinante e molti ricercatori vi stanno lavorando.   I ricercatori californiani, autori dello studio in questione, hanno effettivamente “costruito” un poxvirus capace di replicarsi selettivamente nelle cellule tumorali e lo hanno testato clinicamente, dimostrando che il loro virus, chiamato JX-594, era in grado di  infettare selettivamente, replicarsi e produrre sostanze transgeniche nei tessuti tumorali dopo essere stato iniettato in vena.  I tessuti normali, al contrario, non ne erano affetti.  E’ chiaro che si tratta di un risultato veramente importante, in sé,  capace di aprire una nuova via di intervento antitumorale.  Ma, come gli stessi autori dichiarano,  essi non hanno in mano un virus che già oggi cura i tumori, ma un virus che potrà, forse, farlo in futuro fra qualche anno e dopo molte ricerche orientate alla clinica.  Mi spiace, caro amico, ma la ricerca sperimentale, di solito, non dà risposte ai malati ma ad altri ricercatori che proveranno a mettere in pratica (a letto del malato) le sue scoperte.

Prima di salutarti una domanda da porre ai tuoi medici: il IV stadio del cancro di tuo fratello è dovuto solo alla presenza di metastasi surrenaliche?… Quale è il grado di accuratezza di questa diagnosi?… Vi sono tanti risultati falsi positivi nelle surrenali!…

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri


5 Responses to “Virus oncolitici”

  1. Monica scrive:

    Buongiorno, seguo costantemente la Vostra rubrica e oggi mi sono sentita di intervenire per portare l’esempio di mio papà operato nel 2009 per un adenocarcinoma T2N1M0 .
    Purtroppo a Maggio durante uno dei controlli semestrali, dall’esame TAC sono risultati 2 linfonodi del mediastino “patologici”. L’oncologo che lo ha in cura ha fatto eseguire una PET dalla quale è risultata una captazione (lieve: SUV 3) anche a livello del surrene…
    Fortunatamente l’oncologo, indeciso se fargli incominciare un ciclo di chemioterapia o intraprendere la strada della radioterapia stereotassica, ha deciso di approfondire lo studio del surrene con una RMN che fortunatamente ha confermato la tesi dell’oncologo: non si trattava di metastasi ma di un falso positivo !
    Non sò se la radioterapia sarà risolutiva (domani abbiamo la visita dall’oncologo per la rivalutazione dopo TAC di controllo) ma alla luce di un quadro clinico chiaro, abbiamo avuto la possibilità di valutare il percorso terapeutico a nostro avviso mogliore…
    Grazie infinitamente per il supporto che date a tutti noi con la vostra costante informazione !
    Buon lavoro.

    Monica

  2. Ciao, Monica.
    Prima di tutto, un grosso grazie per le gentili parole, che ci incoraggiano ad andare avanti nella difficile strada intrapresa.
    Poi, un commento a ciò che ci racconti a proposito del papà…
    I falsi positivi surrenalici sono assai frequenti e ha fatto bene l’oncologo a voler chiarire la questione.
    Per la radioterapia, se ben mirata ai linfonodi malati (come nel caso della sterotassica), dovrebbe funzionare bene e senza effetti collaterali…
    Coraggio, Monica!…Siamo con tè!…
    Gianfranco Buccheri e i colleghi di ALCASE

  3. Monica scrive:

    GRAZIE!
    i vostri incoraggiamenti ci hanno portato fortuna, la TAC di mio papà è andata bene, i linfonodi si sono notevolmente ridotti dopo la radioterapia e non si sono evidenziate nuove lesioni … prossimo controllo a Gennaio 2012 … intanto ci godiamo l’autunno e i suoi splendidi colori!
    Un grosso saluto a tutti voi.

    Monica e il suo papà

  4. GIANNI BIANCO scrive:

    COME SI RIPETE OGNI VOLTA SI TROVANO VIRUS O MOLECOLE FANTASCIENTIFICHE MA CHE POI AL LATO PRATICO NON DANNO MAI RISULTATI O COME AL SOLITO LI DARANNO FRA CHISSA’ QUANTI ANNI, FA QUASI PENA QUESTA COSA SEMBRA QUASI UNA PRESA INGIRO PER IL MALATO FORSE PERCHE NON SI SA CHE IL MALATO NON GA TUTTO QUESTO TEMPO A DISPOSIZIONE PER IL MALATO SI PARLA DI MESI. FORSE SU QUESTA MALATTIA CI SONO TROPPI INTERESSI PERCHE ‘ SI VOGLIA TROVARE UNA SOLUZIONE.IL MALATO SE POTESSE UTILIZZARE IL FARMACO, LO FAREBBE SENZA ALCUNA ESITAZIONE PERCHE’ SA CHE NON HA A DISPOSIZIONE MOLTO TEMPO MENTRE CHI PARLA SOLITAMENTE DI TEMPO E DI SPERIMENTAZIONE E COLUI CHE STA BENE FACCIAMO IN FRETTA SBRIGHIAMO TUTTE QUESTE BUROCRAZIE A LIVELLO SPERIMENTALE PERCHE IL TUMORE NON RIMANE FERMO AD ASPETTARCI.

  5. Gianni, comprendo perfettamente la tua posizione… e mi pare di averlo sempre dimostrato nelle mie risposte. Però non si vince il cancro con le dietrologie. TUTTI vogliono risolvere il problema dei malati di, comprese le case farmaceutiche che, se avessero un farmaco del genere, guadagnerebbero in modo stratosferico..
    Il problema è che è davvero difficile vincere il cancro al polmone e nessuno sa quando e se verrà radicalmente risolto. Per questo, nell’informare le persone sugli sforzi della ricerca medica faccio di tutto per evitare false o eccessive illusioni. Tuttavia, evito anche di mettere sotto silenzio le speranze (anche minime) che ogni tanto emergono. Non si vive senza speranza!!!
    Un cordiale saluto,
    Gianfranco Buccheri

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